I carichi di lavoro imposti dalle sedute di allenamento o dalla partita possono
indurre la comparsa di dolore muscolare a diversa localizzazione e a differente
insorgenza temporale, ma comunque sempre interessante i gruppi muscolari maggiormente
sollecitati. E' importante saper distinguere e differenziare la modalità di insorgenza
del dolore e le sue correlazioni temporali con l'esercizio fisico. Infatti la
comparsa di dolore muscolare a insorgenza acuta durante esercizio fisico generalmente
è da ricondurre a trauma muscolare indiretto acuto nelle sue tre diverse varietà di gravità (distrazione, stiramento e rottura
muscolare) o a crampo muscolare . Di diversa natura è l'insorgenza di dolore di origine miogena durante esercizio
fisico strenuo e/o prolungato o subito dopo la fine della seduta di lavoro muscolare.
Infine terza classe a se stante è costituita dal dolore muscolare a insorgenza tardiva . Nel presente articolo non sarà analizzato il dolore che consegue ai traumi
muscolari indiretti, ma si focalizzerà l'attenzione sulle altre tre forme di dolore
muscolare precedentemente menzionate.
Il dolore "durante" o "subito dopo" il lavoro muscolare Questa forma di dolore può comparire nel calciatore allenato in determinate condizioni quali la particolare intensità del carico di lavoro (ripetute ad alta intensità su distanze brevi, lavoro di potenziamento muscolare con pesi, pliometria effettuata con o senza pesi) o quando la seduta di allenamento è stata particolarmente lunga anche se condotta a bassa intensità. Il dolore viene avvertito dal calciatore come una condizione di disagio che talvolta gli impedisce di ultimare la seduta o, una volta ritornato a casa, di svolgere anche semplici azioni della vita quotidiana quale il camminare. Non sono ancora univocamente riconosciute le cause dell'insorgenza di questo tipo di dolore. Tuttavia notevole importanza a fini classificativi hanno le modalità di insorgenza. Esso può infatti comparire sia durante contrazioni muscolari ritmiche di tipo concentrico, sia durante contrazioni prolungate di tipo isometrico. Notevole importanza sembra avere la riduzione di flusso ematico al distretto muscolare impegnato e il dolore insorge subito dopo l'interruzione della contrazione muscolare, cioè quando il flusso riprende massivamente nel gruppo muscolare attivato (iperemia reattiva). Ciò potrebbe far pensare che il ridotto flusso ematico induca il muscolo a lavorare in condizione di anaerobiosi, con produzione di acido lattico e piruvico e che tali sostanze siano le responsabili dell'attivazione delle fibre nervose (terminazioni nervose libere di IV tipo) responsabili della rilevazione del dolore muscolare. Contrariamente a quanto diffusamente riferito da allenatori e preparatori atletici, non si può ricondurre l'insorgenza del dolore muscolare alla presenza nel muscolo di una sola sostanza, soprattutto non solo all'acido lattico. Le ricerche più attuali cercano di identificare una sostanza rilasciata dallo stesso muscolo in contrazione. Tuttavia nulla esclude che possano essere chiamati in gioco diversi fattori causali (vedi tabella).
Indipendentemente dalle cause, è importante il saper riconoscere questo tipo di dolore muscolare in quanto esso rappresenta un campanello di allarme che indica il limite oltre il quale il prolungare la sollecitazione muscolare può indurre nello stesso muscolo un danno da trauma indiretto. Il dolore muscolare a insorgenza tardiva
Brevemente ricordiamo che durante la contrazione di tipo eccentrico il muscolo resiste attivamente all'allungamento, così come avviene per abbassare un peso, scendere le scale o correre in discesa. Soprattutto i percorsi tra i boschi, utilizzati nelle prime fasi della preparazione precampionato, ricchi di variazioni altimetriche (salite e discese) sono responsabili di ripetute sollecitazioni eccentriche dei muscoli degli arti inferiori, che avvengono - come si diceva - durante le corse in discesa sul terreno o scendendo rapidamente gradini.
Il dolore da crampo muscolare Anche se questo tipo di dolore viene trattato per ultimo, esso non è ultimo per importanza. Infatti il crampo muscolare si caratterizza per un improvviso stato di contrazione muscolare che porta a accorciamento doloroso del muscolo interessato e l'intensità del dolore è tale da indurre l'atleta a interrompere lo svolgimento della corsa e a lasciarsi cadere a terra chiedendo il soccorso immediato dei compagni e del medico e del massaggiatore. La durata della sintomatologia dolorosa può essere tale da consigliare all'allenatore di effettuare, laddove è possibile, la sostituzione del calciatore preda dei crampi, dal momento che la sollecitazione del muscolo può nuovamente rinnovare l'intero corredo sintomatologico del crampo muscolare. Tale tipo di crampo da esercizio può essere scatenato dall'esercizio fisico prolungato (o non proporzionato alla condizione di allenamento del calciatore) o in condizioni ambientali sfavorevoli (clima caldo umido). La localizzazione prevalente di tale tipo di crampi è il polpaccio (muscolo gastrocnemio) o i grossi muscoli della coscia (quadricipite). Indipendentemente dalla vera causa che induce il crampo muscolare (sono in voga diverse teorie), sembra invece accertato che il dolore sia dovuto all'intensa stimolazione dei meccanorecettori dovuta all'eccessiva contrazione muscolare. Il dolore è inoltre dovuto alla stimolazione delle fibre nervose sensitive libere (di III tipo). L'ischemia, la concentrazione di alcuni metaboliti e le microlesioni muscolari sono ulteriori fattori che inducono il dolore. Nella genesi del crampo muscolare giocano notevole importanza l'età del calciatore e la quota di magnesio circolante nel suo sangue (magnesiemia). Misure per prevenire i dolori muscolari Come si può dedurre da quanto precedentemente esposto, le tre forme di dolore muscolare hanno in comune solo la sintomatologia dolorosa, mentre diverse sono le modalità e le cause della loro insorgenza. Pur non potendosi rilevare, dallo studio della letteratura, un completo chiarimento sulle cause del dolore muscolare, si possono comunque mettere in atto alcune misure che possono in vario modo prevenire l'insorgenza del dolore muscolare. Il dolore durante esercizio fisico, sempre ben distinto da quello insorto in seguito a trauma muscolare, può essere prevenuto commisurando l'entità del carico allenante (per intensità e durata) all'effettivo stato di fitness di ciascun calciatore che può essere valutato mediante mirate batterie di test da ripetersi durante i momenti topici della stagione calcistica. Senza dubbio uno dei momenti chiave in cui sottoporre il calciatore a test di valutazione funzionale è la fase di preparazione precampionato. Conoscere lo stato di fitness del calciatore è fondamentale per l'allenatore che deve programmare il ciclo di lavoro individuale e della squadra. E' indispensabile che in tale fase il lavoro venga programmato utilizzando circuiti in cui le fasi di lavoro concentrico siano prevalenti se non esclusivi rispetto a quelli eccentrici: in parole povere meglio far correre la squadra in piano e in salita piuttosto che sottoporre il gruppo a corse in discesa. Subito dopo la prima fase di condizionamento il gruppo sarà in grado di sopportare i carichi e le ripetute di tipo anaerobico. Nel condizionamento generale dei calciatori non dovranno mai mancare gli esercizi di stretching muscolare . L'elasticità del muscolo indotta attraverso la pratica di tale tipo di esercizi rappresenta anche una ottima prevenzione all'insorgenza dei crampi muscolari. Altre misure che si possono adottare per prevenire l'insorgenza dei crampi muscolari e del dolore ad essi connesso sono:
Bibliografia
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