JUDO
JUDO |
A cura di Lidia Katia C. Manzo | Che cos’è il judo
Seguendo un rigido codice morale il judo insegna principalmente il controllo
della mente e del corpo: una cultura fisica, una filosofia conosciuta col nome
di “via gentile”. La parola Ju-do è infatti costituita da due ideogrammi, dove Ju significa flessibilità, dolcezza e do, letteralmente via, rappresenta il concetto tipicamente orientale di cammino, percorso. Il valore stesso di questa arte marziale è la non-resistenza, cedere alla forza
dell’avversario e con essa creare squilibrio, accompagnarla e vincerla in modo
efficace. Questa continua evoluzione, alla ricerca di nuove strade, è un patrimonio
autentico, insito nella sua pratica.
Il padre del Judo, Jigoro Kano, esprimeva così l’essenza di questa filosofia:
Seryoku zenhyo il miglior uso dell’energia, fisica e morale
Ji ta kyò i amicizia e mutua prosperità
La storia
Il judo, quale forma di lotta, fu sviluppato a opera del professor Jigoro Kano , partendo da uno studio intensivo del Jujitsu, un sistema brutale e spesso
mortale di autodifesa giapponese. “Non solo trovai il Jujitsu interessante, ma
mi resi anche conto che era molto efficace per l’addestramento del corpo e della
mente. Così mettendo insieme tutti gli aspetti positivi che avevo appreso dalle
varie scuole e aggiungendovi mie personali invenzioni e scoperte, elaborai un
nuovo sistema di cultura fisica e di allenamento morale” con queste parole il
Maestro descriveva il suo percorso. Nel 1882 egli formò la Scuola di Kodokan in
una saletta del tempio shintoista Eishoji sito nel quartiere Shimoya di Tokyo;
con l’aiuto di soli nove studenti iniziò così a studiare e sviluppare l’arte del
Judo. Kodokan si traduce in “scuola per studiare la via ” ovvero massima efficienza e minimo sforzo per superare l’avversario. Le tecniche
prese a base per il "Judo Kodokan" si ispirano principalmente alle forme tradizionali
delle scuole Kito-ryu e Tenjin Shinyo-ryu. Molte altre tecniche di Ju Jitsu furono
modificate e affinate da quelle che in origine appartenevano alla tradizione,
ma l'intima essenza del Judo, che faceva convergere forza e flessibilità, fu un
concetto che Jigoro Kano definì a poco a poco con una ricerca razionale e con
metodo scientifico. Assieme al patrimonio di esperienza e di pensiero, il Judo
coltiva anche l'aspetto sportivo voluto dallo stesso Jigoro Kano. Egli riteneva
infatti che questo fosse il modo migliore per la diffusione del suo metodo in
tutto il mondo.
La pratica
L’allenamento nel judo si chiama okuden . Nella fase iniziale si insegna quello che viene chiamato judo inferiore, poiché
si “lavora” sul corpo. Il principiante impara ad avere consapevolezza del pericolo,
a valutare l’importanza dello spazio e la distanza nel contatto fisico. Le prese
del judo e la vicinanza dei due avversari possono sviluppare, inoltre, una spiccata consapevolezza di forza e potenza . Lo studio approfondirà questi concetti:
- Rei-no-kokoro è lo Spirito del Rispetto senza il quale lo studio porta rovina,
- Waza è la Tecnica, disciplina e coordinazione del corpo,
- Kime è l’Uso dell’Energia in tutte le sue eccezioni,
- Keiko è il Duro Allenamento, che porta al distacco dai sensi e dall’ego.
Partendo dalla padronanza tecnica si inizierà l’approfondimento del Judo superiore
che mira a rafforzare la condizione interiore del praticante , attraverso:
- Randori è la Concentrazione su un unico oggetto: la Tecnica,
- Shiai è la Meditazione senza oggetto, senza paura né desiderio,
- Kata è lo stato di Mu-shin, mente vuota e spirito creativo, che porta al Satori.
Lo scopo educativo del judo è far emergere la personalità dell’individuo, espressa
attraverso la tecnica perfezionata ai più alti livelli.
Classificazione delle tecniche
Nel judo troviamo tre distanze di combattimento:
- lunga (colpi, Atemi-waza)
- media (proiezioni, lanci Nage-waza)
- a contatto (tecniche di controllo, Kateme-waza)
ognuna a sua volta suddivisa in sotto-categorie:
| ATEMI-WAZA Tecniche di colpi inferti con gli arti superiori e inferiori |
NAGE-WAZA Tecniche di proiezione |
KATAME-WAZA Tecniche di controllo e lotta a terra |
| Tsuki-ate: colpi di braccio inferti in linea retta |
Tachi-waza : lanci eseguiti dalla posizione eretta, divisi in Koshi-waza, Te-waza, Ashi-waza |
Osae-komi-waza: tecnica delle immobilizzazioni |
| Uchi-ate: colpi di braccio inferti con movimento circolare |
Sutemi-waza: lanci eseguiti specificando la posizione, divisi in Ma-sutemi e Yoko-sutemi |
Shime-waza: tecniche di strangolamento |
| Keri-ate: colpi dell’arto inferiore |
Makikomi-waza: lanci eseguiti in arrotolamento |
Kwansetsu-waza: tecniche di leva |
Si deve dire che il judo è un’attività dura fin dall’inizio. È necessario un serio e lungo allenamento per abituare l’allievo alle asprezze
di un’arte marziale. Oggi esistono moltissimi sport e attività per il tempo libero,
i mezzi di comunicazione ci bombardano continuamente con proposte sicuramente
più allettanti e facili del judo. Eppure sono molti, soprattutto i giovani, che
si avvicinano a un pesante addestramento per acquisirne la totale padronanza.
Questa disciplina oggi vanta milioni di praticanti tra cui i bambini che rappresentano
una fetta consistente (circa il 40%), significativo è il movimento femminile che
conta circa il 25% dei praticanti. Attualmente vengono organizzati tornei e campionati
secondo il sesso fasce di età e peso.
Il segreto di tanto successo è una miscela di sensazioni fisiche, ricerca del
gesto atletico, affinamento del tecnicismo e piacere per una lotta non violenta finalizzata al raggiungimento del controllo sull’avversario. Negli ultimi anni questa arte marziale ha mutato la sua pratica verso un modello
che non impone più l’insegnante verso l’allievo ma verso una continua ricerca
di stimoli e metodiche per coinvolgere sempre più gli atleti. In modo particolare
questa evoluzione si evidenzia nell’aspetto didattico con i bambini, dove il Maestro
inflessibile assume sempre più il ruolo di educatore.
Bibliografia:
Kodokan Judo, Dell'università del Judo di Tokyo - Edizioni Mondadori
Cesare Barioli, Il libro del Judo - De Vecchi Editore
Tony Reay, A scuola di judo - Edizioni Paoline
Sadaki Nakabayashi, Judo - Sperling & Kupfer
www.infojudo.com
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