LE GARE DI MEZZOFONDO E FONDO
ATLETICA LEGGERA
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A cura del Prof. Mario Testi
Testo del Prof. Edo Patregnani
Docente di Atletica Leggera
presso la Facoltà di Scienze Motorie
dell’Università di BolognaDocente di Atletica Leggera
presso la Facoltà di Scienze Motorie
dell’Università di Bologna | Il tipo di corsa nelle gare medie e lunghe segue i principi tecnici e dinamici
della corsa atletica generale, con modificazioni d'intervento muscolare che variano
a seconda delle distanze da coprire. Infatti, va adeguata l'intensità della spinta
dei piedi alla maggior durata della corsa. Più lunga è la distanza meno potente
risulterà la spinta. Tutto ciò comporterà una parabola più radente del piede che
sosterrà un'azione un po' più lunga d'appoggio al suolo.
800 m
Dopo una partenza regolarmente scaglionata, gli atleti corrono la prima curva
in corsia e, all'inizio del rettilineo, si portano all'interno percorrendo due
giri completi di pista. In questa gara non si può prescindere da due fondamentali
qualità per emergere:
Per la fisiologia è la classica prova a intervento energetico "misto", poiché
l'utilizzo dei meccanismi aerobici, anaerobici alattacidi e lattacidi hanno pressoché la medesima importanza ai fini della prestazione.
Records:
Uomini: W. Kipketer (Dan.): 1'.41". 11 nel 1997.
Donne: J. Kratochvilova (Cec.): 1'. 53". 28 nel 1983.
1500 m
La gara, insieme agli 800 m, appartiene al cosiddetto mezzofondo "veloce" e rappresenta
la versione metrica del famoso "miglio" britannico (m. 1609,34). Gli atleti, allineati
uno di fianco all'altro, partono alla fine della prima curva e, dopo 300 metri,
percorrono altri tre giri di pista. A causa dei gruppi solitamente numerosi, le
partenze (e non solo) comportano spesso spinte e gomitate per guadagnare le posizioni
migliori alla corda. Ciò consente di non allungare il percorso e, ovviamente,
evitare un'inutile spesa d'energia. In una gara così lunga e piuttosto veloce,
l'acquisizione di una tecnica di corsa funzionale ed economica nelle spinte risulta
fondamentale per eccellere. La gara ideale dovrebbe svolgersi con un passo uniforme
per tutto il percorso, ma per i motivi tattici o per le caratteristiche fisiche
degli atleti, sono inseriti, specie nel finale, brusche variazioni di ritmo. In
questa gara, mediamente, 2/3 dell'energia proviene dal meccanismo aerobico, la
restante da quello anaerobico prevalentemente lattacido.
Records:
Uomini: H. El Guerrouj (Mar.): 3'. 26". 00 nel 1998.
Donne. Qu Yuxia (Cina): 3', 50". 46 nel 1993.
m. 3000 "siepi"
Rappresenta una delle poche gare esclusivamente maschili ed è classificata, fisiologicamente,
come gara ad impegno "intermedio", tra mezzofondo veloce e quello prolungato.
Inoltre, ha caratteristiche proprie, quasi un "incrocio" tra una gara di mezzofondo
ed una di ostacoli poiché il percorso prevede il superamento di 28 "barriere"
(alte cm. 91,7 e larghe 3,96 metri), unito allo scavalcamento, per sette volte,
di una "riviera" formata da una barriera posta sul bordo di una buca, a fondo
obliquo, piena d'acqua. L'azione di corsa tra le barriere deve avere caratteristiche
classiche: fluidità, decontrazione, economicità. Il superamento dell'ostacolo,
rigidamente posto sulla pista, richiama l'azione di passaggio dell'ostacolista
classico, con azione non rallentata ed indifferente di prima gamba. Il passaggio
della riviera, invece, ha caratteristiche proprie. L'atleta appoggia un piede
sulla trave, e dopo un'efficace spinta, atterra con l'altra gamba quasi fuori
la fossa.
Record:
B. Barmasai (Ken.): 7'. 55". 72 nel 1997.
m 5000 e m 10.000
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Le due gare corrispondono alle "vecchie" classiche gare inglesi delle 3 e 6 miglia.
Rappresentano distanze che richiedono piena efficienza tecnica, muscolare ed energetica,
manifestata sicurezza psicologica e personalità per imporre il ritmo di gara e
le accelerazioni opportune in qualsiasi momento. L'analisi della spesa energetica
occorrente fa emergere una comune piattaforma di preparazione per le due distanze.
Infatti, gli specialisti riescono a primeggiare in entrambe le gare. In queste
distanze, come bilancio energetico finale, è indicato un intervento del meccanismo "aerobico"vicino al 90% nella gara più corta e fino ad oltre il 95% in quella più lunga.
Assume un certo ruolo anche il meccanismo energetico "lattacido", anche se la
durata delle gare consente ad una certa quantità di lattato ematico di essere
smaltita dall'organismo in corso di gara. |
Records m. 5.000:
Uomini: H. Gebrselassie (Eti.): 12'.39".36 nel 1998.
Donne: Jiang Bo (Cina): 14'.28".09 nel 1997.
Records m. 10.000:
Uomini: H. Gebrselassie (Eti.): 26'.22".75 nel 1998.
Donne: Wang Junxia (Cina): 29'.31".78 nel 1993.
La Maratona
Rappresenta la corsa più lunga e faticosa dell'atletica leggera. Fu già inserita
nell'edizione inaugurale delle Olimpiadi moderne nel 1896. La distanza del percorso,
agli inizi, non era standardizzata ma era compresa tra 40 e 42 chilometri. Gli
attuali 42,195 Km. furono ufficializzati e disciplinati dalla I.A.A.F. nei Giochi
di Parigi del 1924. L'abilità di correre velocemente per oltre due ore dipende
dalla capacità d'impostare un'andatura regolare e redditizia, attraverso una tecnica
di corsa radente, morbida ed elastica, in modo da economizzare al massimo l'azione
dei circa 24.000 passi occorrenti a tagliare il traguardo. Il lungo percorso richiede,
inoltre, una resistenza psichica di concentrazione sulle proprie reazioni interne,
per dosare le energie anche in risposta ai cambiamenti di ritmo imposti dagli
avversari. L'energia utilizzata in questa gara di "lunga lena" è fornita dalla
combustione aerobica di una miscela ottimale di zuccheri e grassi che consenta
il mantenimento della velocità del passo impostata nei primi chilometri, sino
alla fine dei 42 chilometri e 195 metri.
Records:
Uomini: K. Khannouchi (Mar.): 2h. 05'. 42" nel 1999.
Donne: T. Loroupe (Ken.): 2h. 20'. 43" nel 1999. |