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LA TERMOREGOLAZIONE CORPOREA IN AMBIENTE CALDO-UMIDO
L'importanza dell'abbigliamento dei calciatori durante il Mondiale di calcio in Giappone e Corea

  ABBIGLIAMENTO CALCIO

di Egidio Sproviero
Dirigente Medico Fisiatra
Specialista in Medicina dello Sport U.O.
di Riabilitazione ASL 3 PZ

Le condizioni climatiche (elevata umidità e temperatura) in cui si svolgeranno i campionati del mondo calcio di Giappone e Corea hanno imposto uno studio specifico che, attraverso ricerche di laboratorio, ha portato alla realizzazione di nuovi materiali con i quali sono stati confezionati gli indumenti da gara delle squadre partecipanti. Quasi tutti i tessuti tradizionali sono stati sostituiti da quelli di nuova generazione. Nella presente trattazione andremo a descrivere quelli adottati dalla Nazionale Italiana di Calcio e quelle realizzate da una multinazionale americana che rappresenta lo sponsor tecnico di numerose e importanti Nazionali estere partecipanti alla competizione calcistica mondiale. Come vedremo di seguito, i tessuti realizzati con le nuove tecnologie offrono, rispetto ai materiali tradizionali, una serie di vantaggi che vanno dalla possibilità di ridurre i traumi da sport fino a una migliore termodispersione (allontanamento di calore dal corpo).

La termoregolazione corporea

Prima di passare in rassegna le caratteristiche costitutive dei tessuti e i loro rispettivi vantaggi è opportuno affrontare una breve disquisizione relativa alla termoregolazione corporea. L' organismo perde liquidi e calore attraverso l' apparato respiratorio (perspiratio insensibilis), attraverso la cute (sudorazione) e anche attraverso l'emuntorio renale (con la fase finale rappresentata dalla minzione ). I meccanismi che regolano la dispersione di calore corporeo sono essenzialmente di quattro tipi:

  • conduzione
  • convenzione
  • irraggiamento
  • evaporazione

Il centro termoregolatore corporeo è collocato all'interno dell'ipotalamo. Questo centro funziona come un termostato, che fissata una temperatura corporea interna media - che è specifica per ciascuno individuo, ma i cui valori sono intorno ai 37 ° C ± 0.5 °C - registra le variazioni e determina gli aggiustamenti. Durante l'esercizio fisico, il lavoro muscolare produce energia, parte della quale deve essere dissipata sotto forma di calore per evitare che la temperatura corporea si innalzi a valori che producono danni a organi e tessuti. Il centro termoregolatore coordina i meccanismi che tendono a mantenere la temperatura corporea quanto più vicina a quella di riferimento.
Nella pelle esistono i recettori per il freddo e per il caldo. I recettori possono rilevare tanto la temperatura (recettori tonici) quanto la sua velocità di variazione (recettori fasici). Da questi recettori partono impulsi attraverso vie afferenti nervose che raggiungono il centro termoregolatore ipotalamico, che valuta anche la temperatura del sangue: ne segue una risposta funzionale che tende a allontanare lo stress termico. Se non fossero presenti i meccanismi termoregolatori che consentono la dispersione di calore, durante l'esercizio fisico la temperatura corporea aumenterebbe di 1 grado ogni 5 minuti di attività.

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Il corpo umano produce e disperde calore sotto forma di radiazioni (irraggiamento), cede calore per contatto con le molecole ambientali (conduzione) o per rimescolamento continuo del fluido a contatto con il corpo (convenzione). La forma più importante di dispersione del calore è quella che avviene attraverso la sudorazione e le successive fasi di evaporazione. Le ghiandole sudoripare, a seguito dello stimolo nervoso ortosimpatico, secernono grandi quantità di sudore. Il sudore è una soluzione debolmente salina e isotonica rispetto al plasma. Il processo di sudorazione è essenzialmente endoergonico, cioè richiede energia che altro non è che il calore corporeo che viene allontanato. Oltre al processo di evaporazione attraverso la cute con la sudorazione, un'altra forma di dispersione del calore attraverso la perdita di liquido è rappresentata dalla perspiratio insensibilis, che con la respirazione in un individuo a riposo permette la perdita costante di circa 350 ml di liquidi al giorno.
In ambiente a temperatura elevata si riduce l'efficacia dei meccanismi di irraggiamento, conduzione e convezione. L'unico meccanismo che rimane vantaggioso è quello della evaporazione del sudore, ma a sua volta è fortemente influenzato dalla umidità ambientale, in quanto se l'umidità è elevata, l'aria già carica di particelle d'acqua tende a non riceverne altre. Si rallenta in tal modo l'evaporazione del sudore dalla cute verso l'aria.

