" LA PROPRIOCETTIVITA' " Gli esercizi propriocettivi:
utilità e metodica esecutiva
PROPRIOCETTIVITA' |
A cura del Prof. Giancarlo Pellis
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Propriocettività è un termine introdotto da Sherrington per descrivere gli ingressi
sensoriali che originano, nel corso di movimenti guidati centralmente, da particolari
strutture: i propriocettori. La loro funzione principale è di fornire informazioni di retroazione sui movimenti
propri dell'organismo, in altre parole di segnalare, istante per istante, quali
siano i movimenti che l'organismo stesso sta compiendo.
I propriocettori sono terminazioni nervose che inviano informazioni al sistema
nervoso; gli stimoli sono avvertiti da particolari recettori posti nei muscoli,
nei tendini e nelle capsule articolari. Queste terminazioni generano impulsi nervosi
che sono trasmessi al midollo spinale e da qui possono rimanere nel midollo spinale
stesso, per la determinazione dei riflessi spinali, oppure raggiungere altre zone
del midollo spinale o del cervello, per la determinazione di funzioni specifiche.
riflessi spinali funzioni specifiche
I propriocettori hanno una funzione importante nel controllo della contrazione
dei muscoli scheletrici e attraverso quest'ultima è esplicata la maggior parte
delle funzioni fisiche del corpo. Tale controllo è realizzato per mezzo di due
tipi di recettori distinti:
- i fusi neuromuscolari , distribuiti nel corpo muscolare
- gli organi tendinei del Golgi posti nei tendini
I fusi neuro-muscolari
Sovrintendono il riflesso da stiramento: se un muscolo è improvvisamente allungato,
la parte mediana del fuso neuro-muscolare è stirata e ciò provoca l'immediato
invio di segnali al midollo spinale. Questi segnali eccitano le cellule nervose
motrici che controllano le fibre muscolari scheletriche immediatamente circostanti
il fuso. Pertanto, l'improvviso stiramento del muscolo determina una contrazione
riflessa che si oppone automaticamente allo stiramento. Questa funzione serve
a "smorzare" le variazioni di lunghezza del muscolo, cioè ad impedire che la lunghezza
del muscolo cambi troppo rapidamente.
Gli organi del Golgi
Sovrintendono il riflesso tendineo, o di stiramento inverso, che rileva l'entità
della sua tensione ed invia tale informazione al midollo spinale e da esso al
cervello. L'informazione a sua volta è utilizzata nei centri nervosi per aggiustare
con precisione la tensione muscolare in rapporto alle necessità funzionali. Presiedono
poi a tale controllo anche i corpuscoli del Ruffini e quelli del Pacini (recettori cinestesici), situati nelle capsule articolari, che informano sul
grado d'angolazione delle articolazioni e la velocità con la quale tale grado
si modifica.
L'equilibrio
L'equilibrio mantenuto nella postura eretta è un tipico ed importante esempio
di come tutti i meccanismi propriocettivi sono coinvolti. L'equilibrio, infatti,
si mantiene con lo spostamento ripetuto di masse (segmenti corporei) originate
da continue azioni involontarie e coordinate di contrazione e rilassamento della
muscolatura, in modo da correggere continuamente la posizione del baricentro,
affinché la proiezione di quest'ultimo non esca dall' "ombra d'appoggio" sul piano.
Per imparare a conoscere come agiscono i meccanismi propriocettivi, è necessario
"ascoltare" quello che è trasmesso, sensorialmente, dal piede, che è la regione
del nostro corpo in grado di fornire il maggior numero d'informazioni propriocettive,
derivanti dai recettori situati nella parte anteriore del tallone, sotto la testa
dei metatarsi, sotto l'alluce e nei muscoli lombricali del piede.
Il piede è un complesso sistema in equilibrio; la sua struttura ad archi, conferisce
al sistema stesso un continuo stato di "allarme" che può essere percepito prestando
attenzione a quello che trasmette il piede in appoggio, quando si assume la posizione
eretta, con un arto sollevato e piegato.
Si possono così sentire dei continui cambiamenti di pressione, in diversi punti
della pianta del piede, accompagnati da oscillazioni dell'arto in appoggio e da
tutto il resto del corpo. Queste oscillazioni sono determinate, inconsciamente,
dalla contrazione e dal rilassamento muscolare, che mettono in movimento le masse
corporee, affinché la proiezione del baricentro del corpo ricada sempre nell'ombra
d'appoggio della pianta del piede medesimo.
