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Quando è meglio andare in palestra? La mattina, il pomeriggio o la sera? E' evidente
che nella maggior parte dei casi la scelta è dettata da tutti gli altri impegni
(in genere lavorativi) ai quali bisogna sottostare. Tuttavia, qualora si possa
scegliere, quale sarebbe la soluzione più opportuna? La mattina, quando si ha
lo stomaco leggero e si è riposati; il pomeriggio, quando si è rifornito l'organismo
di un po' d'energia alimentare e si è superato il torpore del dopo sonno; la sera,
quando il desiderio di relax rende più gradevole l'esercizio fisico?
In realtà ognuno di noi sceglie in un modo diverso, in funzione delle proprie caratteristiche e delle proprie sensazioni. Infatti, è, crediamo, un'osservazione usuale per ognuno quella di sentirsi meglio, più in forma, in certe ore del giorno piuttosto che in altre. Ci sono alcuni che carburano solo nel pomeriggio ed altri che invece hanno nel mattino il periodo più redditizio della giornata. Così come c'è chi preferisce dormire molto la mattina e far tardi la sera (i gufi) e chi si trova meglio con il comportamento contrario (le allodole).Anche nell'attività sportiva si sente l'influenza della variabilità dell'efficienza fisica e psichica così che, a parte chi non può scegliere altrimenti, alcuni preferiscono gareggiare o fare sport in certi momenti del giorno piuttosto che in altri. Queste particolari situazioni, che hanno una spiegazione scientifica, in realtà per molti anni non sono state ben comprese, così come non si dava molta importanza a tutti i problemi che derivavano dai cambiamenti dei normali ritmi di vita. Basti pensare a coloro che lavorano in aziende a ciclo continuo e che quindi sono sottoposti a periodici cambi di turno, per capire quanto invece questi problemi siano importanti.
Come detto, il nostro organismo sembra rispondere in modo differente secondo
l'ora del giorno e sembra abbastanza chiaro che questa caratteristica è particolarmente
regolare al punto che si ripete nello stesso modo ogni giorno. In questo caso
si afferma che il ritmo biologico è di tipo "circadiano", ha cioè una periodicità
giornaliera, come l'alternanza sonno-veglia. Vi sono peraltro altri ritmi ed il più noto di tutti è certamente quello "circalunare",
tipico delle mestruazioni nelle donne, che durano una fase lunare e cioè quattro
settimane. Sono molte le funzioni che seguono un ritmo giornaliero. Una delle più importanti è il livello delle capacità psicoattitudinali come l'attenzione, la capacità cognitiva, la destrezza manuale e la coordinazione
neuromuscolare. Queste capacità presentano il minimo nelle prime ore del mattino,
ed il massimo nelle ore pomeridiane. Questo dato, di per se, è già un'indicazione
a praticare sport "tecnici" nel pomeriggio! Un altro parametro molto influenzato
dal ciclo giornaliero è la temperatura corporea che ha il massimo alle quattro del pomeriggio ed il minimo alle sei del mattino,
così come, circa, fa la frequenza cardiaca a riposo. Seguono sempre un ritmo circadiano
altre funzioni biologiche come la produzione d'ormoni, la funzione respiratoria, la distribuzione delle cellule
e dei liquidi nel sangue e così via.La cronobiologia ha permesso di comprendere meglio il funzionamento
dell'organismo, così come di adattare meglio alle sue caratteristiche gli eventuali
supporti farmacologici o di programmare più correttamente l'attività lavorativa
e quella normale di relazione.
Come queste, molte altre sono state le osservazioni inerenti la cronobiologia
che hanno dato utili indicazioni alla ricerca scientifica. Molto importante è
per esempio il contributo dato dalla farmacologia. Infatti, conoscendo con quale
ritmo all'interno dell'organismo sono prodotte le sostanze ormonali e non, è possibile
impostare più correttamente le varie terapie. Cosa si deve dedurre da queste parziali indicazioni? Certamente la prima considerazione porterebbe ad invitare tutti ad astenersi da tali pratiche ed a godersi il meritato riposo notturno così come madre natura ha previsto. Dal punto di vista del gesto atletico, considerato lo scadimento delle capacità neuro-motorie, gli accorgimenti più opportuni sono quelli di evitare prestazioni o gare che richiedono elevati livelli d'attenzione, prontezza di riflessi esasperata, velocità di movimenti; mentre sono da preferire quelle situazioni nelle quali i gesti sono semplici, eseguiti a bassa velocità sia di movimento che di corsa (anche se non troppo da risultare noiosi) e che comunque non rischiano di mettere in condizioni di pericolo, per qualche pausa da micro-sleep, né lo sportivo stesso, né i compagni. Vanno bene, per esempio, in palestra le attività di sviluppo della fitness cardiovascolare, mentre meno consigliabili sono i lavori con i pesi o macchine per lo sviluppo del tono-trofismo muscolare. Quest'ultimi non tanto per il materializzarsi d'eventuali fattori di rischio, quanto per la minore efficacia. BIORITMI E ATTIVITA' SPORTIVAArticoli correlati
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