Assistere ad una gara di danza sportiva o ad un'esibizione di professionisti
di balli di coppia significa garantirsi una serata di grande spettacolo e divertimento.
Ci sono persone che pagano volentieri il biglietto solo per godersi la vista
dei ricchi e fantasiosi abiti delle dame, ma in queste serate il vero spettacolo
nasce da ogni dettaglio: le acconciature, le coreografie, le musiche, le espressioni
dei danzatori, il loro portamento, il modo di danzare e di interpretare la musica
e la coreografia e, soprattutto, il loro sapere stare sulla scena: insomma, la
loro abilità di ballerini.
Ballare è un'arte, è una manifestazione dell'animo, per questo motivo vi sono
interpreti non più giovani che, anche se non sono più sorretti da un fisico scattante,
comunque incantano gli occhi con la perfezione di ogni movimento e la raffinatezza
dello stile. Tuttavia chi vuole ballare deve necessariamente curare anche la propria preparazione fisica,
per ballare meglio, ma anche per prevenire possibili infortuni.
Certo non è la stessa cosa ballare un valzer o un rock acrobatico, fare spaccate
durante una ballo latino americano o piroettare in una danza folk, ma esiste un
denominatore comune nel tipo di preparazione che dobbiamo avere per entrare in
questo mondo. Tra l'altro va tenuto presente che la cosa non vale solo per chi
vuole essere protagonista di gare ed esibizioni, ma anche per chi voglia semplicemente
sgambettare su una pista da ballo per assaporare il gusto inebriante che dà muoversi
a tempo di una bella musica abbracciati al proprio partner. Anche chi non ha pretese
competitive, quindi, dovrebbe curare la propria preparazione fisico-atletica,
per prevenire possibili infortuni e per godere dei piaceri del ballo senza temere
di essere troppo precocemente in affanno.
Ballare è un'attività fisica che, come tale, richiede un certo allenamento. Questo sarà proporzionato ai nostri obiettivi: il ballerino professionista
non si allenerà quanto il semplice appassionato dei "quattro salti" del fine settimana.
La differenza nei due tipi di allenamento, però, sta nella quantità di lavoro
svolta, non nel tipo di esercizi, che, invece, devono essere più o meno i medesimi.
La preparazione atletica, quindi, è indispensabile per chiunque, se non altro
in un'ottica di prevenzione degli infortuni: l'aumento della forza muscolare,
ad esempio, previene possibili lesioni sia ai muscoli stessi sia ai tendini, mentre
l'allungamento muscolare può contribuire alla vasodilatazione delle regioni del
corpo interessate, migliorandone le capacità di recupero e riducendo il rischio
di ritrovarsi le gambe rigide ed indolenzite il giorno successivo ad una notte
in balera o ad un allenamento intenso.
Il piano di lavoro
Per predisporre un piano di lavoro per curare la preparazione fisica ed atletica
del ballerino di balli di coppia, occorre capire di quali "capacità condizionali",
cioè qualità fisiche, questi abbia bisogno. Ovviamente in questa sede la descrizione
è limitata a quelle qualità che necessitano in tutti i balli, escludendo quelle
del tutto particolari che possono interessare solo ad una ristretta cerchia di
persone: così, ad esempio, la ballerina di rock and roll acrobatico, che deve
fare evoluzioni a mezz'aria mentre viene lanciata in tutte le direzioni dal suo
compagno, necessita certamente di un allenamento ulteriore rispetto a quello che
verrà qui descritto.
Il primo obiettivo che si deve raggiungere è quello dell'ottenimento di un ragionevole "peso forma" e di una soddisfacente "resistenza
aerobica" . Per "resistenza aerobica" si intende quel tipo di resistenza di base che permette
di svolgere un'attività a lungo nel tempo. Pensiamo ad una festa caraibica sulla
spiaggia di un'isola lontana, dove le coppie ballano dalla sera all'alba: è chiaro
che per farlo occorre una buona resistenza. Forse nessuno di noi ha in programma
di partire a breve per i Caraibi, ma anche ballare per solo due ore filate in
discoteca può mettere in difficoltà chi ne sia privo.