Se si pensa che nel periodo estivo l'umidità dell'aria in Giappone e Corea può superare l'80% e che in tale periodo anche le temperature sono elevate, si po' facilmente capire che in simili condizioni ambientali la performance sportiva può fortemente declinare. Se è pur vero che i liquidi e gli elettroliti persi con la sudorazione possono essere rimpiazzati da idonea reintegrazione, è altrettanto vero che accanto alle condizioni ambientali gli indumenti di gara potrebbero costituire un ostacolo alla termodispersione e provocare condizioni di rischio (non escluso il colpo di calore). Importante risulta anche una buona fase di acclimatazione (da qui la necessità di allenarsi preferibilmente nelle stesse condizioni di orario e ambientali della partita) che attraverso un soggiorno adeguato portano agli adattamenti dell'organismo alle condizioni climatiche-ambientali (l'acclimatazione al caldo si completa in circa 10 giorni e raddoppia la capacità di sudorazione).  

In generale, l'abbigliamento asciutto, indipendentemente dal peso e dal tessuto, ostacola la termodispersione, che sarebbe facilitata invece da indumenti bagnati che favoriscono il passaggio del sudore dalla pelle al tessuto. Ogni tessuto ha una diversa capacità assorbente. Il cotone ha una buona capacità assorbente, mentre le fibre sintetiche che contengono plastica o nylon assorbono di meno e di conseguenza ritardano l'evaporazione. Inoltre la maglietta dovrebbe essere sufficientemente larga in modo da costituire una sorta di camera d'aria tra pelle e tessuto che consente gli scambi d'aria e quindi la sudorazione. Il problema principale rimane poi, in ambiente umido, la possibilità di far evaporare il calore dall'indumento all'aria ambiente. Per tale motivo sono state ideate le nuove magliette che cercheremo di illustrare nelle loro caratteristiche salienti.

La maglia adottata dalla Nazionale Italiana di Calcio è la Kombat 2002. La nuova maglia da gioco mantiene il principio tecnico "Stop Stopping" e l'estetica senza tempo. Il tessuto con cui è costruita è una fibra brevettata il MERYL® che unisce caratteristiche di elevata elasticità, basso peso e elevato coefficiente di assorbimento di umidità e espulsione di calore. E' inoltre molto leggera. L'elevata elasticità consente un allungamento di circa 50 cm, in caso di trattenuta per la maglia, e ciò consente da un lato di evidenziare il fallo di gioco, dall'altro di evitare traumi dovuti a bruschi arresti o torsioni articolari. Tale caratteristica però potrebbe passare in secondo piano rispetto alle altre che assumono maggiore importanza ai fini termoregolatori.Soprattutto l'elevato coefficiente di assorbimento di umidità e espulsione di calore porta il MERYL® ad essere innovativo rispetto alle tradizionali fibre di sintesi (acrilico e viscosa) . La fibra però dovrà sopperire da sola alla funzione di termodispersione, essendo il design della maglia molto aderente e quindi non lasciando lo spazio "camera d'aria" tra la pelle e il tessuto.

Di diversa realizzazione è la maglia adottata da Brasile, Portogallo, Korea, USA, Russia, Nigeria e Croazia. La maglia è denominata Cool Motion Jersey. La principale caratteristica è l'innovazione tecnologica che ha portato alla realizzazione di un tessuto misto a doppio strato. La maglia è infatti formata da due specifiche superfici. Una interna, idrofila, che assorbe il sudore allontanandolo dalla pelle e consentendo un flusso continuo di sudore. Lo strato esterno è idrofobico, cioè allontana il sudore catturato dallo strato interno. Inoltre lo strato intermedio permette che, mentre il calciatore corre, si crei una sorta di ventilazione che favorisce il processo di convezione. L'indumento è stato disegnato per avere tre caratteristiche, cioè essere leggero, comodo ma soprattutto "fresco". Basta che una sola di queste caratteristiche venga meno per poter influenzare negativamente la prestazione del calciatore durante la partita.

Alla luce di quanto precedentemente riportato, le nuove magliette dovrebbero da sole essere in grado di aiutare il calciatore a evitare lo stress termico. Pertanto utilizzando un abbigliamento che presenti le sopraccitate caratteristiche è opportuno evitare di indossare sotto la maglietta la classica canottiera di cotone o sostituire nell'intervallo la maglietta stessa. In conclusione il risultato finale che porterà a proclamare la squadra campione potrà essere influenzato non solo dalla condizione atletica dei calciatori, dalla tecnica di questi o dalla tattica adottata ma un ruolo importante sicuramente sarà svolto delle tecnologie applicate ai materiali.

Si ringrazia la Signora. Loren Myhre della Nike Inc. (Beaverton, OR, USA) per lo scambio di documentazione che ha consentito una più completa trattazione dell'argomento

Bibliografia

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Casajús J. A.:Seasonal variation in fitness variables in professional soccer players The journal of sport medicine and physical fitness - Vol. 41 - N. 04 - December - pag. 463- 2001

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