ALLENAMENTO ECCENTRICO E PREVENZIONE DEI DANNI MUSCOLARI
ALLENAMENTO ECCENTRICO |
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A cura del Prof. Mario Testi
In collaborazione con la rivista specializzata Nuova Atletica dal Friuli
Testo del Dott. Bisciotti Gian Nicola Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie di Torino
Facoltà di Scienze dello Sport dell'Università di Lione Consulente Scientifico
Internazionale FC. |
L'evento lesivo a livello muscolare, costituisce uno degli insulti traumatici
più ricorrenti in ambito sportivo. L'entità della lesione può andare dal semplice
stiramento , spesso associato a rottura dei piccoli vasi, con comparsa di dolore e tumefazione,
sino allo strappo muscolare completo. Le conseguenze per lo sportivo, che appaiono ovviamente correlate all'entità
della lesione subita, sono sempre comunque sgradevoli e comportano sempre una
sospensione, più o meno lunga, dell'attività agonistica e l'attuazione di un'idonea
terapia fisica.
Ma le lesioni muscolari possono essere correlate ad un particolare tipo di attivazione
muscolare? Ed inoltre si possono mettere in atto delle strategie, per cosi dire
"preventive" a riguardo?In questo articolo cercheremo di rispondere, anche se
non ovviamente in modo esaustivo, data la complessità del problema, a queste domande,
cercando, oltre che di fare chiarezza sugli eventi fisiologici che normalmente
caratterizzano l'evento traumatico, di fornire alcune indicazioni di ordine pratico
per cercare di mettere in atto un condizionamento muscolare il più idoneo possibile
alla prevenzione, entro ovviamente certi limiti, di questo tipo di traumi.
Il danno strutturale della fibra muscolare può essere causato, sia da una singola contrazione muscolare, come dall'effetto cumulativo di una serie di contrazioni. In ogni caso, il meccanismo maggiormente correlato al possibile danneggiamento della fibra
muscolare risulterebbe essere la contrazione di tipo eccentrico .
Contrazione eccentrica
La contrazione di tipo eccentrico è un particolare tipo di attivazione muscolare
durante la quale il muscolo produce forza, anziché accorciandosi come durante
il lavoro concentrico, allungandosi.
Per spiegare in termini pratici questo concetto di meccanica muscolare, immaginiamo
di tenere in mano con il braccio piegato a 90°, un manubrio il cui peso sia maggiore
rispetto alla massima forza esprimibile dal bicipite, poniamo 60 kg. In questo
caso, nonostante ogni sforzo, non può certamente flettere il braccio e portare
il manubrio verso la spalla, abbiamo appena detto che il suo peso è maggiore della
forza, anzi il braccio si distenderà verso il basso, proprio in virtù del grosso
carico che è tenuto in mano. L'unica cosa che si è in grado di fare in questa
situazione, è cercare di rallentare al massimo la caduta del carico, grazie appunto
ad una contrazione eccentrica del bicipite. In questa condizione il muscolo funziona
come un vero e proprio "freno": più si riuscirà a rallentare la caduta del peso,
maggiore sarà la forza di tipo eccentrico espressa.
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Figura 1 : La modalità di contrazione concentrica (riquadro di sinistra), prevede l'accorciamento
del ventre muscolare, mentre quell'eccentrica (riquadro di destra), vede il muscolo
allungarsi. |
Danno strutturale dovuto alla contrazione eccentrica
La ragione della maggior incidenza traumatica a livello muscolare, riscontrabile
durante una situazione di contrazione eccentrica, è soprattutto imputabile alla
maggior produzione di forza registrabile nel corso di quest'ultima, rispetto a quanto non avvenga nella
modalità di attivazione di tipo concentrico od isometrico. Infatti, durante una
contrazione eccentrica, effettuata alla velocità di 90° s-1, la forza espressa
dal distretto muscolare risulta essere di ben tre volte maggiore di quell'espressa,
alla stessa velocità, durante una contrazione concentrica. Inoltre, durante una
contrazione eccentrica, risulta maggiore anche la forza prodotta dagli elementi
passivi del tessuto connettivo del muscolo sottoposto ad allungamento. Soprattutto
con riferimento a quest'ultimo dato, occorre sottolineare come anche il fenomeno
puramente meccanico dell'elongazione, possa giocare un ruolo importante nell'insorgenza
dell'evento traumatico, visto che quest'ultimo può verificarsi, sia in un muscolo
che si presenti attivo durante la fase di stiramento, come in un distretto muscolare
che sia passivo durante la fase di elongazione. Durante la contrazione eccentrica
il muscolo è, in effetti, sottoposto ad un fenomeno di "overstretching" che, in
quanto tale, può determinare l'insorgenza di lesioni a livello dell'inserzione
tendinea, della giunzione muscolo-tendinea, oppure a livello di una zona muscolare
resa maggiormente fragile da un deficit di vascolarizzazione. E' interessante
notare come siano i muscoli pluriarticolari quelli maggiormente esposti ad insulti
traumatici, proprio per il fatto di dover controllare, attraverso la contrazione
eccentrica, il range articolare di due o più articolazioni). Anche la diversa
tipologia delle fibre muscolari presenta una differente incidenza d'evento traumatico.