Mettere sotto controllo il peso
Quali strade seguire per migliorare questa qualità fisica? In primo luogo mettere
sotto controllo il nostro peso. Provate ad immaginare come sarebbe ballare per
due ore indossando uno zaino con dentro un'anguria di quattro chilogrammi: del
tutto impensabile, no? Ebbene, se noi siamo sovrappeso di quattro chili è come
se ballassimo portando quello zaino "spalmato" su tutto il nostro corpo. Ricondurre
la nostra massa grassa, cioè l'adipe presente nel nostro corpo, ad una quantità adatta e non eccessiva
rispetto alla nostra struttura significa fare il primo passo verso il miglioramento
della nostra resistenza di base: di mano in mano che dimagriamo e che quindi togliamo
delle fette di anguria dallo zaino immaginario che portiamo sulla schiena, ci
sarà sempre più facile ballare più a lungo.
Un secondo effetto del dimagrimento, non certo meno importante, consiste nella
diminuzione dei carichi che gravano sulle articolazioni, soprattutto ginocchia
e caviglie. Vi sono balli che prevedono uno stile o un'andatura "saltellata",
altri che la prevedono più "liscia" o "camminata", in ogni caso l'eccesso di peso
influisce pericolosamente sulle articolazioni e ne può compromettere la funzionalità.
Migliorare la resistenza
Il perseguimento di un peso ideale e di una buona resistenza di base sono due
obiettivi che viaggiano a braccetto, perché, come conseguire il primo aiuta ad
ottenere il secondo, così il tipo di allenamento necessario per migliorare la
resistenza aerobica fa perdere peso. Per aumentare la resistenza è necessario infatti svolgere un'attività fisica
"a bassa intensità", quindi non eccessivamente faticosa, per un lungo periodo
di tempo : pedalare, nuotare, pattinare, camminare, correre e remare sono le attività
che normalmente vengono consigliate a questo scopo e sono anche quelle che hanno
il maggiore effetto dimagrante. Per il ballerino i più adatti tra questi movimenti
sono quelli che implicano l'uso dei piedi e dei polpacci, perché basati su capacità
motorie simili a quelle utilizzate in pista, quindi la camminata e la corsa . La prima è più adatta al principiante assoluto o a colui che necessita maggiormente
di perdere peso. Il movimento della corsa, infatti, caratterizzato da continui
stacchi da terra e ricadute su un solo piede, può essere traumatico per chi è
dotato di una grossa massa fisica o non è ancora sufficientemente allenato. Un
ottimo compromesso può essere rappresentato dall'alternanza di camminata e corsa.
Non tutti i tipi di terreno sono però adatti alla corsa od alla camminata prolungata.
Soprattutto il primo dei due esercizi dovrebbe essere effettuato su un terreno
compatto ma morbido, privo di buche ed irregolarità. Meglio escludere, quindi,
le strade di città, sia che siano asfaltate che coperte di porfido, perché una
simile pavimentazione, troppo dura, potrebbe produrre fastidiose infiammazioni
delle articolazioni. Allo stesso tempo si ritengono inadatte le superfici erbose,
perché, tranne in rari casi di aree appositamente attrezzate, possono nascondere
piccoli dossi od avvallamenti pericolosi. L'ideale, dunque è un percorso in terra
battuta: un tipo di suolo solido ma relativamente morbido e sul quale è possibile
scorgere eventuali irregolarità.
Per quanto concerne la durata dell'esercizio e la sua intensità, l'impegno minimo
deve durare non meno di 30 o 40 minuti e può arrivare anche a due ore. Questi
numeri non devono spaventare il principiante: due ore di passeggiata in campagna,
in collina o in riva al mare passano in fretta e possono essere davvero molto
piacevoli. L'intensità dell'esercizio deve essere bassa: durante lo sforzo non
dovremmo avere il fiatone o, perlomeno, dovremmo essere in grado di chiacchierare
agevolmente con i nostri eventuali compagni di allenamento.
La "reattività" dei piedi
Una delle qualità fisiche e motorie che caratterizza un bravo ballerino è la
cosiddetta "reattività" dei piedi. Essa consiste nella capacità di spostare il
corpo all'interno della pista da ballo con leggerezza ed agilità. In parte questa
è una qualità innata, ma comunque può essere costruita e migliorata anche in chi
apparentemente ne sia privo. In questa fase dell'allenamento l'attenzione deve
essere posta nelle caviglie, al fine di migliorare la capacità di "sentire il
pavimento" sotto i piedi, per modulare la spinta da imprimere ad ogni passo. Questa
capacità è importantissima per il ballerino, perché gli permette di muoversi con
maggiore velocità e di mantenere meglio l'equilibrio.Può essere allenata con una
serie di tecniche:
| Circonduzione dei piedi: in piedi o seduti distendere il piede e farlo ruotare usando la caviglia come
fulcro del movimento. Dopo una decina di giri va invertito il senso della rotazione.
