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Gli orientali hanno sempre accentuato il valore delle respirazioni profonde non solo come un grande aiuto spirituale nella cultura di sé, ma anche quale
valido coadiuvante per la salute e la longevità . Esiste sicuramente una relazione tra arti marziali e respiro e tra respiro
ed energia, il “ki”. Saper respirare significa controllare le proprie emozioni
e paure, mantenendo una mente lucida e pronta; ecco perché oggi molte discipline
dedicano attenzione alla respirazione e la utilizzano per trovare una migliore
sintonia con il proprio corpo.
Il concetto di respirazione ha un significato molto più esteso in Oriente che non in Occidente, dal momento che comprende non soltanto il processo di riempimento dei polmoni d’aria e l’espulsione di anidride carbonica e di altri residui, bensì anche la trasmissione dell’ossigeno e delle sue proprietà a tutti i tessuti del corpo attraverso il sangue. La parola “ki” che può essere tradotta in “fiato”, include così anche il concetto di energia vitale, di vitalità e di spirito. Una corretta respirazione deve essere effettuata con tutto il polmone. Molto spesso invece al giorno d'oggi si utilizza solo una parte dei polmoni, quella alta. Lasciando inutilizzata la parte più bassa si riduce la ventilazione e gli effetti benefici della respirazione che sono, come universalmente risaputo, l'ossigenazione del sangue e quindi di tutto il corpo. Purtroppo la frenetica vita quotidiana e lo stress inducono ad una respirazione scorretta, appunto quella che utilizza prevalentemente la parte alta dei polmoni. La respirazione più naturale è quella che prevede l'utilizzo di tutto il polmone. Per accorgersi della differenza basta osservare i bambini più piccoli: loro non sono ancora diventate vittime dello stress e la loro respirazione è quella che gli adulti hanno perduto e devono, quindi, imparare di nuovo!
Regolare il respiro significa giungere a una respirazione priva di un controllo consapevole ; nelle arti orientali sono diversi i tipi di respirazione, ma principalmente se ne possono descrivere tre: la respirazione con le narici , la respirazione con la bocca e le narici e la respirazione addominale.
L’aspetto essenziale di una corretta tecnica di respirazione, che deve essere assolutamente compreso da ogni principiante, è che l’aria inalata va spinta non soltanto fino ai polmoni, bensì giù nell’addome. Tutti i più avanzati metodi per far circolare il “ki” e immagazzinare l’energia purificata richiedono l’abilità di concentrare il respiro nella regione addominale bassa, abilità che può essere sviluppata con specifici esercizi e con la meditazione. Gli occidentali provano difficoltà a guidare il respiro fino al ventre; ciò è dovuto all’abitudine ad inalare profondamente allargando il torace: questo fa sì che l’aria si fermi all’altezza dei polmoni. Per aiutare a superare questo problema ci sono diversi modi atti a promuovere la respirazione profonda e a indirizzare l’aria inspirata dal torace all’addome.
Dirigere il respiro Il flusso del respiro viene guidato nel corpo, iniziando con una respirazione lenta o veloce, e concentrandosi poi sul processo di inspirazione e di espirazione. Il controllo non è mai forzato: è l’intenzione che avvia il movimento e la respirazione si fa naturale. Il metodo iniziale consiste nel divenire consapevoli della respirazione contando il numero di inspirazioni e di espirazioni mentre il processo è in atto. In genere si ricorre a questa tecnica per arrestare il flusso selvaggio dei pensieri o per allontanare la mente dagli avvenimenti dalla realtà esterna. La forma più perfezionata di controllo del respiro è lasciare che l’intenzione guidi la respirazione, metodo conosciuto come tao-yin (letteralmente guidare e dirigere). Quando la mente è svuotata dai pensieri, la vera intenzione emerge. Una volta che l’intenzione si è raggiunta, il controllo cosciente scompare e il movimento della respirazione segue i canali aperti del sistema circolatorio e scorre naturalmente nel corpo. Fonti tratte da:
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