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IL BOSU, L'EREDE DELLO STEP

A cura di Rocco Di Simone

Fino a qualche anno fa, lo step da palestra era considerato la novità in fatto di fitness mentre oggi è spesso difficile, nei centri sportivi, aggregare il numero minimo di partecipanti per completare una lezione. In ogni caso, lo step è destinato ad essere soppiantato molto presto dal Bosu, una pedana instabile per un allenamento con caratteristiche simili a quelle dello step ma molto altro ancora. La nuova pedana è oggi presente in quasi tutti i centri fitness americani, a partire da quelli appartenenti alla catena Equinox, ed entro breve tempo farà il suo ingresso in tutte le palestre del mondo soppiantando il suo progenitore.

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Oltre a consentire tutti i movimenti eseguibili sullo step, il Bosu ne aggiunge degli altri legati all’equilibrio, alla coordinazione e alla propriocettività.
Il termine significa Both Sides Up e si tratta di una pedana di forma circolare del diametro di circa 60 cm. Un lato poggia stabilmente a terra mentre l’altro è sormontato da una cupola di gomma morbida che rende l’appoggio instabile. Può essere usata con la parte in gomma rivolta in alto, in questo caso il corpo poggia su una superficie morbida in modo da smorzare i microtraumi classici dello step, oppure con la parte piatta rivolta in alto, la pedana poggia in maniera precaria sul terreno favorendo tutti quei movimenti di equilibrio e postura.
L’invenzione si deve all’americano Douglas Brooks. In un certo senso, l’attrezzo eredita dallo step tutti quei movimenti di aerobica utili soprattutto per rinforzare cosce e glutei (ottimo, in questo senso, per l’utenza femminile) e dalle tavolette instabili tipo Freeman/Wike gli esercizi classici dei protocolli riabilitativi che esaltano le caratteristiche di equilibrio, propriocettività e sensibilità neuro-muscolare. In effetti, uno dei punti di forza del Bosu è proprio la versatilità. È in grado di accontentare utenti di ogni tipo, partendo da quelli più affezionati alle attività aerobiche ad alto impatto sino ad arrivare a quelli che vedono nelle ginnastiche di qualità tipo quelle propriocettive, posturali e Pilates la giusta soluzione a tutti i disturbi osteo-articolari classici dei nostri giorni.
Se da un lato attività come lo step sono in grado di donare al corpo muscoli tonici e ben sviluppati, in particolare quelli delle cosce, glutei e addominali, dall’altro sovraccarica pesantemente la colonna vertebrale e tutte le articolazioni del corpo. I ripetuti saltelli, sali e scendi dal gradino e cambi di direzione sono molto impegnativi a livello articolare. Soprattutto nelle donne, che hanno una predisposizione genetica al paramorfismo iperlordotico lombare (accentuazione della curva naturale del tratto vertebrale lombare), l’uso frequente dello step potrebbe accentuare questa predisposizione creando fastidi alla schiena e scorretti atteggiamenti del corpo.
Per le persone in leggero o forte soprappeso, i continui microtraumi sono invece percepiti in maniera fortemente amplificata proprio a causa del maggior peso corporeo. Spesso l’attività aerobica viene scelta da questi soggetti per accelerare il dimagrimento grazie all’elevato numero di calorie che è in grado di bruciare ad ogni seduta. Per fare in modo che la perdita di peso non induca patologie muscolo-scheletriche, è il caso di limitare le sedute con le step favorendo ad esempio l’uso del Bosu che attenua le compressioni garantendo maggior salute a muscoli e tendini. Inoltre questa pedana è in grado di allenare la componente di equilibrio che è in ogni individuo.
L’esaltazione di queste caratteristiche non è utile solo in caso di riabilitazione o di preparazione a sport particolari. Le ginnastiche propriocettive sono consigliate ad ogni individuo, al fine di ristabilire o migliorare la corretta percezione che l’organismo ha nei confronti del mondo esterno. Stare in posizione eretta è un gesto del tutto naturale ma non poi così banale. Il fatto di riuscire a mantenere l’equilibrio anche nelle condizioni estreme è dovuto oltre che ai nostri sensi, udito, vista e tatto anche alle capacità propriocettive che possiede il nostro corpo. Una rete capillare di neurotrasmettitori, dislocati lungo tutto il corpo (muscoli, tendini, pelle) è in grado di riportare tutte le informazioni relative allo spazio circostante al sistema nervoso centrale. Questa complicata rete informativa elabora le informazioni permettendo di sentire ad esempio un arto sollevato sopra la testa anche stando ad occhi chiusi. Questo vasto sistema sensitivo viene definito propriocettività. All’inizio gli studi sull’argomento erano prettamente pratici oggi invece le conoscenze in materia sono avvalorate da fondamenti scientifici. Grazie a questi studi si distinguono due tipi di propriocezione:

  • La propriocezione cosciente
  • L’archeopropriocezione incosciente

La prima comprende quelle sensazioni relative al movimento nello spazio (ruotare un braccio sopra la testa) oppure la sensazione di atteggiamento articolare, nel momento in cui si rimane con un braccio alzato e fermo sopra la testa, il nostro corpo lo percepisce senza che noi lo guardiamo.

