GLI ANTIOSSIDANTI NELL'INTEGRAZIONE SPORTIVA
GLI ANTIOSSIDANTI |
a cura del Dott. Ubaldo Garagiola | I cosiddetti "radicali liberi" (ROS = reactive oxygen species) sono molecole
"instabili" che tendono molto facilmente a reagire con altre molecole; si generano
così delle reazioni a catena, tramite le quali avviene il passaggio dei radicali
liberi da una molecola ad un'altra. Le molecole organiche coinvolte in queste
catene di reazioni vengono modificate e danneggiate (è questo ad esempio il caso
dei lipidi costituenti la membrana cellulare).
Tra i ROS ritroviamo:
- anione superossido (O2-): radicale libero instabile, agisce come ossidante;
- perossido di idrogeno (H2O2): non è un radicale libero, ma in presenza di ioni metallici può rompersi
e formare radicale idrossilico;
- radicale idrossilico (HO-), radicale libero altamente reattivo: reagisce con le molecole circostanti
ossidandole e danneggiandole.
| Gli organismi viventi, che utilizzano l'ossigeno per il mantenimento della vita,
sviluppano una discreta quantità di ROS: hanno potuto sopravvivere perché hanno
sviluppato opportuni sistemi di controllo, le SOD (SuperOssidoDismutasi). Tutte
le molecole biologiche possono venir danneggiate dai ROS, ma particolarmente sensibili
risultano le molecole lipidiche, e tra queste quelle che rientrano nella struttura
delle membrane cellulari; si parla così di perossidazione lipidica o lipoperossidazione,
fenomeno seriamente dannoso in quanto produce una reazione a catena, che si autopropaga.
Il danno cellulare e/o tissutale indotto dalla lipoperossidazione può essere limitato
ed essere ancora reversibile solo se vi è una sufficiente protezione mediata dagli
antiossidanti. I radicali liberi possono inoltre danneggiare anche le strutture
proteiche e gli acidi nucleici del DNA |
Dobbiamo tener presente che ROS e radicali liberi vengono prodotti normalmente dal nostro organismo , ed in alcune situazioni (inquinamento, fumo di sigaretta) aumenta la loro
produzione e si creano le premesse per un danno ai tessuti. Un loro aumento "fisiologico" avviene anche nell'atleta agonista , in seguito al maggior "turn-over" a cui viene sottoposto il suo organismo.
E' chiaro che questa esagerata produzione, anche se non tale da produrre patologie
vere e proprie, può favorire un "invecchiamento precoce", proprio come può avvenire
in una struttura sottoposta a maggior "usura" del normale. Per uno sportivo non
è possibile eliminare il fattore di rischio: il fumatore può smettere di fumare,
l'atleta non può smettere di allenarsi!
Gli antiossidanti
- esistono i cosiddetti "chain breakers", sostanze in grado di interrompere l'evoluzione della reazione a catena radicalica: alfa-tocoferolo o vitamina E, acido ascorbico o vitamina C, carotenoidi, tra
cui la vitamina A;
- esistono inoltre i cosiddetti "scavengers", sostanze in grado di inattivare direttamente i RSO, come ad esempio il coenzima Q o ubiquinone, che tuttavia agisce anche "rigenerando"
la vitamina E ossidata rendendola così nuovamente attiva come "chain breaker";
- Accanto a ciò è opportuno ricordare che altri agenti antiossidanti sono i cosiddetti
"flavonoidi", polifenoli ampiamente presenti nei vegetali. Particolarmente ricchi di questi
antiossidanti sono le foglie del the e quelle della "Ginkgo biloba".
Quanto sopra esposto ribadisce l'importanza di una dieta equilibrata per un atleta, con una scelta varia di
alimenti in grado di contenere quotidianamente un apporto adeguato delle vitamine
sopra citate (E, C, A) .
GLI ANTIOSSIDANTI
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ATTIVITA' FISICA, RADICALI LIBERI ED ANTIOSSIDANTI |
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L'esercizio fisico, lo sport e soprattutto l'attivita' agonistica non sono scevri
da effetti collaterali, che vanno tenuti in debita considerazione ed eventualmente
"vigilati" e, se possibile, prevenuti. Tutto questo perche' il metabolismo aerobico
durante l'esercizio fisico aumenta, incrementando a sua volta, la produzione di
radicali liberi. Dati recenti nella letteratura scientifica evidenziano tuttavia
che le nostre difese restano adeguate ed anzi migliorerebbero grazie all'intervento
di enzimi. | |