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Tecnica e didattica specifica
Il palleggio rappresenta la tecnica più efficace per ottenere un passaggio preciso
e l'alzata è la sua massima evoluzione. Il palleggiatore differenzia la sua azione
tecnica di palleggio da quelli che possono essere i canoni esecutivi degli altri
giocatori. Egli, infatti, per specializzarsi come "regista" deve adattare la tecnica,
che deve già essere buona, ad esigenze di tipo tattico. La prima valutazione da
compiere, per individuare un giocatore adatto al ruolo d'alzatore, non è di tipo
fisico (altezza, efficacia del muro), né psicologica (un leader), né tattica (deve
smarcare, fintare). Egli deve, primariamente, saper gestire il palleggio con un'abilità
tecnica corretta e deve essere preciso.
Il palleggio dell'alzatore si differenzia dall'esecuzione tecnica classica in
quanto:
- Il palleggio è eseguito in una posizione più alta, con le braccia più distese
e sopra la testa. L'azione di spinta degli arti superiori è meno accentuata e
importante è la forza delle dita e dei polsi.
- Il busto è utilizzato limitando il lavoro d'inclinazione antero-posteriore, mantenendo
una posizione più "neutra" e centrale, meno leggibile dal muro avversario in caso
di palleggio rovesciato.
- Gli arti inferiori intervengono solo nei palleggi a lunga distanza e comunque
l'azione primaria, della tecnica del palleggiatore, va maggiormente concentrata
sulle mani, sui polsi e solo secondariamente sulle gambe.
- Bisogna palleggiare in salto il più possibile per abbreviare la traiettoria della
palla e dare meno tempo al muro di reagire.
- Sul 1° tempo si palleggia a distanza molto ravvicinata, usando molto le dita e pochissimo
le braccia.
- Sul 2° tempo si palleggia a distanza breve, con uso dei polsi e in misura leggermente superiore
di braccia.
- Sul 3° tempo si usano le braccia, le gambe e il busto.
- Su palla palleggiata in una zona molto distante, le gambe spingono al massimo
ed entrano in azione solo quando la forza delle braccia non è più sufficiente.
| Nel palleggio in salto le braccia devono spingere maggiormente per raggiungere
un'uguale distanza. Lo spostamento verso la zona bersaglio deve avvenire al massimo
della velocità e da questa uscire nel caso di ricezione staccata da rete, mantenendo
sempre lo sguardo fisso sulla palla.
Progressione tecnica
Didatticamente la sensibilizzazione tecnica inizia dalla fine, in altre parole
dai polsi, senza uso delle braccia e su brevissime distanze. Poi si usano le braccia
(solo leggera azione, poi più marcata) senza intervento nella spinta degli arti
inferiori (che sarà inserita successivamente) e palleggiando da seduti.
La fissazione dell'alzata avviene con serie di 15-20-30 ripetizioni della stessa
palla senza che vi siano un apprezzabile affaticamento e impegno organico. Bisognerebbe
poter lavorare sulla qualità, in condizioni di freschezza. Solo se si vuole interessare
la volitività, il ritmo può essere alzato con poche azioni specifiche consecutive
(ad esempio inserendo la copertura dell'attaccante).
Il palleggiatore deve alzare, verso le zone d'attacco, i palloni provenienti
da qualsiasi punto del campo. Nelle esercitazioni inoltre dovrebbe essere sensibilizzato
a gestire appoggi, ricezioni o difese che hanno diversa altezza, velocità d'entrata
della palla nel palleggio, rotazione ecc.
Tutte le proposte didattiche possono essere eseguite con l'alzatore che palleggia
in salto, variando le situazioni tattiche e dosando adeguatamente l'intensità
del lavoro.
Alcuni esercizi si possono realizzare mentre i palleggiatori si allenano con
i compagni di squadra. Vista la particolarità e specificità dell'allenamento proposto,
bisognerebbe però prevedere sessioni d'allenamento tecnico, anche brevi, riservate
ai soli palleggiatori. Nella situazione di gioco e negli esercizi d'attacco con
i compagni saranno poi affinati i meccanismi d'intesa.
