IL COSTO ENERGETICO DELLA AEROBICA ALTO IMPATTO |
A cura del Prof. Mario Testi
Testo del Dott. Marcello Faina
Dipartimento di Fisiologia e
Biomeccanica dell'Istituto di
Scienza dello Sport, C.O.N.I. Roma | Nello sport di alto livello viene da sempre posta particolare attenzione alla
misura del Costo Energetico. Essa permette, infatti, di valutare la quantità di
energia espressa in calorie utilizzata per compiere una determinata prestazione,
di precisare quali sono i substrati (zuccheri o grassi) dai quali proviene questa
energia e di identificare anche l'intensità (cioè la velocità) con la quale essa
viene prodotta. La conoscenza di questi dati permette di "disegnare" il modello
funzionale della prestazione, cioè quali sono le caratteristiche metaboliche che
la identificano, e quindi quelle che devono essere ricercate in un soggetto perché
abbia possibilità di riuscita in un dato sport, e quali, conseguentemente, devono
essere allenate.
Come si misura il costo energetico
Per decenni gli scienziati hanno sviluppato ricerche per mettere a punto mezzi
sempre più precisi e pratici per la misura del costo energetico, cioè sistemi
capaci di quantizzare la quantità di calorie (perché l'energia in ultima analisi
è calore) possedute o prodotte da un corpo. Si pensi che il primo di questi tentativi,
del quale si abbia notizia, risale al 1761 quando un ricercatore, Joseph Blach, progettò il primo strumento del genere. Si trattava di un blocco di ghiaccio
nel quale veniva posta una sostanza di massa e temperatura nota. La quantità di
calore che questa cedeva al ghiaccio per mettersi in equilibrio termico con esso
veniva calcolata sulla base della quantità di questo che veniva sciolta per formare
acqua.
Ben si comprende come questo metodo sarebbe poco applicabile allo studio dell'energia
spesa da un atleta, e non solo da un atleta, durante una gara.
Oggi, sono disponibili in laboratorio strumenti in grado di studiare le capacità
degli atleti di produrre energia in modo sufficientemente accurato, mentre la
costruzione di ergometri specifici permette di simulare molte delle competizioni
sportive.
Si misura il consumo di ossigeno per sapere la quantità di energia prodotta,
perché questo gas viene utilizzato per bruciare zuccheri e grassi e, poiché è
la combustione di queste sostanze che libera energia, ne deriva che la quantità
di ossigeno usata è equivalente all'energia prodotta .
Tuttavia, se il progresso si fosse limitato a questo, le nostre conoscenze sul
Costo Energetico delle singole attività sportive sarebbero ancora imprecise o
non complete. Infatti una misura reale e valida di quanto accade nella realtà
dei campi di gara non può essere soddisfatta completamente da una pur accurata
simulazione da laboratorio.
Vi è quindi l'esigenza di misurare direttamente sul campo il dispendio energetico.
La realizzazione, alquanto recente, di strumenti affidabili a questo scopo, consente
di quantizzare un modo più preciso il reale impegno di un atleta in gara o in
allenamento.
Questi strumenti vengono utilizzati non solo per gli atleti; infatti il dispendio
energetico è un parametro che interessa qualsiasi branca dell'esercizio umano,
dallo sport di alto livello alle attività lavorative, della medicina riabilitativa
allo sport per tutti.
L'utilità di disporre di tali informazioni è presto chiarita. Basti pensare alla
possibilità di una corretta pianificazione del carico di lavoro per i pazienti
cardiopatici in riabilitazione, oppure alla più consona predisposizione degli
apporti nutrizionali nelle diete che accompagnano i programmi di dimagrimento,
così come, per finire, ad una più proficua, efficace e "piacevole" organizzazione
delle sedute in palestra per il fitness, siano queste di ginnastica cardiovascolare
che di aerobica.
