I DIVERSI TIPI DI DOLORE MUSCOLARE NEL CALCIATORE
Cause, significato e prevenzione
DOLORI MUSCOLARI CALCIO |
A cura di Egidio Sproviero | I carichi di lavoro imposti dalle sedute di allenamento o dalla partita possono
indurre la comparsa di dolore muscolare a diversa localizzazione e a differente
insorgenza temporale, ma comunque sempre interessante i gruppi muscolari maggiormente
sollecitati. E' importante saper distinguere e differenziare la modalità di insorgenza
del dolore e le sue correlazioni temporali con l'esercizio fisico. Infatti la
comparsa di dolore muscolare a insorgenza acuta durante esercizio fisico generalmente
è da ricondurre a trauma muscolare indiretto acuto nelle sue tre diverse varietà di gravità (distrazione, stiramento e rottura
muscolare) o a crampo muscolare . Di diversa natura è l'insorgenza di dolore di origine miogena durante esercizio
fisico strenuo e/o prolungato o subito dopo la fine della seduta di lavoro muscolare.
Infine terza classe a se stante è costituita dal dolore muscolare a insorgenza tardiva . Nel presente articolo non sarà analizzato il dolore che consegue ai traumi
muscolari indiretti, ma si focalizzerà l'attenzione sulle altre tre forme di dolore
muscolare precedentemente menzionate.
Il dolore "durante" o "subito dopo" il lavoro muscolare
Questa forma di dolore può comparire nel calciatore allenato in determinate condizioni
quali la particolare intensità del carico di lavoro (ripetute ad alta intensità
su distanze brevi, lavoro di potenziamento muscolare con pesi, pliometria effettuata
con o senza pesi) o quando la seduta di allenamento è stata particolarmente lunga
anche se condotta a bassa intensità. Il dolore viene avvertito dal calciatore
come una condizione di disagio che talvolta gli impedisce di ultimare la seduta
o, una volta ritornato a casa, di svolgere anche semplici azioni della vita quotidiana
quale il camminare.
Non sono ancora univocamente riconosciute le cause dell'insorgenza di questo
tipo di dolore. Tuttavia notevole importanza a fini classificativi hanno le modalità
di insorgenza. Esso può infatti comparire sia durante contrazioni muscolari ritmiche
di tipo concentrico, sia durante contrazioni prolungate di tipo isometrico. Notevole
importanza sembra avere la riduzione di flusso ematico al distretto muscolare
impegnato e il dolore insorge subito dopo l'interruzione della contrazione muscolare,
cioè quando il flusso riprende massivamente nel gruppo muscolare attivato (iperemia
reattiva). Ciò potrebbe far pensare che il ridotto flusso ematico induca il muscolo
a lavorare in condizione di anaerobiosi, con produzione di acido lattico e piruvico
e che tali sostanze siano le responsabili dell'attivazione delle fibre nervose
(terminazioni nervose libere di IV tipo) responsabili della rilevazione del dolore
muscolare. Contrariamente a quanto diffusamente riferito da allenatori e preparatori
atletici, non si può ricondurre l'insorgenza del dolore muscolare alla presenza
nel muscolo di una sola sostanza, soprattutto non solo all'acido lattico. Le ricerche
più attuali cercano di identificare una sostanza rilasciata dallo stesso muscolo
in contrazione. Tuttavia nulla esclude che possano essere chiamati in gioco diversi
fattori causali (vedi tabella).
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Potenziali mediatori del dolore durante esercizio fisico per stimolazione diretta
sulle terminazioni nervose libere di IV tipo. |
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Classe di Sostanza |
Tipo di sostanza |
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Sostanze acide |
Acido Lattico, Acido Piruvico, Acido Fosforico |
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Substrati Metabolici |
Adenosina, Fosfocreatina |
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Mediatori Chimici Neuromuscolari |
Acetilcolina |
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Mediatori Chimici dell'Infiammazione |
Serotonina, Istamina |
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Sostanze in forma ionica |
Potassio |
Indipendentemente dalle cause, è importante il saper riconoscere questo tipo
di dolore muscolare in quanto esso rappresenta un campanello di allarme che indica
il limite oltre il quale il prolungare la sollecitazione muscolare può indurre
nello stesso muscolo un danno da trauma indiretto.
