L’ALLENAMENTO CON I PESI PER LA DONNA
ALLENAMENTO PESI DONNA |
A cura del Dott. Dino Potenza |
Lo chiamano ancora sesso debole, eppure non si direbbe. Anche sulla prestanza
muscolare, da sempre sinonimo di mascolinità, non ci sono più dubbi: a parità
di massa magra non esistono differenze di forza fra i sessi. Con la diffusione
dei fitness club un numero crescente di donne, non solo atlete professioniste,
si allena sollevando manubri e bilancieri o facendo uso di comode macchine a contrappesi
ed altri attrezzi che utilizzano resistenze. Anche grazie a questo tipo di allenamento
molte donne hanno scoperto che la forza muscolare non è una prerogativa maschile
e che sollevando pesi è possibile tenersi in forma e migliorare l’estetica.
Parità, o quasi
Studi recenti hanno messo in evidenza sorprendenti parità e differenze di caratteristiche
muscolari fra i sessi. La forza è la massima tensione muscolare che si riesce
ad esprimere contro una resistenza. Se è valutata in relazione alla dimensione
del muscolo, si osserva che non c'è alcuna differenza fra i sessi. Ciò significa
che a parità di massa muscolare uomo e donna hanno la capacità di esprimere la
stessa forza, alzando gli stessi pesi. Ma la donna ha di solito una massa muscolare
meno sviluppata ed una maggiore quantità di grasso rispetto all'uomo. Solo per
questo sembra meno forte. Tale condizione non è causata da abitudini alimentari
o altri fattori ambientali. Una donna adulta media ha una statura inferiore di
7/10 centimetri rispetto all’uomo. Il peso corporeo della donna è 11/13 chili
più leggero. In media ha circa 4/7 chili in più di massa grassa e 18/20 chili
in meno di massa magra (soprattutto muscoli). Nella popolazione americana sotto
i 30 anni, gli uomini hanno in media una percentuale di grasso corporeo del 20%,
contro il 25% delle donne. Dopo i 30 anni, negli uomini è il 25%, nelle donne
circa il 31% del peso corporeo. La maggiore presenza di tessuto adiposo nel sesso
femminile sembra essere in relazione alla capacità di riproduzione. Infatti, nelle
donne che praticano sport si osserva che nei periodi di eccessiva magrezza c'è
un’irregolarità o addirittura la scomparsa del ciclo mestruale, che è reversibile.
Diversi gruppi di ricerca hanno scoperto che il tessuto grasso trasforma gli ormoni
maschili (androgeni ) in ormoni femminili (estrogeni ). La donna, per natura, ha sempre una percentuale di grasso più alta dell’uomo.
Quindi, a parità di peso corporeo ha una minore quantità di massa muscolare e
solo per questo motivo le prestazioni di forza sono inferiori rispetto all’uomo.
Se invece mettessimo a confronto un uomo ed una donna di pari peso muscolare,
scopriremmo che non c’è quella differenza che molti si aspetterebbero. Per rispettare
la propria natura la donna dovrebbe sì curare la muscolatura, ma senza cercare
di ridurre il tessuto adiposo oltre certi limiti. Solo in mancanza di tessuto
adiposo la muscolatura appare in evidenza, mettendo a rischio la femminilità.
Altrimenti, un giusto equilibrio fra massa magra e grassa, con una muscolatura
sviluppata e tonica, consente di ottenere il miglior risultato estetico. Fra le
capacità muscolari, una differenza significativa fra i sessi è registrata invece
nei movimenti ad alta velocità. L'uomo non è più forte, ma senz'altro più veloce
della donna. Questa è l’unica disuguaglianza rilevante che potrebbe giustificare
una differenziazione dell’allenamento fra i sessi. La donna ha una minore percentuale
di fibre muscolari veloci (quelle bianche) e quindi un numero più alto di fibre lente (rosse).
Movimenti lenti e tante ripetizioni per metodo
Se si escludessero alcune esigenze estetiche della donna rispetto all’uomo, specialmente
per la necessità di modellare i glutei ed i fianchi, non ci sarebbero ragioni
per differenziare i metodi di allenamento fra i sessi. Una differenza motivata
potrebbe riguardare la velocità di esecuzione degli esercizi ed il numero delle
ripetizioni, suggerita dalla maggiore percentuale di fibre lente nei muscoli della donna. Le caratteristiche anatomiche e fisiologiche dei muscoli
delle donne lasciano supporre che si possano avere migliori risultati dall’allenamento
con i pesi eseguendo movimenti lenti e controllati, con un numero di ripetizioni
medio-alto (minimo dodici, massimo venti), per stimolare maggiormente le fibre
lente. Sarebbe sconveniente proporre una esecuzione veloce degli esercizi di tonificazione
allo scopo di dimagrire, perché la rapidità della contrazione non si concilia
bene con la caratteristica naturale del muscolo della donna e, fra l’altro, non
favorisce in alcun modo il dimagrimento, contrariamente a quanto credono in molti.
