IL BAJUTSU, L'ARTE DELL'EQUITAZIONE MILITARE GIAPPONESE
BAJUTSU, ARTE EQUITAZIONE MILITARE GIAPPONESE |
A cura di Lidia Katia C. Manzo |  Il bajutsu è l'arte dell'equitazione militare che, assieme al ken jutsu ed al kyu jutsu , era alla base dell'addestramento marziale di ogni samurai. Conosciuta anche
come jobajutsu , quando si riferiva alla terraferma, e suieijutsu o subajutsu per l’attraversamento di distese d’acqua, ha rappresentato per secoli il segno
dell’effettivo dominio miliare e politico del samurai giapponese.
Le origini
L’arte equestre risale ai primi secoli dell’età feudale nipponica. Anche in Giappone,
così come in Occidente, il cavallo fu utilizzato come compagno in battaglia e
divenne uno degli elementi distintivi del bushi. La stessa residenza del cavaliere
comprendeva le scuderie e i campi per l’addestramento dei formidabili combattenti.
La pratica
L’avanzata del bushi a cavallo verso le linee nemiche si attuava secondo percorsi
irregolari di convergenza, per togliersi dal bersaglio dei colpi nemici. Durante
tutto il percorso, il cavaliere scagliava frecce a ripetizione e, solo raggiunta
una distanza ravvicinata, utilizzava la lancia o la spada lunga. L’addestramento doveva, quindi, puntare
a raggiungere un’abilità di cavalcata tale da garantire la piena mobilità e la
perfetta esecuzione delle strategie belliche. Anche il destriero doveva essere
in sintonia con la personalità del suo padrone, al punto da agire in sincronia
coi suoi movimenti, ritraendosi o impennandosi all’occorrenza. Il perfetto cavaliere
doveva, inoltre, saper cavalcare a lungo senza stancarsi, percorrere ogni tipo
di terreno ed attraversare fiumi o corsi d'acqua.
Le tecniche
- Si monta a cavallo da destra, gettando il peso sul calcagno e non in avanti
- Le redini si tengono con entrambe le mani fino a quando non si deve combattere
- Durante lo scontro, le redini si fissano vicino alla corazza, le mani sono libere
e il corpo asseconda i movimenti sostenendosi al cavallo solo con la forza delle
gambe
| Equipaggiamento del cavaliere |
|
| Uma-yoroi |
Armatura da cavallo |
| Horo |
Cappa |
| Sune-Ate |
Schinieri (protezione per le gambe) |
| Haidate |
Cosciali |
| Muchi |
Frustino flessibile |
| Equipaggiamento del cavallo |
|
| Kutsuwa |
Morsi, briglie |
| Kangama-ita |
Paraguance |
| Hanagawa |
Cinghie per il naso |
| Kutsu-wazara |
Redini |
| Atsu-busa |
Nappe |
| Kura-no-baju |
Sella con accessori |
| Harubi |
Sottopancia |
| Abumi, batto |
Staffe |
La pratica del bajutsu fu abbandonata attorno al 1600 a causa dell’uso limitato dei cavalli per via
del loro costo proibitivo legato all’allevamento e al mantenimento. Lo stesso
territorio ricco di paludi, isole, campi di riso, colline e rilievi, si rendeva
poco adatto all’utilizzo di enormi masse di cavalieri, al contrario di quanto
accadeva nelle immense pianure dell’Asia centrale. Inoltre, la relativa tranquillità
del periodo Tokugawa e l’assenza di guerre ridussero l’equitazione militare ad
una funzione limitata per lo più alle cerimonie, agli eventi emozionanti come
la festa Yabusame o ai cortei ufficiali dei governatori delle province.
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L’equitazione militare ebbe un effetto importante sulle arti marziali giapponesi,
perché si legò a loro in un rapporto strategico.
Le arti dell’arco, della lancia e della spada,
ma anche le arti di combattimento a mano nuda
furono tutte influenzate nella loro tecnica di esecuzione
anche per assicurare un migliore uso ai guerrieri a cavallo. |
Fonti tratte da:
Trattato di Hitomi Sensai Munetsugu, 1613 Ratti - Westbrook, “I segreti dei Samurai”, Edizioni Mediterranee www.kobukan.it
Immagini tratte da:
Yoshitoshi, 1885 - Publisher: Akiyama Buemon, www.japaneseprints.net www.yoseikan.asso.fr
ARTE BASTONE GIAPPONESE, BO-JUTSU |