La seconda riguarda i movimenti di uso comune come il camminare. Quando camminiamo sentiamo l’ambiente che ci circonda ma non pensiamo ai singoli muscoli che si muovono, alla postura da tenere e all’equilibrio da mantenere. Tutte queste attività sono incoscienti perché vengono eseguite in automatico dal nostro corpo. Da bambini si impara a camminare ma più precisamente si inizia ad affinare questo complesso sistema sensoriale che una volta messo a punto ci consentirà di stare in posizione eretta, attivare i muscoli delle cosce e del busto, mettere un piede di fronte all’altro, stabilizzare il corpo tramite l’uso degli addominali, in parole povere camminare.

Spesso, per cause accidentali, può succedere che questo meraviglioso meccanismo si inceppi e c’è quindi bisogno di rieducare il corpo per fare in modo che tutto torni a funzionare correttamente.
Si pensi ad esempio ad una banale distorsione della caviglia. È possibile che a seguito di un trauma simile si perda la sensibilità necessaria. Diventa allora essenziale rieducare il corpo e la mente tramite esercizi specifici che fanno parte della ginnastica propriocettiva. I traumi comunque non sono il solo motivo che ci spingono a lavorare con attività di questo tipo. Chi pratica sport dove la destrezza è fondamentale può avere bisogno di affinare queste caratteristiche per migliorare le prestazioni sportive. Lo sci, lo snowboard o l’atletica sono solo alcuni degli sport dove l’esaltazione delle capacità di equilibrio può essere fondamentale per fare la differenza in gara. Gli attrezzi usati in questi casi sono innumerevoli:

  • Tavolette mobili tipo Freeman/Wike
  • Piattaforme molleggiate
  • Fitball
  • Bosu

Il più versatile tra questi è forse il Bosu poiché consente oltre che un lavoro propriocettivo anche una attività aerobica ad alto livello come quella eseguita sullo step. Gli esercizi possono essere svolti in piedi, supini sulla parte convessa del Bosu per allenare ad esempio gli addominali, proni con le braccia sulla parte molle del Bosu per allenare la parte alta del corpo. In alternativa si possono anche impiegare accessori da allenamento tipo una palla (da tenere tra le mani), un leggero bilanciere o dei manubri, un bastone in legno o addirittura un asciugamano.
Un altro aspetto positivo del Bosu è il costo ridotto. Questo consente a tutti di acquistarlo siano essi privati o centri fitness. Le dimensioni ridotte inoltre fanno del Bosu un ottimo attrezzo per uso domestico e ne permettono l’utilizzo anche fuori casa.

Principali caratteristiche del Bosu

  • Versatilità, consente di eseguire più attività con un unico attrezzo.
  • È rivolto ad un vasto campo di utilizzatori.
  • Abbina attività aerobiche ad alto impatto a ginnastiche più indirizzate verso il benessere e la salute come quelle posturali e propriocettive.
  • Dimensioni ridotte, si può utilizzare ovunque.
  • Costo ridotto, possibilità di essere acquistato da tutti.
  • Permette una quantità ed una varietà di esercizi elevata.
  • Può essere usato con l’ausilio di altri accessori come palle da allenamento o manubri.
  • È utile nel recupero dopo un trauma articolare.

A chi è rivolto l’uso del Bosu

  • Alle donne che vogliono tonificare e rassodare i punti critici come cosce, glutei e vita.
  • Agli sportivi per migliorare le prestazioni atletiche in attività tipo sci o atletica.
  • A chi ha subito un trauma soprattutto alla caviglia e al ginocchio al fine di rieducare il corpo all’uso di questo complesso sistema sensitivo quale quello propriocettivo.
  • A tutti quelli che vogliono provare una attività nuova, divertente che non sovraccarica il sistema scheletrico.
  • Ai soggetti in soprappeso che hanno la necessità di bruciare calorie ma allo stesso tempo non possono appesantire muscoli e strutture articolari
  • Agli individui che praticano il Pilates. L’uso del Bosu potrebbe creare quella variante necessaria ad indurre maggiore interesse nell’attività e sostituire panche specifiche per il Pilates come la Cadillac o Reformer che sono sicuramente più costose del Bosu.


Bosu

Utilizzo di due Bosu e di una coppia di manubri

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