ATTIVITA' FISICA, RADICALI LIBERI E ANTIOSSIDANTI
ANTIOSSIDANTI |
a cura del Prof. Pier Luigi Pompei
Universita’ degli Studi di Camerino | "Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio
fisico, ne' in eccesso ne' in difetto, avremmo trovato la strada per la salute."
(Ippocrate, 460-377 a.C).
Gli effetti benefici del connubio tra alimentazione ed esercizio fisico, come
si evince dalle parole del grande Ippocrate, sono note da tempi immemorabili.
Non c'e' dubbio infatti che l'attivita' fisica, soprattutto se esercitata in maniera
uniforme e costante nel tempo influisca positivamente su tutta una serie di parametri
fisiologici, costituendo sicuramente una forma di prevenzione di numerose patologie
derivanti da quella che potremmo definire, se mi consentite, la "sindrome del
sedentario". Tuttavia, l'esercizio fisico, lo sport e soprattutto l'attivita'
agonistica non sono scevri da effetti collaterali, che vanno tenuti in debita
considerazione ed eventualmente "vigilati" e, se possibile, prevenuti. Tutto questo
perche' il metabolismo aerobico durante l'esercizio fisico aumenta, incrementando
a sua volta, la produzione di radicali liberi.
I radicali liberi sono solo dannosi?
Teniamo presente che l'ossigeno e' presente per il 21% nel corpo umano. La maggior
parte dell'ossigeno che entra nei processi metabolici mitocondriali si lega all'idrogeno
formando quella molecola che tutti conosciamo come H2O, e cioe' l'acqua, così
vitale ed importante per noi. Ma l'ossigeno puo' anche essere dannoso: alcuni
suoi atomi fanno parte di molecole che appunto denominiamo radicali liberi molto
instabili, per la presenza di uno o piu' elettroni liberi, molto "avidi" e quindi
perennemente alla ricerca di altre molecole cui attaccarsi. Si formano per "perdita"
di elettroni nelle varie tappe del loro trasporto. La conseguenza di questa unione
e' una degenerazione cellulare. Tuttavia essi sono anche utili in quanto il nostro organismo utilizza questa capacita' di "demolizione"
contro" virus o batteri, per spezzare e utilizzare l'ossigeno del corpo e per
la contrazione del tessuto liscio dei vasi sanguigni, promuovendo così una corretta
circolazione nel sangue. Quando il numero dei radicali liberi e' sotto controllo si e' in una condizione
di equilibrio. Un eccesso, al contrario, porta ad una serie di conseguenze quali: danni tipici dell'invecchiamento, arteriosclerosi, danni a mucose ed
altre strutture cellulari ed infine alterazioni alla catena genetica del DNA.
I radicali liberi utili vengono prodotti da leucociti, dall'endotelio vascolare
e dai globuli rossi e la loro produzione viene mantenuta nel giusto equilibrio
da enzimi quali ad es. la superossidodismutasi.
Altri fattori, poi, contribuiscono alla formazione di radicali liberi: l'inquinamento
dell'aria, insetticidi e prodotti chimici presenti nei cibi, il fumo di sigaretta,
le radiazioni, lo stress fisico o emotivo ed alcuni medicinali.
Attività fisica e conseguenze sulla produzione di radicali liberi
Dati recenti nella letteratura scientifica evidenziano che i radicali liberi aumentano durante l'attivita' fisica , ma le nostre difese restano adeguate ed anzi migliorerebbero grazie all'intervento
di enzimi che sarebbero "sovraregolati" proprio in virtu' dell'esercizio fisico.
In effetti, riscontri positivi dell'attivita' fisica sono stati visti su malattie
vascolari e tumori, la cui insorgenza e' strettamente legata allo stress ossidativo.
Il rischio, cioe', sembra dipendere dall'intensita' dell'esercizio fisico e dallo
stato di allenamento dei soggetti in questione. Quello che allora ci si chiede è:
- gli individui sportivi subiscono danni radicalici?
- lo sportivo deve necessariamente integrare il suo regime alimentare con quantita'
maggiori di agenti antiossidanti?
Nel caso di individui con una corretta dieta, le difese dell'organismo
sono sufficienti e rispondono adeguatamente all'aumento di stress ossidativo.
Per quanto riguarda la seconda domanda, non c'e' una univocita' di risposta, ma
possiamo fare una serie di considerazioni ed osservazioni sulla base dei dati
scientifici di nostra conoscenza. La vitamina E sembra, al momento attuale, la
piu' importante sostanza antiossidante, in relazione all'esercizio fisico. Numerosi
studi hanno evidenziato effetti benefici della supplementazione con vitamina E
in animali da esperimento sottoposti a diete carenti di tale vitamina. Effetti
dell'uso di integratori contenenti vitamina E, presi quotidianamente per tre settimane,
a dosi di 200 mg/pro die, hanno mostrato effetti positivi sui livelli di pentano
(marker primario dello stress ossidativo). Individui che assumono giornalmente
un mix di sostanze antiossidanti (es. carotene, acido ascorbico, e vitamina E)
mostrano livelli di perossidazione lipidica piu' bassa durante lo stato di riposo
ed in seguito all'esercizio fisico, rispetto a soggetti non supplementati con
sostante ad azione antiossidante. Un'altra sostanza antiossidante e' il selenio.
L'azione antiossidante del selenio sarebbe legata alla sua incorporazione nella
struttura della glutatione perossidasi e di altri enzimi, che proteggono le membrane
plasmatiche dai danni provocati dai radicali liberi. Sembra che il selenio manifesti
anche proprieta' antitumorali, come evidenziato da una riduzione del tasso di
mortalita' legato al cancro alla prostata (71%), esofago (67%) colon retto (62%)
e polmone (46%). Il potenziale meccanismo attraverso cui il selenio esplicherebbe
la sua azione sarebbe nella capacita' di alterare il metabolismo cancerogeno,
prevenendo gli effetti del tumore sul tumore endocrino e su quello immunitario.
Il Coenzima Q10 esplicherebbe la sua azione antiossidante sia a livello della
catena respiratoria sia come riciclatore della vitamina E. Anche alla vitamina
C sono state ascritte proprieta' antiossidanti. Nel corso di una supplementazione
e' stato osservato un decremento dell'ossidazione della guanina, una base del
DNA, in oxoguanina che mostrerebbe l'azione antiossidante della stessa. Per contro,
un secondo marker ossidativo, la oxoadenina, sarebbe pero' aumentata, manifestando
cosi' un danno ossidativo. L'effetto ossidativo della vitamina C, comunque, sarebbe
legato a dosi maggiori di 60 mg/pro die.
In conclusione, l'utilizzo di integratori per combattere lo stress ossidativo
indotto dall'esercizio fisico e' un campo che richiede attenzione, prudenza e
che va seguito in ambito clinico. Il consumo di una dieta adeguatamente equilibrata
che comprende frutta, cereali e verdure e' una strategia alimentare gia' importante
nell'ambito della prevenzione al danno da agenti ossidanti. Resta, tra l'altro,
ancora da chiarire se l'azione antiossidante di tali sostanze sia legata a particolari
interazioni con composti normalmente e naturalmente presenti nei cibi.
Bibliografia
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