Questo esercizio, ripetuto più volte, scalda l'articolazione e la prepara agli
esercizi successivi, oltre ad aumentare la nostra sensibilità nei confronti dei
movimenti della caviglia. |
| Circonduzione forzata dei piedi: da seduti, afferrare la caviglia con una mano e con l'altra impugnare le dita
del piede e, con il movimento della mano, fare compiere al piede delle circonduzioni
simili a quelle dell'esercizio precedente, ma "forzando" leggermente il movimento,
in modo da sentire una sottile indolenzitura della caviglia lungo tutto l'arco
della circonduzione. |
| Le circonduzioni dei piedi possono essere effettuate anche servendosi di un apposito
attrezzo costituito da un disco di legno del diametro di circa cm. 40 al centro del quale
è applicata una semisfera delle dimensioni simili a quelle di una pallina da tennis.
Questo strumento va appoggiato a terra con la "mezza pallina" contro il pavimento.
Si sale sulla superficie del disco a piedi pari e, reggendosi ad un sostegno fisso,
si sposta il peso in un moto circolare, "sentendo" con i piedi e le caviglie il
precario equilibrio dato dall'instabilità generata dallo strumento che abbiamo
sotto i piedi. Questo esercizio stimola la cosiddetta propriocettività , cioè la capacità di appositi "segnalatori" presenti nel nostro corpo di fornire
informazioni sui movimenti che l'organismo stesso sta compiendo e quindi la capacità
delle estremità dei nostri arti inferiori di tenerci in un costante equilibrio
dinamico. |
| Spinte verso l'alto a gambe tese: dalla posizione in piedi con i talloni a terra e la parte anteriore dei piedi
posta su di un rialzo costituito da un marciapiede basso o un piccolo cordolo
o una qualunque sporgenza alta due o tre dita, staccare i talloni da terra e portarsi
sugli avampiedi. Rimanere un paio di secondi in questa posizione, indi ritornare
con i talloni a terra. Questo esercizio, oltre che dare equilibrio e sensibilità,
rinforza i muscoli del polpaccio, sia il soleo che il gastrocnemio. Eventualmente,
fino a quando non si è ottenuto un certo equilibrio, può essere opportuno reggersi
ad un sostegno. |
| Piccoli balzi: disporre a terra sei asticelle a distanza di circa un metro l'una dall'altra.
Posizionarsi di fronte alla prima e scavalcarla con un piccolo balzo a piedi pari.
Si atterrerà tra la prima e la seconda e, senza interrompere lo slancio, si compieranno
successivi balzi fino a superare tutte le asticelle. Quando si sarà appreso il
gesto tecnico e si sarà maturata la necessaria forza ed agilità nelle gambe, il
gesto andrà compiuto tenendo le gambe tese, ma non rigide. È molto importante,
in questa successiva fase, che i balzi vadano compiuti a gambe tese, in modo da
sfruttare la forza dei polpacci e la reattività dei piedi. La spinta va indirizzata
verso l'alto. Vi sarà comunque una leggera flessione degli arti, conseguente ad
ogni atterraggio, che costituirà la fase di caricamento per il balzo successivo,
in modo che i sei salti vengano eseguiti in continuità e senza interruzioni. Una
volta appreso anche questo gesto tecnico in modo corretto, si potranno posizionare
le asticelle sopra dei supporti alti fino a circa cm. 30, in modo da impegnare
maggiormente l'esecutore, costringendolo a spingere con maggiore intensità e quindi
ad allenare con sempre maggiore efficacia la reattività dei gesti. I supporti
devono essere realizzati in modo da cadere immediatamente in caso di contatto
con i piedi o la gamba, per garantire la massima sicurezza di esecuzione: Questo
esercizio può essere assai traumatico per i muscoli e le articolazioni di chi
lo praticasse senza la dovuta preparazione. Se è estremamente efficace per lo
sportivo in forma, può però essere pericoloso soprattutto per chi si trovi in
una condizione di sovrappeso. Raccomando quindi di non affrontarlo senza avere
prima ricondotto il proprio peso corporeo ad un livello idoneo e senza avere prima
effettuato alcune settimane di allenamento basate su lunghe camminate, corsa,
circonduzioni delle caviglie, spinte verso l'alto a gambe tese ed allungamento
muscolare. In ogni caso l'esercizio va affrontato con gradualità e costanza. |
Allungamento muscolare
Per il ballerino di coppia l'allungamento muscolare è uno degli aspetti più importanti
dell'allenamento, ed ha due funzioni distinte: da un lato prevenire gli infortuni,
dall'altro migliorare l'articolarità allo scopo di permettere l'esecuzione di
certi gesti specifici, come, ad esempio, le spaccate, che possono essere richieste,
ad esempio, da certe coreografie spettacolari di danze latino americane, dal boogie
woogie, o da altre ancora.
