Lo sport remiero, in generale, impegna gran parte dei gruppi muscolari dell'atleta
ed è particolarmente formativo poiché per raggiungere dei significativi risultati
sportivi devono essere sviluppate particolari doti caratteriali quali: impegno, sacrificio e costanza negli allenamenti. Può essere un'ottima attività turistico-ricreativa che porta il praticante
a tu per tu con la bellezza della natura e a sfidarne la forza, come nel caso
del kayak.
Idrostatica Un'imbarcazione, come ogni corpo galleggiante, è soggetta al principio d'Archimede.
In altre parole, a quel principio fisico per il quale ogni corpo immerso in un
liquido riceve una spinta verticale (Sv) dal basso verso l'alto, pari al peso
del volume del liquido spostato. Da ciò si deduce che un'imbarcazione posta nell'acqua
è sottoposta all'azione di due forze in equilibrio tra loro: il proprio peso (P)
(scafo, attrezzatura di bordo ed equipaggio), e la spinta verticale (Sv).
Meccanicamente il remo è una leva di secondo grado. Ha il fulcro nel baricentro della pala, il punto di potenza nell'impugnatura posta all'estremità opposta del manico (sulla quale il rematore esercita la propria forza). Il punto di resistenza, situato tra fulcro e potenza, trasmette la forza del rematore all'imbarcazione traducendola in avanzamento. Il remo può essere appoggiato sullo scafo (canottaggio) o tenuto in mano dal rematore (kayak e canoa). Tale distinzione determina la posizione che assume l'equipaggio all'interno del pozzetto. Ogni qualvolta il remo appoggia sullo scafo tramite lo scalmo, la posizione di voga dell'atleta è di spalle alla direzione d'avanzamento. Invece, quando il remo é tenuto in mano dal singolo membro dell'equipaggio, in altre parole quando non appoggia su nessuna parte dello scafo, la posizione di voga é frontale alla direzione d'avanzamento. Idrodinamica L'avanzamento dello scafo nell'acqua è contrastato dalla resistenza prodotta
dall'attrito esistente tra le particelle di liquido e lo scafo della barca.
Cinematica La remata, come la corsa, o il nuoto, è un movimento ciclico, ossia una successione di movimenti molto simili che si susseguono in maniera continua e ritmica. Il gesto specifico cambia, però, notevolmente a seconda del tipo d'imbarcazione ma, generalmente, si distinguono sempre le seguenti fasi:
Nelle imbarcazioni dove la propulsione avviene con l'utilizzo contemporaneo di due remi, assume particolare importanza la simultaneità delle spinte esercitate con ogni singolo remo . Infatti, affinché ci possa essere il massimo rendimento nell'avanzamento, è fondamentale che il picco massimo raggiunto da ogni rematore, sia espresso nello stesso istante. Soltanto rispettando tale condizione temporale, la propulsione trasmessa alla barca potrà essere la sommatoria delle singole spinte prodotte da ogni membro dell'equipaggio e di conseguenza poter far raggiungere alla barca la massima velocità d'avanzamento.
