LA GEOMETRIA DEL CORPO: LA FIGURA NELLO SPAZIO
GEOMETRIA DEL CORPO |
A cura di Antonella Sbragi | Il nostro corpo non ha una forma geometrica regolare ed anzi è proprio la variabilità
delle caratteristiche fisiche che rende ogni persona unica e riconoscibile.
Addirittura difficilmente la parte destra di un volto è uguale alla sinistra.
Nel corso della vita la forma del corpo varia: l'età evolutiva è caratterizzata
dall'alternarsi di fasi di crescita e sviluppo; ognuno può avere periodi di dimagrimento
o sovrappeso; le ultime tendenze ci spingono addirittura a modificare il nostro
aspetto, ad ottenere un irrobustimento muscolare e scolpire il corpo, per non
parlare degli interventi di chirurgia estetica …
Provando a disegnare la zona di contatto del nostro corpo, su una superficie
piana, non otterremo mai contorni regolari e, all'interno dell'area di appoggio,
la pressione raramente sarà omogenea. Basta osservare come un impronta sulla sabbia
cambia a seconda delle caratteristiche individuali e della situazione e come variano
i contorni delle forme che si ottengono in ginocchio, seduti o sdraiati.
Non è perciò importante la geometri del corpo in senso letterale, ma la capacità
di migliorare e armonizzare l'espressione corporea con un migliore controllo dell'equilibrio
e del movimento lungo i vari piani "immaginari", i differenti livelli e direzioni.
Appoggio ed equilibrio
Intuiamo che ad un'area di appoggio maggiore corrisponde un maggiore equilibrio.
Quando siamo in posizione eretta, il baricentro si trova più o meno in linea con
l'ombelico, pochi centimetri davanti alla terza vertebra lombare, ma basta variare
la posizione di un segmento nello spazio, perché questo cambi. Siamo in equilibrio
quando la verticale del nostro baricentro passa per il poligono di appoggio e
la nostra forza peso è equilibrata dalla reazione del suolo.Quotidianamente sperimentiamo,
quasi senza accorgercene, la nostra capacità di equilibrio: in piedi sull'autobus,
camminando per strada, sul ghiaccio o sulla neve, salendo le scale… Addirittura,
pattinando, andando in bicicletta o sciando, trasformiamo in gioco la nostra capacità
di controllo dell'equilibrio.Dal cervelletto, in modo del tutto naturale e secondo
un meccanismo automatico, dipende la capacità di mantenere il nostro corpo, oppure
oggetti e attrezzi collegati ad esso, in una posizione controllata e stabile.
Utilizziamo, in pratica, dei movimenti di compensazione che si oppongono alla
perdita di equilibrio stesso.Un migliore coordinamento e controllo dell'equilibrio conferisce alla nostra
espressione corporea più armonia.
I piani immaginari e livelli
Sembra inverosimile, ma non è immediata la comprensione della collocazione del
proprio corpo nello spazio. Avanti e dietro, destra e sinistra, alto e basso:
quante difficoltà si incontrano ogni volta che affrontiamo nuove esperienze motorie
e non solo. Pensiamo ad esempio a come si utilizza poco, nel quotidiano, la camminata
all'indietro o a quante volte abbiamo avuto momenti d'incertezza nel riconoscimento
della destra e della sinistra. Un bambino che impara a scrivere trova difficilissimo
differenziare le lettere maiuscole da quelle minuscole; non è così naturale la
coscienza dello spazio "dietro" di sé per un ragazzo che affronti per la prima
volta un salto in alto (lo stile fosbury è un salto all'indietro); e chi di noi
non ha provato imbarazzo nel non riuscire a riprodurre i gesti, all'apparenza
così semplici, dell'istruttrice in palestra o del maestro di tennis.
Le direzioni
Nella danza classica, per orientare il movimento, i ballerini utilizzano come
sistema di riferimento un ipotetico quadrato che simula il palcoscenico o la sala
di studio. Figurandosi nella mente, per direzionare il gesto, di partire effettivamente
dal punto di incrocio delle due diagonali.
Superati i piani in cui siamo inscritti, partendo dal centro del nostro quadrato
personale, principiamo dunque ad esplorare lo spazio in tutte le sue possibili
direzioni: è importante acquisire l'abitudine a muoversi con disinvoltura. Dapprima
impostiamo la camminata e poi la corsa. Camminare, correre, saltare sono i gesti
più istintivi. Camminando si ha sempre un appoggio sul terreno: dalla camminata
si passa alla corsa attraverso una fase di volo ...
GEOMETRIA DEL CORPO
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IN PRINCIPIO ERA L'AZIONE di Antonella Sbragi |
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