L'aerobica ad alto impatto
Basi della sperimentazione
Sono stati condotte sperimentazioni su:
-
una classe di 10 soggetti praticanti una lezione di aerobica ad alto impatto;
-
un gruppo di 16 soggetti partecipanti a due classi (la prima definita di esperti
e la seconda di principianti). Gli otto soggetti di ciascuna classe hanno effettuato
due lezioni ciascuna di ginnastica aerobica ad alto impatto. In ciascuna lezione
essi hanno indossato un apparato (K4 Cosmed, Italia) in grado di misurare, in
diretta ed in continua, il consumo di ossigeno (VO2), la produzione di anidride
carbonica (VCO2) e la frequenza cardiaca (Fc).
Ciascuna lezione è stata divisa sostanzialmente in quattro parti: una prima parte
di riscaldamento generale, una seconda di progressivo aumento dell'intensità del
carico, una terza di aerobica vera e propria ed una quarta di defaticamento.
Alla fine della terza fase è stato anche effettuato un prelievo di sangue dal
lobo dell'orecchio per determinare la concentrazione del lattato nel sangue. Il
lattato, come è noto, è un indicatore dell'intervento del metabolismo anaerobico
per la produzione di energia.
Risultati
La prima osservazione è stata che l'energia spesa dagli istruttori e dagli insegnanti
nella fase centrale di una lezione di aerobica ad alto impatto è del tutto simile
a quella degli allievi. L'unica non trascurabile differenza consiste nel fatto
che, mentre per gli insegnanti l'intensità dell'esercizio, cioè la velocità con
cui viene prodotta l'energia, é ampiamente entro i limiti delle loro capacità
massime, per gli allievi spesso la spesa energetica é tale da richiedere, oltre
all'intervento del metabolismo aerobico, anche, sia pure in modo minimo e parziale,
quello anaerobico.
| Un'attività motoria si definisce "Aerobica" essa deve porsi come obiettivo quello
di sviluppare la capacità del muscolo di produrre energia, per l'appunto, per
via aerobica, cioè utilizzando solamente l'ossigeno. Ciò comporta una serie di
effetti positivi collaterali quali il coinvolgimento di tutti gli organi di supporto
a tale metabolismo, come il cuore, la circolazione e la metabolizzazione di grassi
come substrato energetico. |
Da questa osservazione nasce quindi una considerazione e cioè che gli istruttori
dovrebbero porre molta attenzione nella organizzazione della lezione e nella valutazione
degli allievi, cercando da un lato di studiare coreografie che non richiedano
un carico eccessivo agli allievi e dall'altro di favorire le formazioni di classi
il più possibile omogenee per capacità fisiche.
Un'ulteriore considerazione derivava dalla consapevolezza che la maggior parte
dell'energia prodotta si disperde come calore e quindi, in pratica, principalmente
attraverso la sudorazione. Conoscendo la quota calorica si è così calcolato che
un allieva potrebbe teoricamente perdere fino a 2 litri di acqua (e con essa sali)
se la lezione di aerobica avesse una durata di un'ora e nelle peggiori condizioni
climatiche.
Costo energetico
ESPERTI
Dividendo in ciascuna classe gli uomini dalle donne si osserva che fra gli esperti
i primi spendono mediamente 535 Kcal (pari a circa una porzione abbondante (120
g) di pasta ben condita) e le seconde 405 Kcal. In realtà tale differenza risente
dal diverso peso corporeo; per cui, se si tiene conto di questo, i valori corretti
(8,15 Kcal/Kg per uomo e 6,83 Kcal/Kg per donna ) risultano assai più vicini anche se ancora significativamente differenti.
Un altro fattore che influenza il Costo Energetico globale della lezione è la
sua durata effettiva. Come vedremo più avanti, tale durata non è realmente di
un'ora e soprattutto non è uguale tra i quattro gruppi da noi selezionati. Quando
si tenga conto di ciò, si evidenzia, nel gruppo degli esperti, che le differenze
tra uomini e donne si riducono ulteriormente così che almeno in questo gruppo,
non appare esservi una sostanziale differenza tra i due sessi.
