TREKKING YOGA
Trekking Yoga®, Ladakh 2007, Sulla via di Tso Moriri, Paola Goldoni photographer La disciplina deriva dall’unione di due attività molto diverse. Il trekking esalta il movimento fisico in un contesto naturale: attraverso lunghe passeggiate vi è la possibilità di apprezzare la bellezza della natura e, insieme, rinvigorire il fisico. Dal punto di vista tecnico, il trekking è un’evoluzione del walking che è alla base di svariate discipline sportive come la corsa. Lo yoga invece è un’attività fisica più dolce. Si esegue in totale concentrazione e relax ed ha l’obiettivo di rinforzare il corpo attraverso un percorso che coinvolge in primo luogo la mente e che si basa sulla respirazione.
L’approccio al Trekking Yoga® può essere diverso: chi pratica già il trekking, potrebbe aver voglia di avvicinarsi a questa nuova disciplina sotto l’impulso della curiosità e della voglia di scoprire un nuovo modo di concepire lo sport, in una sintesi di benessere, resistenza e concentrazione. Un praticante di Yoga, invece, già cosciente dei benefici offerti da un’attività olistica come lo yoga, potrebbe aver voglia di provare qualcosa di nuovo aggiungendovi un po’ di sano di movimento in totale armonia con la natura. Chi invece non pratica né lo yoga né tanto meno il trekking potrebbe avere il desiderio di sperimentare uno sport che è in grado di aumentare forza fisica, resistenza, concentrazione, controllo del corpo, in totale simbiosi con il mondo che ci circonda. “Trekking” è una parola di origine anglosassone che in italiano può essere tradotto, non del tutto propriamente, in “escursionismo”. Etimologicamente, il vocabolo rimanda a concetti come l’esplorare luoghi lontani e diversi da quelli usualmente visitati nella quotidianità. In un certo senso, il vero senso del trekking è di tornare alle origini, riscoprire i piaceri di una vita più spartana, semplice ma sicuramente affascinante. Il trekking, sottintende grande rispetto per la natura ed il mondo che ci circonda. L’attrezzatura necessaria per il trekking è un abbigliamento comodo, scarpe adatte, bacchette ed eventualmente uno zaino da dotare in base ai percorsi scelti (durata e tragitto). L’unico obiettivo è di arrivare a destinazione: durante il tragitto, la fatica si fa sempre più sentire, ma la voglia di arrivare è più forte. Man mano che si continua nel viaggio, il piacere di osservare lo scenario di piante, montagne e animali, sostiene l’escursionista durante lo sforzo e lo rinfranca dei sacrifici fatti. Uno volta arrivati a destinazione ci si riposa e ci si prepara al rientro. Ed è in questa fase che si innesta lo yoga. Lo yoga consente infatti di recuperare meglio le energie attraverso un lavoro profondo sul corpo e la mente. La meditazione è fondamentale per raggiungere il pieno controllo del corpo, necessario per realizzare gli asana. La respirazione non è un elemento accessorio ma parte integrante dell’esercizio fisico. È solo attraverso un atto respiratorio pieno (respirazione diaframmatica) che si riescono ad attivare i fasci muscolari profondi soprattutto a livello addominale. Anche se i movimenti yoga coinvolgono tutto il corpo, la concentrazione sulla zona addominale è sicuramente molto alta. Il controllo e l’equilibrio del corpo parte sempre dal baricentro e attivare la zona mediana significa ottenere il massimo dai vari esercizi. I benefici dello yoga sulla parte addominale non sono solo estetici ma soprattutto funzionali. Rinforzare i muscoli dell’addome, in particolare quelli profondi, significa avere una postura migliore con innegabili vantaggi su tutto l’apparato muscolo-scheletrico. I fastidi ed i dolori a schiena e articolazioni si combattono, infatti, alla radice. Il trekking è un’attività molto bella ed affascinante, ma non aiuta a prevenire i disturbi muscolo-scheletrci. Anzi, alcune volte può aggravare patologie pre-esistenti generando ad esempio dolori alla colonna vertebrale o alle ginocchia (zone del corpo molto sollecitate durante l’escursione). Per questo, lo yoga, fatto prima della partenza o dopo una intensa seduta di trekking può essere molto utile per riequilibrare la postura e decontrarre la muscolatura rilassando tendini ed articolazioni. Oltretutto, il luogo ideale per svolgere una seduta di yoga non è una fredda palestra bensì un caldo scenario naturale che aiuta il rilassamento e la concentrazione. La seduta di trekking yoga® può essere articolata in diversi modi. Si possono fare escursioni brevi, che durano una sola giornata o più lunghe, dai due ai quattro giorni. Queste ultime includono il pernottamento in accampamenti. La camminata di trekking è intervallata da diverse pause durante le quali si inseriscono degli esercizi di yoga atti a recuperare le forze ma non solo. Dormendo in accampamento, è anche possibile programmare una seduta di yoga prima di iniziare l’escursione (prima di colazione), oppure dopo l’escursione prima di cena. I momenti di yoga sono infatti importanti anche per trovare la concentrazione e l’equilibrio necessari per iniziare, proseguire o concludere la scalata.
Vantaggi del trekking • Rinforza la muscolatura creando una struttura robusta ma resistente;
Vantaggi dello yoga • Ricerca un livello di concentrazione molto alto;
Trekking Yoga®, Metaponto 2009, Pratica mattutina di chi kung, Carlotta Sennato photographer
• Permette al praticante di abbinare alla dinamicità del trekking la calma e la pacatezza dello yoga;
Linee guida per la pratica del trekking yoga® • Può essere praticato sia da chi ha esperienza con lo yoga sia da chi pratica
escursionismo;
TREKKING YOGA
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