Il dolore muscolare a insorgenza tardiva
E' la forma di dolore muscolare cui si va frequentemente incontro nelle fasi
iniziali della preparazione atletica precampionato, soprattutto quando il calciatore
è stato completamente inattivo nel periodo di tempo che va dalla fine del campionato
precedente alla fase di preparazione per quello successivo. Dal momento che oggi
giorno è difficile che il calciatore sia completamente inattivo anche nel periodo
tra due stagioni agonistiche successive, è la notevole riduzione dei carichi di
lavoro durante il periodo di parziale inattività che rende l'apparato muscolare
del calciatore non condizionato a sopportare le sollecitazioni indotte dalle prime
sedute di allenamento stagionale. In tali condizioni il dolore compare generalmente
nelle prime 24 ore che seguono la seduta di allenamento e tende a durare per
4 o 5 giorni con un picco compreso tra le 48 e le 72 ore. L'entità del dolore
ha una tipica distribuzione a curva gaussiana, presentandosi sotto forma di iniziale
fastidio fino a raggiungere un vero indolenzimento muscolare che limita addirittura
l'escursione articolare nei giorni di picco, per poi decrescere fino a scomparire
nei giorni successivi. Il principale responsabile della comparsa di tale tipo
dolore muscolare è il lavoro effettuato con ripetizioni di tipo eccentrico.
Brevemente ricordiamo che durante la contrazione di tipo eccentrico il muscolo
resiste attivamente all'allungamento, così come avviene per abbassare un peso,
scendere le scale o correre in discesa. Soprattutto i percorsi tra i boschi, utilizzati
nelle prime fasi della preparazione precampionato, ricchi di variazioni altimetriche
(salite e discese) sono responsabili di ripetute sollecitazioni eccentriche dei
muscoli degli arti inferiori, che avvengono - come si diceva - durante le corse
in discesa sul terreno o scendendo rapidamente gradini.
Tuttavia non si può escludere che anche le sollecitazioni di tipo isometrico
o concentriche, qualora siano intense e ripetitive, non possano far insorgere
il dolore muscolare tardivo. Va però precisato che l'esercizio di tipo concentrico
(quale la corsa in piano o in salita) può provocare dolore muscolare sia perché
in esso sono comunque presenti fasi di esercizio eccentrico, sia perché sul muscolo
si ripercuotono contraccolpi continui (reazioni vincolari della superficie su
cui si corre) che lo stesso muscolo, non ancora elasticizzato in questa fase della
preparazione, non è in grado di assorbire senza averne danno. Infine lo sforzo
metabolico prolungato porterebbe alla formazione di radicali liberi dell'ossigeno
che causerebbero la perossidazione della membrana cellulare del muscolo associata
a dolore. Diverse sono invece le cause del dolore muscolare tardivo evocato da
esercizio di tipo eccentrico. Si postula che tale tipo di esercizio induca delle
lesioni ultrastrutturali del muscolo che danno origine a diversi tipi di risposta
infiammatoria o a sostanze non infiammatorie ma capaci di stimolare o sensibilizzare
i recettori del dolore.
