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TRAUMI DA SPORT

TRAUMI DA SPORT

Lo sportivo, per la ripetitività del gesto atletico, sia in allenamento che in gara, sottopone a sollecitazione le proprie strutture osteomuscolari esponendosi al rischio di produrre nel tempo patologie da sovraccarico funzionale. Per meglio comprendere il lavoro articolare di uno sportivo professionista, basti pensare che un nuotatore di elevato livello di qualificazione, durante una stagione agonistica di 10 mesi, tra allenamenti e gare esegue con l’arto superiore 1.000.000 di bracciate, con tutte le implicazioni che ciò può comportare sulle spalle.

Oltre a questo rischio l’atleta, soprattutto se inesperto o poco allenato, può eseguire il gesto atletico scorrettamente od in condizioni non ottimali creando i presupposti per danneggiare il proprio organismo. Le lesioni acute invece riconoscono un momento meccanico preciso (cadute o colpi diretti) che produce lesioni immediate dolorose e che impone la sospensione dell’attività.

Le lesioni possono quindi essere di due tipi:

  • da sovraccarico funzionale (sollecitazione articolare abnorme e/o eccessivamente ripetuta);
  • traumatiche (cadute o colpi diretti);

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In questa sezione vengono trattati i traumi da sport, sia da sovraccarico funzionale, sia traumatiche, che possono verificarsi nella spalla, nel gomito, nel ginocchio e nella caviglia, più informazioni sulle lesioni muscolari e una trattazione specifica sui traumi da sci.

TRAUMI PER DISTRETTO

I più frequenti traumi dovuti all'attività sportiva, a partire dalle tendinopatie e le lussazioni, analizzati per singole articolazioni e per l’apparato muscolare.

TRAUMATOLOGIA DELLO SCI

Lo sci, sport che negli ultimi decenni ha visto accrescere i praticanti di ogni età e di entrambi i sessi, è pratica sportiva che espone, sia per l'ambiente in cui si esplica, sia per le attrezzature necessarie, al rischio di lesioni traumatiche.

PREVENZIONE E RIEDUCAZIONE

Quali sono gli eventi eventi fisiologici che normalmente caratterizzano l'evento traumatico, come prevenirli e come affrontare il periodo post-chirurgico, con esempi di programmi di rieducazione per casi specifici.

L'allenamento della muscolatura addominale riveste un ruolo importante, non certo per un fatto puramente estetico, ma perché tale muscolatura permette un miglioramento generalizzato del funzionamento dell'organismo. Questo miglioramento viene apprezzato, soprattutto, quando si riprende l'allenamento dopo un lungo periodo d'inattività.

Negli atleti allenati che svolgono attività fisica di tipo prevalentemente aerobico è frequente il riscontro di livelli ridotti di emoglobina ed ematocrito, in assenza di situazioni patologiche. Questa condizione frequente durante lo svolgimento di attività fisiche particolarmente intense, è stata denominata 'anemia da sport'. In effetti non si tratta di una reale carenza di ferro a livello fisiologico, ma di una discrepanza fra la velocità di formazione della protoporfirina e il ferro disponibile, quindi maggiori saranno le riserve minori sarà l’insorgenza della malattia.

DOMANDE E RISPOSTE SU FRATTURE DI TIBIA E PERONE

La frattura della tibia e del perone consiste in una lesione potenzialmente grave, in quanto non viene danneggiato soltanto l’osso ma anche i tessuti molli circostanti, muscoli, vasi sanguigni, tendini, legamenti e cute.

DOMANDE E RISPOSTE SU ROTTURA DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE: SINTOMI, DIAGNOSI E RIABILITAZIONE

Il legamento crociato anteriore impedisce al femore di spostarsi posteriormente durante la fase di carico sull’arto, stabilizza il ginocchio nell’estensione completa e impedisce l’iperestensione. Questo legamento è fortemente sollecitato mentre si fa sport ed è proprio durante lo svolgimento delle discipline sportive che si registrano i maggiori casi di rotture. In generale una rottura del crociato anteriore non necessita di un intervento d’urgenza come nel caso di una frattura.

Chiunque ha provato l'esperienza del mal di gambe che tipicamente si accusa nei giorni successivi ad un forte impegno muscolare, come nel caso di una lunga gita in montagna. Il male si protrae per qualche giorno e può essere così forte da ostacolare gravemente il movimento e portare a situazioni ove il controllo motorio dell'arto inferiore è così incerto da rappresentare causa di distorsioni.

LA SINDROME DA SUPERALLENAMENTO

Almeno il 50% della popolazione del fitness, per lo meno una volta nell’arco dell’attività sportiva, è destinata ad imbattersi in quelli che gli americani definiscono OTS (Over Training Sindrome) ovvero la sindrome da superallenamento, che si manifesta attraverso un profondo stato di malessere psico-fisico. Alcuni consigli utili per prevenire il fenomeno o per sconfiggerlo.

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