Nell'ambito di ciascuna lezione, ovviamente, la quota di energia maggiore viene
spesa nella terza fase (55%), seguita dalla 2° fase (18%), dalla 1° fase (15%)
e, per finire, dall'ultima fase (12%).
PRINCIPIANTI
Quando si analizzano i risultati, sempre divisi tra maschi e femmine,
della classe di principianti, si osserva che i costi energetici sono chiaramente
inferiori. Una lezione di aerobica ad alto impatto "costa", infatti, 524 Kcal
ad un uomo e 335 Kcal ad una donna. Anche in questo caso il rapporto con il peso
corporeo riduce le differenze tra i sessi (6,24 Kcal/Kg per gli uomini e 5,31 Kcal/Kg per le donne) ma non quelle con gli esperti a dimostrazione che il differente impegno posto
nella lezione tra due gruppi è reale. La divisione tra uomini e donne in questo
gruppo permane anche se si considera il tempo reale di lavoro, risultando gli
uomini, comunque, più "dispendiosi". Ciò sta a significare che fra i principianti
l'aerobica "costa" di più agli uomini che alle donne. Non si è in grado di sapere,
allo stato attuale, se questo dipende dal fatto che gli uomini sono meno coordinati
oppure dal fatto che si impegnano di più.
A quale intensità, cioè con quale modalità, viene prodotta l'energia?
Il rilievo del costo energetico globale di una lezione, come detto, non è da
solo un'informazione sufficiente a tipizzare l'impegno fisico di un allievo. Infatti
un dispendio di 500 Kcal in un'ora corrisponde a circa un consumo di ossigeno
medio di 1,5 lt al min. Si tratterebbe di un consumo relativamente modesto, almeno
per un maschio giovane e in buona salute. In realtà, se si osserva la velocità
di produzione di energia di ogni singola fase, cioè l'intensità con la quale viene
svolto l'esercizio, si hanno delle indicazioni particolarmente interessanti.
Tanto per cominciare è opportuno valutare più precisamente la durata di una lezione
di aerobica. Ebbene nel complesso si può rilevare che la parte realmente attiva
di una lezione, escludendo quindi le pause per bere, chiacchierare etc, ha avuto
la durata di 43 minuti e 28 secondi per gli uomini e 37min e 19s per le donne
della classe esperti, mentre per la classe principianti la durata è stata di 37min
e 19s per gli uomini e 34min e 18s per le donne. Ne deriva che, come per le partite di calcio, la durata di un'ora è puramente
nominale .
Da un punto di vista fisiologico questo significa che la spesa energetica (per
esempio le 500 Kcal ipotetiche di cui parlavamo poche righe fa) non va diluita
in un'ora ma su un tempo molto più breve. Ciò comporta che l'intensità dell'esercizio è certamente maggiore di quanto si
potrebbe pensare.
Se si approfondisce l'analisi, osservando la durata di ciascuna parte dell'esercizio, si nota ancora che la fase di aerobica
vera e propria, cioè quella che costa di più, dura solamente 20min per gli uomini
e 17min per le donne esperti e 16min e 15min per uomini e donne, rispettivamente,
principianti.
Appare evidente quindi che, vista la durata relativamente breve della esercitazione
reale e considerato il livello del dispendio energetico maggiore in questa fase,
l'intensità con cui l'esercizio aerobico viene svolto risulta essere molto superiore
a quello che si potrebbe ipotizzare. Se si va infatti a verificare tale costo
si osserva che durante i 15min-20min di lezione l'intensità dell'esercizio supera, mediamente,
negli allievi il livello di uno sforzo puramente aerobico. Ciò è documentato dal livello elevato del consumo di ossigeno (relativamente
al massimo possibile per ciascuno) e dalla concentrazione di acido lattico nel
sangue che è risultato superiore a 5 millimoli per litro di sangue; (il limite
massimo perché un esercizio sia considerato aerobico è intorno a 4 mM).
