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Come si misura il costo energetico Per decenni gli scienziati hanno sviluppato ricerche per mettere a punto mezzi
sempre più precisi e pratici per la misura del costo energetico, cioè sistemi
capaci di quantizzare la quantità di calorie (perché l'energia in ultima analisi
è calore) possedute o prodotte da un corpo. Si pensi che il primo di questi tentativi,
del quale si abbia notizia, risale al 1761 quando un ricercatore, Joseph Blach, progettò il primo strumento del genere. Si trattava di un blocco di ghiaccio
nel quale veniva posta una sostanza di massa e temperatura nota. La quantità di
calore che questa cedeva al ghiaccio per mettersi in equilibrio termico con esso
veniva calcolata sulla base della quantità di questo che veniva sciolta per formare
acqua.
Tuttavia, se il progresso si fosse limitato a questo, le nostre conoscenze sul Costo Energetico delle singole attività sportive sarebbero ancora imprecise o non complete. Infatti una misura reale e valida di quanto accade nella realtà dei campi di gara non può essere soddisfatta completamente da una pur accurata simulazione da laboratorio. Vi è quindi l'esigenza di misurare direttamente sul campo il dispendio energetico. La realizzazione, alquanto recente, di strumenti affidabili a questo scopo, consente di quantizzare un modo più preciso il reale impegno di un atleta in gara o in allenamento. Questi strumenti vengono utilizzati non solo per gli atleti; infatti il dispendio energetico è un parametro che interessa qualsiasi branca dell'esercizio umano, dallo sport di alto livello alle attività lavorative, della medicina riabilitativa allo sport per tutti. L'utilità di disporre di tali informazioni è presto chiarita. Basti pensare alla possibilità di una corretta pianificazione del carico di lavoro per i pazienti cardiopatici in riabilitazione, oppure alla più consona predisposizione degli apporti nutrizionali nelle diete che accompagnano i programmi di dimagrimento, così come, per finire, ad una più proficua, efficace e "piacevole" organizzazione delle sedute in palestra per il fitness, siano queste di ginnastica cardiovascolare che di aerobica. L'aerobica ad alto impatto Basi della sperimentazione Sono stati condotte sperimentazioni su:
Ciascuna lezione è stata divisa sostanzialmente in quattro parti: una prima parte
di riscaldamento generale, una seconda di progressivo aumento dell'intensità del
carico, una terza di aerobica vera e propria ed una quarta di defaticamento.
Risultati La prima osservazione è stata che l'energia spesa dagli istruttori e dagli insegnanti nella fase centrale di una lezione di aerobica ad alto impatto è del tutto simile a quella degli allievi. L'unica non trascurabile differenza consiste nel fatto che, mentre per gli insegnanti l'intensità dell'esercizio, cioè la velocità con cui viene prodotta l'energia, é ampiamente entro i limiti delle loro capacità massime, per gli allievi spesso la spesa energetica é tale da richiedere, oltre all'intervento del metabolismo aerobico, anche, sia pure in modo minimo e parziale, quello anaerobico.
Da questa osservazione nasce quindi una considerazione e cioè che gli istruttori
dovrebbero porre molta attenzione nella organizzazione della lezione e nella valutazione
degli allievi, cercando da un lato di studiare coreografie che non richiedano
un carico eccessivo agli allievi e dall'altro di favorire le formazioni di classi
il più possibile omogenee per capacità fisiche.
