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LA PALLAVOLO

A cura del Prof. Mario Testi 
Testo del Prof. Loredano Rizzoni,
Allenatore federale F.I.P.A.V.

Un po' di storia

In cuor suo William G. Morgan, un istruttore della YMCA (Young men's Christian Association), già sperava che il gioco che aveva sperimentato nella sua scuola "sarebbe stato giocato in ogni angolo della terra e da un grandissimo numero di giovani verso la fine del ventesimo secolo". Egli pensava ad uno sport semplice, adatto a tutti e che si potesse giocare ovunque. Era il 1896 e quel gioco fu battezzato "minonette", il nome di un passatempo settecentesco in voga tra le dame ed i nobili della Francia.  Ancora prima una specie di pallavolo era stata giocata in Italia e poi in Germania dove nel 1893 era conosciuta con nome di "Faustball".  Fu Alfred T. Halstead a mutare alcune regole e il nome in "volleyball" (che oggi è il nome inglese della pallavolo) che significa "scarica", "raffica" o nel gergo tennistico "colpo al volo". Successivamente il gioco si diffuse velocemente in Oriente grazie ad Elwood Brown insegnante della YMCA di Manila nelle Filippine. Egli comprese che le caratteristiche fisiche degli asiatici si adattavano molto bene alle qualità richieste da questo sport, che si sviluppò specialmente in Cina e Giappone. 

In Europa la pallavolo fu introdotta dai soldati americani durante la prima guerra mondiale. Erano ancora lontani da venire le battute potentissime, i muri insuperabili, le difese acrobatiche e gli attacchi velocissimi che caratterizzano il gioco moderno, ma la pallavolo si proponeva come uno sport molto competitivo oltre che un passatempo piacevole e un modo semplice per divertirsi. 

Solo dopo la seconda guerra mondiale, la pallavolo cominciò però ad uniformarsi a livello internazionale ed in Italia nacque nel 1946 la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV ).  Iniziarono così le prime manifestazioni Internazionali e lo sport divenne Olimpico dal 1964

In questi anni le squadre asiatiche e dell'Europa dell'Est dominarono la scena internazionale, ma negli anni 80 Stati uniti, Russia, Cuba e Cina si confermarono ai massimi livelli. In Italia la diffusione della pallavolo ha registrato un'accelerazione notevole dal secondo posto ottenuto dalla Nazionale ai Campionati Mondiali del 1978 e dal bronzo Olimpico del 1984; in quest'ultimo decennio è poi esplosa a seguito delle entusiasmanti esperienze plurivittoriose. 

Oggi la pallavolo italiana è la numero uno del ranking Mondiale a livello maschile e la numero sei a livello femminile. Il palmares di vittorie trionfali dal 1989 ad oggi hanno visto vittoriosa la Nazionale Maschile in quattro edizioni dei Campionati Europei (89-93-95-99), tre edizioni dei campionati Mondiali (90-94-98), oltre ad otto edizioni della World League e altre manifestazioni internazionali di livello mondiale. Ancora oggi quindi la pallavolo italiana si affaccia al nuovo millennio come una realtà di vertice assoluto in grado di assicurarsi ancora tanti allori.

Fisiologia

Lo studio di una partita di pallavolo è in grado di evidenziare che questa è una disciplina sportiva caratterizzata da movimenti assai diversificati (scatti, salti, tuffi, cadute a terra, ecc.) che si ripetono decine di volte, costituendo le azioni tipiche di gioco. La durata media delle frazioni di gioco non si protrae oltre i 10", con un identico tempo di recupero tra uno scambio e l'altro. 

