PATTINAGGIO SU GHIACCIO
Un po' di storia ...
La patria del pattinaggio è senza ombra di dubbio l'Olanda. La storia ci tramanda
che nel 1572 un drappello di olandesi fu bloccato dagli spagnoli sui ghiacci davanti
al porto di Amsterdam. I soldati spagnoli armati pesantemente circondarono gli
olandesi asserragliati intorno alle loro navi bloccate nel ghiaccio. Con grande
sorpresa gli spagnoli videro sbucare gli olandesi che, sfrecciando fulminei su
pattini, colpivano i nemici e si dileguavano imprendibili.
Non stupisce che già nel 1500 gli Olandesi disponessero di un'armata di archibugieri
su pattino. Infatti sin dal 1400 i pattinatori olandesi avevano il loro santo
protettore, santa Lidwina, una vergine di Schiedam. I pittori fiamminghi hanno
affollato le loro tele di una moltitudine di pattinatori, vestiti di colori vivaci,
con le gambe all'aria, oppure semplicemente in viaggio, con il canestro della
spesa. Infatti, il pattinaggio è nato come mezzo di trasporto.
Fisiologia
Il pattinaggio, come attività sportiva ha dato origine a tre filoni:
- il pattinaggio artistico
- il pattinaggio di velocità
- l'hockey su ghiaccio
Le prime gare di pattinaggio artistico e di velocità risalgono alla fine dell'Ottocento. Il pattinaggio artistico è
una disciplina di elevatissimo contenuto atletico e tecnico. Richiede anni ed
anni di preparazione ed un innato senso artistico espressivo. Non a caso molti
campioni provengono dalla danza classica. A differenza della danza, ove è richiesta
grande agilità e coordinazione neuromuscolare, nel pattinaggio è richiesta anche
molta forza di gambe. Questo deriva dalla elevata velocità di esecuzione delle
figure. La maggior energia cinetica consente maggior sviluppo di forza nello stacco
e conseguentemente tempi di volo più lunghi che consentono evoluzioni più complesse.
Inoltre, le evoluzioni del pattinaggio a coppie favoriscono una tipologia ben
precisa della coppia stessa. Il maschio è robusto mentre la femmina è poco più
che adolescente e la sua ridotta massa corporea favorisce le evoluzioni acrobatiche
nei voli.
Nel pattinaggio di velocità domina la potenza: gli atleti di livello mondiale in questa categoria sono soggetti
che estrinsecano, in assoluto, la massima potenza anaerobica ed aerobica. Ciò
in virtù di doti atletiche ma anche in ragione della loro massa. In questo sport, tipicamente non antigravitario, conta infatti la potenza massima
del motore (un vantaggio analogo esiste in altri sport ove la componente antigravitaria
non interviene, come nel canottaggio e nel ciclismo in piano). Negli sport antigravitari
(marcia, corsa, ciclismo in salita) ha evidentemente maggior peso non la potenza
assoluta del motore biologico, ma la potenza rapportata al peso (si parla di potenza
specifica). I grandi campioni di pattinaggio sono quindi atleti di taglia notevole.
Il costo energetico del pattinaggio su ghiaccio a 20 km/h è circa la metà rispetto
alla corsa.
L'hockey su ghiaccio è nato in Canada e la città di Montreal rivendica l'onore di avere organizzato
le prime partite di hockey. Il Canada è un paese immenso, selvaggio e meraviglioso;
l'inverno è lungo e mise a dura prova i primi colonizzatori che, nel 1530, partiti
da Honfleur e guidati da Jacques Cartier, risalirono il San Lorenzo fino all'attuale
insediamento di Montreal. Qualche canadese ironizza che in Canada ci sono due
stagioni, luglio e l'inverno. Quindi non manca la neve e soprattutto abbonda il
ghiaccio. Ogni marciapiede, ogni cortile, ogni spazio aperto è ghiacciato e i
bambini, appena sono in grado di camminare, cominciano a maneggiare la mazza da
hockey.
L'hockey è uno sport per campioni del pattinaggio, ma è anche uno sport per atleti
duri e massicci. Il portiere, bardato e corazzato per resistere all'impatto del
disco (puck, in inglese) scagliato a 300 km/ora, si presenta come un enorme mostro
mascherato che incute soggezione. I giocatori sono ben protetti e portano il casco.
La squadra è composta di 15 giocatori ma solo 6 sono in campo; le sostituzioni
possono avvenire in qualsiasi momento approfittando delle interruzioni del gioco.
Il tifo è da stadio e scalda l'ambiente. Le zuffe sono frequenti ed è singolare
vedere come iniziano: infatti tutti i giocatori si sfilano rapidamente i robusti
guantoni e si affrontano a mani nude che consentono una migliore presa del bavero
dell'avversario. Finita la zuffa ognuno riprende i suoi guantoni. Il gioco è fulmineo
e richiede scatti ed accelerazioni brucianti; per questo gli urti sono violenti.
Il giocatore scorretto viene sanzionato ed escluso dal gioco durante la partita
per un tempo definito dall'arbitro.
Il più prestigioso trofeo per questo
sport è la Stanley cup, vinta per la prima volta dalla squadra di Montreal nel
1893.
Allenamento
Nel pattinaggio di velocità l'allenamento ricalca la programmazione che si applica
anche ad altre discipline di velocità, come ad esempio nell'atletica. Pertanto
occorre migliorare la potenza anaerobica da cui dipendono scatto e forza . Ovviamente è estremamente importante l'aspetto tecnico. Nelle discipline di
velocità-resistenza l'allenamento deve anche migliorare le doti aerobiche. Bisogna
ricordare che dal punto vista atletico, nel pattinaggio sono avvantaggiati atleti
di grossa taglia, pertanto a livello agonistico si impone una selezione basata
su questo criterio.
Nel pattinaggio artistico l'allenamento tecnico è preponderante in quanto l'atleta
deve sviluppare una coordinazione neuromuscolare che gli consente la perfetta
esecuzione delle figure. Sono ovviamente importanti le doti artistiche ed espressive.
Vi è anche una forma di pattinaggio di tipo "turistico", molto diffusa in Olanda
ove è possibile compiere veri e propri raid sui canali ghiacciati. In questo caso,
l'attività diventa di tipo aerobico puro ed è quindi necessario sviluppare la
resistenza allo sforzo prolungato.
Alimentazione
Si considera solo il caso del pattinaggio di tipo "turistico" che comporta lunghe
percorrenze in clima freddo. Come per tutti gli sport di resistenza, occorre provvedere
al reintegro calorico per compensare la spesa energetica. Il costo energetico
è mediamente di 0.5 Kcal/(kg x km), quindi, per un soggetto di 70 kg, il dispendio
energetico per 10 km è di 350 kcal. In genere nei raid di pattinaggio la tappa
è di una ventina di km, quindi il costo energetico totale è di circa 700 kcal.
Si consiglia quindi di avere sempre a disposizione qualche alimento energetico
di scorta, oltre che un termos di bevanda calda. |