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L’ORIENTEERING

A cura di Andrea Carlucci

Di corsa a contatto con la natura attraverso boschi, parchi, laghi o fiumi, questa è l’essenza dell’orienteering; ci si sposta su un territorio non conosciuto aiutandosi con una cartina topografica o mappa, una bussola e soprattutto sfruttando la propria capacità di orientamento per scegliere il percorso più veloce e vantaggioso per giungere al traguardo.
La corsa e tutti gli sport di orientamento vengono considerati altamente educativi in quanto riescono a coniugare attività sportiva in ambiente naturale con una preparazione fisica e mentale di alta qualità. Le capacità che vengono utilizzate in questo tipo di competizione sono indubbiamente la velocità di spostamento tra le varie lanterne, la resistenza, poiché il percorso è quasi sempre impegnativo e di lunga durata e va a sollecitare l’apparato cardio-respiratorio e la capacità di orientamento spaziale; inoltre, sono di estrema importanza gli aspetti psicologici ogni qualvolta sia necessario superare imprevisti e avere la lucidità per prendere decisioni corrette in pochissimi secondi.

La storia
L’orienteering è un’espressione sportiva che nasce e si sviluppa nei primi anni del Novecento nei paesi della penisola scandinava e più precisamente in Svezia intorno al 1919. La prima manifestazione sportiva internazionale avviene nel 1932 tra Svezia e Norvegia; successivamente si ha la partecipazione anche della Danimarca, dell’ex Unione Sovietica, della Svizzera, dell’Ungheria, della Cecoslovacchia. Nel 1959 in Svezia, grazie alla costituzione della “International Orienteering Federation” si è dato un importante impulso alla crescita e alla diffusione di questo sport.
Le prime notizie di questo sport in Italia risalgono agli anni ’50; l’orientamento in Italia è inizialmente seguito da gruppi sportivi militari soprattutto nella zona della città di Bolzano, per poi dare origine al Comitato Trentino di Orientamento (C.T.O.). Si mantiene negli ambiti di tipo militare fino a quando nel 1986 nasce la F.I.S.O. (Federazione Italiana Sport Orientamento) grazie a Vladimir Pàcl, fondista e orientista cecoslovacco che segue e coordina la nascita e la fondazione di questa organizzazione. Da qui l’orientamento si diffonde anche sul territorio italiano dove si organizzano le prime gare internazionali come quella presso Castelrotto, in provincia di Bolzano, nel 1993. Dal 1996 si è tentato di portare questa disciplina alle Olimpiadi ma ad oggi non si è arrivati a nessun accordo. Nel 1998 durante la XVIII edizione dei Giochi Olimpici Invernali a scopo dimostrativo è stato introdotto lo Sci-Orientamento (Sci-O), una esperienza importante che non ha avuto sviluppo.
Tra le gare di rilevanza internazionale, le più importanti sono oggi l’Orienteering World Cup, il World Orienteering Championship e il World Game.

La Corsa di Orientamento (CO)
Una gara di orientamento è di fatto una gara di velocità. I concorrenti partono distanziati di alcuni minuti l’uno dall’altro e devono raggiungere nel minor tempo possibile il traguardo dopo essere passati da una serie di punti prefissati segnalati da un prisma triangolare di colore bianco e arancione che viene chiamato tecnicamente “lanterna”. Questi punti sono segnati su una cartina che viene consegnata dagli organizzatori a ogni atleta prima dell’inizio della gara.
Per dimostrare di essere passati dai punti di controllo assegnati il concorrente dovrà “punzonare” il proprio cartellino (testimone) con un apposito attrezzo posto sempre vicino alla lanterna. Da pochi anni nelle manifestazioni e competizioni più importanti non viene più utilizzata la punzonatrice ma un sistema moderno ed efficace consistente in un chip, denominato “Sport-Ident” o “SI-Card”, che si fa registrare ad ogni passaggio di lanterna e i cui dati vanno scaricati all’arrivo su apposito computer. Dopo aver completato il percorso e attraversato tutte le lanterne l’atleta si dirige rapidamente al traguardo dove viene preso il tempo di arrivo Qualora sul cartellino dovessero mancare delle punzonature significa che una o più lanterne sono state saltate e la prestazione non viene ritenuta valida. Questa formulazione di gara è la più classica e dura circa un’ ora.
Esiste anche una formula che prevede la partecipazione a squadre (staffetta) in cui i concorrenti partono tutti contemporaneamente e compiono un certo percorso, realizzando le opportune punzonature e vengano successivamente sostituiti da altri giocatori che proseguiranno la gara sino al suo termine. Anche in questo caso vince la squadra che complessivamente impiega meno tempo.
Ancora, esistono anche delle formule di “gara a tempo” in cui si stabilisce un tempo massimo entro cui gli atleti devono attraversare più punti di controllo possibile

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Sci orientamento (Sci-O)
Anche lo sci di orientamento ha origine scandinava ma la sua diffusione ha interessato paesi come la Russia, l’Italia, la Svizzera e L’Austria oltre che l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda.
L’Italia, grazie alle spiccate doti dell’atleta Nicolò Corradini, nato nella Val di Fiemme, ha acquisito notevole prestigio in questa disciplina, aggiudicandosi per ben quattro volte il primo posto ai Campionati Mondiali.
Le tecniche e l’attrezzatura è quella dello sci di fondo; l’atleta, munito di un leggio rotante e con incorporato una bussola, deve andare a ricercare lungo le piste battute tra i boschi alcuni punti di controllo segnalati su una mappa e riconoscibili grazie alle lanterne bianco- arancioni. Si tratta anche qui di una gara a tempo in cui ci si muove su un territorio difficile e vario e in cui l’aspetto mentale gioca un ruolo determinante.

Mountain bike orientamento (Mtb-O)
In questa specialità bisogna essere molto bravi a gestire il mezzo con abilità e padronanza poiché durante il tragitto bisognerà anche controllare la propria cartina topografica e leggere attentamente la bussola nel minor tempo possibile. Si svolge secondo le modalità descritte negli altri sport ma si suddivide in categorie diverse per età e capacità atletica. È obbligatorio percorrere solamente le strade segnate sulla mappa, senza fare percorsi alternativi più brevi, pena la squalifica. Si pratica, ovviamente, nei paesi Scandinavi, nell’Europa centrale, in Francia e nella Repubblica Ceca. Dal 1996 tale attività è regolamentata a livello internazionale dalla Federazione Internazionale (I.O.F.).

Orienteering di precisione (Trail-O)
È una disciplina che consente a tutte le persone, comprese quelle con diversa abilità fisica, di poter svolgere una gara di orientamento alla pari con gli altri concorrenti. Vengono accettate carrozzine di tipo manuale o elettriche, hand-bikes e altri supporti. A differenza delle altre competizioni qui la velocità non è un elemento determinante ma ogni atleta di Trail-O deve saper identificare i punti individuati sul terreno dalla cartina e non confonderli con quelli fasulli posti nelle vicinanze di essi; una volta riconosciuta si registra la risposta su un cartellino-testimone. Esistono due tipi di categorie: 
Open: che comprende le persone normodotate e disabili
Paraolimpica: riservata ai concorrenti con disabilità fisica.

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