INTEGRATORI PLASTICI: LA GLUTAMMINAGLUTAMMINA |
a cura del Dot. Ubaldo Garagiola |
Viene altamente utilizzato dai muscoli in attività e per tale motivo i suoi livelli plasmatici, in corso di attività fisica protratta, diminuiscono progressivamente (tuttavia la somministrazione preventiva di aminoacidi a catena ramificata attenua questo calo). Al termine dello sforzo i livelli di gultammina plasmatica tendono a ristabilirsi in un tempo variabile da alcune ore ad alcuni giorni, a seconda dell'intensità dello sforzo eseguito e delle capacità di recupero dell'atleta.

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Un calo permanente, anziché transitorio, dei livelli plasmatici di gultammina è sino ad ora l'unico segno biochimico correlato alla sindrome da sovrallenamento. Poiché inoltre la gultammina è un substrato energetico importante per il funzionamento dei globuli bianchi (cellule del sistema immunitario), il suo calo è stato posto in relazione con la maggior facilità a contrarre infezioni anche banali che si verifica durante la sindrome da sovrallenamento, il cui segno principale rimane il calo del rendimento fisico.
La somministrazione di gultammina trova quindi una ragione di impiego nei periodi di allenamento intenso, meglio se associata ad aminoacidi a catena ramificata, per ridurre i rischi di sovrallenamento. L' assunzione deve ovviamente avvenire prima dello sforzo (60 minuti prima).
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La supplementazione con glutammina a fini puramente sportivi non sembra apportare particolari benefici, anche se potrebbe ridurre l'incidenza di patologie infettive delle prime vie aeree che costituisce un fenomeno statisticamente significativo dopo una competizione prolungata o dopo allenamenti particolarmente intensi e gravosi. |