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IL TRAMPOLINO ELASTICO

A cura di Andrea Carlucci

TRAMPOLINO ELASTICO

Aldilà dell’aspetto ludico che ha fatto sì che le vendite di trampolini da giardino abbiano conosciuto, negli ultimi anni, un significativo incremento, il trampolino elastico è anche e soprattutto una delle discipline olimpiche della Ginnastica, riconosciuta dal C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale) nel 1998. Sport altamente acrobatico e coreografico, il trampolino elastico vede i ginnasti “volare” e rimbalzare su di un tappeto elastico eseguendo movimenti in attitudine di volo ed a parecchi metri d’altezza dal suolo. In pratica il trampolino aiuta, a qualsiasi livello, a vincere la forza di gravità indipendentemente dal proprio peso; stimolando al contempo la capacità di equilibrio e di ritmizzazione (capacità di ritmo). L’orientamento spaziale e del proprio corpo nello spazio assume un ruolo decisivo durante la fase di atterraggio e nelle rotazioni attorno ai diversi assi corporei.
Il trampolino olimpico è costituito da una rete elastica avente dimensioni di 2,20 m per 4,20 m. La rete è agganciata mediante 116 molle ad un telaio metallico, posto all'altezza di 1,20 m da terra. Ai lati sono presenti delle protezioni (alte 20 cm e lunghe 2 m). Per la sicurezza dell'atleta è necessaria un’area di sicurezza di 65,10 m² e l'altezza del luogo di gara o di allenamento deve essere almeno di 8m. Gli esercizi sono principalmente salti doppi e tripli, raggruppati o tesi, spesso anche avvitati.

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Gli elementi della prestazione:
- Capacità coordinative: la capacità di equilibrio, di ritmizzazione, di timing, di differenziazione e di orientamento spaziale.
- Capacità condizionali: forza elastica, mobilità, resistenza e reattività.
- Capacità tattico-mentali: uno dei nemici principali che si manifesta facilmente è l’affaticamento del sistema nervoso centrale; attenzione e concentrazione sono fondamentali per avere sempre sotto controllo ogni movimento.
Ciascun elemento tecnico è caratterizzato da evoluzioni acrobatiche con rotazioni simultanee sui vari assi corporei.

Il Trampolino elastico prevede sia competizioni individuali che di tipo sincronizzato. Queste ultime prevedono la partecipazione di due atleti che si esibiscono contemporaneamente su trampolini diversi dove, oltre al fattore acrobatico e l'aspetto coreografico, viene valutata la sincronizzazione dei movimenti.

Storia della disciplina
Il prototipo del trampolino elastico è stato realizzato negli Stati Uniti negli anni Trenta da Larry Griswol e George Nissen. Il primo campionato nazionale si è svolto quindi sempre negli stati Uniti nel 1948, mentre in Europa la prima competizione è stata la Nissen Cup, tenutasi in Svizzera nel 1958. Nel 1980, quindi, si sono svolti sia la prima Word Cup, a Bois-Colombe, in Francia, che il primo Campionato del Mondo a Londra. Al 1983 risale la fondazione della FITE (Federazione Italiana Trampolino Elastico), attiva dall’anno successivo e nel 1998 il Comitato Olimpico Internazionale ha accettato la F.I.T. come federazione. Il Trampolino Elastico è diventato ufficialmente uno sport Olimpico dall’edizione di Sidney del 2000.
Attualmente la Federazione Ginnastica d'Italia, chiamata anche con l'acronimo F.G.D.I. o F.G.I. e conosciuta anche come Federginnastica, è l'organo che controlla e organizza le competizioni di ginnastica in Italia tra cui: la ginnastica artistica, ritmica, generale, aerobica, fitness, twirling e trampolino elastico. Con sede a Roma, è affiliata alla Federazione Internazionale di Ginnastica e all’Unione Europea di Ginnastica ed è riconosciuta dal C.O.N.I.