Il timone è il dispositivo che, posto a poppa dell'imbarcazione, permette all'equipaggio di mantenere la barca su una precisa rotta di navigazione. Le imbarcazioni si dividono in:
Queste imbarcazioni sono caratterizzate dalla presenza all'interno del pozzetto del carrello mobile , sul quale il canottiere si siede. Il carrello gli permette di utilizzare, durante la passata, la spinta determinata dalla forza prodotta dalla muscolatura estensoria degli arti inferiori. Il carrello mobile, che scorre su due guide, è completato da una pedaliera , munita di cinghia, per mezzo della quale l'atleta può bloccare i piedi e, durante la ripresa, riportare gli arti inferiori nella posizione raccolta. Oltre al carrello, l'imbarcazione è munita di scalmo che può essere posto sul bordo dell'imbarcazione (barche regolamentari) o sporgere all'esterno (barche olimpiche). Lo scalmo è il punto d'appoggio del remo e serve per trasmettere la forza esercitata dall'atleta sullo stesso, quindi alla barca per farla avanzare. Il remo è inserito nello scalmo e trattenuto dal collare di arresto che lo divide in un braccio interno (distanza tra resistenza e potenza) e braccio esterno (distanza tra fulcro e resistenza). Il braccio totale è la distanza tra il fulcro e la potenza. Il rapporto tra braccio totale e braccio esterno, determina il rapporto di propulsione : maggiore è il braccio totale rispetto al braccio esterno, più favorevole risulta la leva e quindi più vantaggioso sarà il lavoro espresso. In base a tale principio, una caratteristica delle barche olimpiche è quella di avere il braccio porta-scalmo , in altre parole, una soluzione tecnica che sposta verso l'esterno dell'imbarcazione, lo scalmo stesso, in modo da poter modificare il rapporto di propulsione, adattandolo alle varie caratteristiche antropometriche dell'equipaggio ed alla stazza dell'imbarcazione. Sulle barche olimpiche, lo scalmo, può sporgere dallo scafo di una misura che, dal centro della barca, può variare dai 160 cm. nelle barche leggere (esempio nel singolo) agli 80 cm nella barche pesanti (esempio nell'otto). Tale tecnologia costruttiva ha influenzato, sostanzialmente, la stazza delle barche olimpiche che sono state realizzate riducendo al minimo la sezione trasversale e con essa l'attrito di avanzamento. Il braccio porta-scalmo non può essere adottato sulle barche regolamentari, poiché lo scalmo è fissato sul bordo dello scafo. Per creare condizioni di leva più favorevoli, in queste barche più larghe che quelle libere, si è spostato lateralmente il carrello scorrevole, dalla parte opposta dello scalmo oltre la mezzeria. Cinematica della remata Nella fase di attacco, la posizione del canottiere è ad arti inferiori piegati con le ginocchia a
contatto del petto, busto flesso in avanti, ed arti superiori tesi in avanti;
il remo ha la pala nella posizione più avanzata possibile.
Teoricamente il massimo rendimento nella remata si ottiene quando la pala (fulcro)
resta Bio-meccanica della remata Nella fase di passata, agiscono simultaneamente i grossi gruppi muscolari del tronco, degli arti inferiori e degli arti superiori che possono essere elencati in funzione delle singole azioni motorie richieste dalla passata:
Bio-energetica - allenamento Le gare si svolgono su distanze di 1000 m per le femmine, 2000 m per i maschi,
la cui durata varia dai 3 minuti in su, per le donne, e dai 5'.30" in su per gli
uomini.
Quest'ultimo esercizio è consigliabile eseguirlo partendo da una posizione di
piegamento degli arti inferiori molto accentuato, come nella remata reale.
Kayak - K1, K2, K4 (il numero indica la composizione dell'equipaggio) Il kappista siede all'interno della sua barca (pozzetto) in una posizione quasi
centrale, su un seggiolino anatomico regolabile in altezza e longitudinalmente.
I piedi sono appoggiati sul puntapiedi , anch'esso regolabile longitudinalmente.
La pagaia del kayak (remo) ha una pala ad ogni estremità dell'asta. Le due pale
hanno la concavità ruotata di circa 80-90 gradi l'una rispetto all'altra. La pagaia
è afferrata dal kappista a circa 15-20 cm dall'inizio della pala ed immersa alternativamente
a destra ed a sinistra. La lunghezza della pagaia (asta) può variare in funzione
della grandezze antropometriche del kappista, mentre le dimensioni della pala
restano generalmente costanti.
