PROTOCOLLO PER LA RIEDUCAZIONE FUNZIONALE DEL GINOCCHIO |
A cura del Prof. Mario Testi | Premessa
Si tratta di un protocollo di rieducazione neuro-muscolare all'arto inferiore
in seguito ad intervento chirurgico di ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore
su un'atleta professionista (di pallavolo) di 22 anni. Il protocollo è un esempio
relativo ad un caso specifico trattato al Centro Regionale di Medicina dello Sport
di Trieste. Quanto di seguito indicato vuole solamente essere una dimostrazione
di come il lavoro riabilitativo può attuarsi e non già un protocollo standard
sul quale impostare una rieducazione valevole per tutti. Ogni persona da rieducare
è un caso a sé!Le tappe principali del programma riabilitativo sono state sempre
programmate in funzione delle risposte ottenute dalle visite specialistiche, eseguite
dal medico personale, alle quali l'atleta si è sottoposta nel periodo considerato.
Obiettivi principali del programma
- ristabilire tonicità e forza della muscolatura dell'arto operato riducendo l'ipotrofia muscolare causata
dalla lunga immobilità;
- rafforzare i sistemi propriocettivi per il controllo della stabilità statica e dinamica.
Durata del programma
È stata di 13 settimane, 11 settimane svolte presso il Centro Regionale di Medicina
dello Sport di Trieste e 2 settimane svolte presso la sede della propria squadra,
a Bergamo, durante la fase iniziale del periodo di preparazione.
Situazione iniziale
Il programma ha avuto inizio 4 settimane e dopo l'intervento dopo un ciclo (9
sedute) di fisioterapia; l'atleta appoggiava e caricava totalmente l'arto in deambulazione,
evidenziando ancora una marcata zoppia.
Test iniziali
Prima di iniziare il lavoro riabilitativo, sono state valutate le capacità preesistenti
dell'arto infortunato e le potenzialità massimali dell'arto sano al fine di stabilire
l'eventuale traguardo riabilitativo. La flesso-estensione della gamba sulla coscia
era limitata dai 15 gradi in estensione ai 115 gradi in flessione.
La tipologia del lavoro programmato:
- isometrico - lavoro durante il quale il carico è appoggiato sull'arto infortunato e che
deve produrre una forza contrapposta per non modificare l'angolo del ginocchio,
impostato inizialmente;
- concentrico - lavoro di spinta, svolto a bassa velocità e con un carico inferiore a quello
massimale, dove la fase di ritorno può essere aiutata dall'arto sano;
- eccentrico - lavoro svolto con un carico superiore a quello massimale (120 - 130%), durante
il quale la fase di spinta è effettuata da ambedue gli arti, mentre la fase di
ritorno, è svolta soltanto dall'arto infortunato che deve frenare il carico fino
a riportarlo nella posizione di partenza;
- eccentrico/concentrico (dinamico o con rimbalzo) - lavoro dinamico (svolto alla pressa) durante il
quale la velocità della spinta è tale da poter produrre il distacco dei piedi
dalla pedana d'appoggio, con una conseguente "fase di volo".
Tale dinamicità dev'essere mantenuta per tutte le spinte programmate, determinando
un andamento a rimbalzo.
La ciclicità del carico
Ogni periodo di rieducazione è stato programmato in modo che il carico di lavoro
non restasse mai costante, ma variasse seduta dopo seduta. Ciò con l'intento d'accrescere
di volta in volta la capacità di ri-adattamento dell'arto infortunato fino a raggiungere
le potenzialità dell'arto sano, considerato come il traguardo riabilitativo. Con
gli stessi criteri, anche l'arto sano è stato sottoposto ad un potenziamento muscolare
particolarmente intenso (vedi lavoro di compensazione sull'arto sano).
Impacco di ghiaccio dopo l'allenamento
L'impacco con il ghiaccio dopo la seduta d'allenamento è stato sempre sconsigliato;
l'eventuale gonfiore persistente, non assorbito nel recupero in tempi fisiologici,
avrebbe indicato che il lavoro effettuato (esercizio e/o carico) non era stato
tollerato e/o assorbito dell'articolazione. Il gonfiore è da considerarsi sempre
come un campanello d'allarme molto importante nel processo riabilitativo, mascherarlo
può causare spiacevoli, a volte gravi, conseguenze sul proseguimento della rieducazione.