Aspetti regolamentari
Le competizioni di Trampolino Elastico prevedono 3 esercizi di 10 elementi ciascuno. Un esercizio al Trampolino è caratterizzato dall’altezza, da salti continui e ritmici con arrivo in piedi, di pancia, di schiena o seduto, senza esitazioni o “candele” intermedie.
Un esercizio al Trampolino deve essere costruito in modo da mostrare una varietà di “evoluzioni”, in avanti e indietro, con o senza avvitamenti. L’esercizio deve dimostrare buon controllo intersegmentario, forma, esecuzione, altezza e mantenimento della stessa.
Durante le fasi di qualificazione si eseguono 2 esercizi. Il primo comprende requisiti speciali, il secondo è un esercizio libero.
Nelle fasi finali si esegue un esercizio libero. Nelle gare internazionali i ginnasti (coppie, nel caso di competizioni di sincronizzato) con i migliori 8 punteggi delle qualificazioni vanno in finale. L’ordine di partenza della finale si definisce in base al punteggio di qualificazione: il ginnasta con il voto più basso partirà per primo.

Gare a squadre
Una squadra è composta da un minimo di 3 ad un massimo di 4 atleti per gara (gara maschile o femminile). Ogni atleta della squadra presenterà 2 esercizi in qualificazione e 1 in finale.

Sistema di Punteggio
Il punteggio di ogni squadra per ogni esercizio sarà dato dalla somma dei 3 punteggi più alti ottenuti dai componenti della squadra in ogni esercizio.

Gare di sincronizzato
Una coppia di sincronizzato è formata da due ginnaste o due ginnasti; ciascuno di loro può gareggiare solo in una coppia. La gara prevede una fase di qualificazione e una finale . I componenti di una coppia devono eseguire lo stesso elemento nello stesso momento e devono partire rivolti nella stessa direzione. Non è, invece, necessario che eseguano gli avvitamenti nella stessa direzione.

Esercizi
Ogni esercizio è composto di 10 elementi. Il primo esercizio comprende sia elementi liberi che requisiti speciali. L’ordine in cui gli elementi sono eseguiti è a discrezione del ginnasta. Per questo esercizio si considera solo il punteggio dell’esecuzione.
Il secondo esercizio e quello della finale sono esercizi liberi in cui al punteggio dell’esecuzione si somma il valore della difficoltà ottenendo così il punteggio totale.

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Posizioni richieste durante un elemento
In tutte le posizioni (ad eccezione del salto carpiato divaricato) i piedi e le gambe devono essere uniti e le punte dei piedi tese. Secondo le richieste dell’elemento, il corpo dovrà essere raggruppato, carpiato o teso.
Nelle posizioni raggruppata e carpiata le cosce devono essere vicine al busto, salvo che nelle fasi di avvitamento dei salti multipli.
Nella posizione raggruppata, le mani devono essere posizionate sotto le ginocchia, salvo che nelle fasi di avvitamento dei salti multipli.
Le braccia devono essere tenute il più possibile tese e/o aderenti al corpo.

I requisiti minimi per definire le posizioni
Posizione Tesa: l’angolo tra busto e cosce deve essere superiore a 135°.
Posizione Carpiata: l’angolo tra il busto e le cosce deve essere minore o uguale a 135° e l’angolo tra cosce e gambe deve essere maggiore di 135°.
Posizione Raggruppata: l’angolo tra il busto e le cosce deve essere minore o uguale a 135° e l’angolo tra cosce e gambe deve essere minore o uguale a 135°.
Nei salti multipli con avvitamento, le posizioni raggruppata e carpiata possono essere modificate durante l’avvitamento.

Categorie:

ALLIEVI ETA’ PROGRAMMA TECNICO
3^ fascia 8-9 anni obbligatorio
2^ fascia 10 anni obbligatorio
1^ fascia 11-12 anni obbligatorio

JUNIORES ETA’ PROGRAMMA TECNICO
Nazionale 2^ fascia 13-14 anni Internazionale o nazionale
Nazionale 1^ fascia 15-16 anni Internazionale o nazionale

SENIORES ETA’ PROGRAMMA TECNICO
Nazionale 17 anni e > Internazionale o nazionale

L’età d’inizio è a 8 anni compiuti, poi è da ritenere con anni da compiere o compiuti nell’anno.

Si ringrazia per la collaborazione e per il materiale fotografico David Ciaralli, responsabile dell’ Uffcio Comunicazione e Relazioni Esterne della Federazione Italiana Ginnastica.

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