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PLAY GROUND

A cura del Prof. Mario Testi
Testo del Prof.
Andrea Sassoli
Allenatore F.I.P. di serie A1 – A2

È il gioco del campetto (il termine italiano di play ground), nel cortile, nel parco, alla parrocchia, ovunque. Tutti possono parteciparvi, si può giocare ad uno o a due canestri, in pratica a metà campo (è questa la versione più tipica) o a tutto campo.Ogni campetto ha le sue regole di gioco e spesso anche stili d'organizzazione e anche di gioco, come ad esempio fasce orarie (spontanee) d'uso per le diverse età.Ricordo quanto fosse un momento atteso (spesso anche a lungo), emozionante e bellissimo "essere chiamati" a rimanere per il turno dei più grandi: significava che eri apprezzato! Era la conquista che dichiarava che un bambino stava diventando ragazzo, che il principiante aveva compiuto sensibili progressi, la conquista per la quale si era disponibili a far tardi e rischiare il rimprovero dei genitori. Ricordo però che era un rimprovero che immediatamente rientrava; anche i genitori capivano e come sul campetto erano disponibili a premiarti. Un tempo era il luogo più frequentato dai bambini e dai ragazzi, una vera scuola d'abilità e destrezza, dove l'insegnamento era impartito dall'esempio dei più esperti e c'era la voglia, "la fame", di rimanere in campo il più a lungo possibile; perché la squadra che vince era sfidata da una nuova e chi perdeva doveva lasciare il posto.
Oggi invece è luogo di svago sempre più per i soli adulti, si è persa la "scuola" spontanea.Per molti appassionati il play ground rappresenta il massimo dell'intensità e del piacere di giocare. Per molti tecnici è ancora considerato il luogo in cui sono vissute le migliori esperienze. In special modo è il luogo dove si traducono le tecniche apprese nelle più svariate situazioni.

I giochi più belli da fare quando si è da soli

Capita di essere al campetto da soli, in un certo giorno e per un certo periodo di tempo.
Si può giocare lo stesso? Se se ne ha voglia, sì.Certo non una partita … ma si possono eseguire giochi (con il pallone) assai piacevoli. Naturalmente solo palleggiando o tirando. Vediamoli.

 Il palleggio 

  • Vai a passeggio per il campo, camminando poi correndo, palleggia un po' con una mano e un po' con l'altra;
  • Corri (con e senza palleggiare): senza fare rumore, con rumore, velocemente, lentamente;
  • Ripeti le stesse cose con un occhio chiuso, poi cambia occhio;
  • Ripeti le stesse cose, con i due occhi chiusi;
  • Cammina, poi corri, fai un palleggio ogni due appoggi, ogni tre appoggi, poi con l'altra mano;
  • Cammina, poi corri, cambia mano ogni tre passi, poi ogni due, poi ad ogni passo (appoggio di un piede);
  • Corri sulle righe tracciate);
  • Palleggia correndo: ogni 4-5 palleggi fai 3 palleggi indietro, poi di nuovo avanti;
  • Palleggia correndo: ogni 4-5 palleggi fai 3 palleggi lateralmente;
  • Palleggia con i piedi dentro i cerchi e la palla fuori;
  • Palleggia con i piedi fuori e la palla dentro
  • Palleggia ad occhi chiusi (da fermo, camminando, correndo)
  • Centra il cerchio dopo "x" rimbalzi

  • Centra entrambi i cerchi

  • Sai cos'è il "piede perno"?Sai cos'è la partenza in palleggio? (diretta o corrispondente: piede e mano corrispondenti)E la partenza incrociata? (mano e piede controlaterali)La partenza incrociata con perno piede destro, primo passo con il sinistro e palleggio mano destra, è la più immediata e facile (per i destrimani);

    Attraverso questi giochi puoi apprezzare:

    1.

    La presa e la sensibilità sul pallone;

    2.

    Il  concetto di mano forte (lateralità);

    3.

    La modulazione delle spinte;

    4.

    I cambi di mano, la direzione, il senso e la velocità;

    5.

    Le partenze e gli arresti in palleggio.

Tutti possono imparare da soli e diventare anche molto abili nel trattare la palla, semplicemente realizzando le proposte suggerite in rapida successione. Bisogna però sottolineare che il palleggio facilita il gioco ma non è indispensabile per avanzare sul campo; usiamolo soltanto per superare ostacoli.

  • Tiro naturale

    1. Anche a due mani (specialmente i più piccoli)
    2. Test: 10 tiri da vicino, da lontano, diretti, di tabellone(quali tipi di tiro ti procurano più canestri?)
    3. Lanciare la palla verso l'alto con due mani e riprenderla prima che tocchi terra
  • Tiro a una mano

    1. Lanciare e riprendere la palla con una sola mano
    2. Esperienze e ricerca della migliore parabola (spin)
  • Uso della seconda mano

    1. Sostieni il pallone con la seconda mano
    2. Scopri il punto di mira (mira a …)
    3. Scopri il tabellone e l'angolo di tiro
    4. Spostandoti, trova un angolo di circa 45° rispetto al tabellone, tiriamo "mirando" ... dove?
    5. Come il precedente, provando lo spostamento ma mantenendo la stessa distanza dal canestro per trovare il punto di mira opportuno per ogni posizione
    6. Ricerca della migliore spinta delle gambe
  • Aumenta la distanza dal canestro

    1. Trova il punto di mira opportuno per ogni posizione, variando anche la distanza dal canestro
  • Tiro in corsa

    1. Alla scoperta del ritmo .. .. .. ..
    2. Correre liberamente senza palla: esegui 2 appoggi ritmati e "stacca" sul secondo appoggio, ricadi poi sul posto di battuta
    3. Correndo senza palleggiare, esegui liberamente due appoggi e stacco, lanciando il pallone in alto durante la fase di volo
    4. Come sopra, palleggiando
    5. Come sopra, palleggiando verso il canestro e concludendo con un tiro
  • Tiro in sospensione