Anche se le coreografie utilizzate nel ballo prevedono l'uso prevalente di un
lato del corpo rispetto all'altro, è fondamentale che durante la preparazione
si rispetti una perfetta bilateralità. Così, per rimanere all'esempio delle spaccate,
anche se in pista viene richiesto di eseguirle solamente con la gamba destra in
avanti, l'allenamento dovrà comprendere anche esecuzioni con la gamba sinistra,
in modo da tendere, per quanto possibile, alla simmetria tra le capacità fisico-atletiche
dei due lati del corpo.
Si ritiene che la tecnica di allungamento muscolare più opportuna per il ballerino
sia lo stretching, anche se, per uno sportivo agonista, non può essere la sola.
Com'è noto esso consiste nel raggiungere la posizione di allungamento e nel mantenere
una posizione statica per un minimo di circa una trentina di secondi. Come indicazione
standard si può dire che l'ideale sia mantenere la posizione per un intervallo
di tempo compreso tra i trenta secondi ed il minuto. L'allenamento del ballerino
prevede l'effettuazione di esercizi di stretching relativi ad ogni parte del corpo,
al fine di migliorare l'elasticità muscolare e prevenire infortuni quali stiramenti
e strappi.
Per quanto concerne il raggiungimento della cosiddetta posizione di "spaccata",
esercizio che abbiamo preso ad esempio in questa descrizione, l'allenamento può
procedere come segue. Dopo una buona fase di riscaldamento, si appoggia il ginocchio
destro a terra ed il tallone sinistro in avanti, tenendo la gamba sinistra tesa.
Le mani sono appoggiate a terra, per mantenere l'equilibrio, mentre il busto è
piegato in avanti. Da questa posizione si fa scivolare lentamente il tallone sinistro
in avanti, ampliando l'angolo tra le cosce. Si mantiene la posizione alcuni secondi,
poi si cerca di fare scivolare ulteriormente il tallone sinistro in avanti. Questo
esercizio andrà poi ovviamente ripetuto invertendo la posizione delle gambe. Certo
non c'è la garanzia di riuscire a compiere una spaccata: questo dipende da infiniti
fattori, quali l'età, la propensione individuale, il grado di allenamento, gli
sport praticati in passato, eccetera, ma si scorgeranno sin dalle prime volte
dei significativi miglioramenti. |
Ogniqualvolta in gara o in esibizione, e qui ci si riferisce, ovviamente, solo
ai ballerini agonisti, venga richiesto di assumere una posizione che comporti
una certa mobilità articolare e flessibilità dei muscoli, occorre che il lavoro di palestra sia strutturato in modo tale da fornire al
ballerino delle capacità articolari ben superiori a quelle che deve sfoggiare
davanti al pubblico, perché, rimanendo all'esempio della spaccata, se il soggetto in questione è
in grado, al massimo, di raggiungere una tale posizione, seppure perfetta, non
potrà esibirla in pubblico. Se quello è il suo limite massimo, infatti, ciò significa
che, per raggiungerlo, avrà bisogno di appoggiare a terra le mani, divaricare
con precauzione le gambe, sistemarle in un corretto asse con il corpo ed infine
arrivare alla corretta posizione finale. È evidente che ciò non è ammissibile
davanti al pubblico: la posizione deve essere raggiunta in modo veloce, fluido,
elegante ed a tempo con la musica. Per potere fare ciò il ballerino deve quindi
avere delle capacità articolari di gran lunga superiori a quelle della semplice
spaccata: deve cioè essere in grado di aprire le gambe di un angolo ben superiore
ai 180°. Solo così, infatti, potrà aprirle di "soli" 180° e scendere in spaccata con la
dovuta agilità e disinvoltura.