Esercizio 1
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- Da seduto a terra, sopra un tappetino o su una sedia o panca, il giocatore palleggia
da distanza ravvicinata contro il muro con la sola azione delle mani escludendo
le braccia che stanno distese in alto. Variazione
- Nella stessa situazione il palleggio è eseguito interessando maggiormente i polsi
e le braccia e allontanandosi leggermente dalla parete.
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Esercizio 2
| Con il dorso in appoggio alla parete, il giocatore esegue dei palleggi di controllo
sopra la testa. |
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Esercizio 3
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Cominciando prima da vicino al muro e poi, serie dopo serie, allontanandosi sempre
di più, si eseguono dei palleggi da in piedi utilizzando in misura progressivamente
maggiore i polsi, le braccia e le gambe. |
Esercizio 4
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L'alzatore esegue dei palleggi di controllo sopra la testa, alternati a palleggi
sempre più alti. |
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Esercizio 5
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L'atleta fa dei palleggi di controllo sopra il capo alternati a palleggi contro
la parete. |
Esercizio 6
| Il palleggiatore si posiziona in un angolo della palestra ed esegue dei palleggi,
girandosi una volta verso destra e una verso sinistra, alternando queste azioni
con un palleggio di controllo sopra la testa. |
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Esercizio 7
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L'allenatore (T1) lancia dei palloni (serie da 15/30) che l'alzatore, seduto
a terra o su una sedia, palleggia in zona 4 dove un compagno (C) fermerà la palla.
T1 potrà far pervenire delle serie di palloni anche da altre posizioni (T2, T3,
ecc.) per variare l'angolo di provenienza della ricezione. |
Esercizio 8
| A differenza dell'esercizio n.7 la palla è palleggiata verso la zona 2, mentre
le modalità esecutive sono le stesse. Nel palleggio all'indietro va posta attenzione
all'azione delle mani e alla spinta dei pollici. |
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Esercizio 9
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L'allenatore lancia serie di palloni dalle diverse posizioni e il giocatore che
palleggia passa la palla alternativamente in zona 4 e 2. |
Esercizio 10
| Gli esercizi n. 7, 8, 9 possono essere realizzati con il palleggiatore che palleggia
da fermo, non più da seduto (a terra o su una panca) ma nella postura normalmente
usata durante il gioco. L'attenzione va comunque sempre centrata sull'azione delle
braccia senza intervento degli arti inferiori. |
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Esercizio 11
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T manda i palloni al palleggiatore che esegue delle serie d'alzate da fermo sempre
dallo stesso punto verso la zona 4. L'azione d'alzata è così sensibilizzata su
tutta la lunghezza della rete per automatizzare le traiettorie da eseguire quando
la ricezione è spostata. |
Esercizio 12
| Quest'esercitazione è realizzata come la n. 11 con la differenza che l'alzata
è indirizzata verso la zona 2. |
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Esercizio 13
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La ricezione a volte può essere staccata da rete e obbligare l'alzatore ad uscire
dalla zona bersaglio e portarsi verso il fondo del campo e da qui eseguire il
palleggio per l'attaccante. In quest'esercizio chi palleggia si posiziona distante
da rete ed esegue da fermo delle serie d'alzate in zona 4 e 2. Il bersaglio può
essere costituito, ad esempio, da un canestro mobile tipo basket che opportunamente
posizionato, fornisce (anche statisticamente) delle indicazioni sulla precisione
del lavoro svolto. |
Esercizio 14
| La zona di partenza del palleggio può essere ulteriormente distanziata dalla
rete fino ad arrivare quasi a fondo campo. |
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Esercizio 15
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Se si dispone di un plinto che riproduca all'incirca l'altezza dell'elevazione
del palleggiatore impegnato nell'azione d'alzata in salto, si può sensibilizzare
l'altezza corretta della traiettoria delle palle d'attacco in zona 4 e 2. Il palleggio
in salto, infatti, è una tecnica fondamentale di cui deve essere in possesso l'alzatore.
