GOLF: FISIOLOGIA E ALLENAMENTO BASE
Con la collaborazione della Dott.ssa Diana Bianchedi
Il gioco del golf ha lo scopo di raggiungere, con il minor numero di colpi sferrati
ad una pallina mediante l'uso di sofisticate mazze, una serie di buche poste lungo
un percorso che può essere pianeggiante o collinare.
Alla finezza del gesto tecnico, alla precisione dei tiri, all'estrema concentrazione
su di ogni colpo, si unisce spesso un piacevole scenario naturale in cui immancabilmente
sono immersi i campi da golf in ogni parte del mondo. Le diciotto buche dalle
quali sono composti i campi, alternano verdissimi farway a laghetti e bunker di
sabbia, che creano una felice oasi di verde anche a ridosso delle più moderne
e grandi città, se non addirittura al loro interno.
Un po' di storia ...
Il golf (parola inglese che si ritiene una derivazione da quella olandese Kolf,
che significa bastone) ha delle origini assai più remote di quanto si possa immaginare.
Sembra accertato che, all'epoca della Roma imperiale, i legionari, che occupavano
le lontane regioni dell'Inghilterra e della Scozia, si ricreassero, negli intervalli
liberi dalle fatiche militari, con un gioco fondamentalmente uguale al golf di
oggi, basato sull'uso di un bastone ricurvo per colpire palle fatte di pelle compressa
e rivestite dello stesso materiale. Si ignora se i Romani abbiano insegnato questo
gioco ai pastori scozzesi oppure lo abbiano imparato da loro.
Le prime informazioni sicure sul golf si riferiscono alla Scozia del XIV secolo.
In quell'epoca questo sport veniva praticato con diversi tipi di bastoni, già
piuttosto evoluti, su percorsi grossolanamente preparati e riservati a questo
gioco, con regole piu' o meno definite.
Sicuramente il golf era destinato a suscitare interesse e infatti aumentava il
numero dei proseliti; tuttavia, nel 1457, vi fu l'emanazione di un decreto reale
che ne proibiva la pratica, in quanto esso costituiva un elemento di distrazione
dall'obbligatorio esercizio nell'uso delle armi. Tale proibizione fu confermata
da Giacomo IV, ma successivamente il sovrano si lasciò conquistare da questo sport
ed in effetti ne diventò un appassionato cultore. Giacomo V ereditò dal padre
il regno e molti grattacapi, ma alla sua corte il golf divenne una consuetudine,
condivisa dalla figlia, Maria Stuarda, la quale fu vista giocare sul campo di
lord Seton, a pochi giorni dalla morte del marito. Questo è probabilmente il primo documento storico sull'importanza del golf come
tonico dello spirito e contro le afflizioni della vita.
E' nel 1744 che nasce il primo vero Golf Club, ad Edimburgo, mentre dieci anni
piu' tardi viene fondato il prestigiosissimo e famosissimo "Royal and Ancient
Club of St Andrews".
Oggigiorno il golf è, non solo nei paesi anglosassoni, uno sport ampiamente diffuso.
In Italia esso conta almeno 50.000 giocatori attivi.
Fisiologia
L'impegno metabolico - energetico del golf è sicuramente diverso nei due fondamentali
momenti prestativi che esso richiede:
- l'esecuzione del colpo per mandare la pallina verso la buca
- l'azione del camminare per trasferirsi lungo il percorso
Queste due attività richiedono: un impegno di carattere puramente di tipo anaerobico
allattacido per l'effettuazione dei diversi colpi, eseguiti per lo più con lo
sviluppo di una forza veloce ed un massimo di coordinazione segmentaria. Un impegno
di natura decisamente aerobica per l'attività di trasferimento da buca a buca.
Le diverse fonti energetiche vengono chiamate in causa per soddisfare impegni
muscolari correlati con il tipo di movimento richiesto dalle singolarità gestuali
del golf.
Il consumo energetico viene stimato intorno 5 Kcal/min. Il golf è attività aerobica
di impegno medio-basso, pertanto è suggerito a tutti i sedentari che intendono dedicarsi ad una forma di attività
fisica regolare . Inoltre è anche consigliato a molti portarori di cardiopatie non gravi ed in
effetti rappresenta anche un buon mezzo di riabilitazione cardiovascolare.
Allenamento
Il colpo richiede potenza e destrezza, quindi questi due fattori sono alla base
di un corretto allenamento. Il golfista non deve solamente mirare in modo generico
ad un aumento delle masse muscolari, ma deve creare un armonico sviluppo dei muscoli
interessati al movimento. Pertanto, sono consigliati esercizi di tonificazione
generale del cingolo scapolare, dei dorsali e rotatori del tronco, dell'avambraccio.
Molto importante per il golfista è lo stretching sia in fase di allenamento che
di riscaldamento.
Inoltre, l'estrema precisione necessaria nel tiro, richiede molte ore di pratica
(oltre alla lezione col maestro), per "meccanizzare" il gesto.Senza dubbio in
questo sport la concentrazione è estremamente importante: il golfista deve essere
in grado di visualizzare il gesto in modo perfetto, per adeguarlo alla traiettoria
da imprimere alla pallina.
Alimentazione
Dal momento che una gara di golf dura in media 4 o 5 ore, è necessaria un'alimentazione
corretta ma anche ben distribuita.
I pasti della giornata golfistica devono essere ripartiti e composti in modo
che il giocatore, dalla partenza alla fine del percorso, si senta in pieno benessere,
e non accusi fatica e, caso più grave non vada incontro ad ipoglicemia.
Non sono consigliati pasti copiosi e pesanti; bisogna prevedere spuntini con
barrette energetiche e bevande per reintegro dei liquidi perduti (in una giornata
ventosa di sole la disidratazione può essere di 500-600 ml /ora); la disidratazione
riduce notevolmente l'efficienza muscolare.
La dieta del golfista in attività comprende il 15% di proteine, 25 % di lipidi,
60% di carboidrati, con una decisiva preponderanza dei polisaccaridi (riso, pasta,
pane integrale, patate) su mono e disaccaridi. Gli alimenti devono garantire le
dosi raccomandate di oligoelementi.
A seconda dell'orario di partenza e del numero di buche (18 o 9) il golfista
dovrà valutare una strategia di alimentazione e di reidratazione. |