LA CONFERMA DEL MOTO ROTO-TRASLATORIO DEL GINOCCHIOMOTO ROTO-TRASLATORIO DEL GINOCCHIO |
A cura del Prof. Giancarlo Pellis |
Prendendo spunto da quanto scritto da Insall (86) sulla “scarsa significatività
degli studi sulla cinematica del ginocchio basati su una localizzazione anatomica
del centro di istantanea rotazione” il moto del ginocchio è stato analizzato da
un punto di vista sperimentale al fine di realizzare un dispositivo meccanico
che rispetti la fisiologica movimentazione roto-traslatoria.
Lo scopo di tale studio è stato quello di verificare e dare un’entità numerica
alla variazione della distanza tra il centro di rotazione localizzato sui condili
femorali e le superfici articolari ai vari gradi di flessione (vedi Biomeccanica del Ginocchio – par. “Il centro di rotazione”).
Pur con la consapevolezza che il ginocchio compie anche un moto di rotazione
automatica longitudinale della tibia, determinato dalla diversa conformazione
dei comparti (interno ed esterno) del ginocchio stesso, inizialmente è stata tralasciata
la tridimensionalità del movimento e tenuto conto di un unico centro iniziale
di rotazione passante per i condili femorali attraversato da un asse “C” attorno
al quale si sviluppa il moto articolare.
Per tale verifica è stato impostato un confronto che permetteva di sovrapporre
la traiettoria circolare di uno strumento che utilizzava un giunto a centro fisso,
con quella percorsa dal ginocchio.
La realizzazione dello strumento per la valutazione
A tale scopo è stato messo a punto uno strumento specifico, analogo ad una leg
extension, munito di un doppio dispositivo di lettura, per poter effettuare contemporaneamente
una lettura angolare (encoder angolare – Fig. 1.1) sul grado di flessione del ginocchio ed una lineare (encoder lineare – Fig. 1.1) al fine di determinare l’eventuale “variazione di lunghezza” della gamba.
In particolare la macchina è stata progettata con la possibilità di rendere solidale
la coscia alla seduta della macchina mentre la gamba veniva fissata, tramite un
riscontro, libero di muoversi linearmente lungo il braccio mobile della leg extension,
all’altezza del malleolo quale riferimento antropometrico. Il braccio mobile posto
all’altezza del ginocchio viene attivato dalla muscolatura estensoria dell’arto
inferiore, è stato reso libero di ruotare attorno al suo perno meccanico (moto
rotatorio) ed allo stesso tempo permetteva alla gamba, tramite l’aggancio al riscontro
mobile, di effettuare lo scivolamento lineare verso la radice dell’arto stesso
(moto traslatorio).
Ambedue gli strumenti di misura sono stati collegati con un computer per l’archiviazione
e l’elaborazione contemporanea delle misure ricavate.
La macchina, è stata quindi dotata di un sedile mobile comandato da un motore
passo-passo collegato al computer capace di spostare antero-posteriormente, con
una tolleranza di 0,1mm, la seduta stessa.
Particolare cura è stata posta nel “sistema di appoggio” (Fig. 1.1) del ginocchio strutturato in due appoggi laterali, inclinati e convergenti
verso il basso, dei quali quello laterale poteva scorrere trasversalmente ed avvicinarsi
a quello mediale.

Tale sistema è stato così strutturato per un doppio motivo:
L’allineamento macchina/ginocchio
La necessità di allineare l’asse “C” passante per il centro iniziale di rotazione
del ginocchio con il centro di rotazione del braccio mobile della macchina di
valutazione (Fig. 1.2) nasce dall’esigenza di determinare un preciso punto di
“repere” dal quale far partire la valutazione quale asse “0°” e poterlo rintracciare
qualora si voglia riproporre la valutazione stessa.

Rimarcando che il centro iniziale di rotazione del ginocchio rimane fisso per i primi 30° di flessione, si può ragionevolmente considerare che la traiettoria della gamba in questa frazione di movimento deve necessariamente essere un arco di circonferenza, analoga a quella della macchina che ruota attorno ad un unico perno meccanico. L’allineamento, quindi, può avvenire solo in forma sperimentale paragonando le due traiettorie circolari.