In palestra, di conseguenza, non sarà sufficiente allenarsi ad eseguire la spaccata
su entrambi i lati, ma, raggiunto questo obiettivo, sarà necessario sollevare
la base di appoggio di uno dei piedi di uno spessore via via crescente, per aumentare
l'angolo di divaricazione delle gambe. Tecniche analoghe a questa andranno utilizzate
per ogni tipo di posizione "difficile" richiesta dalla coreografia, come particolari
tipi di archi dorsali o altre ancora.
Il ballerino agonista, poi, troverà probabilmente le sole tecniche dello stretching
insufficienti e dovrà ricorrere anche ad altre metodologie. Una consigliata è quella dell'allungamento "passivo". Questa metodica richiede la presenza di un compagno di allenamento che aiuterà
chi si allena a raggiungere e mantenere le posizioni richieste. Per illustrare
tale sistema nel solito esempio della preparazione alla spaccata si può fare riferimento
all'esercizio in cui il ballerino è in piedi a gambe tese unite e si regge con
una mano ad un sostegno fisso, come può essere una spalliera. Il compagno gli
afferra una caviglia con le mani e gli solleva la gamba tesa, fino a raggiungere
la massima divaricazione possibile. Manterrà poi la posizione per un tempo compreso
tra i trenta secondi ed il minuto, esercitando una pressione costante ed infine
allenterà la tensione e lentamente riposizionerà la gamba del ballerino con il
piede a terra.
Allenamento dei muscoli addominali
La preparazione atletica non può poi prescindere da un adeguato allenamento dei
muscoli addominali, obliqui e dorsali. Questi sono i muscoli che contribuiscono
a dare al corpo la corretta postura e la giusta stabilità: è quindi evidente che
vadano allenati con cura e meticolosità.
Gli addominali intervengono in quasi tutti i movimenti del tronco, per muoverlo
o stabilizzarlo. Gli obliqui sono sinergici con gli addominali, contraendosi contemporaneamente
sia a destra che a sinistra. Hanno la funzione di contenere i visceri e di torcere
il busto, movimento che viene richiesto spesso nel corso di vari balli.
Allenamento dei muscoli dorsali
Lo sviluppo del tono dei muscoli dorsali è di fondamentale importanza per dare
alla schiena una forma armoniosa ed un postura elegante ed equilibrata. Quando
si parla di sviluppo muscolare, non ci si riferisce certo alla creazione delle
masse ipertrofiche tipiche dei culturisti, bensì alla costruzione di una schiena che sia solida nelle posizioni statiche, ma morbida
e flessuosa nei movimenti.
Questo risultato si ottiene abbinando gli esercizi di potenziamento, come quelli
di seguito indicati, con esercizi di mobilità e di agilità, basati sull'oscillazione
e lo scuotimento delle spalle, le rotazioni del bacino, la mobilizzazione generale
della colonna vertebrale.
Spiegare nel dettaglio le modalità di esecuzione di tutti i movimenti va al di
là degli obiettivi di questo articolo: ci si limiterà, quindi, a mostrare alcuni
esempi di esercizi. Tra quelli per gli addominali e gli obliqui, che lavorano
in sinergia, sono stati scelti i seguenti, che sembrano adatti sia per la loro
efficacia che per la facilità e sicurezza di esecuzione.
Esercizi per la schiena
Di seguito si riportano anche alcuni esempi di esercizi per la schiena. Si noterà
che essi coinvolgono anche altri gruppi muscolari, quali spalle e braccia.
Alcuni di questi esercizi, soprattutto quelli basati sul sollevamento del peso
del proprio corpo, possono essere molto gravosi, forse troppo, per le donne e
per chi sia sovrappeso. Si consiglia dunque di cominciare da quelli che risultino
di esecuzione più agevole.
