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Appoggio equilibrio
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Temi e spunti di elaborazioni pratiche:
- Partiamo da una posizione neutra, ad esempio la stazione eretta. Proviamo ad
uscire fuori dalla nostra area di appoggio, ricercando il disequilibrio fino a
cadere in affondo avanti, quindi ritorniamo nella posizione iniziale. Allo stesso
modo indietro e lateralmente . Usiamo il suolo come se fosse una pedana che di
rimando ci riporta alla posizione iniziale.
- La forza necessaria per uscire dal poligono di appoggio e cadere in avanti, indietro
o lateralmente è inferiore a quella necessaria per ritornare nella posizione iniziale.
Verifichiamo che ad un'area di appoggio maggiore corrisponde un maggiore equilibrio.
Proviamo a cadere vicino o lontano, effettuando piccoli o grandi movimenti di
affondo, repentini o lenti.
- Con l'aiuto di un compagno, rielaboriamo la sensazione di disequilibrio, cercando
di costruire una sequenza di gesti da realizzarsi nel modo più fluido possibile.
A coppie, disposti uno dietro l'altro, partendo dalla stazione eretta, sbilanciamoci
all'indietro fino ad appoggiarci al compagno, dietro di noi, che, sostenendoci,
ci permette di mantenere la posizione in disequilibrio. La nostra attenzione deve
essere rivolta al mantenimento del corpo in asse e tutta la muscolatura deve essere
in tensione. Proviamo a flettere una gamba e stenderla verso l'avanti-alto. Sfruttando
la spinta del compagno, e passando dalla posizione eretta, "cadiamo" in avanti.
- Sperimentiamo l'estensione dei nostri arti che, tendendosi, si allontanano dal
corpo; scopriamo i confini naturali dello spazio personale o, ricordando la definizione
di Hall , della nostra "bolla spazio-temporale ".
- Allunghiamoci, apriamoci , chiudiamoci: la bolla spazio-temporale si muove con
noi nello spazio "generale".
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