Il tipo d'impegno muscolare non è uguale per tutti i giocatori in campo, esso si diversifica a seconda che si consideri lo sforzo a carico del giocatore centrale, dello schiacciatore esterno od opposto e dell'alzatore. A livello di metabolismo muscolare, la fonte energetica primaria è quell'Anaerobica - alattacida. In questo caso, il processo di risintesi dell'ATP è detto anaerobico perché avviene in assenza d'ossigeno (contrariamente a quello detto aerobico) ed alattacido perché non vi è produzione significativa d'acido lattico. Nel tessuto muscolare, già naturalmente, sono presenti molecole di CP (fosfocreatina) e ATP che, scindendosi, rendono disponibile l'energia necessaria per la contrazione muscolare. Le scorte d'ATP sono però esigue e consentono un'attività muscolare esauribile nell'arco di pochi secondi (8-10"), al termine dei quali (se l'attività continua) il ripristino dell'ATP stesso può avvenire solamente per opera dei meccanismi bioenergetici anaerobico lattacido ed aerobico. Il primo non sembra essere principalmente coinvolto nel caso della pallavolo in quanto la concentrazione dell'acido lattico in un giocatore di pallavolo non aumenta in modo sensibile. La pallavolo, si caratterizza come una disciplina tipicamente di potenza, pertanto richiede un costante allenamento finalizzato al miglioramento delle qualità neuro-muscolari che garantiscono reattività ed esplosività.

Caratteristiche del gioco

Nel panorama delle attività sportive, la pallavolo si presenta come una disciplina completa e spettacolare . E' uno tra gli sport più apprezzati ed è praticato nelle scuole, sulle spiagge, negli spazi liberi, rivelandosi come piacevole attività di movimento e svago. La diffusione di questo gioco di squadra è dovuta anche dal fatto di richiedere una minima disponibilità organizzativa: una palla, una corda o una rete, un po' di spazio e pochi appassionati che abbiano voglia di divertirsi. La semplicità della pallavolo è però in realtà solo apparente. Essa nasconde l'attivazione di complicati processi di valutazione e altrettanto difficili risposte esecutive, sotto forma di fondamentali tecnici, ad alto contenuto agonistico e spettacolare. Durante il gioco, infatti, la palla non può essere controllata e la sequenza dei tocchi, sotto forma di una catena di passaggi tra i componenti della squadra, non può essere interrotta, con un chiaro rapporto d'interdipendenza tra i giocatori. L'errore non è mai perdonato ed è punito con la perdita del punto. L'obiettivo è di mandare la palla oltre e sopra la rete, facendola cadere nel rettangolo di gioco avversario in modo tale che la squadra opposta non possa rinviarla o evitare che tocchi per terra. 

La pallavolo rientra, nella classificazione comunemente utilizzata, nella categoria dei giochi di squadra. La pratica degli sport collettivi ha una grande capacità formativa perché essi sommano gli aspetti positivi dell'esercizio fisico agli effetti educativi del gioco. In un contesto di motivazione e forte carica emozionale, si sviluppano, infatti, concetti quali la solidarietà, l'impegno, il sacrificio, la volontà, tali da rafforzare, pur nell'ambito di un'attività ludica, il carattere e la personalità. I giochi sportivi sono inoltre caratterizzati dal predominio del carattere aciclico dei movimenti. In altre parole il gesto non è ripetuto sempre in modo uguale, ma varia continuamente e si modifica di momento in momento secondo le azioni che propongono situazioni continuamente variabili.

Le attrezzature, il campo e gli elementi basilari del gioco

La pallavolo si gioca su un campo rettangolare che misura 18 metri di lunghezza per nove di larghezza. Una linea centrale divide questo rettangolo in due metà campo quadrate di 9 metri per lato; sopra la linea centrale è tesa una rete, i due campi delle squadre avversarie anche sul piano verticale. Ad una distanza di 3 metri dalla rete vi è una linea che divide la zona d'attacco dalla zona più arretrata denominata appunto "seconda linea". L'altezza della rete è stabilita in 2,43 metri per le squadre maschili e 2,24 metri per le squadre femminili. Ulteriori diversificazioni nell'altezza della rete sono applicate nello svolgimento dei campionati giovanili con variazioni legate alle diverse categorie.  Il pallone è in pelle e ha circonferenza di 65-67 centimetri e pesa intorno ai 260/280 grammi. 