Se qualche volta si vuole centrare l'attenzione sulle alzate in banda senza un
lavoro organicamente impegnativo (evitando i salti ripetuti) questa può essere
una soluzione possibile. |
Esercizio 16
T lancia i palloni a P che alza dei primi tempi per il compagno (C) che sta sopra
una sedia o panca e blocca il pallone.
La stessa esercitazione si può eseguire con l'alzatore staccato da rete (P2)
che alza i primi tempi con ricezioni staccate dalla rete. |
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Esercizio 17
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T manda il pallone spostato verso la zona 4 o 2.
Il palleggiatore alzerà dalla parte opposta alla direzione del suo spostamento,
verso la zona esterna a lui più lontana. |
Esercizio 18
L'alzatore (PA) nella zona bersaglio ha un pallone in mano e fa un palleggio
spostato verso la linea dei 3 metri, si sposta sotto la palla velocemente e palleggia
in posto 4 (PB).
Dietro di lui un altro alzatore (P1) ripete la stessa azione.
I due giocatori si alternano ritornando dopo ogni azione in coda al compagno
nella zona d'alzata. |
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Esercizio 19
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Come nell'esercitazione precedente il palleggiatore manda la palla verso il centro
del campo e alza in zona 2. |
Esercizio 20
L'esercizio ricalca la dinamica dell'esercizio 18 ma con l'assistenza di A in
posto 4, l'azione d'alzata diventa consecutiva.
A palleggia a rete a PA che invia il pallone verso il centro del campo da dove
servirà A che passa a rete dove si è portato l'altro alzatore P1. |
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Esercizio 21
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Quest'esercitazione riprende in forma continuata l'esercizio n. 19.
T passa a rete verso PA che palleggia la palla staccata da rete in PB e poi la
invia in posto 2 dove P la palleggia a T e si sposta nella zona di rete lasciata
libera da PA.
I due alzatori si alternano nella funzione di palleggio dopo aver fatto da riferimento
in zona 2 e aver servito T. |
Esercizio 22
A palleggia a centrocampo per PA che esegue un palleggio indietro in PB da dove
alza per A.
Poi P1 subentra nella zona centrale della rete e ripete l'azione appena eseguita
dal compagno. |
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Esercizio 23
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T passa il pallone nella zona centrale a PB che palleggia avanti verso la zona
4 e poi alza dietro in zona 2 dove A passa a T e l'azione ricomincia con P1 che
entra nella zona centrale. |
Esercizio 24
| I palleggiatori partono dalla zona 1 e dalla zona 4/5 e corrono nella zona target
da dove palleggiano nei cesti posti in zona 4 e 2 i palloni lanciati da T.
Variazione 1 T chiama all'ultimo momento "4" o "2" per dare indicazione al palleggiatore
della zona dove dovrà far pervenire l'alzata.
Variazione 2 Spostando il cerchio, che fa da bersaglio, si allena anche l'alzata
per l'attacco dalla 2° linea. |
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Esercizio 25
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T lancia palloni spostati a tutto campo da palleggiare in zona 4 e 2. I due palleggiatori
P e P1 si alternano nell'alzata.
Variazione 1 T dopo aver fatto spostare l'alzatore con la prima palla gliene
lancia altre 5 che alzerà dal posto.
Variazione 2 T chiama la zona dove sarà palleggiata la palla. |
Esercizio 26
| I palleggiatori entrano dalla zona 1 e 4/5 e raggiungono la zona bersaglio vicino
a rete da cui dovranno staccarsi velocemente per andare ad alzare la palla spostata
in qualsiasi punto del campo da inviare in zona 4 e 2. |
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Esercizio 27
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Con quest'esercitazione si allena in forma continuata l'esecuzione dell'alzata
in posto 2.
