KARATE - KATA |
A cura di S. C. Insegnante Tecnico Federale (FIJLKAM) |
Nell'articolo sul karate si sono definiti i kata come sequenze di gesti formalizzati e codificati che simulano combattimenti
contro avversari immaginari. In realtà per comprendere appieno il significato
dei kata è necessario darne una definizione più generale: "gesti formalizzati e codificati, alla cui base sta uno stato di spirito orientato
alla realizzazione del do (via)" (Kenji Tokitsu).
Infatti il kata conferisce una struttura a molte discipline giapponesi che hanno
in comune la ricerca del do, non solo arti marziali (karate, kendo, judo) dove effettivamente portano il
nome Kata , ma anche altre arti tradizionali come il sado (cerimonia del tè), lo shodo (calligrafia), il kado (composizioni floreali) e ancora teatro e danza classica giapponese. Queste
discipline hanno in comune la realizzazione del kata in una perfetta sincronizzazione delle tecniche gestuali formalizzate, con lo stato
spirituale. L'obiettivo è la perfetta fusione gestuale e psichica, e per raggiungerlo è necessario
un lungo esercizio di perfezionamento.
Nel karate il kata è sempre la trasposizione codificata di un combattimento reale tra più avversari: le situazioni possono essere le più varie e di volta in volta si utilizzano
tecniche di attacco o di difesa in risposta ai presunti movimenti degli avversari.
Non essendo creazione di un unico maestro, i kata derivano dall'esperienza accumulata
nel corso di molte generazioni. Nonostante la forma ci sia perfettamente nota,
a volte il significato rimane incerto.A ogni tecnica gli allievi possono dare
l'interpretazione che più sembra loro verosimile, si presume infatti che ogni
karateka individui da solo il significato dei gesti che compie in funzione del
proprio progresso personale.Si suppone addirittura che in passato le forme siano
state volontariamente deformate per riservare il sapere ai soli discepoli che
fossero al corrente di tali alterazioni. Si comprenderebbe perché i gesti abbiano
continuato ad essere trasmessi, mentre si sia ormai perduta la maggior parte delle
spiegazioni.Non esistono quindi attualmente interpretazioni sicure, e i karateki
di un certo livello interpretano i kata alla luce della propria esperienza.
Esecuzione
Sono dieci gli elementi fondamentali nell'esecuzione del kata:
| Lo stato mentale (yo no kisin) |
è uno stato di massima concentrazione, la stessa concentrazione di un individuo
nel momento in cui si sente attaccato; |
| L'attivo e il passivo (inyo) |
il karateka deve ricordarsi sempre le situazioni di attacco e difesa; |
| La forza (chiara no kiojanku) |
il modo di usare e dosare forza e potenza in ogni momento del kata e in ogni
posizione; |
| La velocità (waza no kankiu) |
da graduare in base al tipo di tecnica e alla posizione; |
| La contrazione (taino shin shoku) |
il grado di contrazione ed espansione del corpo in ogni tecnica e posizione; |
| La respirazione (kokiu) |
il controllo della respirazione deve essere sempre in perfetta sintonia con i
movimenti del kata; è fondamentale che sia eseguita correttamente; |
| Il significato (tyakugan) |
per rendere realistico il kata, ogni tecnica deve essere eseguita come se effettivamente
si stesse combattendo, il significato va ricordato in ogni movimento visualizzandolo
mentalmente; |
| Unione di corpo e mente (kiai) |
è un "urlo" eseguito in punti prestabiliti del kata. Si tratta più precisamente
di un'emissione vocale data dalla contrazione della parete addominale e conseguente
pressione sul diaframma con simultanea fuoriuscita di aria dalla bocca; |
| La posizione (keitai no hoji) |
si riferisce alla corretta posizione da tenersi in ogni tecnica del kata. Eseguire
posizioni sempre uguali e corrette permette di iniziare e concludere il kata nello
stesso punto (enbusen); |
| La guardia (zanshin) |
restare nella posizione di guardia appena terminato il kata permette di conservare
lo stato di allerta tipico. Dopo aver ottenuto un perfetto zanshin, ci si rilassa
e poi si effettua il saluto (rei). | | |
Stili
Come già accennato parlando dell'evoluzione storica, il karate nel corso degli anni ha subito mutamenti e scissioni fra le scuole
per motivi politici. Si possono riconoscere due aree principali: shorin (area dura) e shorei (area morbida). Dell'area shorei, fanno parte lo stile shitoryu (caratterizzato
dalla respirazione moderata), e lo stile gojuryu (caratterizzato da posizioni
o ridotte o esasperate e dalla respirazione forte e accentuata). Dell'area shorin,
fanno invece parte lo stile wadoryu e il più famoso e diffuso a livello mondiale
stile shotokan. Dallo shotokan, hanno poi preso vita una decina di stili minori:shotokay,shotojkm,
ecc….
Ai giorni nostri gli stili riconosciuti sono solo i quattro principali: shito, goju, wado, shotokan. |