IL TESSENJUTSU. L’ARTE DEL COMBATTIMENTO DEL VENTAGLIO DA GUERRA
TESSENJUTSU ARTE COMBATTIMENTO VENTAGLIO GUERRA |
A cura di Lidia Katia C. Manzo | Usati nelle grandi cerimonie o come ornamento, i ventagli giapponesi sono considerati
da sempre esemplari di artigianato di una eleganza senza pari, ma anche un’arma
letale specializzata dell’epoca feudale degli shôgun Tokugawa.
Le origini
Le origini del ventaglio si perdono nei labirinti della storia orientale e si
inseriscono nell’ampio raggio delle arti giapponesi: raffinate, folcloristiche,
spettacolari e marziali.
In Giappone il ventaglio era largamente impiegato da individui di tutte le classi
per gli usi più diversi, dall’agricoltura (per dividere riso, grano e cereali)
agli elementi di estetica nelle rappresentazioni teatrali, oppure nelle arti come
la danza e la poesia fino ad arrivare agli usi sociali.
L'etichetta del tempo vietava di portare armi all'interno di abitazioni e castelli,
per cui i tessen venivano indossati dai samurai come parte dell'abbigliamento, come era usanza
fare con i ventagli normali, che avevano un ruolo nelle buone regole della società
giapponese. Venivano portati sia infilati nell'obi (la cintura) o tenuti in mano
e potevano essere utilizzati come difesa improvvisata. Il ventaglio corrispondeva,
infatti, anche ad un’arma letale utilizzata non solo dai valorosi guerrieri bushi, ma anche dai
membri di ogni classe sociale giapponese.
La pratica
I ventagli da guerra, il gunsen e il tessen venivano ideati, collaudati e migliorati continuamente secondo il programma
di studio dell’arte della spada giapponese.
| Nome |
Descrizione del ventaglio |
| Sensu-gata |
Il ventaglio comune. |
| Maiohgi-gata |
Il tradizionale ventaglio degli spettacoli giapponesi. |
| Sashiba |
Purpureo, a forma di foglia. Intessuti di giunco con un certo numero di supporti
radiali e un manico piuttosto lungo che sosteneva il centro, come un raggio prolungato. |
| Uchiwa |
Ventaglio rigido, solitamente tondeggiante con il manico lungo. |
| Ogi |
Ventaglio pieghevole, simile a un settore di disco. |
| Bessen-gata |
Il ventaglio usato per dirigere le truppe militari in guerra. |
| Gumbai |
Ventaglio da guerra del tipo rigido e arrotondato. Veniva utilizzato dai generali
per segnalare ai luogotenenti i comandi durante uno scontro armato nel periodo
Tokugawa. Questo particolare tipo di ventaglio è ancora oggi utilizzato dagli
arbitri (gyoji) degli incontri di sumo. |
| Gunsen |
Ventaglio pieghevole portato dai bushi in armatura. Tessen Ventaglio in ferro
portato con l’abbigliamento di tutti i giorni. |
Le tecniche
Il tessen aveva numerose funzioni legate all’interesse del bushi: il guerriero poteva
infatti usarlo in combattimento per
- Tirare di scherma
- Deviare coltelli e dardi avvelenati
- Colpire un bersaglio volante
o anche per sviluppare quella coordinazione generale necessaria nella sofisticata strategia
delle arti marziali giapponesi. La concentrazione richiesta è, infatti, altissima: senza compiere un singolo
movimento superfluo occorre saper mostrare una consapevolezza di sé e dello spazio
circostante che il guerriero comprende perfettamente quando fa il suo ingresso
nel pericoloso campo in cui esercita la sua arte.
|
Venivano portati sul campo di battaglia sopra le bandiere del principe. Gli shogun
Tokugawa usavano un ventaglio come insegna militare, che veniva portato davanti
a loro per annunciare la loro presenza. Questo stendardo a ventaglio era composto
di diciotto spessori di carta incollati insieme, ricoperti di seta e poi di una
foglia d’oro puro. Era montato su di un’asta lunga quattro metri e mezzo, ed era
fatto in modo di girare con il vento. I principi ed i guerrieri portavano, sopra
i loro stendardi, ventagli di dimensioni più normali (Salvey, 35). |
Oggi il tessenjutsu viene ancora praticato da pochi esperti in Giappone, mentre l’antico gumbai compare come complemento di specializzazione nell’addestramento di antiche arti
da combattimento come il karate, l’aikido e il kendo. Non è solo negli aspetti
tecnici che i vari sforzi richiesti dalle discipline giapponesi tradizionali convergono.
Dall’arte di disporre i fiori alla cerimonia del tè e al tiro con l’arco, gli
aspetti estetici, la spiritualità e le motivazioni di queste arti apparentemente
differenti presentano una meravigliosa somiglianza.

I petali di un fiore che cadono senza produrre rumore sul muschio, un suono che
dev’essere udito nelle profondità di una montagna… questa la perfezione richiesta
nell’arte del ventaglio.
Fonti:
- Ratti - Westbrook “I segreti dei Samurai”, Edizioni Mediterranee
- Inazô Nitore “Bushido”, Edizioni Sannô-kai
- Dave Lowry “Lo spirito delle arti marziali”, Oscar Mondadori
Immagini:
- www.tadaimadojo.be/tenchitessen.htm
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