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Pur con alcune differenze dovute alla diversa posizione del corpo nei vari esercizi,
in tutti questi quattro esempi i muscoli principalmente impegnati sono: gran dorsale, gran rotondo, romboide, fasci inferiori e/o intermedi e/o superiori
del trapezio, bicipite, lungo supinatore e brachiale anteriore. Un effetto meno intenso si ha:
- Nella schiena: quantomeno fasci intermedi e superiori del trapezio, se non vengono
sollecitati intensamente come visto sopra, inoltre aponeurosi del gran dorsale,
sottospinato e piccolo rotondo.
- Nel collo e nella nuca: gran complesso, splenio, sternocleidomastoideo, angolare
della scapola.
- Nelle braccia: capo lungo e vasto mediale del tricipite e deltoide (spalla).
- Negli avambracci: primo e secondo radiale, estensore comune delle dita, flessore
ed estensore ulnare del carpo e anconeo.
- Grande obliquo.
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Schede di allenamento
Le tabelle che seguono sono degli esempi di schede di allenamento. Ovviamente
esse vanno interpretate secondo le caratteristiche e le esigenze individuali di
ciascuno e sono semplicemente delle tracce che il ballerino o il suo allenatore
possono seguire, adattandole ai casi particolari. L'allenamento di un ballerino
agonista, ad esempio, sarà diverso sia per quantità, sia per intensità, sia nel
rapporto tra preparazione atletica e tecnica di ballo a seconda che ci si trovi
vicini o lontani da appuntamenti agonistici importanti. Gli stessi esercizi sopra
indicati possono e dovrebbero essere alternati con altri analoghi per rendere
meno monotono l'allenamento e per evitare un adattamento dell'organismo a quei
gesti specifici.
Sono state predisposte due schede di allenamento settimanali: una per il principiante
sovrappeso che non intende dedicarsi ad attività agonistica, la seconda per il
ballerino agonista che pratica già da anni tale attività. È chiaro che tra questi
due estremi si trova la grande maggioranza dei soggetti, che dovranno modulare
l'allenamento in base alle proprie caratteristiche, obiettivi e, ovviamente, al
tempo a propria disposizione.
Scheda per il principiante sovrappeso, sedentario, che non intende dedicarsi
ad attività agonistica
| LUNEDI' |
1 ora di camminata a passo svelto |
tutti i tipi di circonduzioni descritti e spinte verso l'alto a gambe tese. evitare
i balzi |
stretching |
| MARTEDI' |
riposo |
|
|
| MERCOLEDI' |
scuola di ballo |
|
|
| GIOVEDI' |
1/2 ora di camminata a passo svelto |
addominali, obliqui e dorsali (scegliere un esercizio per ogni gruppo muscolare
tra quelli proposti ed eseguirlo fino all'esaurimento delle forze, per tre volte) |
stretching |
| VENERDI' |
riposo |
|
|
| SABATO |
serata di ballo in discoteca o balera |
|
|
| DOMENICA |
riposo |
|
|
Scheda per il ballerino agonista che pratica già da anni tale attività
| LUNEDI' |
studio di tecnica di ballo |
tutti i tipi di esercizi di reattività e di propriocettività descritti. (circa
i balzi, non superare le 15 serie di 6 balzi) |
stretching |
| MARTEDI' |
1 ora di corsa |
addominali, obliqui e dorsali (scegliere due esercizi per ogni gruppo muscolare
tra quelli proposti ed eseguirli fino all'esaurimento delle forze, per quattro
volte) |
stretching |
| MERCOLEDI' |
studio di tecnica di ballo |
stretching |
stretching |
| GIOVEDI' |
1/2 ora di corsa |
addominali, obliqui e dorsali (scegliere due esercizi per ogni gruppo muscolare
tra quelli proposti ed eseguirli fino all'esaurimento delle forze, per quattro
volte) |
stretching |
| VENERDI' |
studio di tecnica di ballo |
tutti i tipi di esercizi di reattività e di propriocettività descritti. (circa
i balzi, non superare le 15 serie di 6 balzi) |
stretching |
| SABATO |
attività aerobica interpretata come svago (esempio nuoto, canoa, bicicletta,
passeggiata in collina) |
stretching |
eventualmente, serata di ballo in discoteca o balera, intesa come puro divertimento |
| DOMENICA |
riposo |
|
eventualmente, serata di ballo in discoteca o balera, intesa come puro divertimento |
I disegni sono tratti da "Appunti per una corretta preparazione atletica" di
Roberto Gilli (Forlì, 1997). Si ringrazia l'autore per la gentile concessione. |