E' interessante notare che, relativamente a questa fase, il Costo Energetico è sempre superiore negli uomini, anche relativamente al peso
corporeo, rispetto alle donne, in ambedue i gruppi. Questo è conferma di un maggiore impegno e di una minore
economicità (peggiore tecnica?) nel gesto specifico. Altrettanto interessante
da notare è che le donne esperte consumano di più nella parte aerobica degli uomini
principianti a dimostrazione di una maggiore capacità di esecuzione del gesto
e di un migliore allenamento.
Tutto ciò, quindi, conferma quanto si era già visto e cioè che la lezione di
aerobica viene svolta, almeno nella parte centrale, ad intensità medio-elevate.
Questo comportamento è indipendente dal livello degli allievi, nel senso che se
gli esperti si impegnano di più e per un tempo maggiore, bruciando più energia,
questo è il frutto come detto solo del loro maggiore allenamento.
In effetti, quando si pensa al loro "tetto" di capacità fisiche, essi si comportano
come i principianti, lavorano cioè all'80-90% del loro massimo.
Conclusioni
Quanto sopra esposto, senza voler essere una condanna del modo di fare aerobica,
deve tuttavia far riflettere sul significato di questa pratica e sugli obiettivi
che ci si pone nel praticarla.
Tutto ciò assume ancor più peso se si considera che le valutazioni ora esposte
si sono basate tutte sull'analisi dei valori medi dei soggetti considerati. Ciò
vuol dire che ci sono stati allievi che hanno fatto registrare valori più elevati
della media ed altri valori inferiori.
Entrando nel dettaglio, infatti, del comportamento di ogni singolo soggetto si
scopre una discreta variabilità di comportamento. Accanto ad un soggetto che ha
effettuato la 3° fase con una frequenza cardiaca media di 159 pulsazioni al minuto
ve n'è un altro che ha lavorato a 200 pulsazioni al minuto. Variazioni notevoli,
anche se non così eclatanti come quella sopra riportata, si sono registrate in
ogni classe ed in ogni sesso. Ovviamente le stesse variazioni le abbiamo rilevate
anche negli altri parametri studiati a dimostrazione di un'estrema variabilità
individuale di risposta allo stimolo dell'esercizio.
Cosa determina tale variabilità? Indubbiamente svolge un ruolo importante la
differenza fisiologica tra un soggetto e l'altro, nel senso che esistono soggetti
che pur facendo lo stesso identico sforzo, sia in assoluto che relativamente alle
loro possibilità, mostrano parametri completamente diversi. E' infatti noto in
fisiologia che se due persone stanno facendo lo stesso sforzo, sono allenate nella
stessa maniera, hanno la stessa età, peso ed altezza, non necessariamente debbono
poi mostrare la stessa frequenza cardiaca.
Un'altra spiegazione, altrettanto possibile e plausibile, tuttavia, è che della
stessa classe facciano parte soggetti di sensibili diverse qualità fisiche e grado
di allenamento. Succede allora che lo stesso sforzo, richiesto dall'insegnante,
risulti lieve o modesto per uno e pesante per l'altro. Questo caso, ben più frequente
di quanto si possa immaginare, è probabilmente quello rilevato nella nostra esperienza
e rappresenta uno dei punti dolenti delle esercitazioni che si svolgono in un
gruppo come l'aerobica.
Se ne conclude che l'insegnante dovrebbe possedere la capacità, ma soprattutto
la possibilità, una volta valutate le caratteristiche di un soggetto, di inserirlo
in un gruppo omogeneo o di personalizzare la sua lezione e di modularla senza
fargli oltrepassare i limiti del metabolismo aerobico. |