Le fibre a contrazione rapida (FT), sono, infatti, maggiormente esposte a danni
strutturali rispetto a quelle a contrazione lenta (ST), probabilmente a causa
della loro maggior capacità contrattile, che si traduce in un'accresciuta produzione
di forza, e di velocità di contrazione, rispetto alle fibre di tipo ST. Inoltre
i muscoli che presentano un'alta percentuale di FT, sono generalmente più superficiali
e normalmente interessano due o più articolazioni, fattori entrambi predisponenti
al danno strutturale. Inoltre è interessante notare come l'insulto traumatico
sia prevalentemente localizzato a livello della giunzione muscolo-tendinea, a
testimonianza del fatto che in questa zona, come del resto nella porzione finale
della fibra muscolare, avvenga il maggior stress meccanico. In ultimo occorre
sottolineare il particolare aspetto metabolico connesso alla contrazione di tipo
eccentrico. Durante la contrazione di tipo eccentrico, poiché la vascolarizzazione muscolare
è interrotta, il lavoro svolto è di tipo anaerobico, questo determina, sia un
aumento della temperatura locale, che dell'acidosi, oltre ad una marcata anossia
cellulare.
Questi eventi metabolici si traducono in un'aumentata fragilità muscolare
ed in una possibile necrosi cellulare, sia a livello muscolare, che del connettivo
di sostegno.
L'allenamento eccentrico come metodologia d'allenamento muscolare di tipo "preventivo"
Considerando quindi il fatto che il muscolo si presenta particolarmente vulnerabile
nel momento in cui sia sottoposto ad una contrazione di tipo eccentrico, soprattutto
quando quest'ultima sia di notevole entità, come nel caso di uno sprint, di un
balzo o di comunque un gesto di tipo esplosivo, nasce l'esigenza di "condizionare"
i distretti muscolari maggiormente a rischio con un tipo di lavoro consono a questa
particolare esigenza. Si tratta quindi di agire secondo una metodologia di lavoro
che comporti la ricerca dell'instaurazione di un ambiente muscolare acido, condizione
immediatamente seguita, senza soluzione di continuità, da una serie di contrazioni
eccentriche rapide (definibili come eccentriche-flash ) effettuate sull'atleta da un operatore, oppure da una contrazione eccentrica
lenta e controllata (che potremmo definire come eccentrica-classica). L'acidosi
muscolare può essere prodotta da una serie di scatti a velocità massimale, ancor
meglio se effettuati su distanze relativamente brevi (20-30 metri) con arresto
e cambi di direzioni immediati, in modo da ricalcare, nella biomeccanica di corsa,
il più possibile il modello prestativo.
| Esempio 1: L'esercitazione è complessivamente composta da una serie di 5 scatti a velocità
massimale effettuati su di una distanza breve (20 metri), con arresto e cambiamento
di direzione, effettuati senza soluzione di continuità, abbinati ad una serie
di " contrazioni flash" ( 10-15 ripetizioni per gamba) a carico del bicipite femorale. |
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In tal modo il condizionamento muscolare è orientato verso un progressivo adattamento
nello sviluppare contrazioni eccentriche rapide ed intense in condizioni di forte
acidosi e di marcata anossia cellulare. Questo tipo di lavoro, come riportato
nell'esempio 1 , si dimostra particolarmente interessante per il bicipite femorale. Per provocare
una marcata acidosi locale, del bicipite femorale, è possibile indurre quest'ultima
attraverso un'esercitazione muscolare settoriale, come l'esercizio di leg curl,
eseguito ad esaurimento muscolare completo, immediatamente seguito dall'esercitazione
eccentrica, come descritto dall'esempio 2 .
