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LA SCHERMA TAIJI

A cura di Andrea Carlucci

SCHERMA TAIJI

La Scherma Taiji è un’antichissima arte marziale che è insieme una filosofia, un metodo, un gioco e una rappresentazione della vita. Deriva dal Tai Chi Chuan che oltre ad essere un’arte cinese finalizzata alla ricerca di soluzioni strategiche per poter difendere se stessi, ha assunto anche il nome di Ginnastica di Lunga Vita.

La Scherma Taiji tiene conto dei principi del combattimento vero e proprio, pertanto l’azione preposta all’autodifesa diventa la prima condizione necessaria da cui bisogna cominciare per interpretare al meglio la disciplina. Un attacco è sempre subordinato alla protezione del proprio corpo; in pratica la prima cosa che occorre imparare è mantenere la spada tra il proprio corpo e la spada dell'avversario/partner. Il secondo principio è di mantenere un contatto sensibile fra la propria spada e quella del partner e cercare di sentire, attraverso questa connessione, la sua forza, la sua energia, la sua vera intenzione. Il terzo principio invita a “togliersi di mezzo” quando un attacco arriva direttamente, senza mai cercare di bloccarlo, altrimenti significherebbe applicare forza contro forza che è opposto al principio Taiji del cedere; piuttosto bisogna effettuare spostamenti rapidi del corpo quanto basta per portarsi a distanza di sicurezza, senza estendersi eccessivamente in nessuna direzione e immediatamente riprendere il contatto con la lama del partner.

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In Cina la storia della spada risale ad almeno tremila anni fa; svanita da tempo dal mondo militare, essa è rimasta ben presente nelle arti marziali e nel teatro tradizionale. Zhuang Zhi, filosofo e mistico cinese, uno dei rappresentanti del Taoismo dopo Laozi, gli ha dedicato uno dei suoi capitoli (n. 30 “Discorsi sulla Spada”), dove fra l’altro è scritto: “ Uno che maneggia abilmente la spada rivela il suo vuoto all’avversario, gli offre un’apertura vantaggiosa, si muove dopo di lui, arriva prima di lui”.
In ogni arte marziale il percorso per divenire esperti (specialmente in quelle che adoperano le armi), richiede molto tempo, pazienza, pratica e un allenamento fisico intensivo. Un allenamento con l’utilizzo delle armi porta a migliorare i propri tempi di reazione, permettendo all’artista marziale di muoversi velocemente e correttamente, potenziando la muscolatura e la coordinazione motoria. Per essere in grado di utilizzare efficacemente varie armi in diverse occasioni, un artista marziale dovrebbe praticare e specializzarsi minimo con un’arma lunga e una corta. L’allenamento con l’arma lunga inizia tradizionalmente con un bastone lungo (kun), mentre quello con l’arma corta con una sciabola (dao). Il bastone lungo è la radice di tutte le armi lunghe (chang bing), e la sciabola è la madre delle armi corte (duan bing); ciò significa che il bastone lungo e la sciabola sono i fondamenti per migliorare ogni gruppo di armi chiamate comunemente wuqi (strumenti marziali). Impugnate dai maestri sciabola, bastone, lancia e spada fendono lo spazio con forza e grazia e sembrano, ai massimi livelli di espressione, acquistare una vita propria.

Nella scherma Taiji si utilizza una spada che non è solo il mezzo per vincere l’avversario ma racchiude in sé significati e valori molteplici. La spada in estremo Oriente, infatti, è la chiave che dischiude l’accesso alla percezione di una dimensione spazio-temporale differente da quella del quotidiano. Parte del corredo sciamanico e rituale di differenti culture, la spada costituisce uno strumento privilegiato per porre in comunicazione il proprio spazio interno con uno “altro” più sottile, meno condizionato dal proprio orizzonte sensoriale più grossolano. È in questo senso che la spada trova la sua ragione d’essere nella pratica del Taiji; offre infatti, una diversa possibilità di percezione degli equilibri del proprio corpo, fisico ed energetico. La spada, come un’antenna, permette di captare energie differenti, dello spazio circostante e dei corpi.

Quale Spada?
Nelle discipline d’armi giapponesi i primi approcci vengono fatti con una spada di legno poiché il legno risulta essere leggero e “vivo”; ciò ne facilita l’approccio iniziale. In seguito si passa ad una spada di metallo. L’acciaio non è meno vivo del legno, ma la sua vita è compressa e nascosta in profondità, e solo la giusta miscela di amore, rispetto, delicatezza, sensibilità e forza possono farla emergere. Purtroppo è molto raro trovare spade da allenamento che abbiano, a parte l’affilatura che per ragioni di sicurezza è meglio evitare, le caratteristiche proprie di una vera spada: giusto bilanciamento, giusto rapporto fra rigidità ed elasticità, prontezza di risposta.

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Quale Forma?
In realtà non è molto importante quale Forma di Spada si pratica, ogni scuola di Taiji ha la propria, ciò che conta è che essa sia strutturata in modo da essere coerente con i principi Taiji che si vogliono allenare ed esprimere attraverso di essa. In genere si utilizza una forma piuttosto lunga, ma che, per chi fosse interessato ad una conoscenza di base della disciplina, può essere studiata anche solo parzialmente.

La pratica della Spada Taiji si sviluppa sulle fondamenta già costruite con la forma lenta a mani nude. I principi sono gli stessi, e si suppone che chi si avvicina alla spada li abbia almeno in parte già maturati. Se così non fosse, la spada diverrà uno stimolo in più per riprendere in modo più accurato le basi del lavoro. In effetti ogni modalità di allenamento, pur basata sugli stessi principi Taiji, è destinata a sviluppare specifiche capacità, ognuna delle quali ha poi delle ricadute positive su tutte le altre. Ad esempio, la presenza stessa della spada, il suo peso e l’ampiezza dei suoi movimenti nello spazio tendono ad amplificare qualsiasi minimo errore di esecuzione e di postura, e questo rimanda informazioni molto interessanti sull’esecuzione della forma a mani nude. Abitualmente la Forma di Spada si esegue a velocità nettamente superiore rispetto alla tradizionale forma lenta, il che richiede di sviluppare un’avanzata capacità di controllo del movimento e di percezione della sua struttura interna. Si tratta di includere la spada nella rete di connessioni del corpo, estendendo consapevolezza ed intenzione attraverso di essa, fino a farne, a tutti gli effetti, un’estensione della persona. Si dice che le Tre Armonie Interne del Taiji (Cuore, Xin, o Mente Profonda, e Intenzione, Yi, Intenzione e Energia, Qi, Energia e Forza, Li) devono generare le Tre Armonie Esterne della spada: Occhio e Spada, Spada e Corpo, Corpo e Movimento.

Si ringrazia per la gentile disponibilità e per il materiale fotografico Monica Architetto insegnante di Taijiquan ed Enzo Simeoni Maestro di Taijiquan e Presidente dell’Associazione Diffusione Taiji “Elicoides” di Milano. www.elicoides.it

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