LA CAPOEIRA |
A cura di Rocco Di Simone |
La Capoeira (si pronuncia Capuéra) è una forma di lotta brasiliana di origine africana, caratterizzata
dall’uso della musica e da movimenti fluidi e armonici che spesso la accomunano
più ad una forma di danza che di lotta. Le sue origini risalgono ai primi del
1600, praticata dai membri di alcune tribù africane che furono catturati e deportati
in Brasile per lavorare in schiavitù al posto degli autoctoni brasiliani, quando
i colonizzatori portoghesi si trovarono a corto di manovalanza. Nei primi anni
del 1600, molte tribù di schiavi riuscirono in seguito a liberarsi approfittando
delle spinte colonizzatrici olandesi nei confronti dei territori assoggettati
ai portoghesi. A questo punto si organizzarono in villaggi ed iniziarono a praticare
quest’antichissima forma di lotta che prevede l’uso di calci, pugni e testate:
si ritiene che la natura armoniosa dei movimenti e la musica siano state adottate
dagli africani per dissimulare la lotta agli occhi dei loro aguzzini.
A partire dai primi anni del 1800, la lotta Capoeira fu vietata ai popoli africani
insieme ad altre forme culturali e di aggregazione. Con la fine della schiavitù,
fu associata alle forme più comuni di delinquenza di strada. Nel 1930, quindi,
il dittatore brasiliano Getulio Vargas la rivalutò e furono aperte le prime scuole
per il suo insegnamento. Nel 1974, la Capoeira fu riconosciuta ufficialmente come
sport nazionale brasiliano e ben presto iniziò a diffondersi anche in altri paesi.
In Italia, la comparsa di questo sport risale a qualche anno prima, cioè al 1957,
quando Mestre (maestro) Canea aprì la prima scuola Capoeira a Roma. Da allora il suo sviluppo è stato
inarrestabile: nel tempo, la pratica si è evoluta e sviluppata in diversi stili
in base alla provenienza geografica e i maestri che la insegnavano. Alcuni di
questi sono: la Capoeira Regional di Mestre Bimba, la Capoeira Primitiva, quella Angola, la Estilizada e quella Contemporanea.
Oggi è difficile ritrovare uno stile puro della Capoeira eccezion fatta per la
Regional che, a differenza delle altre, ha delle regole e dei meccanismi di lotta netti
e precisi che la distinguono in modo inequivocabile. La Capoeira Regional si è sviluppata a partire dal 1930 quando Mestre Bimba aprì la sua scuola a
Bahia con il nome di “Centro de Cultura Fisica e Regional Baiana” (da cui la denominazione
di Regional). Gli allievi ammessi presso la struttura dovevano soddisfare dei requisiti
ben precisi: avevano libero accesso i lavoratori neri e di bassa estrazione sociale
e gli studenti prevalentemente bianchi.
Lo stile che caratterizza la Regional si rifà alle forme più antiche di arti marziali, al fine di restituire alla
Capoeira un’identità di lotta spesso persa negli anni a favore dell’aspetto più
folcloristico e di spettacolo. Il jogo (il gioco, la lotta) è caratterizzato da sequenze rapide e precise supportate
dall’incalzare del ritmo musicale creato a contorno (ritmo di samba). Negli anni
vennero introdotti nuovi strumenti con l’intento di migliorare la musicalità della
lotta ed infondere maggior vigore ai capoeiristi. Lo strumento simbolo della Capoeira
è il berimbau, costituito da un arco di legno tenuto in tensione da una corda di metallo percossa
da una bacchetta. L’arco è fissato ad una zucca cava che funge da cassa di risonanza.
Si distinguono tre tipi di berimbau a seconda della grandezza e del tono musicale:
viola (il più piccolo), medio (il medio) e gunga (quello di dimensioni maggiori).
Il berimbau fornisce il ritmo della lotta e comanda nel contempo tutti gli altri
strumenti utilizzati come le percussioni.
berimbauLa particolarità della Capoeira è che nella maggior parte dei casi non c’è contatto fisico tra i due lottatori-danzatori. I movimenti sono sincronizzati ed acrobatici e richiedono per questo grande agilità, forza fisica e coordinazione. In contrapposizione allo stile Regional, negli anni a cavallo del 1930, è nata a Bahia la Capoeira Angola, ad opera degli altri maestri riunitisi per contrastare il dilagare dello stile di Mestre Bimba. La Capoeira Angola non prevedeva nessun tipo di graduazione per riconoscere i diversi livelli di abilità degli allievi. L’unica distinzione veniva fatta per il Mestre. Nell’accademia Regional, al contrario, ogni allievo aveva un fazzoletto di colore diverso che identificava l’abilità e l’esperienza nella lotta. Oggi, in diversi centri dove si insegna lo stile Regional si utilizza il cordel o cordao, una corda di colore diverso a seconda del grado di abilità dell’allievo, l’equivalente della cintura colorata usata nel karate o in altre arti marziali. I colori però differiscono da scuola a scuola e per questo è pressoché impossibile giudicare un praticante solo in base al colore della corda utilizzata. L’assegnazione del cordao avviene durante una cerimonia di iniziazione chiamata batizado (battesimo). La lotta o confronto (jogo) si svolge solitamente in un cerchio di persone (roda) che si stringono attorno ai due lottatori. Il ritmo è scandito a suon di samba attraverso l’uso di percussioni e berimbau.
