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LO SKIROLL

A cura di Andrea Carlucci

Da allenamento estivo per lo sci di fondo lo Skiroll si è imposto, nel corso degli anni, come disciplina indipendente con tanto di campionati e gare. Viene chiamato “sci a rotelle” e viene praticato sull’asfalto e anche su strade sterrate; finita la stagione invernale, nella preparazione estiva, la tecnica del fondo si può facilmente portare avanti unicamente con lo skiroll.


Lo “skirollista”, come viene chiamato chi pratica questa specialità, può essere:
Skirollista–fondista: colui che utilizza lo skiroll nella preparazione all’attività invernale.
Skirollista-skirollista; colui che fa di questa disciplina l’attività principale durante tutta la stagione estiva.

Negli ultimi anni molti sportivi si sono avvicinati a questa pratica anche grazie al riconoscimento che ha avuto in quanto molto allenante per tutto il fisico. Un vantaggio dello Skiroll, inoltre, è che può essere praticato ovunque, in qualunque stagione, senza l’ausilio di alcuna struttura e ciò sta tra l'altro contribuendo allo sviluppo di questo sport anche in quei paesi lontani da una tradizione fondistica, come i Paesi tropicali, dell'Est asiatico e del Sud America. A livello internazionale è coordinato dalla International Ski Federation (FIS) mentre a livello italiano è regolamentato dalla Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio (FIHP), che si occupa principalmente della gestione e organizzazione delle competizioni e dei campionati.

Gli skiroll non sono altro che sci dotati di ruote con i quali ci si allena richiamando la tecnica utilizzata nello sci di fondo. Sono composti da due assi, in materiale tecnico di lega molto leggera, della lunghezza che può variare dai 530 ai 700 mm alle cui estremità vengono montate due ruote, una anteriore ed una posteriore. I modelli sono svariati, anche in funzione delle esigenze personali, delle diverse tipologie di competizione e degli obiettivi di chi lo pratica. I bastoncini, che servono per la spinta, devono essere principalmente leggeri da manovrare senza trascurare l’ottimale resistenza e, in genere, il materiale che garantisce la combinazione migliore è il carbonio. Al fine di ridurre la velocità degli skiroll si applicano dei riduttori formati da un cuscinetto a sfere premuto contro la ruota anteriore da un bilanciere, la pressione esercitata viene controllata da una vite. Inoltre sugli skiroll è possibile applicare dei copriruota o paraspruzzi in plastica. L’attacco della scarpa, così come le scarpe, sono gli stessi usati comunemente per lo sci di fondo. Per una maggiore sicurezza è sempre consigliato, oltre che essere obbligatorio nelle gare, l’utilizzo del caschetto protettivo.

Storia
La disciplina risale agli inizi degli anni '30, nei quali compaiono i primissimi modelli in Austria. Diffusasi presto nei paesi scandinavi giunge in Italia per affermarsi come disciplina agonistica soltanto a partire dal 1975 con le prime gare tenutesi ad Asiago e Sandrigo (Vicenza); tali gare che ebbero un grande successo e furono le prime al mondo.


Federico De Florian ritratto in allenamento con gli skiroll nell'estate del 1958.
Un grande impulso, soprattutto, dal punto di vista dell’innovazione tecnica degli attrezzi fu data da Giustino Del Vecchio il quale, a Monza, stabilì il record di 24 ore percorrendo 240,5 km costruendo gli skiroll a partire da materiali e tecnologia dell’aviazione cui faceva parte. Nel 1979 è nata in Italia l’Associazione Italiana Skiroll (AISR) trasformata nel 1988 in Federazione Italiana Skiroll (FISR) con il fine di promuovere e regolamentare la disciplina sia sul piano dilettantistico che agonistico. Le varie competizioni si svolgevano suddivise nelle diverse tecniche; in piano, in salita, in sprint e a staffetta. La volontà era quella di superare il concetto secondo cui lo Skiroll dovesse per forza essere complementare allo sci di fondo a favore di una maggiore autonomia e indipendenza. I primi skiroll di fabbricazione italiana nacquero nel vicentino grazie all'artigiano Fabio Crestani. Da questo momento in poi vi fu un susseguirsi di innovazioni tecnologiche; nel primo periodo della storia agonistica di questo sport venivano adoperati skiroll a tre ruote, le ruote avevano un diametro di 100 mm. In seguito con la comparsa della tecnica “pattinato” (skating) nello sci di fondo comparvero le prime attrezzature a due ruote, che all’inizio avevano barre di una lunghezza di 700 mm poi ridotti ad una lunghezza di 530 mm, quella mantenuta sino ad oggi. Le competizioni che vengono organizzate a livello internazionale sono la Coppa del Mondo articolata con diverse prove disputate in varie nazioni europee. Dal 2000, ogni due anni, si svolge il FIS Rollerski World Championships (Campionato Mondiale)