Attacco - Immersione della pala inizia con la rotazione del busto a partire dall'anca, un braccio si estende in avanti mentre l'altro rimane all'altezza della spalla con il gomito basso e leggermente in fuori. I piedi appoggiano quasi uniti sul puntapiedi con al centro la leva del dispositivo di timonaggio. Passata - Il braccio più vicino alla pala immersa, tira la pagaia verso poppa (punto di resistenza del remo), l'altra mano posta in prossimità della pala emersa, spinge in direzione opposta (punto di potenza). Contemporaneamente il kappista distende la gamba posta dallo stesso lato puntellando il piede sul puntapiede, avendo così un punto di forza attorno al quale la spinta è aiutata con la torsione del tronco, fintantoché la pagaia arriva all'altezza dell'anca. Svincolo - E' l'estrazione della pala dall'acqua, che avviene quando la pala è arrivata all'altezza del bacino. Il movimento non deve sollevare acqua. Ripresa - E' il lavoro aereo del cambio di lato, per iniziare la pagaiata dal lato opposto. Durante tale fase avviene anche la rotazione della pagaia tra le mani del kappista necessaria, vista la diversità di posizione della pala rispetto l'asse longitudinale della pagaia stessa. Canoa canadese - C1, C2, C4 (il numero indica la composizione dell'equipaggio) L'atleta si pone con un ginocchio sul fondo della barca, con l'altra gamba divaricata
in avanti e piegata a 90 gradi, in modo da appoggiare la pianta del piede. Il
ginocchio poggia su un cuscino regolabile in altezza, mentre il piede è fissato
all'imbarcazione tramite una speciale scarpetta a sua volta regolabile longitudinalmente.
Il cuscino e la scarpetta montati su un'intelaiatura, vengono a formare l' "impostazione"
che è bloccata sul fondo della barca. La scarpetta ha la possibilità di essere
ruotata (internamente o esternamente) in funzioni delle caratteristiche tecniche
dell'atleta, in altre parole, alla sua tendenza a remare immergendo il remo a
sinistra o a destra dell'imbarcazione.
Nella fase di attacco il canoista deve cercare di limitare il movimento rotante della prua che si viene inevitabilmente a creare. Durante tale fase il canoista antepone la spalla corrispondente al lato di voga, ruotando il tronco ed estendendo il braccio corrispondente. Nella passata compie una completa torsione del tronco; la spalla corrispondente al lato di voga si porta in dietro ed il braccio tende a chiudersi accompagnando la torsione. Lo svincolo è caratterizzato dal fatto che può essere necessario correggere la rotta di navigazione; in questo caso lo svincolo dovrà essere compiuto simulando un movimento a J, con un preciso movimento del polso. Nella fase di ripresa , azione che ripristina la posizione iniziale di attacco, l'atleta esegue una torsione del busto nella direzione contraria a quella compiuta durante la passata. Le gare (canoa - kaiak) Le gara su acque calme per le imbarcazioni K1, K2, K4, C1, C2, C4, sono: 200 m, 500 m, 1000 m, 5000 m ; tali distanze possono diminuire in base alla categoria età degli atleti. Maratona - K1, K2, C1, C2 I concorrenti percorrono una lunga distanza superiore ai 30km, in acque dalle più diverse condizioni (calme o turbolenti). Se previsto dal percorso, sono possibili anche trasbordi dell'imbarcazione per superare ostacoli e poter raggiungere un altro corso d'acqua. Slalom - K1, C1, C2 E' una gara che consiste nell'effettuare, senza errori e nel più breve tempo possibile, un percorso tracciato su acque "vive", definito da un massimo di 25 porte (sospese) e non urtabili, di cui almeno 6 poste controcorrente. Nelle imbarcazioni da slalom sono vietati i timoni. Gare di discesa - K1, C1, C2 La gara di discesa ha lo scopo di evidenziare la capacità di controllo del concorrente.
Ha luogo in acque correnti, discendendo un percorso prestabilito nel più breve
tempo possibile. Il percorso deve avere una lunghezza compresa dai 3 ai 4.5 km
e deve prevedere difficoltà tecniche rilevanti.
Canoa polo La canoa polo è giocata da due squadre di 5 elementi ciascuna. Lo scopo di ciascuna squadra è quello di tirare una palla nella porta avversaria e di impedire alla squadra avversaria di impossessarsi della palla o di segnare dei goals. Il pallone è mosso utilizzando la pagaia o la mano. Ovviamente la squadra che segna più goals è quella che vince la partita. Curiosità'
Articoli correlati
| ||||||||||||||||||||||||||||