Ovviamente ciò non vale per le atlete che devono aumentare la potenza e la velocità
della contrazione per migliorare le prestazioni sportive. Per quanto riguarda
le modificazioni della composizione corporea, gli effetti dell’allenamento in
palestra non sono identici nell’uomo e nella donna. Da uno studio appare chiaro
che entrambi hanno solo una lieve variazione del peso corporeo se sono sottoposti
ad un allenamento con i pesi di dieci settimane con due sedute per settimana,
ma c’è una variazione della composizione corporea differente fra i sessi: entrambi
ottengono un aumento della massa muscolare e una diminuzione della massa grassa,
ma nell’uomo è maggiore l’aumento muscolare mentre nella donna è maggiore la perdita
di grasso. In definitiva, l’allenamento con i pesi è efficace per il dimagrimento
più nella donna che nell’uomo.
Donne, attenzione alla schiena
Aspetti tipicamente femminili sono stati oggetto di ricerche dalle quali è emerso
che l’allenamento con i pesi non influenza negativamente il ciclo mestruale e
neppure la possibilità di riproduzione. Complicazioni della gravidanza e del parto
sono più frequenti nelle donne sedentarie. Un aspetto che invece richiede molta
attenzione nella programmazione dell’allenamento è la particolare tendenza delle
donne ad assumere l’atteggiamento di iperlordosi del tratto lombare della colonna vertebrale, che consiste in un’accentuazione
della normale curva fisiologica della bassa schiena. I muscoli lombari sono spesso
inclini ad un accorciamento che dovrebbe essere contrastato con esercizi di allungamento,
evitando nello stesso tempo un inutile potenziamento. Poiché le donne eseguono
spesso molti esercizi per i glutei, occorre porre attenzione per evitare che nei
movimenti di slancio siano interessati anche i muscoli lombari, che nella maggior
parte dei casi sono già abbastanza ipertonici. Stessa accortezza occorre anche
nei movimenti di flessione del busto per gli addominali che, se eseguiti in posizione
non corretta, causano un inarcamento della schiena, oppure durante il sollevamento
di carichi pesanti sopra la testa o sulle spalle (ad esempio squat, spinte verso
l’alto con bilanciere o manubri, ecc.), durante i quali si dovrebbe mantenere
sempre una postura corretta della colonna vertebrale.
Con i pesi i muscoli crescono poco
Uomo e donna reagiscono in modo simile agli stimoli dell’allenamento, tuttavia
esistono alcune diversità. Dalle ricerche si evince che, ad esempio, a parità
di carico di lavoro non esistono differenze nei livelli di acido lattico. Anche
le riserve energetiche muscolari di ATP e CP, che rappresentano la “benzina” per
la contrazione, sono simili a parità di massa magra. È solo la diversità di taglia
corporea fra uomo e donna che determina la differenza delle prestazioni. Ma cosa
avviene in particolare quando una donna si sottopone ad un allenamento con i pesi?
La forza muscolare aumenta esattamente come nell’uomo, quindi il potenziale di
miglioramento non è differente fra i sessi. L’unico punto debole del gentil sesso
sono gli arti superiori. Nei muscoli delle braccia non è stata registrata la stessa
capacità di miglioramento della forza degli uomini, in seguito ad un medesimo
allenamento con i pesi. Questo per quanto concerne la forza; invece gli effetti
sullo sviluppo muscolare (ipertrofia) sono diversi. Nel maschio, dopo un programma
di allenamento con i pesi, gli incrementi di circonferenza sono significativi,
invece sono esigui e irrilevanti nella donna. Da osservazioni scientifiche, in
nessun caso è stato registrato un ingrossamento della muscolatura con effetto
mascolinizzante, perché normalmente questi aspetti sono regolati dal testosterone,
ormone che nelle donne ha livelli molto bassi rispetto all’uomo. Quando la donna
ha una percentuale di grasso corporeo nella norma, non ha ragione di temere un
effetto mascolinizzante dell’allenamento con i pesi per un eccessivo sviluppo
muscolare, tranne che nei casi nei quali esiste già un eccesso di massa muscolare.
A prescindere dallo sviluppo muscolare, è la riduzione del tessuto adiposo che
guasta la figura femminile, cambiando le forme caratteristiche. Questa è purtroppo
la tendenza in voga, influenzata semmai da prolungate diete dimagranti.
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