E' stato strutturato in tre sedute, svolte a giorni alterni, per controllare
se il lavoro proposto avrebbe determinato gonfiore, indolenzimento o altro.Il
riscaldamento è stato impostato alla cyclette per poi passare al lavoro specifico
di potenziamento muscolare alle macchine.Il lavoro è stato così impostato:
| Cyclette (Lifecycle horizontal) |
50W per 10' |
| Lavoro con sovraccarico |
Pressa - eccentricoPressa - concentricoLeg extension - isometrico |
| Carico sull'arto infortunato [kg] |
Da 1539 a 1867.5 |
| Carico di compensazione arto sano [kg] |
2790 |
| Angoli di lavoro |
Pressa: da 20° a 100°Leg extension: 30° |
Gli esercizi di propriocettività: sono stati impostati in maniera statica: l'atleta
doveva mantenere una precisa posizione sull'attrezzo specifico per un tempo determinato.


Non essendoci state conseguenze negative nella prima settimana, nel secondo periodo,
è stato svolto un programma che rispecchiava il precedente.Il lavoro è stato così
impostato:
| Cyclette (Lifecycle horizontal) |
50W per 10' 75W per 10' |
| Lavoro con sovraccarico |
Pressa - eccentricoPressa - concentricoLeg extension - isometricoLeg extension
- concentrico |
| Carico sull'arto infortunato [kg] |
Da 1915 a 3014 |
| Carico di compensazione arto sano [kg] |
Da 3410 a 4130 |
| Angoli di lavoro |
Pressa: da 10° a 110°Leg extension: 30° in isometria 20° - 90° concentrico |
Gli esercizi di propriocettività: sono stati inseriti esercizi con la palla (palleggio e lancio).
In questo periodo l'allenamento è stato svolto a giorni alterni, e non si è mai
verificato alcun effetto d'intolleranza da parte dell'atleta.
Il recupero della mobilità articolare
Per recuperare l'escursione articolare, in questi due periodi, sono stati effettuati
degli esercizi d'allungamento muscolare (stretching preceduto da contrazione isometrica),
che momentaneamente avevano l'effetto di aumentare il grado di libertà articolare.
Dopo il riposo, però, l'estensibilità raggiunta, regrediva totalmente.Questo fenomeno
è stato imputato al più elevato tono muscolare riflesso posseduto dall'arto leso,
che tendeva a salvaguardare l'articolazione limitandone l'escursione; dopo la
contrazione isometrica, quindi, il tono veniva limitato permettendo così una maggiore
articolabilità, che regrediva totalmente una volta che il riposo rigenerava integralmente
tutti i sistemi energetici muscolari. Si è deciso allora di abbandonare tale forma
di lavoro, aspettando che l'effetto dell'allenamento generale normalizzasse il
tono muscolare e di conseguenza il controllo neuro-muscolare sull'articolazione.

Il lavoro è stato così scandito:
| Cyclette (Lifecycle horizontal) |
50W per 5'75W per 10'100W per 3' |
| Lavoro con sovraccarico |
Pressa - eccentricoPressa - concentricoLeg extension - isometricoLeg extension
- concentrico |
| Carico sull'arto infortunato [kg] |
Da 4155 a 5064 |
| Carico di compensazione arto sano [kg] |
Da 4360 a 5640 |
| Angoli di lavoro |
Pressa: da 0° a 110°Leg extension: 30° in isometria10° - 90° concentrico |
 |
Gli esercizi di propriocettività: statici su tavoletta, con palleggio e lancio, deambulazione tra tavolette, senza
e con palleggio.
A conclusione di questa fase di lavoro è stato programmato un periodo di riposo
alla fine del quale l'atleta è stata sottoposta al primo controllo medico del
proprio chirurgo, il quale ha evidenziato un buon recupero della trofia e della
mobilità ( quest'ultima compresa tra 5 gradi d'estensione e i 140-145 gradi di
flessione). |