Come tutti gli sport anche la pallavolo ha una tenuta di gara che durante le partite ufficiali deve essere indossata da tutti i giocatori. La maglietta deve essere numerata anteriormente e posteriormente e può essere di cotone o materiale sintetico in modo da migliorare la traspirazione. I pantaloncini sono corti anche se a livello femminile, ultimamente, si fa ricorso all'uso di un body. Le scarpe hanno suole di gomma con la possibilità di proporre soluzioni costruttive o materiali speciali ammortizzanti per assorbire l'aggravio delle sollecitazioni a carico dell'apparato osteo-legamentoso durante le azioni di salto, ricaduta, arresti ecc. Le ginocchiere o le cavigliere sono guarnite con imbottiture che proteggono gli atleti nelle zone più esposte durante gli interventi difensivi.

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Regole di gioco

Se un ex giocatore o un appassionato avesse per qualche annetto disertato le partite di pallavolo, entrando come spettatore in un palazzetto o vedendo una partita in televisione, non potrebbe che essere stupito dalle variazioni apportate negli ultimissimi anni al regolamento. Alcune regole tipiche sono rimaste immutate e caratterizzano questo sport: tre tocchi come massimo per ogni scambio a disposizione d'ogni squadra; la palla che per essere buona deve cadere dentro il campo opposto o costringere l'avversario all'errore; non è possibile toccare la rete o invadere con il corpo il campo avversario; quando si guadagna il diritto alla battuta, la squadra, che è composta di sei elementi, deve operare una rotazione con tutti i suoi elementi, in senso orario. Ultimamente molte sono state le innovazioni inserite nei nuovi regolamenti. La battuta, ad esempio, può essere eseguita indifferentemente su tutta la lunghezza della linea di fondo. Ogni squadra, inoltre, può schierare un "libero", in altre parole un giocatore che entra in azione solo nelle rotazioni di difesa che può entrare ed uscire dal campo in ogni momento in cui la palla non è in gioco. Il primo tocco difensivo può essere un po' più "sporco" ed è sanzionato in modo meno fiscale e restrittivo, risulta così meno efficace l'attacco e le azioni sono più avvincenti e prolungate. La palla può essere colpita anche con i piedi, cosa impensabile solo fino a poco tempo fa. Il punteggio, da ultimo, prevede che si arrivi a 25 punti senza "cambio palla" ma con la formula Running Point Sistem ogni scambio vinto o perso è conteggiato con un punto (come nel tie-break del tennis). 

La pallavolo ha dovuto adeguarsi, come tanti altri sport, ai cambiamenti verificatisi nella gestione e diffusione degli eventi sportivi. Questi ormai sono trasformati in veri e propri spettacoli, con tanto d'audience, gradimento e successo presso le grandi platee dei palazzetti e della televisione.  La pallavolo, a tal riguardo, è stata molto dinamica nel rinnovarsi e il cambiamento di parecchie regole ha fatto sì che questa disciplina potesse essere più comprensibile a tutto il pubblico, più avvincente (con maggior equilibrio in campo) e più praticabile da atleti ed appassionati. 

Le tecniche fondamentali

La battuta rappresenta il fondamentale con cui si inizia il gioco. Può essere eseguita dal basso (per principianti), flottante o tipo tennis dall'alto ed in salto. Quest'ultimo tipo di servizio ha trovato ultimamente molta diffusione essendo un'azione "aggressiva" che si prefigge di mettere in difficoltà la ricezione avversaria limitandone la precisione della risposta, procurandosi anche dei punti diretti con degli "ace". E' anche un approccio molto spettacolare e gradito dalle platee della pallavolo.

La ricezione rappresenta la risposta al servizio ed è fondamentale per la costruzione delle giocate d'attacco. E' ovviamente importante una elevata percentuale alta d'efficacia ed una bassa percentuale d'errore. 

La schiacciata è un'azione spettacolare e motivante, che identifica nella sua forma più caratteristica il concetto di fondamentale offensivo. Durante una partita possiamo facilmente distinguere attacchi veloci o anticipati (nella zona centrale del campo); attacchi tesi verso l'esterno del campo; attacchi con schemi in combinazione fra diversi attaccanti ed un gioco eseguito con palloni alti e lenti.

