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Macchine o pesi?
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La leva è una macchina semplice costituita da un asta rigida che ruota intorno ad un punto fisso detto “fulcro (F) ”; ad una estremità dell’asta si applica la forza che deve essere vinta “resistenza (R) ” e all’altra estremità la forza vincitrice “potenza (P) ”. Nel corpo, il fulcro è rappresentato dalle articolazioni, la potenza dal muscolo e la resistenza dalla gravità; ne consegue che la leva non è altro che un segmento scheletrico. Un breve accenno di meccanica… Braccio della Potenza (bp) : distanza dal fulcro alla resistenza Braccio della Resistenza (br) : distanza dal fulcro alla potenza In base alle diverse correlazioni tra bp e br verranno definite le tre tipologie di leve:
Nel corpo umano sono presenti tutti e tre i tipi di leve anche se la più diffusa è sicuramente quella di terzo genere.
È una leva che dà sempre luogo ad un vantaggio statico ma si riscontra molto raramente nel corpo umano. La flessione plantare del piede quando il corpo è in posizione eretta ne è un esempio. Il fulcro è dato dai metatarsi, la resistenza è data dall'articolazione della caviglia (o in aggiunta da un bilanciere posto sulla schiena) e la potenza è data dal muscolo tricipite surale sul calcagno. Questo tipo di leva è anche detto Interresistente .
È una leva che dà sempre luogo ad uno svantaggio statico ed è molto frequente nel corpo umano. La flessione dell'avambraccio sul braccio ad opera del brachiale rappresenta un valido esempio. Il fulcro è dato dal gomito, la potenza è data dall'inserzione del muscolo brachiale sull'ulna, la resistenza è data dal peso dell'avambraccio o da un sovraccarico aggiuntivo. Questo tipo di leva è anche detto Interpotente .
L'articolazione del cranio con la colonna vertebrale rappresenta una leva di primo tipo: la potenza è il muscolo estensore del capo, la resistenza è il peso della testa ed il fulcro è l'articolazione tra la prima vertebra cervicale (atlante) e l'osso occipitale alla base del cranio; una resistenza aggiuntiva può essere posta incrociando le mani dietro al capo. Questo tipo di leva è anche detto Interfulcrata . Studiando l’azione dei muscoli è stato possibile realizzare macchine in grado di riprodurre in maniera fedele il movimento di distensione su panca piuttosto che quello di distensione sopra la testa. Le macchine isocinetiche, differenti per forma, traiettoria e movimento, sono essenzialmente tutte basate su cammes; cioè nient’altro che eccentrici sagomati applicati ad una asse rotante in grado di trasformare il moto rotatorio in alternativo.
Se la palestra che si frequenta dispone sia di pesi liberi che di macchine, vengono qui suggerite alcune combinazioni interessanti da inserire nelle routine di allenamento: Allenamento delle spalle 1° Esercizio Distensioni sopra la testa con Manubri
Viene allenato il capo anteriore e mediale del deltoide con un grosso coinvolgimento dei muscoli stabilizzatori. La serie terminerà per l’esaurimento dei muscoli stabilizzatori, i muscoli delle spalle avranno probabilmente energie residue. Al termine della serie attendere 30-60” e passare all’esercizio successivo 2° Esercizio Distensione sopra la testa con Bilanciere
Viene allenato il capo anteriore e mediale del deltoide con un buon coinvolgimento dei muscoli stabilizzatori. La serie terminerà per l’esaurimento dei muscoli stabilizzatori, i muscoli delle spalle avranno probabilmente energie residue. Al termine della serie attendere 30-60” e passare all’esercizio successivo 3° Esercizio Distensione sopra la testa alla Military Press o Shoulders Machine
Viene allenato il capo anteriore e mediale del deltoide con un coinvolgimento scarso o nullo dei muscoli stabilizzatori. La serie terminerà quando tutte le energie dei muscoli deltoidi saranno state esaurite. Al termine della serie tripla, prendersi un lungo recupero 2-3 min. e ripetere per 2-3 volte Per il numero di Ripetizioni si può scegliere un range tra 6 e 8 anche per non alzare eccessivamente il Volume complessivo dell’allenamento. Volume = Serie x Ripetizioni x Kg Il metodo presentato allena in modo e rapido le spalle, con estremi vantaggi in termini di tempo ed intensità. È consigliato a tutti di provarlo, in particolare a quegli atleti che vogliono sentire la sensazione di indolenzimento muscolare anche a distanza di giorni. Si raccomanda però di applicarlo ad un solo gruppo muscolare per allenamento, ruotando eventualmente di routine in routine e prediligendo i grossi gruppi muscolari. Esempio di ciclizzazione Considerando una split routine su 3 giorni di allenamento settimanale CT: Circuit Training 2,3,... indica il numero di esercizi consigliati mentre due,tre,.. il numero di serie consigliate, esempio CT 2 tre è un CT per un dato gruppo utilizzando 2 esercizi per un numero di serie pari a 3 Routine A (Gambe, Spalle, Addominali) Gambe Spalle Addominali Lunedì 01 CT 3 tre Lunedì 08 CT 3 due Routine B (Petto, Bicipiti, Polpacci) Petto Bicipiti Polpacci Mercoledì 03 CT 2 due Mercoledì 10 CT 3 tre Routine C (Dorsali, Tricipiti, Addominali) Dorsali Tricipiti Addominali Venerdì 05 CT 3 tre Venerdì 12 CT 2 due Altri esempi di allenamento a circuito con l’utilizzo di pesi e macchine possono essere: Allenamento per il Petto
Allenamento per le Gambe
Allenamento per i Dorsali
Allenamento per i Bicipiti
Allenamento per i Tricipiti
Riferimenti Bibliografici: Stuart McRobert, Tecniche di allenamento con i pesi (2° edizione), Ciccarelli Charles Staley, Physically Incorrect, Olympian’s News MACCHINE PESI LIBERIArticoli correlati
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