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IL LAVORO MUSCOLARELAVORO MUSCOLARELe cellule muscolari sono differenziate per svolgere la funzione di contrazione. In pratica esse possiedono la capacità di accorciarsi e questo comporta la generazione di una forza alle estremità della cellula stessa. Generazione di forza Se tutte le cellule muscolari di un muscolo si contraggono insieme, esse generano forza sui punti di inserzione ossea dei tendini e questo causa il movimento di un segmento corporeo.La generazione di forza da parte di una cellula muscolare è l’ultima tappa di una serie abbastanza complessa di eventi che possono essere schematicamente riassunti come segue:
L’evento 1 è più di pertinenza nervosa, mentre gli eventi 2 e 3 sono tipicamente di fisiologia muscolare in quanto descrivono il funzionamento del motore biologico.
Esaminando più in dettaglio il funzionamento del motore biologico, si osserva che nelle cellule muscolari vi sono degli organelli, detti mitocondri , che rappresentano una vera e propria fornace ove si realizzano le varie tappe del metabolismo ossidativo.
L’energia che si libera in alcune delle reazioni concatenate indicate sopra viene usata dalle cellule muscolari per la sintesi di un composto che contiene tre gruppi fosforici indicato come ATP (adenosin trifosfato) che è altamente energetico. Infatti, l’ATP una volta formato, ha facilità a cedere un gruppo fosforico liberando energia.
Questa reazione realizza nella cellula muscolare una modificazione della disposizione spaziale delle molecole fibrillari note come actina e miosina che si traduce in un accorciamento della cellula muscolare . L’accorciamento è temporaneo ed è seguito dal ritorno alla condizione di riposo (rilasciamento). Fatica La cellula muscolare manifesta il fenomeno della fatica che consiste nel fatto che malgrado venga stimolata non è più in grado di contrarsi; questo è ascrivibile ad una serie di fattori quali:
E’ importante ricordare che una volta generatisi, questi fattori non si rimuovono molto rapidamente. Sicuramente è necessario un tempo sufficientemente lungo da compromettere una prestazione agonistica. Il riposo rimuove questi fattori. Rendimento Quando si parla di un motore è utile proporre il concetto di rendimento, cioè
il rapporto tra lavoro fatto ed energia totale spesa per compiere il lavoro. Il
rendimento della cellula muscolare è piuttosto elevato, circa il 25%, paragonabile
a quello di una dinamo e molto superiore rispetto a quello di un motore a scoppio.
Tuttavia, il rendimento del muscolo durante l’esecuzione di movimento complesso
come la marcia e la corsa è sorprendentemente molto più elevato, raggiungendo
il 55-60%. Questo si realizza per un’azione combinata tra muscolo e tendine nella
particolare condizione in cui il muscolo si allunga durante la contrazione. Si
pensa più facilmente all’accorciamento di un muscolo durante la contrazione, ma
è molto frequente il caso in cui un muscolo si contrae e si allunga. Ad esempio
scendete un gradino abbassando la gamba destra, se contemporaneamente ponete la
mano sulla coscia di sinistra potete rilevare la contrazione del muscolo quadricipite;
siccome il ginocchio di sinistra è in flessione questo significa che il muscolo
quadricipite si contrae e si allunga. Analogamente, durante un passo di corsa,
la fissazione della gamba in appoggio si realizza con una certa flessione del
ginocchio e contrazione del quadricipite. La stessa gamba in appoggio sarà poi
quella che fornisce la spinta la quale si realizza con l’estensione della gamba
causata dalla contrazione del quadricipite. Pertanto il muscolo quadricipite rimane
in contrazione nella fase di appoggio (contrazione-allungamento) e nella successiva
fase di estensione (contrazione-accorciamento): dal punto di vista meccanico, nella fase di contrazione-allungamento si immagazzina
energia elastica che si libera nella successiva fase di estensione.
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