ATTIVITA’ FISICA E CICLO MESTRUALE
Malgrado la possibile sintomatologia soggettiva, la funzionalità globale della
donna in corso di mestruazioni è esattamente uguale alla condizione normale.
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Vi sono atlete che hanno vinto medaglie olimpiche in tali condizioni! |
Il grosso problema si può porre in alcune forme di attività fisica che comportano
forte riduzione della massa grassa, come ad esempio nella danza, in prove di resistenza
di atletica e in ginnastica artistica. E’ provato che esiste una correlazione
tra magrezza, associata a stress psicofisico, magari dovuto ad estenuanti allenamenti
per attività agonistiche, e disturbi del ciclo mestruale, ovvero irregolarità
mestruale, oligomenorrea o addirittura amenorrea.
I soggetti che manifestano questa sintomatologia tornano ad essere normali se
temporaneamente sospendono l’attività fisica molto prima che la componente grassa
sia significativamente aumentata; ciò dimostra che la condizione di stress psicofisico
associata alla magrezza contribuisce a sostenere il quadro clinico. Nelle ragazzine,
le stesse condizioni possono ritardare la comparsa della prima mestruazione (menarca).
| Dal punto di vista epidemiologico risulterebbe che le donne sportive che hanno
avuto un ritardo nella comparsa del menarca presenterebbero una minor incidenza
di cancro della mammella e degli organi sessuali. D’altra parte bisogna considerare
la maggior incidenza dell’osteoporosi nel sesso femminile che si correla ad un
basso livello di estrogeni, condizione che si accompagna ad oligomenorrea o amenorrea.
Possibile concausa di osteoporosi è la carenza di assunzione di calcio se è drasticamente
ridotta la presenza dei grassi nella dieta. Infatti, in questo caso diventa deficitario
l’assorbimento di vitamina D che è normalmente veicolata nei grassi. |
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