L'ALLENAMENTO
L’allenamento migliora la prestazione migliorando tutti i meccanismi connessi
ad un determinato esercizio.
Una caratteristica dell’allenamento è la specificità , che migliora sostanzialmente solo la funzione che viene allenata, normalmente a scapito della funzione che, dal
punto di vista fisiologico, ha caratteristiche opposte. Così ad esempio, se si
vuole migliorare la funzione cosiddetta “aerobica ” questo si verifica a scapito della funzione “anaerobica ” e viceversa. Analogamente, se si vuole migliorare la forza muscolare, il che
implica un aumento della massa muscolare, questo va a scapito dell’agilità.
Il sovraccarico
Un concetto generale alla base dell’allenamento è il sovraccarico : occorre cioè impegnare i vari sistemi ad un livello superiore rispetto a quello
normale . In conseguenza dei miglioramenti ottenuti è chiaro che il concetto di sovraccarico
deve essere progressivo , bisogna cioè aumentare il carico allenante.La scelta del carico allenante
deve essere proporzionata alle condizioni organiche del soggetto e deve essere
mirata ad un obiettivo realistico.Il principale e più comune errore nell’allenamento
è strafare, il caso opposto è ben più raro. L’eccessivo carico di lavoro o la
sua cattiva distribuzione sono alla base dei problemi di “sovraccarico”, che possono
essere lievi, ma possono anche comportare la parziale o totale incapacità lavorativa.
Tenersi da conto è un principio molto saggio e valido per la gente comune. E’
invece un principio difficile da applicare in campo agonistico ove, ovviamente,
si tende a dare sempre il massimo. La fisiologia applicata può fornire un utile
supporto in quanto consente di adeguare caso per caso il carico allenante alle
condizioni individuali e agli obiettivi. Pertanto, un’altra importante caratteristica dell’allenamento è quella di essere personalizzato .
Bisogna tenere inoltre conto delle principali vie metaboliche interessate dalla
tipologia dell’esercizio fisico.
In conclusione, il principio del sovraccarico individualizzato e progressivo è di validità generale in quanto si applica all’atleta, alla persona normale,
al portatore di handicap o al paziente in fase di riabilitazione.
Sistemi metabolici coinvolti nell'erogazione di potenza
Per comprendere il fenomeno dell’allenamento è utile richiamare i sistemi metabolici
coinvolti nell’erogazione di potenza. Infatti, un allenamento focalizzato deve
principalmente migliorare i sistemi metabolici specificamente coinvolti all’attività
fisica che si vuole allenare.
Occorre qui introdurre una molecola organica coinvolta nella liberazione di energia
che viene indicata con la sigla ATP (adenosin trifosfato). I

Nel lavoro muscolare, e in altre forme di lavoro biologico, si ha una continua
scissione di ATP per coprire le richieste energetiche.

A fronte di una necessità di energia, e quindi di ATP, le vie metaboliche devono
continuamente resintetizzare nuovo ATP . L’accumulo di ATP nei muscoli e nelle cellule, in generale, è un fatto sostanzialmente
impossibile biologicamente in quanto la molecola è molto pesante.
Lavoro anaerobico
La disponibilità di ATP è molto limitata, circa 85 g. in tutto l’organismo (aumentabile
in piccola misura), e questa libera energia sufficiente a compiere un lavoro massimale
di 5-10 secondi
uno sprint sui 100 m, un salto o un sollevamento pesi
Ne consegue che la disponibilità di ATP è il fenomeno autolimitante la durata
dell’esercizio. Questo tipo di esercizio viene definito anaerobico in quanto non interviene alcun meccanismo ossidativo nel processo di resintesi
dell’ATP.
Lavoro anaerobico lattacida Per lavori massimali di durata maggiore, tra 10 e 90 secondi, la potenza erogata
è inferiore
se si corrono 400 m. a velocità massima, questa sarà inferiore alla velocità
massima sui 100 m
La resintesi di ATP è primariamente legata ad una via metabolica che porta alla
formazione ed all’accumulo di acido lattico; questa via è anche anaerobica, ma
viene detta anaerobica-lattacida perché appunto porta alla formazione di acido lattico. La riduzione di potenza
si spiega con un limite posto alla velocità di resintesi di ATP necessaria a coprire
la velocità di scissione dell’ATP stesso. Questa via metabolica presenta un altro
limite legato al fatto che l’accumulo di acido lattico acidifica i fluidi organici
(ambiente intracellulare, extracellulare e sangue); condizione questa che finisce
per bloccare le vie metaboliche cellulari e che si manifesta, anche soggettivamente,
come sensazione di fatica molto pesante (tipicamente si accompagna ad iperventilazione).
Lavoro aerobico Per attività fisiche massimali di durata superiore ai 90 secondi, la potenza
espressa cala ulteriormente
la velocità sui 5000 m. è inferiore a quella sui 400 m
In questo caso, la resintesi dell’ATP è puramente realizzata attraverso una via
metabolica, sostenuta dall’intervento dell’ossigeno e detta aerobica.
Specificità dell'allenamento
Il principio della specificità dell’allenamento deve rispecchiare la principale caratteristica metabolica dell’esercizio in
questione:
- se lo sforzo richiede elevata potenza (sollevamento pesi, prove di velocità, salti, lancio del peso, sci di discesa) l’allenamento deve migliorare la componente anaerobica pura.
- se lo sforzo richiede potenza distribuita su un tempo più lungo (giochi di squadra, velocità prolungata) bisogna migliorare la componente anaerobica-lattacida.
- se lo sforzo è puramente aerobico (sport di resistenza, sci di fondo, ciclismo, canottaggio, corsa dal mezzofondo
in su) l’allenamento deve migliorare la capacità aerobica.
Periodo di allenamento
Il tempo necessario per vedere dei miglioramenti nell’allenamento di tipo anaerobico
è dell’ordine di qualche settimana, per quello aerobico 2-3 mesi.
Modificazioni indotte ed effetti dell'allenamento
Le modificazioni indotte dall’allenamento anaerobico comportano un aumento della
capacità di produrre acido lattico (di circa il 100%), un aumento della concentrazione
di ATP nei muscoli (del 50%) e un aumento del 30-40% del corredo di enzimi che
controllano le vie metaboliche anaerobiche.
Le modificazioni indotte dall’allenamento di tipo aerobico includono un potenziamento
della capacità di pompa del cuore (aumento della massima gettata cardiaca), una
miglior utilizzazione dell’ossigeno da parte del muscolo, un aumento del corredo
enzimatico che controlla la via metabolica aerobica.
Le modificazioni indotte sono iovviamente in funzione del livello di partenza,
della frequenza ed intensità degli allenamenti.
Gli effetti indotti rispecchiano un fattore genetico, infatti alcuni soggetti sono più allenabili
di altri; inoltre è ben nota una diversità tipologica delle fibre muscolari distinte
in tre gruppi: rapide (o pallide), lente (o rosse), più un gruppo con caratteristiche
intermedie tra i due. Queste fibre muscolari sono presenti in diversa proporzione
nei muscoli dei soggetti. La specificità dell’allenamento coinvolge uno specifico
gruppo di fibre muscolari e pertanto gli effetti indotti rispecchiano l’entità
del contingente muscolare allenato.
Negli sport ad elevata componente tecnica l’allenamento consente di migliorare
l’esecuzione e questo si realizza attraverso una miglior coordinazione neuromuscolare.
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