    1. Palleggiando, esegui un arresto a 1 o 2 tempi, salta... poco e tira quando ti senti in volo

    averso questi giochi puoi apprezzare:

    1 La distensione delle braccia
    2 Lo spin
    3 La presa delle dita sul pallone
    4 La mira e il punto di mira
    5 Il piegamento sulle ginocchia e la spinta delle gambe
    6 L'equilibrio posturale e quello dinamico
    7 la percezione delle traiettorie e degli appoggi
    8 Il ritmo e la forza
    9 La dissociazione arti-tronco

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Il tiro è un gesto tecnico molto soggettivo e raramente si riscontrano stili di tiro molto simili. E' quindi difficile realizzare il tiro che si vede da un altro, benché sia molto opportuno ispirarsi a un buon tiratore come esempio visivo e realizzare un percorso didattico del tipo suggerito, che si richiama a quest'idea di difficoltà.

Il palleggio

1° livello

"trattare la palla "

  • reciproca armonia dei movimenti che compongono un dato elemento della tecnica

2° livello

"situazioni "

  • finte, protezione della palla, ecc...
  • reciproca armonia di più elementi che si svolgono contemporaneamente in un momento specifico

3° livello

"dribbling"

  • controllo del corpo e della palla sotto pressione

Il tiro

1° livello

Studio della presa, delle spinte, delle traiettorie e del punto di mira

2° livello

Velocità di esecuzione, frequenza, incidenza della fatica (fattori "inquinanti" il gesto tecnico)

3° livello

Tiri "disturbati" e tiri "sotto pressione" (situazioni di gara)

I giochi più belli da fare con altri

Giocare uno contro uno Appena qualcuno ti raggiunge, puoi giocare con lui seguendo le stesse proposte o giocare uno contro uno . L'uno contro uno rappresenta l'anima del basket: è bello da giocare e si presta a mille accorgimenti per imparare meglio.Innanzi tutto: cosa differenzia gli uno contro uno dei "piccoli", degli "esterni" e dei "lunghi"?

In difesa

  • distanza da canestro
  • contatto con fronte o dorso del corpo

In attacco

  • uguale per tutti
  • è diverso il passaggio (spazi diversi)
  • per le guardie , l'abilità nel palleggio può mascherare le difficoltà
  • per i centri la stessa abilità non maschera i problemi
  • Uno contro uno senza palla : diverso per ruoli (spazi diversi)

Uno contro uno: mille soluzioni

Opzioni

  • un palleggio per concludere
  • se c'è qualcuno che può servire da "appoggio"", puoi passare e farti passare di nuovo

Da apprezzare

  • la limitazione del numero dei palleggi
  • il passaggio dentro-fuori ed il gioco senza palla spalle al canestro
  • la ricezione e il gioco 1c1 spalle al canestro

Giocare due contro due... ...in un quarto di campo:

Opzioni:

  • come sopra, con 2 difensori

1c1 (pivot
+
1c1 (esterno )

Apprezzare:

  • la posizione delle spalle a canestro rispetto al  pallone
  • la posizione dell'esterno quando la palla è al pivot

...in metà campo

Opzioni

  • quando tagli ricevi in area
  • quando passi fuori taglia verso il lato debole(lunghi: finta e ritorna prendendo posizione)

Da apprezzare

  • il difensore è guardia aperta o guardia chiusa?
  • piccoli: dove ricevere ? Poi partenza, arresto e tiro
  • lunghi: dove ricevere? quanti palleggi? che tiro?

Tirare

  • lunghi: 1 mano, tabellone, sospensione, speciali
  • piccoli: sempre arresto+tiro, in corsa solo 2° tempo, quando tiri di tabellone? 

Palleggiare

  • piccoli: pochi, mai inutili (non abusare), sempre e solo con l'intenzione di migliorare la posizione di tiro o l'angolo di passaggio
  • lunghi: mai in area (si possono utilizzare le stesse soluzioni di tiro con o senza palleggio, quindi perché rischiare?), solo uno o due (max) nel campo.

Passare

  • costruire l'idea motoria di "passaggio perfetto" (John Wooden dice: ".... i cattivi passaggi fanno perdere la palla, fanno perdere la fiducia, fanno perdere le partite!!!")
  • passare con rapidità "vicino" o "attraverso" il difensore, piuttosto che sopra o attorno
  • se si ha la palla a destra, tenere avanzata la gamba sinistra, e viceversa (piede perno)
  • passare con sicurezza (modulazione)
  • passare scegliendo buoni angoli
  • mirare al bersaglio, al vero bersaglio, non genericamente all'uomo
  • imparare a capire il tempo di chi riceve e di chi passa, simultaneamente; la responsabilità è comune!
  • dopo aver passato, non indugiare, ma inizia un nuovo movimento.

Ricevere

  • lavorare per smarcarsi, non reclamare la palla da fermi
  • mostrare un "bel" bersaglio: mani sopra la vita, dita distese ma non rigide, palmo della mano (di UNA MANO, quella dal lato dove non c'è il difensore) rivolto verso la palla (perpendicolare, quindi, alla traiettoria del passaggio) e perciò verso chi passa
  • guardare la palla fino a che non arriva nelle mani
  • andare incontro alla palla: con la mano "bersaglio" la si blocca, con l'altra la si avvolge, proteggendola
  • non fare o tentare qualcosa (tirare, passare o palleggiare) prima di avere con certezza il pallone tra le mani.

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