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Esempio 2: Per provocare una marcata acidosi locale, del bicipite femorale, è possibile
effettuare un esercitazione muscolare settoriale, come il leg curl, eseguito ad
esaurimento muscolare completo (65-70% del carico massimale per 12-10 RM), immediatamente
seguito da una serie di "contrazioni flash" (10 -15 ripetizioni per gamba). |
Un altro schema di lavoro interessante, sempre a carico del bicipite femorale,
è costituito da una serie di corsa calciata, eseguita ad alta intensità, con l'ausilio
di bande elastiche, della durata di alcuni secondi, seguita da una serie di contrazioni
eccentriche-flash (esempio 3 ) o da contrazioni eccentriche di tipo tradizionale (esempio 4 ). Ricordiamo che una serie eccentrica, definibile come di tipo "classico",
comporta l'utilizzo di un carico sovra-massimale (110%-120% del carico massimale)
ed un numero di ripetizioni compreso tra 3 e 4, la fase eccentrica deve essere
eseguita molto lentamente e naturalmente la fase concentrica deve essere effettuata
grazie ad un aiuto esterno. Data la diversità della modalità di contrazione eccentrica
tra il cosiddetto "eccentrico-flash" ed il metodo "eccentrico classico", sarebbe
buona norma adottare entrambi questi tipi di lavoro, al fine di ottenere un condizionamento
muscolare consono ad entrambi i pattern di attivazione.
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Esempio 3: Un altro schema di lavoro a carico del bicipite femorale, può prevedere una
serie di corsa calciata, eseguita ad alta intensità, con l'ausilio di bande elastiche,
della durata compresa tra i 20 ed i 30 '', immediatamente seguita da una serie
di contrazioni eccentriche-flash (10 -15 ripetizioni per gamba). |
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| Esempio 4: Lo stesso schema di lavoro dell'esempio precedente, nel quale però l'eccentrico
"flash" è stato sostituito dall'eccentrico "classico" (carico pari al 120% del
massimale, 3- 4 ripetizioni eseguite il più lentamente possibile). E' sempre buona
norma adottare entrambi questi tipi di lavoro, al fine di ottenere un condizionamento
muscolare consono ad entrambi i pattern di attivazione. |
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Lo stesso tipo di lavoro è proponibile anche per il quadricipite femorale (esempio 5 ), in questo caso dopo una serie di skip con resistenza elastica, è eseguita
una serie di "eccentrico classico" al leg extension, oppure di contrazioni eccentriche
"flash" (esempio 6 ).
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| Esempio 5: Lo stesso tipo di lavoro per il quadricipite femorale, in questo caso dopo
una serie di skip con resistenza elastica della durata di 20-30'' viene eseguita
una serie di eccentrico "classico" al leg extension. (carico pari al 120% del
massimale, 3- 4 ripetizioni eseguite il più lentamente possibile). |
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| Esempio 6: Esercitazione simile alla precedente dove però, dopo una serie di skip con
resistenza elastica sempre della durata di 20-30", viene eseguita una serie di
eccentrico "flash" (10-15 ripetizioni per gamba). Anche nel caso del quadricipite
femorale è sempre consigliabile adottare entrambe le modalità di contrazione eccentrica
(classica e flash). |
Questi esempi esercitativi, che naturalmente posso essere integrati o modificati,
sempre restando in quest'ottica metodologica, possono quindi costituire sia un
egregio lavoro di tipo preventivo nei confronti dei possibili danni muscolari,
sia, ovviamente con i dovuti adattamenti, fornire una solida base di condizionamento
muscolare per ciò che riguarda i piani di lavoro riabilitativo susseguenti ad
eventi traumatici a livello muscolare.
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