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LA PETECA

A cura di Andrea Carlucci

La Peteca è una via di mezzo tra il badminton, la pallavolo e la pelota basca e si pratica “schiaffeggiando” con la mano una "peteca" che è una sorta di grande volano costituito da una base di gomma alla quale vengono inserite quattro piume per stabilizzarne il volo; i giocatori la devono rilanciare da una parte e l’altra di una rete con l’unico scopo di fare punto facendo cadere la peteca nel campo avversario.





Storia
I primi giocatori di Peteca furono i “Tupi” una tribù indigena del Brasile che inventò questa disciplina già prima dell’arrivo dei portoghesi. Essi avevano trovato il modo di costruire la peteca utilizzando materiale semplice, quello che potevano raccogliere nel loro ambiente naturale circostante. Una volta legate insieme alcune foglie di caucciú e riempita la base con del riso infilavano direttamente nella base alcune piume di uccello.
Il gioco della peteca era praticato durante tutte le celebrazioni festive, insieme a danze e canti ed era un gioco tipicamente estivo. Gli indigeni erano convinti che questo gioco fosse prediletto dagli dei e gli diedero il nome di “mangá”.

Il nome peteca viene da “petek” che nella lingua Tupi significa “schiaffeggiare, colpire, battere” con le mani proprio come richiedono le azioni di questo gioco. Col passare del tempo questa attività da rituale celebrativo divenne un gioco vero e proprio che il popolo brasiliano seppe tramandare da padre a figlio sino ai nostri tempi. La stessa peteca, già nel ‘900 ha subito importanti trasformazioni, sul piano estetico e tecnico. Inizialmente fino agli anni ‘60 era fatta di penne colorate; poi prese il nome di “Foguete” ed era costituita da una base di gomma formata da strati sottili posti gli uni sugli altri e legata insieme una sola penna. Con questo attrezzo si cominciò a giocare in spazi aperti ancora, però, senza delimitazione di campo e senza la rete. All’inizio degli anni ’70 venne adottato il campo di pallavolo come utile per disputare le partite ma subito sorsero alcuni problemi dovuti al fatto che il campo era troppo grande per un gioco due contro due e anche la rete di pallavolo aveva delle maglie troppo grandi che permettevano alla peteca di passarvi attraverso.

Anche le regole non erano ben definite ed era un gioco ancora troppo poco tecnico. Quindi si provvide a ideare un tipo di rete specifica per la peteca con maglie più piccole e meno alta rispetto alla rete di pallavolo; la peteca fu trasformata e costruita con quattro penne in modo che ruotasse meno rispetto al modello “Foguete” e furono stabilite le dimensioni del campo come oggi si conoscono.

Nel 1985 la brasiliana Federacão Mineira de Peteca ha ridefinito le regole del gioco che sono attualmente in uso. Inoltre la federazione ha stabilito per il gioco del doppio le seguenti categorie, valide sia per il maschile che per il femminile:
CATEGORIE
MIRIMda 6 a 12 anni
INFANTIL da 13 a 16 anni
JUVENILda 17 a 20 anni
ADULTOda 21 a 30 anni
SENIORda 31 a 40 anni
MASTERda 41 a 50 anni
VETERANOSda 51 a 60 anni
MAGNOS da 61 in avanti


Il gioco
Tra gli sport della tradizione brasiliana, ideato dalle popolazioni Inca e ritenuto dagli stessi indios “gioco degli dèi”, praticato durante le feste e le celebrazioni, la Peteca è attualmente lo sport più popolare dopo il calcio. Può essere giocato da tutti senza limiti di età sia in singolo che in doppio: la velocità e la dinamica del gioco variano con la condizione fisica e l’abilità tecnica di chi lo pratica. Non è richiesta una coordinazione complessa e nemmeno un impegno cardiovascolare importante, specialmente quando viene praticato in forma ludica. Così come per gli altri sport “cugini” già citati anche la Peteca richiede doti di grande reattività, rapidità di movimento e precisione; a livello muscolare sono sollecitati fortemente i muscoli del cingolo scapolare e quelli degli arti inferiori. È uno sport in grado di influire positivamente sullo sviluppo della coordinazione oculo-manuale, la lateralità e l’equilibrio, migliorando inoltre la mobilità dell’articolazione scapolo-omerale, tonificando i muscoli, specialmente degli arti inferiori; migliora la funzionalità cardio-respiratoria e circolatoria e sviluppa, infine, la capacità di attenzione e concentrazione. A livello didattico può essere utilizzata come attività propedeutica per introdurre gli sport “di volo” come il badminton, la pallavolo o il tennis.

La Peteca può essere giocata su superfici di materiale sintetico, cemento, parquet oppure sulla sabbia nella versione “beach”.
Per giocare non è necessario un particolare abbigliamento però si consiglia, specialmente per i principianti, di indossare dei guanti appositi per evitare colpi troppi forti alle mani e delle scarpe da ginnastica come quelle usate nella pallavolo.

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Aspetti regolamentari
• Si gioca in singolare (1 vs. 1) o in doppio (2 vs. 2).
• Una squadra fa punto quando la peteca cade nel campo avversario.
• Nel doppio non è consentito passare la peteca tra i due componenti della stessa squadra.
• Una partita dura 3 set; ciascun set dura 20 minuti di gioco effettivo o fino al raggiungimento da parte di una squadra di 12 punti.
• La squadra che serve ha a disposizione 24 secondi per fare punto. Se non riesce il servizio passa alla squadra avversaria.
• Il Cambio campo avviene quando una squadra arriva a sei punti o dopo dieci minuti di gioco.
• Una partita comincia sempre con la “battuta” che viene effettuata da fondo campo e può essere eseguita dal basso, dall’alto o con salto.
• Durante il servizio la peteca deve essere battuta con una sola mano e passare sopra il filo della rete. Chi effettua la battuta deve piazzarsi dietro la linea di fondo campo. La peteca può essere colpita o dall’alto verso l’alto con una flesso-estensione dell’avambraccio sul braccio; oppure da dietro in avanti basso. Il lancio dall’alto è più tecnico e più preciso.
• La peteca può essere colpita sia con la mano sinistra che con la destra.
• Campo da gioco: 15 m x 5,5 m (7,5 m per il doppio) diviso da una rete alta 2,43 m per i maschi e 2,24 m per le femmine
• Dimensioni della peteca: la base ha un diametro da 0,050 m. a 0,052 m e deve essere di gomma in strati sovrapposti. Deve essere alta 0,20 m; il peso varia da 40 a 42 grammi. Le penne sono bianche (o colorate) in numero di quattro con un diametro da 0,04 m a 0,05 m

Si ringrazia per la cortese collaborazione e per il materiale fotografico Laura Montalbetti, Insegnante di Educazione Fisica , arbitro internazionale di Peteca e fondatrice dell’ “A.I.Pe.” Associazione Italiana di Peteca. www.petecando.com

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