INTRODUZIONEINTEGRATORI |
a cura del dottor Ubaldo Garagiola |
Quando può essere utile un integratore
Il fabbisogno minimo giornaliero per i vari principi attivi è ormai ben codificato.
Esistono apposite tabelle, sia americane (RDA = Recommended Dietary Allowances)
che italiane (LARN = Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti), che suggeriscono
valori specifici per ogni nutriente con variazioni in rapporto ad età e sesso
(per l'apporto calorico anche peso e altezza). I valori di queste tabelle si riferiscono
ad individui "normalmente" attivi, al fine di mantenere un adeguato stato di salute.
Nello sportivo le esigenze sono diverse: basti pensare che solo per quanto riguarda
l'apporto calorico se un individuo "normalmente" attivo si nutrisse con lo stesso
quantitativo di cibo di un ciclista professionista, in breve tempo diventerebbe
obeso! E' ovvio che i processi metabolici degli atleti sono più intensi di quelli
di un sedentario, ed è naturale quindi che i fabbisogni aumentino di conseguenza!
Un integratore alimentare diventa utile quando vi sia un ragionevole dubbio che
ciò che mangiamo non sia in grado di soddisfare il nostro fabbisogno, ossia non riesca a coprire le necessità minime di alcuni nutrienti specifici
necessari all'organismo per poter funzionare regolarmente.
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ATTENZIONE! Non esiste alcun integratore alimentare in grado di "potenziare" le capacità
di prestazione sportiva, ma è necessario alimentarsi adeguatamente (e quindi a volte ricorrere ad un
integratore) ed in base alle proprie necessità derivanti dal tipo di attività
fisica svolta per poter ottenere il massimo rendimento possibile.
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Gli integratori potranno quindi contenere: vitamine, sali minerali, zuccheri, proteine o aminoacidi, acidi grassi, "proenergetici" (carnitina, creatina, carnosina, ecc.). La loro scelta, come già detto, dipenderà dagli obiettivi che ci si prefigge e dal tipo di attività svolta:
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