Fino a qualche anno fa, lo step da palestra era considerato la novità in fatto di fitness mentre oggi è spesso
difficile, nei centri sportivi, aggregare il numero minimo di partecipanti per
completare una lezione. In ogni caso, lo step è destinato ad essere soppiantato
molto presto dal Bosu, una pedana instabile per un allenamento con caratteristiche simili a quelle
dello step ma molto altro ancora. La nuova pedana è oggi presente in quasi tutti
i centri fitness americani, a partire da quelli appartenenti alla catena Equinox,
ed entro breve tempo farà il suo ingresso in tutte le palestre del mondo soppiantando
il suo progenitore.
Oltre a consentire tutti i movimenti eseguibili sullo step, il Bosu
ne aggiunge degli altri legati all’equilibrio, alla coordinazione e alla propriocettività.
Il termine significa Both Sides Up e si tratta di una pedana di forma circolare del diametro di circa 60 cm. Un
lato poggia stabilmente a terra mentre l’altro è sormontato da una cupola di gomma morbida che rende l’appoggio instabile. Può essere usata con la parte in gomma rivolta
in alto, in questo caso il corpo poggia su una superficie morbida in modo da smorzare
i microtraumi classici dello step, oppure con la parte piatta rivolta in alto,
la pedana poggia in maniera precaria sul terreno favorendo tutti quei movimenti
di equilibrio e postura.
L’invenzione si deve all’americano Douglas Brooks. In un certo senso, l’attrezzo
eredita dallo step tutti quei movimenti di aerobica utili soprattutto per rinforzare
cosce e glutei (ottimo, in questo senso, per l’utenza femminile) e dalle tavolette
instabili tipo Freeman/Wike gli esercizi classici dei protocolli riabilitativi
che esaltano le caratteristiche di equilibrio, propriocettività e sensibilità
neuro-muscolare. In effetti, uno dei punti di forza del Bosu è proprio la versatilità.
È in grado di accontentare utenti di ogni tipo, partendo da quelli più affezionati
alle attività aerobiche ad alto impatto sino ad arrivare a quelli che vedono nelle
ginnastiche di qualità tipo quelle propriocettive, posturali e Pilates la giusta soluzione a tutti i disturbi osteo-articolari classici dei nostri
giorni.
Se da un lato attività come lo step sono in grado di donare al corpo muscoli
tonici e ben sviluppati, in particolare quelli delle cosce, glutei e addominali,
dall’altro sovraccarica pesantemente la colonna vertebrale e tutte le articolazioni
del corpo. I ripetuti saltelli, sali e scendi dal gradino e cambi di direzione
sono molto impegnativi a livello articolare. Soprattutto nelle donne, che hanno
una predisposizione genetica al paramorfismo iperlordotico lombare (accentuazione
della curva naturale del tratto vertebrale lombare), l’uso frequente dello step
potrebbe accentuare questa predisposizione creando fastidi alla schiena e scorretti
atteggiamenti del corpo.
Per le persone in leggero o forte soprappeso, i continui microtraumi sono invece
percepiti in maniera fortemente amplificata proprio a causa del maggior peso corporeo.
Spesso l’attività aerobica viene scelta da questi soggetti per accelerare il dimagrimento
grazie all’elevato numero di calorie che è in grado di bruciare ad ogni seduta.
Per fare in modo che la perdita di peso non induca patologie muscolo-scheletriche,
è il caso di limitare le sedute con le step favorendo ad esempio l’uso del Bosu
che attenua le compressioni garantendo maggior salute a muscoli e tendini. Inoltre
questa pedana è in grado di allenare la componente di equilibrio che è in ogni
individuo.
L’esaltazione di queste caratteristiche non è utile solo in caso di riabilitazione
o di preparazione a sport particolari. Le ginnastiche propriocettive sono consigliate
ad ogni individuo, al fine di ristabilire o migliorare la corretta percezione
che l’organismo ha nei confronti del mondo esterno. Stare in posizione eretta
è un gesto del tutto naturale ma non poi così banale. Il fatto di riuscire a mantenere
l’equilibrio anche nelle condizioni estreme è dovuto oltre che ai nostri sensi,
udito, vista e tatto anche alle capacità propriocettive che possiede il nostro
corpo. Una rete capillare di neurotrasmettitori, dislocati lungo tutto il corpo
(muscoli, tendini, pelle) è in grado di riportare tutte le informazioni relative
allo spazio circostante al sistema nervoso centrale. Questa complicata rete informativa
elabora le informazioni permettendo di sentire ad esempio un arto sollevato sopra
la testa anche stando ad occhi chiusi. Questo vasto sistema sensitivo viene definito
propriocettività. All’inizio gli studi sull’argomento erano prettamente pratici
oggi invece le conoscenze in materia sono avvalorate da fondamenti scientifici.
