MOBILITA' ARTICOLARE
MOBILITA' ARTICOLARE
Gli esercizi per aumentare la mobilità delle articolazioni, in particolare della
colonna vertebrale nei suoi segmenti, sono poco spettacolari anche se il loro
effetto benefico è immediatamente percepibile durante l’esecuzione; non servono
ad aumentare la forza o a migliorare la resistenza, ma aiutano nello sviluppo
della coordinazione.
Per comprendere meglio i vantaggi di questi esercizi è interessante aprire una
piccola parentesi su come si nutrono i tessuti del corpo umano. A differenza dei
muscoli, che ricevono le sostanze nutritive direttamente dal sistema circolatorio
con un ricambio assai rapido, i tessuti cartilaginei, che rivestono i capi ossei
delle articolazioni, non hanno un rifornimento così attivo. La cartilagine si
nutre grazie alla diffusione di molecole presenti nel liquido sinoviale che la
circonda. Questo viene assunto grazie a un’alternanza di forze compressive ed
aspiranti. Queste forze vengono attivate proprio grazie agli esercizi di mobilità
articolare.
| Per comprendere il meccanismo, si può ricorrere ad una similitudine. Si immagini
una spugnetta sporca. Lo sporco rappresenta le sostanze nutritive. Se si immerge
la spugnetta in un secchio con una soluzione detergente (che rappresenta il liquido
sinoviale) e la si preme (esercizio di mobilità) si vede che lo sporco si diffonde
nell’acqua. Quando si rilascia la spugnetta questa tornerà alle dimensioni iniziali
assorbendo la soluzione detergente. Lo stesso accade con la cartilagine durante
gli esercizi di mobilità articolare. |
Gli esercizi di mobilità articolare infine, oltre a migliorare il nutrimento
delle cartilagini, permettono l’allentarsi di tutti i tessuti connettivi, migliorano
la conoscenza del proprio corpo e hanno un azione rilassante generale. Nell’eseguirli,
infatti, ci si concentra principalmente sulle proprie percezioni interne, estraniandosi
da pensieri dominanti e dallo stress.
Alcuni esercizi per migliorare la mobilità articolare
Di seguito verranno presentati una serie di esercizi. Si eseguono senza affaticamento,
cambiando fluidamente la posizione delle parti del corpo prese in considerazione.
Meglio eseguirli guardandosi allo specchio: questo aiuta ad assumere in modo consapevole
qualsiasi posizione della colonna vertebrale. Durante l'esecuzione si sentono
ad uno i muscoli impiegati e si percepisce una sensazione di immediato benessere.
| Flessione laterale del capo |
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| Davanti a uno specchio in piedi, divaricare leggermente le gambe, mettere i piedi
paralleli tra di loro e la colonna vertebrale completamente diritta. Il capo deve
essere dritto sulla colonna vertebrale e perfettamente in mezzo alle spalle. Lentamente
flettere il capo verso la spalla destra, riportarlo al centro per poi chinarlo
verso l’altra spalla. Fate attenzione, durante l’ esercizio, che le spalle rimangano
rilassate e alla stessa altezza. |
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| Spinta del capo all’indietro |
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| Sempre davanti allo specchio assumere la posizione dell’esercizio precedente
(gambe divaricate, piedi paralleli, colonna vertebrale diritta). Anche in questo
caso la testa deve essere posizionata in mezzo alle spalle. Spingere ora lentamente
indietro il capo mantenendo la testa diritta. Allungare poi il collo in avanti. |
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| Torsione del capo |
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| Mettersi con le gambe leggermente divaricate, il capo in mezzo alle spalle e
il collo allungato verso l’alto. Ruotare il capo prima verso una parte poi verso
l’altra molto lentamente. Il mento deve rimanere sempre su uno stesso piano immaginario
pensando di disegnare su questo un semicerchio. |
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| Semicirconduzione del capo |
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| Assumere la posizione con le gambe divaricate e la colonna vertebrale ben diritta.
Avvicinare il mento al petto. Ruotare il capo di un quarto di giro in direzione
di una spalla. Tornare al punto di partenza e muovere la testa verso l’altra spalla. |
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Tutti gli esercizi devono essere fatti con movimenti lenti e con enorme
prudenza per non sovraccaricare inutilmente la colonna cervicale.
| Dorso di gatto |
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| Assumere una posizione a quattro zampe in modo che in bacino e le ginocchia formino
una linea verticale mentre le spalle ne formino una con i polsi (posizione da
gatto). Tendere bene le mani con le dita in direzione opposta al corpo. La schiena
è diritta e il capo è nella naturale posizione di continuità con la colonna vertebrale.
Portare ora il mento verso il petto e spingete le scapole fuori verso l’alto.
L’esercizio ha una variazione. Sempre con la posizione da gatto appoggiare tutto
l’avambraccio al suolo. Il capo è diritto sulla colonna vertebrale. Fletterlo
sul petto e spingere i lombi e il torace verso l’alto. Un consiglio: acquistare
un materassino da ginnastica o una coperta per eseguire l’esercizio. Questo permette
di ridurre il carico a cui sono sottoposte le articolazioni. |
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| Flessione del bacino da posizione eretta |
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| Assumere una posizione eretta con gambe leggermente divaricate, i piedi paralleli
tre loro e le ginocchia appena divaricate. Contrarre sia l’addome che i glutei.
Tenere il capo eretto tra le spalle e ricordare che nell’eseguire l’esercizio
deve essere rivolto verso l’alto. Assecondare con la schiena i movimenti del bacino
che si contrae posteriormente. |
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| Flessione laterale del bacino da supino |
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| Sdraiarsi sul materassino da ginnastica supini. Controllare di essere su una
superficie liscia. Le gambe devono essere allungate e i piedi divaricati. Mantenere
le braccia rilassate e parallele al busto appoggiate al suolo le mani aperte.
Spingere, in modo alternato, il bacino verso il busto senza sollevare dal suolo
la parte inferiore del corpo. |
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| Rotazione del bacino |
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| Sdraiarsi sul materassino da ginnastica in posizione supina. Appoggiare bene
le spalle al pavimento e fare in modo che le braccia siano il loro naturale proseguimento
per stabilizzare la cintura delle scapole ( le braccia e il corpo devono arrivare
a formare la lettera T). Le gambe sono piegate e di conseguenza i piedi sono appoggiati
al pavimento mantenendo la stessa larghezza delle spalle. Inclinare le gambe verso
destra fino a fare in modo che la gamba destra tocchi il suolo. Ripetere lo stesso
movimento anche sul lato sinistro. Attenzione però, questo esercizio non può essere
eseguito da chi ha disturbi alla schiena. |
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| Circonduzione delle spalle |
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| In posizione eretta con le gambe leggermente divaricate posizionare i piedi paralleli
tra di loro mentre il capo deve essere il prolungamento della colonna vertebrale
e in mezzo alle spalle. Mantenere le braccia leggermente flesse. Le mani e le
dita penzolano rilassate lungo il corpo. Da questa posizione fare ruotare prima
le spalle avanti poi indietro. L’esercizio può essere fatto ruotando le due spalle
contemporaneamente o una alla volta. |
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| Oscillazione delle braccia |
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| In posizione eretta divaricare leggermente le gambe inclinandole in avanti. I
piedi devono essere paralleli e le braccia leggermente aperte e flesse. Fare ora
oscillare lentamente un braccio in avanti e uno indietro. Il movimento delle braccia
deve essere accompagnato da dei piccoli piegamenti delle gambe nella parte centrale
del movimento e distendendole alla fine. |
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