SCI DI DISCESA: APPROFONDIMENTO |
A cura del Prof. Mario Testi
Testo del Prof. Giancarlo Pellis
(Preparatore atletico,
docente presso la Scuola Centrale
dello Sport del CONI di Roma) |
Lo sci alpino è un'attività sportiva che coinvolge i principali distretti muscolari
ed in particolare quelli degli arti inferiori. Pur essendoci essenzialmente un
solo gesto atletico fondamentale che si può individuare nella curva di base, questo
viene ripetuto innumerevoli volte e in condizioni ed occasioni diverse tali da
determinare il totale coinvolgimento di tutta la struttura corporea. Decisiva
risulta quindi una capacità di coordinazione dell'attività dei singoli gruppi
muscolari.
Alla base di questo processo vi è la capacità da parte del sistema nervoso centrale
di elaborare e rispondere agli stimoli determinati dalle varie situazioni esterne
(tipo di terreno e tipo di tracciato) che si possono presentare lungo il pendio.
Le principali fasi della curva quindi possono essere riassunte in: discesa diagonale,
piegamento con angolazione, distensione, anticipazione ed appoggio del bastoncino,
piegamento con angolazione opposta alla precedente.
Le azioni muscolari principali sono scomponibili nei due movimenti fondamentali:
la flesso-estensione degli arti inferiori e la torsione del tronco che coinvolge anche le articolazioni del ginocchio e dell'anca.
I gruppi muscolari interessati sono tutti coinvolti per garantire la necessaria
condizione di equilibrio in relazione alla velocità ed alle innumerevoli variazioni
del terreno.
|
GRUPPI MUSCOLARI INTERESSATI |
| Flesso estensione |
Glutei (grande, medio, piccolo), Quadricipite femorale, Tensore della fascia
lata, Sartorio, Tricipite surale, |
| Torsione |
Retto dell'addome, Obliqui, Ileo psoas, Intertrasversali, Interspinali spinali
del dorso. | |
Le specialità dello sci
Lo sci alpino prevede 4 diverse specialità che si differenziano tra loro per la distanza del tracciato, per la velocità
raggiunta nella discesa per la frequenza e raggio delle curva che lo sciatore
deve affrontare:
DISCESA LIBERA
È la gara nella quale si raggiunge la massima velocità (anche oltre i 120 km/h).
La disciplina prevede poche curve direzionali e lunghi salti, durante i quali
l'atleta deve mantenere una posizione più raccolta possibile per evitare che la
sua aerodinamica lo freni durante la discesa.
SUPER G
Ha le caratteristiche molto simili alla discesa libera anche se con un numero
più elevato di porte disposte sulla pista in modo da rendere la disciplina più
tecnica e meno veloce
SLALOM GIGANTE
E' caratterizzato da un tracciato disegnato con curve di ampio raggio inframmezzate
da tratti diagonali particolarmente tecnici.
SLALOM SPECIALE
E' la specialità più spettacolare. E' caratterizzata da porte vicine e strette
che esaltano le caratteristiche funamboliche, tecniche e fisiche dello sciatore.
Specificità della contrazione muscolare nello sci
La dinamica dello sci impegna la muscolatura dell'arto inferiore con diverse
forme di contrazione:
- Contrazione Concentrica, espressa nella distensione degli arti inferiori in uscita dalle curve;
- Contrazione eccentrica, espressa nel piegamento che precede la curva, nelle fasi di ammortizzazione
dopo un salto o dopo un dosso;
- Contrazione eccentrico concentrica , tipica delle fasi veloci dello slalom speciale durante le quali lo sciatore
alterna in maniera molto rapida il piegamento e l'estensione degli arti inferiori;
- Contrazione isometrica, richiesta nelle fasi di stabilizzazione della posizione che l'atleta deve assumere
per mantenere una posizione più aerodinamica possibile.
L'allenamento
Per rispettare i criteri esposti precedentemente e poterli così trasformare in
un preciso metodo di allenamento, si devono adottare particolari e semplici accorgimenti
che possono essere riproposti nell'allenamento a secco da effettuarsi un paio
di mesi prima della stagione sciatoria.
IL CONDIZIONAMENTO MUSCOLARE
La metodologia attualmente più usata per l'allenamento dello sciatore, prevede
il sovraccarico come mezzo principale per lo sviluppo delle caratteristiche muscolari . Gli attrezzi più comunemente utilizzati sono: i bilancieri e le macchine da muscolazione . I bilancieri, sono attrezzi semplici, poco costosi ma che richiedono una tecnica
particolare e specifica; sono consigliati ad atleti esperti, in considerazioni
delle problematiche che possono sorgere se l'esecuzione viene fatta in maniera
errata. Le macchine da muscolazione permettono un movimento specifico richiedendo,
per l'esecuzione, l'impegno settoriale di uno specifico gruppo muscolare. Queste
ultime sono molto semplici, sicure ed adatte a tutti, atleti esperti e non, giovani
ed anziani. Il problema fondamentale del loro utilizzo risiede nella scelta corretta
del carico di lavoro che deve essere perfettamente calibrato sulle potenzialità
del singolo individuo.
LA PRESSA
È l'attrezzo fondamentale per l'allenamento " a secco " dello sciatore. Impegna
i principali muscoli estensori dell'arto inferiore (vedi Tab. dei GRUPPI MUSCOLARI INTERESSATI) e permette di eseguire l'allenamento senza creare condizioni di affaticamento
sulla colonna vertebrale.
