CANOTTAGGIO |
Con la collaborazione della Dott.ssa Diana Bianchedi |
Per quanto tutte le discipline sportive debbano essere incoraggiate e accettate,
ve ne sono alcune che hanno un significato, un valore, una nobiltà particolari.
Il canottaggio e' una di queste.
Occorre avere qualità atletiche elevate per questo sport, ma sono necessarie
qualità di carattere e morali speciali. Il canottaggio è uno sport individuale,
oppure coinvolge 2, 4 o 8 elementi, sintetizzati in un armonico unico. Ecco perché
è considerato uno degli strumenti di formazione non solo fisica, ma anche morale,
dei giovani. Non a caso nelle maggiori università tedesche, inglesi e americane
il canottaggio è tenuto in alto onore. L'acqua è l'elemento fondamentale di questo
sport, un elemento sempre affascinante, meraviglioso, ma volubile, imprevedibile.
E poi c'è l'imbarcazione: il rapporto che hanno i canottieri con la loro barca
è viscerale, la portano da continente a continente, la puliscono, la rendono ogni
giorno più competitiva.
Un po' di storia ...
Fu probabilmente l'osservazione di alberi galleggianti che ispirò l'uomo ad abbozzare
la costruzione di primi natanti, spinti da rudimentali leve. Da quell'idea originaria
nacquero successivamente imbarcazioni di forme e materiali diversi: zattere, barche
di canne, giunchi, pelli, otri gonfiati, ecc. L'esercizio del remo, come attività
agonistica vera e propria, vanta origini altrettanto remote. Pitture tombali rappresentanti
scene di attività sportive, risalenti alla quinta dinastia dei Faraoni (2600 a.C.),
hanno confermato come sin da allora gli Egizi praticassero anche il canottaggio.
Regate competitive si svolgevano regolarmente nell'antica Grecia durante i giochi
Istmici e Panatenaici: erano escluse però dalle Olimpiadi, perché l'esercizio
del remo veniva ancora considerato servile. Molti secoli più tardi De Coubertin,
fondatore delle Olimpiadi Moderne, magnificherà personalmente le qualità superiori
di questo sport restituendolo alla pratica Olimpica. Il canottaggio comparirà
tra gli sport olimpici già sin dalla seconda edizione dei giochi a Parigi nel
1900.
Le imbarcazioni
A seconda delle imbarcazioni si rema di coppia o di punta. Le imbarcazioni di
coppia, in cui ogni atleta usa due remi sono: il singolo, il 2 di coppia e il
4 di coppia.Tutte le altre, in cui il vogatore dispone di un solo, remo sono dette
di punta. Le denominazioni "con timoniere" e "senza timoniere" possono dare luogo
ad equivoci. Tutte le imbarcazioni con remi di punta hanno un timone,e, se non
c'è il timoniere, il timone viene manovrato col piede dal capovoga. Le imbarcazioni
con remi di coppia, invece, non dispongono di meccanismi di guida; la direzione
giusta viene mantenuta dall'armonioso movimento dei remi. Tutte le parti della
barca devono armonizzare tra loro: il remo con l'anello di bloccaggio, lo scalmo
con la scalmiera, la guida con il carrello e la pedaliera, così da avere un buon
assetto. Il canottaggio è uno sport legato al mezzo, cioè la barca a remi. Ad
ogni trasformazione del mezzo vi è un adattamento della tecnica di voga e della
metodica per apprenderla. Il canottaggio olimpico si caratterizza, oltre che per
i "fuoriscalmi" anche per i carrelli scorrevoli, che scorrendo su lunghe guide
permettono di utilizzare la forza di spinta delle gambe, in particolare dipendente
dalla forza esercitata dai muscoli quadricipiti delle cosce.
La fisica del canottaggio
La voga è generata da un moto alternativo del vogatore che con la pala alterna
ad una fase in acqua una fase aerea (CICLO DI VOGA).Tale ciclo si compone di 4 fasi:
- Entrata
- Passata
- Finale
- Ripresa
il vogatore deve unire le quattro fasi in un fluido susseguirsi.
Il vogatore si muove avanti e indietro , ad intermittenza, producendo:
- Forze positive : prodotte, durante la passata del remo in acqua;
- Forze negative : generate.
Quindi l 'obbiettivo di una corretta tecnica di voga è quello di sviluppare le
forze positive e ridurre le negative.
L'unica possibilità di ridurre le forze negative è:
- effettuare la ripresa non troppo velocemente e senza accelerazioni, bensì con
moto uniforme;
- realizzare un'entrata rapida della pala in acqua per produrre al più presto forze
positive, così da contrastare in parte l'effetto della forza negativa.
Pertanto la fase più importante del ciclo di voga è l'entrata in acqua.
Il movimento armonico del ciclo di voga permette il massimo rendimento dell'energia
spesa ottenendo e realizzando economicità del gesto atletico.
Fisiologia e allenamento
Nel canottaggio conta la massima potenza aerobica del soggetto. In altri sport,
tipicamente gli sport antigravitari come la corsa, il vantaggio è dato dalla potenza
specifica, cioè la potenza rapportata alla massa; questo non si applica al canottaggio
in quanto non è un'attività che prevede una componente antigravitaria. Poiché
il massimo consumo di ossigeno aumento con la massa del soggetto, questo spiega
perché siano avvantaggiati atleti di taglia notevole. Lo svantaggio degli atleti
di taglia inferiore è stato compensato creando la categoria dei "pesi leggeri".
L'allenamento si realizza sviluppando quattro caratteristiche fondamentali:
- La resistenza aerobica generale.
Per lo sviluppo della resistenza aerobica generale, sono consigliabili sedute
di voga di durata compresa tra 20 e 50 minuti circa. Occorre che le velocità di
percorrenza tendano ad essere incrementate col passare del tempo e con il miglioramento
delle qualità dell'atleta.
- L'efficienza muscolare.
Lo sviluppo muscolare va perseguito tenendo ben presenti le esigenze della voga,
che richiede una componente di forza ma anche di velocità e di elasticità nella
ciclicità del gesto. La caratteristica della velocità e dell'elasticità nell'esecuzione
del movimento si acquisisce maggiormente producendo sforzi di breve durata. Per
questo motivo si suggeriscono esercizi ergometrici che non comportano forze troppo
elevate e garantiscono velocità di esecuzione.
- Apprendimento tecnico individuale.
Lo sviluppo delle qualità fisiche (forza, velocità, resistenza) porta alla continua
necessità di migliorare la capacità tecnica. L'apprendimento è in relazione anche
alla capacità dell'atleta di armonizzare la sequenza delle azioni che compongono
il ciclo di voga. L'allenatore deve soffermarsi sulla considerazione e la cura
soprattutto di: - posizione del corpo - sequenza degli arti superiori, tronco
e carrello nella ripresa - sequenza dei suddetti segmenti nella passata in acqua
- ritmicità del movimento - azione della pala ed avanzamento della prua.
- L'allenamento in barca con l'equipaggio.
L'allenamento in barca richiede lo sviluppo di un grande affiatamento; il capovoga
deve capire cosa può chiedere ai compagni nel corso della gara, deve controllare
la gara e non deve sbagliare nel lanciare l'ordine "serra" per chiedere all'equipaggio
il massimo sforzo con l'aumento del ritmo di voga nella fase finale della gara
stessa. |