Grazie a questi studi si distinguono due tipi di propriocezione:
- La propriocezione cosciente
- L’archeopropriocezione incosciente
La prima comprende quelle sensazioni relative al movimento nello spazio (ruotare
un braccio sopra la testa) oppure la sensazione di atteggiamento articolare, nel
momento in cui si rimane con un braccio alzato e fermo sopra la testa, il nostro
corpo lo percepisce senza che noi lo guardiamo.
La seconda riguarda i movimenti di uso comune come il camminare. Quando camminiamo
sentiamo l’ambiente che ci circonda ma non pensiamo ai singoli muscoli che si
muovono, alla postura da tenere e all’equilibrio da mantenere. Tutte queste attività
sono incoscienti perché vengono eseguite in automatico dal nostro corpo. Da bambini
si impara a camminare ma più precisamente si inizia ad affinare questo complesso
sistema sensoriale che una volta messo a punto ci consentirà di stare in posizione
eretta, attivare i muscoli delle cosce e del busto, mettere un piede di fronte
all’altro, stabilizzare il corpo tramite l’uso degli addominali, in parole povere
camminare.
Spesso, per cause accidentali, può succedere che questo meraviglioso meccanismo
si inceppi e c’è quindi bisogno di rieducare il corpo per fare in modo che tutto
torni a funzionare correttamente.
Si pensi ad esempio ad una banale distorsione della caviglia. È possibile che
a seguito di un trauma simile si perda la sensibilità necessaria. Diventa allora
essenziale rieducare il corpo e la mente tramite esercizi specifici che fanno
parte della ginnastica propriocettiva. I traumi comunque non sono il solo motivo
che ci spingono a lavorare con attività di questo tipo. Chi pratica sport dove
la destrezza è fondamentale può avere bisogno di affinare queste caratteristiche
per migliorare le prestazioni sportive. Lo sci, lo snowboard o l’atletica sono
solo alcuni degli sport dove l’esaltazione delle capacità di equilibrio può essere
fondamentale per fare la differenza in gara. Gli attrezzi usati in questi casi
sono innumerevoli:
- Tavolette mobili tipo Freeman/Wike
- Piattaforme molleggiate
- Fitball
- Bosu
Il più versatile tra questi è forse il Bosu poiché consente oltre che un lavoro
propriocettivo anche una attività aerobica ad alto livello come quella eseguita
sullo step. Gli esercizi possono essere svolti in piedi, supini sulla parte convessa
del Bosu per allenare ad esempio gli addominali, proni con le braccia sulla parte
molle del Bosu per allenare la parte alta del corpo. In alternativa si possono
anche impiegare accessori da allenamento tipo una palla (da tenere tra le mani),
un leggero bilanciere o dei manubri, un bastone in legno o addirittura un asciugamano.
Un altro aspetto positivo del Bosu è il costo ridotto. Questo consente a tutti
di acquistarlo siano essi privati o centri fitness. Le dimensioni ridotte inoltre
fanno del Bosu un ottimo attrezzo per uso domestico e ne permettono l’utilizzo
anche fuori casa.
Principali caratteristiche del Bosu
- Versatilità, consente di eseguire più attività con un unico attrezzo.
- È rivolto ad un vasto campo di utilizzatori.
- Abbina attività aerobiche ad alto impatto a ginnastiche più indirizzate verso
il benessere e la salute come quelle posturali e propriocettive.
- Dimensioni ridotte, si può utilizzare ovunque.
- Costo ridotto, possibilità di essere acquistato da tutti.
- Permette una quantità ed una varietà di esercizi elevata.
- Può essere usato con l’ausilio di altri accessori come palle da allenamento o
manubri.
- È utile nel recupero dopo un trauma articolare.
A chi è rivolto l’uso del Bosu
- Alle donne che vogliono tonificare e rassodare i punti critici come cosce, glutei
e vita.
- Agli sportivi per migliorare le prestazioni atletiche in attività tipo sci o
atletica.
- A chi ha subito un trauma soprattutto alla caviglia e al ginocchio al fine di
rieducare il corpo all’uso di questo complesso sistema sensitivo quale quello
propriocettivo.
- A tutti quelli che vogliono provare una attività nuova, divertente che non sovraccarica
il sistema scheletrico.
- Ai soggetti in soprappeso che hanno la necessità di bruciare calorie ma allo
stesso tempo non possono appesantire muscoli e strutture articolari
- Agli individui che praticano il Pilates. L’uso del Bosu potrebbe creare quella
variante necessaria ad indurre maggiore interesse nell’attività e sostituire panche
specifiche per il Pilates come la Cadillac o Reformer che sono sicuramente più
costose del Bosu.
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Bosu |
Utilizzo di due Bosu e di una coppia di manubri |
IL BOSU |