Ricerca sperimentale del centro iniziale di rotazione
L’allineamento macchina/ginocchio, quindi, viene effettuata facendo eseguire
una flesso-estensione con un’ampiezza di 25-30° dopo aver fissato la coscia alla
seduta dello strumento ed il piede (quale riferimento antropometrico) al risconto
lineare posto sul braccio mobile (fig. 1.3).
Fig. 1.3
Se durante l’esecuzione di una flesso-estensione di circa 30° della gamba così
collegata al braccio mobile della macchina non viene evidenziato alcun spostamento
tramite l’encoder lineare, si può considerare che la gamba ha effettuato un arco
di cerchio imperniato sul centro iniziale di rotazione e quest’ultimo coincide
con il centro di rotazione del braccio mobile sul quale è stato posizionato il
riscontro del piede. In questo caso, si può considerare che l’asse trasverso intercondiloideo
(asse “C”) del ginocchio e quello passante per il perno di rotazione del braccio
mobile risultano allineati o coassiali.
Se invece, nei primi 30° di flessione viene evidenziato uno spostamento del riscontro,
si determina una condizione di non allineamento che viene trasformato in entità
lineare ed elaborata dal computer che, tramite il motore, sposta la seduta in
una nuova posizione trovando la coincidenza tra i due centri di rotazione.
In particolare, se la traiettoria della macchina è più stretta di quella della
gamba, il ginocchio è arretrato e quindi deve essere avanzato. Se la traiettoria
della macchina è più ampia di quella della gamba il ginocchio è avanzato; in questo
caso deve essere retrocesso (Fig. 1.4 - Vedi esempio animato).
Fig. 1.4
Eventuali spostamenti verticali possono essere effettuati stringendo od allargando il “sistema di appoggio” .
La valutazione
Dopo la fase di allineamento, la valutazione viene eseguita facendo compiere
alla gamba una flessione completa fino ai 135 gradi (goniometrici), raccogliendo
durante l’arco di movimento i valori del rientro del piede ΔR a precise angolazioni
di flessione (Fig. 1.5).
Fig. 1.5
Lo studio sperimentale
Dallo studio (Pellis G., Di Cosmo F., “Il moto roto-traslatorio: Studio sperimentale, analisi matematica, dispositivo
ortopedico”, Calzetti Editore, Perugia, atti del XVIII edizione del Convegno di Traumatologia
e Riabilitazione Sportiva, Bologna, 2009) effettuato su 83 soggetti sono stati
ricavati i seguenti risultati raccolti nella tabella 1.
| Angolo flex | 0 | 30 | 45 | 90 | 135 |
| Val medio D R | 0 | 0 | 0,04 | 1,25 | 4,99 |
| δ | 0 | 0 | 0,005 | 0,22 | 0,35 |
Essi evidenziano che il raggio di rotazione del ginocchio si mantiene costante
fino a circa 30 gradi di flessione, (traiettoria circolare). Per angoli superiori
ai 30° il raggio di rotazione diminuisce del valore ΔR in maniera progressiva.
In altre parole il movimento di flessione del ginocchio dopo una prima traiettoria
circolare associa uno scivolamento evidenziato dalla progressiva diminuzione della
distanza tra il centro di rotazione e la superficie articolare tibiale.
Nello specifico, lo spostamento di un punto P, posto su un asse che taglia orizzontalmente
i condili femorali ad una distanza nota dal centro iniziale di rotazione, può
essere rappresentato per i primi gradi dall'equazione di una circonferenza
x2+y2=r2 = Ra2
e per il successivo range di movimento, sino ai 135° di flessione, dall'equazione
Δx =x - x1 = (Ra - Rb) cos ø
Tale analisi ha permesso di analizzare dettagliatamente il percorso del centro
di rotazione in particolare nella sua fase di avvicinamento sull’asse x, corrispondente
all’asse longitudinale della tibia, ai piani articolari.
Quanto sopra conferma sperimentalmente anche il moto roto-traslatorio del ginocchio.
Dai risultati sperimentali si è così potuto costruire un dispositivo meccanico,
che consentisse di mimare il movimento fisiologico del ginocchio.