I VANTAGGI MECCANICI DEL TUTORE KTJ |
A cura del Prof. Giancarlo Pellis |
I principali risultati ricavati dai lavori presentati negli altri testi della sezione dedicata al Knee Top Joint hanno confermato che un dispositivo meccanico che per problemi fisioterapici supporta il ginocchio, deve riprodurre il moto fisiologico della roto-traslazione.
Nell’utilizzo pratico, si viene comunque a creare la necessità di far sovrapporre
la traiettoria meccanica a quella fisiologica durante il movimento, affinché non
si vengano a sviluppare conflittualità tra ginocchio e tutore.
A soluzione di questa, peraltro determinante, problematica, lo snodo a centro
di rotazione variabile ha una caratteristica del tutto intrinseca alla sua cinematica:
l’autocentraggio.
L’autocentraggio nasce dalla perfetta corrispondenza tra le traiettorie di due dispositivi solidali
tra loro e posti in movimento. Se tra essi non esiste una perfetta sovrapposizione
si viene a sviluppare una forza di attrito. Quest’ultima, tendendo ad annullarsi,
fa “scivolare” necessariamente la traiettoria del dispositivo su quella del ginocchio
(fig. 3.1).
Vincoli meccanica e compatibilità funzionale
I vantaggi meccanici forniti dallo snodo KTJ sono conseguenti alla disposizione
dei perni che vincolano tra loro i singoli elementi meccanici. Quando lo snodo viene reso solidale ad
un ginocchio leso, i vincoli diventano elementi di stabilità articolare.
Si può quindi stabilire, in base alle limitazioni imposte dal vincolo, la compatibilità
a rinforzo dell’indebolimento conseguente una precisa carenza di funzionalità
articolare (tabella 3.1).
| Vincolo meccanico | Elemento rinforzante |
Scivolamento antero-posteriore![]() |
Riduzione funzionalità LCA – LCP![]() ![]() |
Compressione e mantenimento distanza articolare![]() |
Rotture meniscali, condropatie, fratture piatto tibiale![]() ![]() |
| Trazione e Compressione | Riduzione funzionalità LCL - LCM |
![]() |
![]() |
| Verticalità |
Varismo – valgismo |


I vantaggi KTJ nella deambulazione
Nella dinamica della camminata, quando il ginocchio presenta una instabilità
ascrivibile a rottura o lassità di un organo articolare, viene compromessa la
regolare funzionalità dell’azione motoria interrotta, in genere, a causa del dolore.
Per evitare, quindi, tale fenomeno è indispensabile ridurre il carico che grava
sui capi articolari e mantenere il più possibile i corretti rapporti articolari.
Ciò può essere possibile rendendo solidale il ginocchio ad un tutore i cui vincoli
meccanici sono complementari con le carenze fisiologiche causate dal trauma.
La verticalità e la compatibilità funzionale
Se consideriamo anche l’effetto di stabilità verticale trasmesso dalle barre
laterali e il rafforzamento determinato dalla compatibilità funzionale dai vincoli
meccanici rispetto agli organi articolari lesionati (come schematizzati in Tabella
2), possiamo stabilire che il supporto di KYJ ad un ginocchio lesionato offre
dei vantaggi particolarmente mirati in funzione della specificità della lesione
e fa assumere al tutore, durante la deambulazione un ruolo di Stampella Dinamica.
La stampella dinamica
Il vantaggio offerto dal tutore KTJ, quindi, si ripercuote non solo nella fase
di appoggio al suolo, ma anche il quella aerea nella fase di richiamo del piede.
I tutori che non assecondano l’avvicinamento del centro istantaneo di rotazione
ai piatti articolari, tendono, nella fase aerea, a produrre una inevitabile azione
di allontanamento tra i capi articolari che si trasforma in dolore e conseguente
interruzione dell’azione meccanica. In questa fase della deambulazione tale interruzione
determina una necessaria interruzione della flessione con conseguente mantenimento
dell’estensione dell’arto che, per permettere il basculamento verso avanti del
piede, deve essere compensato con una forzata estensione dell’arto controlaterale
determinando zoppia (Fig. 3.5).
Fig. 3.5L’importanza dell’appoggio del piede nella ripresa deambulatoria
È noto che la corretta ripresa deambulatoria ha come base un corretto rafforzamento
dei sistemi propriocettivi che vengono attivati unicamente con l’appoggio del piede sul terreno, regione
del corpo che trasmette il maggior numero di informazioni sull’equilibrio quale
base per una corretta postura e il conseguente controllo dei rapporti tra coscia/gamba/piede
(Fig. 3.6).
Si può affermare, infatti che un arto con un equilibrio posturale stabile, permette
di sviluppare un’attività dinamica corretta che si riflette positivamente sulla
ripresa deambulatoria.
Fig. 3.6
Fig. 3.7
Fig. 3.8
Fig. 3.9Si può così capire come un eventuale sbilanciamento registrato durante la deambulazione
produce inevitabilmente delle pressioni laterali che vengono “trasmesse” dalle
barre laterali alle zone cutanee sensitive. Tali pressioni vengono recepite dal
dermatomero ed elaborate immediatamente per una “correzione motoria” dal miomero (Fig. 3.10).
La particolarità della movimentazione del tutore KTJ fa sì che la sensibilità
della percezione cutanea non subisca interferenze determinate da sfregamenti tra
tutore e cute, in virtù del perfetto parallelismo tra il moto meccanico del presidio
ortopedico e quello roto-traslatorio del ginocchio il segnale “pulito” (Fig. 3.11)
diventa così un “amplificatore propriocettivo” rafforzando la possibilità di un
corretto appoggio del piede con il conseguente miglioramento dell’equilibrio posturale.
![]() Fig. 3.10 |
![]() Fig. 3.11 |
I vantaggi sull’anziano: la prevenzione delle cadute
Pare particolarmente opportuno rilevare quanto riportato nelle conclusioni del
lavoro presentati all’8th Mediterranean Congress ofPhysical and Rehabilitation
Medicine – Limassol (Cyprus 29/9-2/10, 2010) dai responsabili del S.C. Medicina
Riabilitativa Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” Trieste, Mazzuchelli
N, Beinat M, Lamprecht G, Marzioti P, Omati L, Possamai A, Pesavento V, Toffano
M, Zadini A., con i titoli “La ginocchiera a centro di rotazione variabile: valutazione della deambulazione
e delle ADL in pazienti con gonartrosi operati di protesi agli arti inferiori”, nelle cui conclusioni viene riportato: “Il dispositivo determina inoltre un’immediata
riduzione del dolore ed un miglioramento dell’equilibrio e della deambulazione
con conseguente riduzione del rischio di cadute.
Peraltro, il recupero deambulatorio nell’anziano non è solo una forma di autonomia
ma anche una possibilità in più contro la solitudine e l’isolamento. La possibilità
di ritornare a deambulare crea una catena di vantaggi all’articolazione stessa,
che si intensificano in maniera crescente man mano che il movimento diventa sempre
più quantitativo.
La ripresa deambulatoria, infatti, si riflette vantaggiosamente oltre che sul
rafforzamento dei controlli propriocettivi determinanti per il ripristino della
stabilità posturale, anche sul sistema muscolare e su quello dei grandi sistemi
organici (cardiaco, circolatorio e respiratorio) con un marcato miglioramento
della qualità della vita.