I CARICHI DI LAVORO
Per stabilire l'esatto carico di lavoro, è indispensabile inizialmente valutare
la forza massima (massimale) che il gruppo muscolare specifico riesce ad esprimere
nell'esercitazione programmata. Un sistema adottabile per determinare il proprio
massimale (ad esempio alla pressa), è quello di eseguire una serie di singole
alzate ognuna svolta con un carico diverso e crescente, fino ad arrivare ad un
carico che non si riesce più a sollevare. Ogni singola prova deve essere seguita
da un tempo di recupero (circa 2 minuti) prima di intraprendere il sollevamento
successivo. L'ultimo carico vinto viene considerato "il massimale".
A questo punto è possibile stabilire carichi di lavoro funzionali all'indirizzo
che si vuole dare all'allenamento:
| Indirizzo dell'allenamento |
% del massimale |
Numero delle ripetizioni |
Numero delle serie |
Tempo di recupero (in minuti) |
| RESISTENZA |
30-50 |
18-20 |
3 |
1.00" |
| VELOCITÀ |
50-80 |
06-10 |
4 |
2.00" |
| FORZA CONCENTRICA |
80-95 |
01-04 |
4 |
3.30" |
| FORZA ECCENTRICA (*) |
120-130 |
05-07 |
3 |
3.00" | |
(*) Viene allenata utilizzando la metodica del carico cedente, con piegamenti
al ginocchio fino ad un angolo massimo di 100-90 gradi.
Come si può notare ad ogni specifico indirizzo allenante corrisponde:
- l'indicazione percentuale secondo la quale il massimale deve venire abbattuto
per stabilire il corretto carico di lavoro;
- il numero delle ripetizioni da effettuare con il carico di lavoro calcolato;
il numero di serie (o gruppi di ripetizioni) da svolgere;
- il tempo di recupero da rispettare tra le serie programmate.
Esempio: con un massimale di 100 kg, per allenare la forza dobbiamo caricare
sull'attrezzo 80 kg, eseguire 4 ripetizioni, riposare 3'30" e ripetere il tutto
per un totale di 4 serie.
MODALITA' DI ESECUZIONE
L'allenamento a secco, per avere la massima resa, deve prevedere le stesse modalità
di contrazione che vengono richieste sulla neve. Ciò può essere ottenuto variando la modalità di esecuzione dello stesso esercizio,
in modo da renderlo più possibilmente simile all'impegno muscolare nelle singole
fasi di piegamento, distensione, posizione assunta nella diagonale o nella massima
pendenza. Nel piegamento, ovvero nella fase nella quale la muscolatura tende ad
allungarsi, si determina una contrazione denominata eccentrica. In questa fase
il muscolo produce forza per frenare il peso del corpo che tende ad avvicinarsi
al terreno. Lo stesso tipo di contrazione avviene quando durante la discesa si
"assorbe " un asperità del terreno (piccolo dosso). Per simulare tale situazione,
la modalità di esecuzione dell'esercizio alla pressa, prevede un lavoro eccentrico
o di frenata per impostare il quale è indispensabile conoscere il massimale di
ogni singolo arto. Il carico di lavoro (vedi FORZA ECCENTRICA nella Tabella) quindi risulta superiore al massimale. L'atleta, partendo dalla posizione di
gambe piegate, 90-100° al ginocchio, dovrà utilizzare l'estensione di ambedue
gli arti per allontanarsi con il seggiolino. Raggiunta la massima distensione,
dovrà eliminare l'appoggio di un arto e cedendo, frenare con una sola gamba, riportando
il seggiolino nella posizione iniziale (massimo piegamento dell'arto) lentamente
e senza sbattere.
Nella distensione, ovvero nella fase di spinta durante una curva, gli arti inferiori
vengono distesi; la muscolatura si accorcia in seguito ad una contrazione concentrica.
Per simulare tale dinamica, dalla posizione di gambe piegate l'esercizio deve
essere eseguito con partenza da fermo. Raggiunta la massima escursione il movimento
deve essere interrotto. Ritornati alla posizione di partenza la successiva ripetizione
deve essere eseguita dopo una breve pausa per evitare che l'energia elastica accumulata
nel piegamento, venga riutilizzata nella successiva estensione.
Nelle fasi molto dinamiche che caratterizzano lo slalom speciale, la combinazione
tra piegamento e distensione crea i presupposti per lo sfruttamento dell'energia
elastica che si viene ad accumulare in particolari strutture muscolari. Tale tipo
di contrazione denominata eccentrico/concentrica può essere riprodotta eseguendo
l'esercizio in maniera molto dinamica, tanto da poter staccare i piedi dalla pedana
di spinta (come se si effettuasse un salto). Il movimento deve comunque essere
completo ma svolto senza soluzione di continuità per tutte le spinte programmate
(i carichi di lavoro devono essere tali da permettere "il salto" ma non permettere
che durante lo stesso il carrello del sedile arrivi a fondo corsa sbattendo sul
telaio della macchina stessa).
Nella diagonale e/o nella massima pendenza lo sciatore tende a mantenere una
posizione aerodinamica e "statica" a gambe piegate e busto avanti. Ciò costringe
l'atleta ad assumere una posizione molto raccolta tale da limitare il più possibile
l'escursione dei movimenti, soprattutto degli arti inferiori (vedi la tipica posizione
ad uovo). La staticità della posizione richiede forza che viene prodotta da una
contrazione isometrica ovvero senza che vi sia alcuna variazione di lunghezza
del muscolo e conseguente avvicinamento dei capi articolari. Nell'allenamento,
ciò può essere riprodotto eseguendo l'esercizio lentamente, con sfruttamento di
tutto l'arco del movimento ed eseguendo delle pause (alcuni secondi, 5-7) alle
angolature specifiche di gara. |