LE MACCHINE VIBRANTI: SONO DAVVERO EFFICACI?
MACCHINE VIBRANTI |
A cura di Rocco Di Simone |
Dimagrimento, aumento della forza e della flessibilità muscolare, aumento della
densità ossea, produzione di testosterone e ormone della crescita, aumento del
metabolismo, riduzione della cellulite, sono questi alcuni degli effetti miracolosi
garantiti dall’uso delle macchine vibranti di nuova generazione. In sintesi, la
promessa è quella di ottenere un fisico asciutto, muscoloso, scattante e soprattutto
sano tramite l’uso regolare di questi attrezzi.
Secondo quanto pubblicizzato da alcune case produttrici di macchine vibranti,
basterebbero soli 10’ al giorno 3 volte a settimana per raggiungere questi risultati.
In pratica, una seduta di allenamento di pochi minuti sarebbe equivalente a circa
1h 30 min di palestra e a 2 h di tennis o corsa. In soli 3 minuti di utilizzo
poi, sarebbe addirittura possibile bruciare sino a 120 Kcal. Un ulteriore effetto
positivo, sarebbe legato all’aumento della frequenza cardiaca con effetti benefici
sulle arterie e quindi nella cura e la prevenzione delle patologie di origine
cardio-vascolare. Nel caso, poi, di problemi muscolo-scheletrici, la promessa
è quella di ridurre i sintomi dolorosi rimuovendo da muscoli e legamenti tossine
e prodotti di scarto origine appunto del dolore. I programmi da utilizzare sulle
pedane vibranti sono semplicissimi e di breve durata. Ogni seduta prevede di lavorare
su 15/20 posizioni diverse. Ogni esercizio statico va mantenuto per non più di
30/40 secondi. Ad ogni posizione corrisponde una diversa stimolazione. Ad esempio,
con una gamba flessa sull’attrezzo e l’altra in allungamento a terra, alla tonificazione
del muscolo si aggiunge anche l’allungamento. Insomma, da quanto detto sembra
proprio che le pedane vibranti siano degli attrezzi miracolosi, in grado di consentire
il mantenimento della forma in pochissimo tempo e con uno sforzo quasi nullo.
Ma è proprio tutto vero?
Il mondo dello sport è pieno di attività di dubbia utilità che hanno avuto un
notevole boom legato soprattutto al veicolo pubblicitario, ma che alla fine si
sono rivelate poco rispondenti ai risultati promessi. È da chiarire se anche le
panche vibranti rientrino in questa categoria oppure siano realmente in grado
produrre degli effetti positivi sulle persone.
Per fare qualche esempio, si possono citare l’elettrostimolazione e la ginnastica
passiva.
Elettrostimolazione
Il concetto base è quello di allenare i muscoli fornendo loro uno stimolo esterno.
Applicando degli elettrodi alle parti del corpo da tonificare viene impresso uno
stimolo ai muscoli tramite una corrente elettrica a bassa intensità (solitamente
ad onda quadra). In sintesi, si aggira il normale circuito del sistema nervoso.
Alla fine si può sia tonificare che dimagrire stando comodamente seduti sulla
poltrona di casa. Purtroppo, nessuno dei due risultati risulta reale. La stimolazione
indotta è infatti troppo bassa per sortire un qualche effetto duraturo nel tempo.
Al contrario, per avere dei risultati veri sarebbe necessario applicare delle
correnti elettriche di intensità così alta da risultare dannose per l’organismo.
Per quanto riguarda il dimagrimento, l’energia consumata dai tessuti muscolari
in pochi minuti di contrazione indotta non è assolutamente degna di nota per quanto
riguarda il computo calorico totale. L’elettrostimolazione può invece essere usata
con discreti risultati in caso di traumi muscolari o in situazioni di forzata
immobilità per aiutare il normale processo di guarigione.
Ginnastica passiva
Le macchine passive promettono risultati simili anche se il principio di funzionamento
è leggermente diverso. Questa volta, la stimolazione è indotta da un vero e proprio
movimento fisico secondo schemi ben precisi. Le macchine in questione sono infatti
in grado di muovere gli arti del corpo inducendo consumo calorico (ai fini del
dimagrimento) e tonificazione muscolare. Anche in questo caso, le promesse non
riflettono la realtà. Una attività di questo tipo può essere impiegata in campo
riabilitativo a seguito di infortunio ma non può essere assolutamente sufficiente
quando si parla di attività fisica attiva. Il costo di queste attrezzature è inoltre
talmente elevato da risultare proibitivo anche per grossi centri sportivi.
