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VALUTAZIONE DELLA FORZA

   VALUTAZIONE DELLA FORZA

A cura del Prof. Mario Testi
Testo del Prof.
Giancarlo Pellis
Preparatore atletico,
docentepresso la Scuola Centraledello
Sport del CONI di Roma

In ambito sportivo, la valutazione della forza è indispensabile al fine di poter eseguire una corretta programmazione dell'allenamento. Poter stabilire " su misura " il più appropriato carico di lavoro, per ciascun atleta, è condizione indispensabile per un utile e proficuo lavoro di condizionamento muscolare.

Secondo l'indirizzo che avrà l'allenamento si prenderanno in considerazione i parametri più opportuni, ad esempio: per la corsa veloce (100 m) il tempo di percorrenza della distanza, per le gare di resistenza il VO2max, per il lavoro con il sovraccarico il massimo carico sollevabile almeno una volta, definito massimale .  

Il massimale è un preciso riferimento della quantità di forza esprimibile da un determinato gruppo muscolare.

Tra i principali metodi di valutazione per la determinazione del carico massimale distinguiamo: 

  • metodo isometrico Si utilizza il dinamometro come mezzo d'indagine. Tale strumento fornisce il risultato in tempi brevi e con una buona precisione.La forza espressa nell'esercizio, è trasmessa, tramite l'impugnatura del dinamometro, ad  una molla, che deformandosi, muove una lancetta che indica il massimale raggiunto. 

    Il metodo isometrico, non è molto in uso nel mondo dello sport perché non offre un controllo sul movimento. Questa metodologia, infatti, prevede la misurazione della forza muscolare solo adottando precise angolazioni, non in un movimento completo e continuato. 
  • metodo delle  massime ripetizioni (1 M.R.) Il metodo consiste, fissato un carico di lavoro (P ), nel far ripetere l'esecuzione dell'esercizio stabilito per il massimo delle volte possibili, contando le ripetizioni completate. In base al numero raggiunto (num. ripetiz. ), si può inizialmente individuare il campo corrispondente nella tabella A e risalire alla % Pmax.


    Tabella A

    num. ripetiz. % Pmax
    1 100
    2-3 90
    4-7 80
    8-12 70
    13-18 60
    19-25 50


    E' possibile, quindi, risalire al carico massimo sollevabile denominato 1MR utilizzando la formula: 
  • 1MR = P x 100 / % Pmax

    Tale metodo richiede di un tempo di recupero considerevolmente lungo per l'indagine tra i vari gruppi muscolari, poiché, ogni prova porta all'esaurimento energetico del gruppo muscolare esaminato.

  • Metodo "tradizionale" Un altro sistema generalmente adottato nel campo dello sport, denominato " tradizionale" per la sua praticità, è quello consistente in una successione di singole alzate con carico crescente ad ogni prova, fino ad arrivare al massimo valore possibile; l'ultimo carico sollevato è considerato massimale (Pmax ). Le varie ripetizioni, devono essere intervallate da un adeguato tempo di recupero.Il valore Pmax ha le stesse caratteristiche di quello ricavato con il metodo delle massime ripetizioni (1MR ). 
  • Forza Massima Teorica Gli ultimi due metodi descritti non richiedono di alcun strumento per la determinazione del risultato, ma solo dell'attrezzatura usata nell'allenamento: bilanciere o macchina da muscolazione.Il metodo della forza massima teorica, invece, è impostato sulla conoscenza della relazione che lega il carico (P ) all'accelerazione (a ) di spostamento del peso; è possibile calcolare la forza muscolare (F ) impiegata per vincere il carico, secondo l'equazione: F=P(1+a/g) [kg]  (dove g è l'accelerazione di gravità) Operativamente per dare una dimensione all'accelerazione a (a=2s/t2) si deve rilevare il tempo t nel quale il carico P è spostato per uno spazio s . A tale scopo è indispensabile un sistema di cronometraggio a cellule fotoelettriche poste ad una distanza determinata s.


    Il test è strutturato in 5 singole alzate, svolte con partenza da fermo ed eseguite tutte alla massima accelerazione.I carichi sono crescenti e sono personalizzati durante l'esecuzione del test.

    Impostato il primo carico P1 (o carico di inizializzazione) e determinata l'accelerazione con la quale il carico è vinto, si può calcolare la relativa forza F1 espressa nel sollevamento.

    F1 è posto come secondo carico da sollevare P2 , perché F1 è una potenzialità già espressa dalla muscolatura. Da P2, con lo stesso sistema, si ricava F2 , che è impostato come P3.

    Da P3 si ottiene F3 e quindi P4 . Da P4 si calcola F4 che è utilizzato come P5 dal quale si determina F5.

    Ponendo su un piano cartesiano ogni coppia di valori P-F ricavati (P1-F1, P2-F2, P3-F3, P4-F4, P5-F5), si nota che i punti corrispondenti si allineano in modo molto marcato lungo la retta interpolante che, prolungata fino all'intersezione con la bisettrice, determina una condizione per la quale la forza espressa è uguale al massimo carico sollevabile, che è definita Forza Massima Teorica (FMAXT).

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    La Forza Massima Teorica non può essere mai riscontrata sperimentalmente, ma calcolata, e rappresenta un valore "assoluto" della forza espressa da un gruppo muscolare. Può essere considerata come la della forza massima isometrica "media" espressa nella totalità del movimento poiché il movimento stesso è traslato in una condizione di immobilità.Ricordiamo che la bisettrice pone in uguaglianza il carico con la forza (F=P); secondo l'equazione utilizzata in precedenza, tale condizione si verifica solo quando a=0, e quindi F=P (1+0/g). Quando l'accelerazione è nulla (a=0), non può esistere movimento e la forza espressa è definita isometrica.

    FMAXT è il primo sistema computerizzato per la determinazione della forza.

    Collegando le cellule fotoelettriche a un personal computer, si è potuto compiere il calcolo della Forza Massima Teorica in maniera "quasi istantanea" e senza alcuna manipolazione manuale dei risultati. Il primo sistema computerizzato risale al 1986 ed utilizzava come elaboratore un home computer Commodore VIC-20 (Fig.5).In seguito, con l'avvento dei personal computer, si è potuto sviluppare un sistema per il riconoscimento dei segnali provenienti da un encoder, con il controllo del cambio di direzione e quindi dello spazio reale percorso ad ogni sollevamento.

    Test FMAXT_Integrato Utilizzando il sistema computerizzato si è potuto integrare ogni singola prova del test Forza Massima Teorica con una doppia spinta, la prima con partenza da fermo ed una seconda, eseguita senza interruzione dell'azione, con contro-movimento.Ciò ha permesso di studiare il rapporto tra l'andamento della forza espressa dalla sola componente contrattile muscolare (movimento da fermo) e da quella immagazzinata durante la fase eccentrica (fase di ritorno) e restituita nella seconda spinta.Calcolando per ogni singola spinta la relativa retta interpolante (spinta da fermo - retta verde- fig. 6- e spinta con contromovimento - retta rossa- fig. 6), si è visto che ambedue le rette intersecavano la bisettrice nello stesso punto Forza Massima Teorica.Nel valore Forza Massima Teorica quindi coincidono:

    1. la massima forza concentrica (retta verde)

    2. la massima forza eccentrico/concentrica (retta rossa)

    3. la massima forza isometrica "media" (bisettrice - retta nera)

    4. l'annullamento della forza elastica (area gialla).

Per approfondimenti  è possibile richiedere il libro:

  • "Forza Massima Teorica:Concetti scientifici - soluzioni informatiche"

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