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L'HYDROSPEED

A cura di Andrea Carlucci

Giù nella corrente del fiume aggrappati ad una specie di bob galleggiante stando attenti a schivare le rocce ma godendosi l'immersione nella natura tra onde, rapide e scenari incontaminati. Questo è l’Hydrospeed, uno sport d’acqua viva nato in Francia alla fine degli anni ’50 come puro nuoto lungo corsi d’acqua senza l’utilizzo di alcun ausilio. L’evoluzione della disciplina ha portato all’introduzione del “galleggiante” cui aggrapparsi (dal quale il nome dello sport) che dà all'atleta la facoltà di contrastare gli urti contro le rocce e garantisce sempre appoggio e possibilità di manovra.

Per praticare l'Hydrospeed, oltre al galleggiante (che può essere anche in schiuma, come tale particolarmente leggero e maneggevole, ideale per chi è fisicamente più esile) sarà necessario indossare una muta speciale (spessa anche 5 mm) in neoprene con imbottiture protettive, indispensabile per proteggersi dal freddo dell'acqua dei fiumi, che spesso origina dal disgelo di nevai e ghiacciai nel periodo estivo. Casco, giubbotto salvagente e pinne da subacqueo completano l’attrezzatura di base per poter praticare lo sport in totale sicurezza.
In Italia l'Hydrospeed si è affacciato nel panorama sportivo negli anni '90: l’8 settembre del 1991 si è costituita l’Associazione Italiana Hydrospeed (A.I. Hydro) che raggruppa associazioni sportive, turistiche e naturalistiche.

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La pratica
Dopo un breve briefing a secco si segue ad osservare le seguenti indicazioni tecniche sull’uso dell’hydrospeed in acqua:
• La punta dell’hydrospeed è il mirino; in generale, durante la discesa, si segue l’indirizzo che da la punta anche se, dovendo tenere conto della corrente, bisogna puntare molto più a monte.
• L’hydrospeed si impugna con ambedue le mani ma si blocca e si manovra con i gomiti
• Quando si manovra perpendicolarmente alla corrente, il lato a monte del galleggiante va leggermente sollevato facendo pressione con il gomito dal lato opposto al fine di offrire la minore resistenza possibile all’acqua
• L’angolo braccio/avambraccio dovrà essere tenuto con un angolo maggiore di 90° in modo da scaricare peso dall’hydrospeed e fare meno fatica durante le pinnate.
• Se si viene spinti contro le rocce, l’hydrospeed dovrà puntare dalla parte opposta in modo da arrivare sulle rocce con i piedi e quindi spingersi lontano dalle rocce.
• Sarà fondamentale avere buona forza propulsiva nelle gambe perché ogni virata e cambio di direzione sarà più efficace e veloce se forte sarà la pinnata.

Le discese di Hydrospeed durano mediamente due ore quindi sarà necessario essere in stato di buona salute, saper nuotare bene, avere una buona resistenza aerobica e avere una buona forza muscolare. Non c’è bisogno di una preparazione atletica specifica ma è molto importante riuscire ad assecondare le linee d’acqua del fiume e attenersi sempre alle indicazioni della guida che spiegherà le manovre base per affrontare la discesa in maniera efficace e in piena sicurezza.

Si ringrazia per la collaborazione e per il materiale fotografico Monica Bernasconi, Presidente dell’Associazione Sesia Rafting www.sesiarafting.it

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