| Pubblicità |
|
|
Oggi, la Capoeira rappresenta un eccezionale mezzo di difesa e di attacco che
permette di mantenersi in ottima forma fisica grazie al gran lavoro muscolare
e articolare compiuto durante i movimenti. Tutte le sequenze risultano altamente
spettacolari ed efficaci sotto il profilo della flessibilità e della coordinazione
muscolo-scheletrica. La cosa che colpisce maggiormente quando si assiste ad una
esibizione di lotta Capoeira è la rapidità e la potenza con la quale i lottatori
riescono a sferrare colpi attraverso le gambe: i calci sono talmente rapidi che
le gambe sembrano quasi separarsi dal corpo. Oltre alle gambe, viene comunque
utilizzato tutto il corpo attraverso pugni ed addirittura testate. È per questo
che la Capoeira è un ottimo mezzo per allenare praticamente tutto il corpo in
tutte le sue componenti: forza, elasticità, equilibrio, coordinazione e potenza.
Praticare la Capoeira è faticoso ma allo stesso tempo redditizio e divertente.
Nel passato a praticarla erano solo gli schiavi maschi, oggigiorno invece questo
sport è molto amato anche dal pubblico femminile soprattutto per la grande capacità
che ha di mantenere estremamente tonici e magri i muscoli di cosce, glutei e fianchi.
Durante le sequenze di lotta è fondamentale mantenere un continuo controllo del
baricentro per tenere un buon equilibrio generale del corpo. Questo si ottiene
essenzialmente tenendo continuamente in tensione i muscoli di glutei, addome,
fianchi e bassa schiena. Per questo motivo, la Capoeira risulta particolarmente
indicata per mantenere un giro vita sottile, forte e snodato.
Questo sport permette
al lottatore di utilizzare essenzialmente ogni muscolo del corpo e per questo
risulta particolarmente redditizio sotto il profilo calorico.
Come si svolge un incontro di Capoeira
Il gruppo di persone si riunisce in cerchio a formare la roda. Il gruppo musicale inizia ad esibirsi dopo che il berimbau solista fornisce
la battuta iniziale. A questo punto il cantante solista inizia a cantare seguito,
subito dopo, dagli altri membri del gruppo che gli rispondono in coro. Una volta
avviato il ritmo musicale, i capoeiristi fanno il loro ingresso presentandosi
davanti al gruppo musicale in accosciata. Dopo alcuni muniti di rispettosa quiete,
il berimbau solista segna l’inizio del jogo. A questo punto, i lottatori si baciano in segno di rispetto ed iniziano la
lotta, prima in maniera più dolce e successivamente in maniera più vigorosa, il
tutto sotto lo stretto controllo ritmico del berimbau. Durante il jogo, un eventuale arresto del ritmo si traduce in un cambio di giocatori.
Caratteristica della lotta Capoeira
• È un allenamento completo che stimola in maniera efficace tutti i distretti
muscolari;
• Allena il corpo in tutte le componenti fondamentali: forza, potenza, resistenza,
flessibilità ed equilibrio;
• È molto efficace per mantenere una ottima forma fisica sia sotto il profilo
estetico sia sotto quello funzionale;
• Unisce allo sport del combattimento la musica e la danza;
• Fornisce al praticante un notevole controllo del corpo ed una elevata concentrazione;
• Rispetto alle arti marziali classiche (karate, judo), oltre all’aspetto del
combattimento, cura anche la componente di aggregazione attraverso l’utilizzo
della musica e del gruppo;
• È praticato sia dagli uomini sia dalle donne;
• Non è uno sport che possono praticare tutti, sia perché richiede delle buone
doti di coordinazione, equilibrio e forza, sia perché richiede in ogni caso dei
tempi di apprendimento abbastanza lunghi. Coloro che sono intenzionati ad iniziare
la Capoeira devono essere disposti ad investire un periodo medio lungo nell’apprendimento
di questa disciplina ed essere pronti al sacrificio fisico e mentale che questo
sport richiede. Di contro, i benefici e le soddisfazioni che la Capoeira garantisce
sono difficilmente eguagliabili da altri discipline
| Pubblicità |
|
|
Breve vocabolario della Capoeira
• Baqueta: bacchetta solitamente in fibra di canna da zucchero utilizzata per percuotere
la corda del berimbau.
• Berimbau: strumento principale utilizzato per scandire il ritmo del jogo. Costituito da un arco di legno tenuto in tensione da una corda di metallo percossa
da una bacchetta. L’arco è fissato ad una zucca cava che funge da cassa di risonanza.
• Batizado: cerimonia ufficiale durante la quale il giovane principiante entra a far parte
del mondo della Capoeira. In tale occasione, per i gruppi che ne fanno uso può
essere consegnata all’allievo il cordao colorato che definisce il grado di abilità nella lotta.
• Cordao: è la corda di diversi colori utilizzata per definire il livello di abilità
raggiunto dal capoeirista.
• Jogo: Letteralmente gioco, è il combattimento in cui i lottatori si scambiano reciproci
movimenti di attacco e difesa a ritmo di berimbau.
• Mestre: maestro di Capoeira. Colui che è abilitato all’insegnamento all’interno delle
accademie.
• Roda: è il luogo in cui avviene il combattimento di Capoeira. È formato dalle persone
che assistono al combattimento che si dispongono a cerchio intorno ai capoeiristi.
Tutto il materiale fotografico è stato gentilmente concesso da Mestre Osvaldo Da Silva www.soluna.it