Costo energetico ESPERTI
Nell'ambito di ciascuna lezione, ovviamente, la quota di energia maggiore viene spesa nella terza fase (55%), seguita dalla 2° fase (18%), dalla 1° fase (15%) e, per finire, dall'ultima fase (12%). PRINCIPIANTI
A quale intensità, cioè con quale modalità, viene prodotta l'energia? Il rilievo del costo energetico globale di una lezione, come detto, non è da solo un'informazione sufficiente a tipizzare l'impegno fisico di un allievo. Infatti un dispendio di 500 Kcal in un'ora corrisponde a circa un consumo di ossigeno medio di 1,5 lt al min. Si tratterebbe di un consumo relativamente modesto, almeno per un maschio giovane e in buona salute. In realtà, se si osserva la velocità di produzione di energia di ogni singola fase, cioè l'intensità con la quale viene svolto l'esercizio, si hanno delle indicazioni particolarmente interessanti. Tanto per cominciare è opportuno valutare più precisamente la durata di una lezione di aerobica. Ebbene nel complesso si può rilevare che la parte realmente attiva di una lezione, escludendo quindi le pause per bere, chiacchierare etc, ha avuto la durata di 43 minuti e 28 secondi per gli uomini e 37min e 19s per le donne della classe esperti, mentre per la classe principianti la durata è stata di 37min e 19s per gli uomini e 34min e 18s per le donne. Ne deriva che, come per le partite di calcio, la durata di un'ora è puramente nominale . Da un punto di vista fisiologico questo significa che la spesa energetica (per esempio le 500 Kcal ipotetiche di cui parlavamo poche righe fa) non va diluita in un'ora ma su un tempo molto più breve. Ciò comporta che l'intensità dell'esercizio è certamente maggiore di quanto si potrebbe pensare. Se si approfondisce l'analisi, osservando la durata di ciascuna parte dell'esercizio, si nota ancora che la fase di aerobica vera e propria, cioè quella che costa di più, dura solamente 20min per gli uomini e 17min per le donne esperti e 16min e 15min per uomini e donne, rispettivamente, principianti. Appare evidente quindi che, vista la durata relativamente breve della esercitazione reale e considerato il livello del dispendio energetico maggiore in questa fase, l'intensità con cui l'esercizio aerobico viene svolto risulta essere molto superiore a quello che si potrebbe ipotizzare. Se si va infatti a verificare tale costo si osserva che durante i 15min-20min di lezione l'intensità dell'esercizio supera, mediamente, negli allievi il livello di uno sforzo puramente aerobico. Ciò è documentato dal livello elevato del consumo di ossigeno (relativamente al massimo possibile per ciascuno) e dalla concentrazione di acido lattico nel sangue che è risultato superiore a 5 millimoli per litro di sangue; (il limite massimo perché un esercizio sia considerato aerobico è intorno a 4 mM). E' interessante notare che, relativamente a questa fase, il Costo Energetico è sempre superiore negli uomini, anche relativamente al peso corporeo, rispetto alle donne, in ambedue i gruppi. Questo è conferma di un maggiore impegno e di una minore economicità (peggiore tecnica?) nel gesto specifico. Altrettanto interessante da notare è che le donne esperte consumano di più nella parte aerobica degli uomini principianti a dimostrazione di una maggiore capacità di esecuzione del gesto e di un migliore allenamento. Tutto ciò, quindi, conferma quanto si era già visto e cioè che la lezione di
aerobica viene svolta, almeno nella parte centrale, ad intensità medio-elevate.
Questo comportamento è indipendente dal livello degli allievi, nel senso che se
gli esperti si impegnano di più e per un tempo maggiore, bruciando più energia,
questo è il frutto come detto solo del loro maggiore allenamento.
Conclusioni Quanto sopra esposto, senza voler essere una condanna del modo di fare aerobica,
deve tuttavia far riflettere sul significato di questa pratica e sugli obiettivi
che ci si pone nel praticarla.
Entrando nel dettaglio, infatti, del comportamento di ogni singolo soggetto si
scopre una discreta variabilità di comportamento. Accanto ad un soggetto che ha
effettuato la 3° fase con una frequenza cardiaca media di 159 pulsazioni al minuto
ve n'è un altro che ha lavorato a 200 pulsazioni al minuto. Variazioni notevoli,
anche se non così eclatanti come quella sopra riportata, si sono registrate in
ogni classe ed in ogni sesso. Ovviamente le stesse variazioni le abbiamo rilevate
anche negli altri parametri studiati a dimostrazione di un'estrema variabilità
individuale di risposta allo stimolo dell'esercizio.
Se ne conclude che l'insegnante dovrebbe possedere la capacità, ma soprattutto la possibilità, una volta valutate le caratteristiche di un soggetto, di inserirlo in un gruppo omogeneo o di personalizzare la sua lezione e di modularla senza fargli oltrepassare i limiti del metabolismo aerobico. Articoli correlati
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