Norme tecniche
Le attrezzature in commercio consentono di svolgere le due tecniche impiegate normalmente per lo sci di fondo: la tecnica classica o lo skating (pattinato). Con la tecnica classica si utilizzano skiroll della lunghezza di 700mm montando, indifferentemente, due o tre ruote. Le ruote devono avere una larghezza che varia da 40 a 70 mm se gli skiroll sono a due ruote, mentre è di 20mm per quelli a tre ruote. Sulle ruote deve essere montato il dispositivo antiritorno, preferibilmente sulle ruote anteriori. I bastoncini hanno una lunghezza stabilita attraverso un coefficiente che va moltiplicato per la propria altezza in cm (0,81 x altezza in cm). Per la tecnica “skating” si usano skiroll a due ruote con una lunghezza che varia da 530 a 600mm. Per gli skiroll da gara le ruote hanno un diametro di 100mm e si possono avere con tre differenti durezze della gomma (asfalto asciutto e ruvido o bagnato, per il quale viene utilizzata una gomma più morbida). I bastoncini hanno una lunghezza di 0,87 x altezza in cm.

Tecnica classica
• Passo alternato
• Passo spinta
• Scivolata spinta (solo spinta di braccia)

Skating (pattinato):
La tecnica di pattinaggio (skating) è molto simile al pattinaggio a rotelle:
• Passo in Discesa (pattinaggio solo gambe, senza l'appoggio dei bastoncini, magari in posizione “uovo”)
• Passo in Salita (appoggio del bastoncino contemporaneo all'appoggio di uno sci)
• Passo in Piano o Lungo (appoggio del bastoncino dopo la spinta di uno sci)
• Passo Doppio (appoggio del bastoncino contemporaneo ad ogni spinta dello sci)

Preparazione atletica
Per lo “skirollista” che si deve preparare alla stagione invernale di sci di fondo sarà necessario, per un primo periodo, mantenere la forma acquisita durante tutto l’inverno poi, a partire da maggio, deve puntare allo sviluppo della resistenza generale sia dal punto di vista della resistenza aerobica che della forza. In sintesi, durante questa fase della preparazione bisogna curare l’aspetto "quantità". Per lo sviluppo della potenza aerobica e VO2max si può intervenire ad esempio con due metodiche d’allenamento:
• Lavoro specifico con skiroll in forma continua, con percorsi pianeggianti e in salita
• Lavoro frazionato con skiroll mantenendo sempre andatura o frequenza cardiaca media; con percorsi pianeggianti e in salita

Colui che, invece, ha scelto di fare dello skiroll la propria attività sportiva agonistica dopo una buona preparazione fisica invernale si avvicinerà gradualmente ad un periodo fitto di gare e di competizioni. Questo sarà il momento di puntare meglio sulla "qualità" dell’allenamento; bisognerà inserire gradualmente nelle sedute settimanali delle esercitazioni simili alla gara, che puntino alla velocità e rapidità del gesto tecnico e quindi vadano ad affinare l’insieme delle capacità che concorrono a determinare il livello della prestazione.
Per allenare la capacità lattacida bisogna svolgere lavori frazionati, durante i quali l’intensità dello sforzo deve essere attorno all’80% delle possibilità massimali, oppure, se si è a conoscenza della propria soglia anaerobica, basandosi sulle pulsazioni cardiache. Il recupero può essere svolto in passiva (stando fermi) per un tempo di 2 minuti o in forma attiva per un totale di 4-5 min. Questo tipo di allenamento può essere svolto in piano ma se si vuole un effetto allenante maggiore conviene svolgerlo in salita.

Si ringrazia per la cortese collaborazione e per il materiale fotografico Flavio Becchis, www.skirollisti.org

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