E' importante ricordare che il controllo propriocettivo è fondamentale, non solo
per le attività nelle quali è richiesto l'equilibrio, come ad esempio per il funambolista
o per il ginnasta che mantiene la propria verticalità stando in appoggio sulle
mani a testa in giù, ma pure per il tiratore scelto ad esempio, che ha come caratteristica
fondamentale la capacità di stabilizzare la sua arma nello spazio. Quest'ultimo
riesce a pensare solo alla posizione esatta del bersaglio e, benché molta parte
della muscolatura del suo corpo continui a contrarsi, l'arma rimane praticamente
immobile.
Propriocettività: rieducazione, prevenzione, allenamento
Dopo aver considerato quanto sopra, possiamo analizzare i motivi per i quali
le esercitazioni propriocettive possono essere impiegate nei vari campi delle
attività motorie ed in particolare: nella rieducazione, nella prevenzione e nell'allenamento.
Rieducazione post-traumatica
In particolare nel recupero delle lesioni del collo del piede e del ginocchio,
il metodo di lavoro propriocettivo è indispensabile per ripristinare gli analoghi
riflessi, al fine di riattivare tutti i canali informativi interrotti dall'infortunio.
Tutte le esercitazioni per la rieducazione hanno come "base" il piede e devono
essere proposte evitando di indossare le scarpe, ciò affinché le sensazioni propriocettive
non siano "distorte" dalla calzatura.Per intensificare ulteriormente l'effetto
allenante è possibile eseguire gli esercizi ad occhi chiusi. Non va infatti dimenticato
che l'equilibrio è controllato anche dagli
esterocettori (vista ed apparato vestibolare), che ricevono le informazioni dal mondo esterno
e che assieme alle informazioni propriocettive, danno il quadro esatto del rapporto
esistente tra corpo ed ambiente.
Tale accorgimento è utilizzato per "disturbare" i sistemi d'informazione dell'equilibrio,
costringendo così il soggetto ad essere più sensibile ai canali d'informazione
rimasti operanti.
Prevenzione degli infortuni dell'arto inferiore
Gli esercizi propriocettivi devono essere svolti, soprattutto, da tutti quegli
atleti che praticano un'attività sportiva nella quale il salto è una componente
primaria (pallavolo, pallacanestro, calcio, pallamano ecc.). Nella ricaduta, infatti,
quando il piede è appoggiato al suolo dopo una fase più o meno lunga di volo,
deve sopportare e contrastare tutte quelle forze che il corpo ha acquistato prima
e durante il volo stesso, quindi mantenendo una perfetta stabilità in tutta la
fase d'ammortizzazione. In genere quando un atleta compie un salto, e non è contrastato
in volo da nessuna forza esterna, può prevedere il punto di caduta avendo una
notevole facilità nel controllare, seppur inconsciamente, l'appoggio del piede
al suolo. Se, invece, durante il salto, l'atleta riceve un urto, può essere costretto
a scomporsi in volo modificando la traiettoria del suo baricentro, cosa che rende
incontrollata la ricaduta ed il conseguente appoggio sul terreno.
Per ridurre i rischi d'incidenti, è importante che ogni arto abbia un'attività
posturale stabile anche durante le fasi d'ammortizzazione senza che si possano
creare scompensi e quindi perdita di controllo motorio. Lo scopo delle esercitazioni
preventive deve essere quello di rendere più rapido ed automatico il controllo
della muscolatura in considerazione del fatto che durante il gioco si possono
sviluppare azioni imprevedibili e talvolta violente.
Gli esercizi propriocettivi di prevenzione, basati sulla progressiva capacità
di resistere agli squilibri, danno la possibilità di un appoggio del piede sempre
corretto, stimolando la muscolatura in modo da evitare delle contrazioni isolate,
sollecitando gruppi o combinazioni di gruppi muscolari. La ripetizione dell'esercizio fa acquistare sicurezza, rapidità e precisione
al gesto. Ovviamente, tale forma d'allenamento è particolarmente importante per
soggetti predisposti a traumi distorsivi (collo del piede e ginocchio) e come
azione preventiva per quelle fasi di gioco in cui la stanchezza fisica compare
in maniera rilevante.
Allenamento sportivo
Per le discipline nelle quali è indispensabile un gran senso dell'equilibrio
o del controllo assoluto del gesto tecnico (sci, pattinaggio, karatè, judo, ecc.),
la sensibilità propriocettiva è una caratteristica essenziale.