Macchine vibranti
Il principio di funzionamento delle macchine vibranti fu introdotto
per la prima volta in campo sportivo dal dottor Carmelo Bosco. Il progetto iniziale
prevedeva l’uso di una pedana vibrante sulla quale il soggetto stazionava in posizione
eretta. L’attrezzo iniziava ad oscillare di qualche millimetro con una certa frequenza
in modo da stimolare tutto il corpo. Il principio base è quello delle vibrazioni
passive in grado di innescare effetti benefici su muscoli, ossa e legamenti. Le
ossa in particolare, se stimolate da una forza adeguata, sono in grado di produrre
collagene osseo al fine di rigenerarsi ed irrobustirsi. Il problema principale
che venne subito alla luce fu però quello degli effetti negativi che le vibrazioni
potevano avere sull’organismo. Se da un lato l’effetto vibrante stimola soprattutto
gli arti inferiori, dall’altro può ripercuotersi in maniera negativa su tutto
il corpo, in special modo sulla colonna vertebrale e sul cranio. L’intensità parte
dal basso, si sviluppa sulle gambe e a causa del fenomeno della risonanza, arriva
sino alla testa in maniera spesso amplificata. In alcuni casi si può avvertire
un leggero fastidio, in altri un vero e proprio malessere generale. Al fine di
prevenire tali inconvenienti, si iniziarono ad adottare delle posizioni in stazione
eretta con entrambe le ginocchia leggermente flesse. Inoltre, i tempi di stazionamento
in posizioni statiche vennero limitati. Ogni postura veniva mantenuta per non
più di 1 minuto. Purtroppo, entrambi gli accorgimenti si rivelarono spesso insufficienti.
Oltre all’effetto benefico sulle ossa che veniva in parte garantito anche a ginocchia
flesse c’è un effetto secondario su tutta la muscolatura. I fasci muscolari, grazie
alle ripetute vibrazioni si contraggono involontariamente in via riflessa. Questo
fenomeno, che all’inizio sembrava molto efficace, ha però una durata limitata
nel tempo. Oltre a tonificare, i muscoli possono essere anche allungati semplicemente
posizionando un arto in posizione di allungamento. Un classico esempio può essere
quello di mettere un piede sulla pedana (a ginocchio flesso) ed uno a terra con
la gamba in allungamento. Purtroppo, anche questo effetto è risultato poco efficace
in termini di durata nel tempo. Va ricordato inoltre, che queste macchine hanno
un costo abbastanza elevato sia che si parli di attrezzature da palestra che di
home fitness; partono da diverse centinaia di euro per arrivare anche a oltre
10.000 euro. Per non parlare poi delle limitate posizioni che attrezzi di questo
tipo offrono. A lungo andare, una scelta di questo tipo se non integrata ad una
normale attività fisica potrebbe rivelarsi spesso noiosa. Tra i vantaggi reali
possiamo invece annoverare una spiccata capacità di aumentare la coordinazione
e l’equilibrio con un conseguente miglioramento dei riflessi. L’uso di questi
attrezzi è inoltre consigliato soprattutto in campo fisioterapico al fine di integrare
i normali protocolli riabilitativi e garantire un recupero più rapido. È da sottolineare
inoltre, che l’efficacia di tali macchine dipende anche dalla loro qualità. In
commercio ne esistono di diversi tipi con diversi prezzi. Il costo varia soprattutto
in funzione della frequenza di lavoro. Una prima distinzione li divide in due
grosse categorie:
- Pedana di tipo basculante: la frequenza di lavoro varia da 0 a 25Hz
- Pedana a vibrazione verticale: la frequenza è compresa tra 30 e 50Hz
In conclusione:
Le pedane vibranti hanno sì qualche effetto su muscoli, tendini e legamenti ma
comunque non paragonabili ai molteplici benefici che una sana attività sportiva
può avere sul corpo. Per dimagrire è comunque necessario fare sport, il consumo
calorico indotto dall’attività vibrante è praticamente irrilevante. L’organismo
umano è una macchina perfetta ma come tale ha bisogno di muoversi. La causa più
comune di malessere fisico è da ricondursi spesso alla sedentarietà o inattività
fisica. Per stare in forma e sentirsi sempre giovani è fondamentale praticare
un po’ di sport, scegliendo tra le varie discipline in base alle proprie esigenze
e le proprie preferenze. Correre, passeggiare, fare esercizio fisico ha un costo
praticamente nullo ed è in grado di donare anche il buonumore tramite il rilascio
di seratonina e dopamina. Nel caso si voglia includere l’uso delle macchine vibranti
nei programmi di allenamento è possibile farlo secondo le seguenti indicazioni:
- Prima di iniziare l’attività sportiva per riscaldare il corpo. Questo comunque
non esime dall’eseguire qualche minuto di riscaldamento specifico prima dell’allenamento
- Dopo la seduta di allenamento per allungare, defaticare e rilassare tutto il
corpo
- Lontano dallo sport soprattutto come stimolo massaggiante per rilassare e donare
una sensazione di benessere generale all’organismo
- Come mezzo di supporto all’allenamento tradizionale, al fine di aiutare il miglioramento
di componenti atletiche importanti quali la forza esplosiva, la forza massima,
la coordinazione e la propriocezione neuro-muscolare
- Nella riabilitazione fisioterapica come aiuto nella risoluzione di problemi quali
atrofia o ipotonia muscolare, problemi ai tendini e alle articolazioni, osteoporosi
ossea
- In applicazioni specifiche, in sostituzione alla normale attività fisica là dove
la pratica di quest’ultima risulta impossibile come nel caso di permanenza forzata
nello spazio in condizioni di assenza di gravità
Controindicazioni all’uso delle macchine vibranti:
- Gravidanza
- Infiammazioni muscolo-scheletriche delle parti da allenare
- Ernie discali
- Presenza di impianti sugli arti quali chiodi o protesi
- Artrite reumatica
- Epilessia
- Forti emicranie
- Recenti fratture ossee sulle parti del corpo da allenare
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