Il muro è il fondamentale con cui ci oppone, singolarmente o in coppia con uno o più compagni (esiste anche il muro a tre), per rimandare il pallone nel campo dell'attaccante o solo per "spezzare" la traiettoria potente d'attacco, rallentandola, e quindi rendendola meno insidiosa e più giocabile per la propria squadra.

La difesa è data da quegl'interventi, a volte spettacolari e acrobatici, che rendono vano l'attacco avversario. Spesso rappresenta il termometro agonistico di una squadra, che consente di valutare il livello di determinazione, di volontà di un'equipe, oltre che il grado di disciplina tattica. 

L'allenamento

L'allenamento può essere di tipo tecnico , tattico e fisicoL'allenamento tecnico è indirizzato all'apprendimento, perfezionamento e specializzazione del gesto, eseguito correttamente al fine di essere finalizzato positivamente durante le azioni di gioco. L'allenamento tattico riguarda gli aspetti collettivi nelle diverse situazioni specifiche d'attacco o difesa. Sono indirizzati all'organizzazione di squadra e all'intesa tra i giocatori nelle diverse fasi agonistiche.  L'allenamento fisico dovrebbe tendere il più possibile:

  • a simulare gesti affini alla specialità praticata
  • ad interessare i settori muscolari tipici dello sport in esame
  • a rispettare la specificità metabolica, stimolando il meccanismo bioenergetico principale della pallavolo. 

Le qualità fisiche principali sono: mobilità articolare , velocità , forza e resistenza .  La mobilità è incrementata per avere una miglior efficienza muscolo-tendinea, avere gradi d'escursione di movimento più ampi, e diminuire anche l'incidenza degli infortuni specialmente con esercizi di stretching. La velocità è allenata soprattutto con l'uso della palla, in forma specifica di gioco, con recuperi di palloni lontano o situazioni di reattività ad uno stimolo variabile e improvviso (difesa). La forza è considerata in particolare negli aspetti esplosivo-balistici, per gli arti inferiori, con salti legati alle azioni di gioco ma anche con balzi pliometrici (termine che definisce la situazione di concentrazione  e contemporaneo allungamento di un muscolo), fra ostacoli, su gradoni o con l'uso di piccoli sovraccarichi. Per gli arti superiori è importante la "forza veloce", termine con il quale s'intende la capacità di imprimere velocità e potenza al pallone. La resistenza deve consentire di affrontare la durata di una partita che può protrarsi anche per due ore; essa si sviluppa attraverso esercitazioni in forma di gioco. 

Il Beach Volley

Cappellino in testa, occhiali avvolgenti, canottiera (o pelle abbondantemente protetta con crema solare) e voglia di giocare sotto il sole. In sintesi questo potrebbe essere il Beach Volley, sport tipicamente californiano che ben presto ha conquistato le spiagge di tutto il mondo e che solo inizialmente era considerato una derivazione della pallavolo giocata in palestra. In realtà il beach volley è molto più di un passatempo da spiaggia. Ha guadagnato, infatti, il rango di specialità olimpica ed è organizzato con una propria federazione con campionati nazionali, circuiti di tornei nazionali e internazionali che vedono impegnate formazioni professionistiche

Diverse possono essere le modalità di svolgimento delle partite. Si può giocare, infatti, 2 contro 2, 3 contro 3, 4 contro 4 (chiamato Sand Volley ) e non di rado sono organizzati anche incontri 6 contro 6. Giocare sulla sabbia facilita le cadute ed i tuffi, ma rende i salti e gli spostamenti più impegnativi e faticosi. Il numero ridotto di giocatori, in un campo comunque grande, rende questo sport duro e complesso per i differenti colpi che si giocano durante le partite, che necessitano di un allenamento specifico sia tecnico che fisico. Con il caldo inoltre aumenta la sudorazione, principale meccanismo di termoregolazione del corpo, che va sempre compensata con un'adeguata reidratazione attraverso l'assunzione di liquidi. E al termine delle partite ciò che non deve mai mancare è un bel tuffo rigenerante in mare!

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