"L'equilibrio, in realtà, dipende più dalla capacità individuale di recuperarlo
quando lo si è perso, piuttosto che dall'abilità a non perderlo".
Esso infatti, non è rappresentato da una situazione definita, ma deriva da un
continuo adattamento tonico-posturale-coordinativo. L'allenamento deve essere
basato su esercitazioni che inducono la muscolatura a reagire utilizzando il pieno
funzionamento di tutte le aree d'informazione, affinché ci sia una corrispondente
ed appropriata risposta motoria alla nuova situazione posturale.Nel caso contrario,
quando questo controllo è carente, con una risposta tardiva e/o inesatta, si determina
un errore nel gesto da eseguire, che in genere si traduce in una caduta.
Il miglioramento dell'equilibrio passa attraverso l'allenamento finalizzato al
mantenimento della posizione voluta, unito ad un'elevata capacità di correzione
degli sbilanciamenti.
Gli esercizi descritti in seguito, tendono a stimolare in maniera crescente i
sistemi propriocettivi ed i centri nervosi dai quali dipende la regolazione dell'equilibrio
posturale.
Si fa presente che è molto importante passare ad un esercizio di difficoltà superiore
solo quando quello precedente è stato assimilato.
Gli attrezzi
Gli esercizi di propriocettività possono essere eseguiti con il piede in appoggio
al suolo o con l'utilizzo dei seguenti attrezzi:
Tavola tonda
Tavoletta di circa 40 cm di diametro, in genere di legno, sotto la quale è fissata
una mezza sfera: il grado d'instabilità è inversamente proporzionale al raggio
della mezza sfera.
Quest'ultima crea delle condizioni d'instabilità in tutte le direzioni. |
Tavola rettangolare
Tavoletta di circa 40 x 30cm, in genere di legno, sotto la quale è fissato un
mezzo cilindro che crea un grado d'instabilità laterale. |
Gli esercizi propriocettivi
- STAZIONE ERETTA CON DOPPIO APPOGGIO
Ritti, in doppio appoggio sull'attrezzo, mantenere una posizione d'equilibrio
- CON SINGOLO APPOGGIO
Ritti, in appoggio sull'attrezzo con un solo arto, mantenere una posizione d'equilibrio
- PALLEGGI BASKET
*Ritti sull'attrezzo, palleggiare al suolo un pallone (tipo basket)
- PALLEGGI VOLLEY
*Ritti sull'attrezzo, palleggiare verso l'alto un pallone (tipo volley)
- LANCIO AL MURO
*Ritti sull'attrezzo, lanciare un pallone contro il muro (o ad un compagno) e
riprenderlo al volo
- LANCIO E PALLEGGIO
*Ritti sull'attrezzo, lanciare, con una mano, un pallone contro il muro (o ad
un compagno) e con l'altra mano palleggiare un altro pallone al suolo
- DOPPIO PALLEGGIO
*R
- PALLEGGIO INTORNO
*Ritti sull'attrezzo, palleggiare un pallone attorno all'asse del corpo utilizzando ambedue
le mani
- DOPPIO LANCIO AL MURO
*Da ritti, lanciare contro un muro (o ad un compagno) e riprendere contemporaneamente
al volo due palloni utilizzando ambedue le mani
- DOPPIO LANCIO ALTERNATO
*Ritti sull'attrezzo, lanciare contro un muro (o ad un compagno) e riprendere
alternativamente due palloni, utilizzando una mano alla volta
- DEAMBULAZIONE TRA ATTREZZI
Da ritti, in appoggio su un attrezzo, camminare passando da un attrezzo all'altro
- DEAMBULAZIONE CON DOPPIO PALLEGGIO
Da ritti, in appoggio su un attrezzo, un pallone in ogni mano, camminare come
sopra palleggiando contemporaneamente con ambedue i palloni
- SALTO SU ATTREZZO
**Da ritti, in appoggio al suolo, saltare su un attrezzo
- SALTI TRA ATTREZZI
**Da ritti, in appoggio su un attrezzo, saltare su un altro attrezzo
- SALTO SU ATTREZZI CON OSTACOLO
**Da ritti in appoggio al suolo, saltare da un attrezzo all'altro oltrepassando
un ostacolo

* Inizialmente è consigliabile stare in doppio appoggio e in seguito passare
al singolo appoggio.
** Inizialmente è consigliabile eseguire il salto con il doppio appoggio e in
seguito eseguirlo con un solo appoggio.
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