T passa a PA che palleggia all'indietro per PB che serve T e poi si sposta in
avanti occupando il posto centrale del campo lasciato libero da PA che si porta
in zona 2. |
Esercizio 28
Con quest'esercitazione si allena, in forma continuata, l'esecuzione dell'alzata
in posto 4.
T passa a PB che serve il compagno che sta a rete (PA). Questi alza in zona 4
e poi palleggia il pallone inviato da T verso PB che ha occupato il suo posto.
Praticamente ogni palleggiatore gioca 2 palloni, il 1° da alzare in zona 4 e il
secondo per il compagno.
Variazione T fa un attacco piazzato in diagonale stretta sull'alzatore che gli
ha appena passato la palla. |
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Esercizio 29
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La copertura può essere inserita in molte delle esercitazioni fin qui illustrate.
Ad esempio:
- P alza in 4 e corre a coprire
- T gli passa una palla corta che P gli restituisce
- T fa un appoggio alto spostato
- P passa a rete per PB che inizio a una nuova serie.
- P si porta a rete in coda al compagno.
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Esercizio 30
T attacca su PD (difensore) in diagonale che difende tenendo la palla alta alla
sua destra o sinistra senza una sequenza precisa.
PA (alzatore) parte dietro di lui e si sposta a palleggiare verso la zona 4.
A questi punto, PD e PA , si scambiano e inizia una nuova azione con l'attacco
di T. |
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Esercizio 31
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Nell'azione di palleggio, per avere un buon controllo, si arriva con i piedi
orientati verso la zona dove è mandata la palla.
Per motivi tattici a volte l'alzatore può dare una "frontalità inversa" per rendere
meno leggibile all'avversario la direzione del suo passaggio.
T lancia la palla spostata e P palleggia orientando i piedi verso la zona 2 come
se volesse inviare la palla in quella direzione.
Aiutandosi con l'azione delle spalle e busto invece serve la zona 4 di provenienza. |
Esercizio 32
| T lancia il pallone verso il centro del campo. P si stacca da rete e orienta
i piedi come se volesse alzare in zona 4 e invece passa la palla in zona 2.
Variazione In questo, come in tutti gli altri esercizi in cui si palleggia in
zona 2, si può variare l'alzata come se si volesse servire l'attaccante di seconda
linea. |
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Esercizi di rafforzamento
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Per migliorare l'azione di spinta delle braccia si possono utilizzare dei palloni
medicinali da 1.5/4 kg oppure palloni da pallavolo più pesanti (400 gr) per le
mani.
Le esercitazioni proposte di seguito si possono eseguire da seduti sopra un tappetino
oppure su una sedia o panca.
- Lanci della palla contro il muro da braccia alte.
- Dopo aver lanciato e ripreso la palla, il giocatore esegue una torsione verso
sinistra. Lo stesso può essere abbinato con una torsione a destra.
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- Da seduti si lancia la palla medicinale con la sola azione delle braccia e si
misura la distanza.
- T lancia la palla a L che dopo averla ricevuta, fa una torsione a destra e a
sinistra alternate con la palla medicinale in mano.
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- L è frontale rispetto a T1 e ha alla sua sinistra di fianco T. Con una torsione
del busto di 90° passa la palla a destra e a sinistra. La stessa cosa può essere
realizzata ma con T alla destra di L.
- Due giocatori, con una palla medica a testa, si piazzano di fianco a L che sta
seduto frontalmente verso il fondo del campo. Quest'ultimo si gira una volta a
destra e una a sinistra (con rotazione del busto di 180°), ricevendo e restituendo
la palla al compagno che l'ha lanciata. La stessa cosa si può eseguire con una
sola palla medica che è ricevuta e lanciata a destra e sinistra. La differenza
sta nel fatto che in questo modo la torsione è eseguita con la palla e quindi
con più carico.
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