Il dolore da crampo muscolare
Anche se questo tipo di dolore viene trattato per ultimo, esso non è ultimo per
importanza. Infatti il crampo muscolare si caratterizza per un improvviso stato
di contrazione muscolare che porta a accorciamento doloroso del muscolo interessato
e l'intensità del dolore è tale da indurre l'atleta a interrompere lo svolgimento
della corsa e a lasciarsi cadere a terra chiedendo il soccorso immediato dei compagni
e del medico e del massaggiatore. La durata della sintomatologia dolorosa può
essere tale da consigliare all'allenatore di effettuare, laddove è possibile,
la sostituzione del calciatore preda dei crampi, dal momento che la sollecitazione
del muscolo può nuovamente rinnovare l'intero corredo sintomatologico del crampo
muscolare. Tale tipo di crampo da esercizio può essere scatenato dall'esercizio
fisico prolungato (o non proporzionato alla condizione di allenamento del calciatore)
o in condizioni ambientali sfavorevoli (clima caldo umido).
La localizzazione prevalente di tale tipo di crampi è il polpaccio (muscolo gastrocnemio)
o i grossi muscoli della coscia (quadricipite). Indipendentemente dalla vera causa
che induce il crampo muscolare (sono in voga diverse teorie), sembra invece accertato
che il dolore sia dovuto all'intensa stimolazione dei meccanorecettori dovuta
all'eccessiva contrazione muscolare. Il dolore è inoltre dovuto alla stimolazione
delle fibre nervose sensitive libere (di III tipo). L'ischemia, la concentrazione
di alcuni metaboliti e le microlesioni muscolari sono ulteriori fattori che inducono
il dolore. Nella genesi del crampo muscolare giocano notevole importanza l'età
del calciatore e la quota di magnesio circolante nel suo sangue (magnesiemia).
Misure per prevenire i dolori muscolari
Come si può dedurre da quanto precedentemente esposto, le tre forme di dolore
muscolare hanno in comune solo la sintomatologia dolorosa, mentre diverse sono
le modalità e le cause della loro insorgenza. Pur non potendosi rilevare, dallo
studio della letteratura, un completo chiarimento sulle cause del dolore muscolare,
si possono comunque mettere in atto alcune misure che possono in vario modo prevenire
l'insorgenza del dolore muscolare.
Il dolore durante esercizio fisico, sempre ben distinto da quello insorto in seguito a trauma muscolare, può essere prevenuto commisurando l'entità del carico allenante (per intensità e durata) all'effettivo stato di fitness di ciascun calciatore
che può essere valutato mediante mirate batterie di test da ripetersi durante
i momenti topici della stagione calcistica. Senza dubbio uno dei momenti chiave
in cui sottoporre il calciatore a test di valutazione funzionale è la fase di
preparazione precampionato. Conoscere lo stato di fitness del calciatore è fondamentale
per l'allenatore che deve programmare il ciclo di lavoro individuale e della squadra.
E' indispensabile che in tale fase il lavoro venga programmato utilizzando circuiti
in cui le fasi di lavoro concentrico siano prevalenti se non esclusivi rispetto
a quelli eccentrici: in parole povere meglio far correre la squadra in piano e
in salita piuttosto che sottoporre il gruppo a corse in discesa. Subito dopo la
prima fase di condizionamento il gruppo sarà in grado di sopportare i carichi
e le ripetute di tipo anaerobico. Nel condizionamento generale dei calciatori non dovranno mai mancare gli esercizi
di stretching muscolare . L'elasticità del muscolo indotta attraverso la pratica di tale tipo di esercizi
rappresenta anche una ottima prevenzione all'insorgenza dei crampi muscolari.
Altre misure che si possono adottare per prevenire l'insorgenza dei crampi muscolari
e del dolore ad essi connesso sono:
- corretta idratazione con bevande moderatamente fresche (13-15° C) introdotte
con regolarità (100-150 ml ogni 15 minuti)
- Le bevande assunte devono avere la giusta concentrazione di maltodestrine e elettroliti
(oltre a sodio, potassio e calcio, particolare attenzione si sta ora rivolgendo
al magnesio)
- Evitare le rapide modificazione di condizione di esercizio e i cambi di superficie
su cui si effettua l'allenamento (da terra a erba e viceversa) che sono causa
di microtraumatismi che possono innescare il dolore a genesi muscolare.
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