Caratterizzato dalla ripresa della corsa.
Dal risultato del test di Cooper, svolto in forma ridotta sui 6 minuti, metri
860, è stato impostato il programma di ripresa della corsa in forma intervallata. In tale periodo il lavoro è stato programmato
in modo da incrementare la distanza da percorrere dai 1100 a 1300 metri, con velocità
comprese dai 9.5 - 11 km/h.Il lavoro è stato così impostato:
| Cyclette (Lifecycle horizontal) |
50W per 5' 75W per 5'100W per 5'125W per 5' |
| Lavoro con sovraccarico |
Pressa - eccentricoPressa - concentricoLeg extension - concentrico |
| Carico sull'arto infortunato [kg] |
Da 4950 a 7487 |
| Carico di compensazione arto sano [kg] |
Da 7942 a 9307 |
| Angoli di lavoro |
Pressa: da 0 a 110Leg extension: 0° - 110° |
| Corsa |
Da 1000 m. a 1300 m. a 9,5 - 11 km/h |
Gli esercizi di propriocettività: sono stati intensificati inserendo esercitazioni dinamiche e di deambulazione
tra le tavolette, salti su tavoletta con doppio e singolo appoggio.

Caratterizzato dalla ripresa del lavoro dinamico con rimbalzo computerizzato.
Il lavoro computerizzato
L'atleta deve eseguire il lavoro dinamico con rimbalzo programmato alla macchina
pesi collegata ad un computer che permette di visionare sul monitor la forza espressa
ad ogni sollevamento. In questo modo l'atleta conosce l'entità della prestazione
(spinta) appena effettuata e deve superarla con la spinta successiva. Il lavoro computerizzato è basato sull'esaltazione della motivazione che porta
l'atleta ad esaurire sempre e completamente tutte le sue riserve energetiche favorendo
così un più alto livello di supercompensazione. Questo si traduce in un maggior
impegno che crea una più elevata capacità d'adattamento, che determina un più
consistente livello di partenza per la seduta successiva. Allo stesso tempo il
lavoro computerizzato permette di controllare quando la prestazione decade in
maniera consistente.Questo fatto può essere considerato come indice di raggiunto
affaticamento.
Con tale metodica la quantità di carico di lavoro della seduta è stato aumentato
notevolmente poiché come riferimento è stata presa in considerazione la forza
realmente sviluppata e non il carico totale programmato.Il carico totale programmato
è calcolato come il prodotto tra il carico di lavoro e le ripetizioni e le serie
programmate.La forza realmente sviluppata è la somma d'ogni singola forza di spinta
espressa in ogni ripetizione effettuata. In genere la forza di spinta è maggiore
del 35-40% del carico programmato.
Alla fine del lavoro computerizzato il tendine rotuleo evidenziava un lieve gonfiore,
indolenzimento ed insofferenza al tatto, ma tali fenomeni regredivano dopo alcune
ore di riposo.Sono sempre stati, comunque, sconsigliati gli impacchi di ghiaccio
dopo allenamento affinché i fenomeni di gonfiore potessero evidenziare i tempi
d'assorbimento del lavoro svolto ed eventuali errori sul carico proposto.Durante
tale periodo è stato intensificato anche il programma di corsa, visti i risultati
raggiunti nel test di Cooper 1996 metri, svolto in forma completa sui 12 minuti.
Il lavoro è stato così proposto:
| Corsa |
Da 2700 m. a 3200 m. a 11 - 13.5 km/h |
| Cyclette (Lifecycle horizontal) |
75W per 5'100W per 3'125W per 3'150W per 3'175W per 3' |
| Lavoro con sovraccarico |
Pressa - eccentricoPressa - concentricoPressa - dinamico con rimbalzo computerizzato |
| Carico sull'arto infortunato [kg] |
Da 11880 a 16099.5 |
| Carico di compensazione arto sano [kg] |
Da 11007.2 a 18588.5 |
| Angoli di lavoro |
Pressa: da 0° a 110° |
Gli esercizi di propriocettività: sono stati introdotti esercitazioni di salto controllato tra gli attrezzi senza
e con palleggio.
Alla fine di questa fase di lavoro l'atleta è stata sottoposta a visita di controllo
dal proprio ortopedico.

Dalle indicazioni ricevute dall'ortopedico, il programma di rieducazione è stato
indirizzato principalmente a ristabilire la simmetria della trofia muscolare.
Dalla valutazione antropometrica, infatti, risultava che le differenze tra le
circonferenze (?C ), alle varie altezze della coscia, esistente tra l'arto sano
e quello leso, erano:
| cm dal bordo superiore della patella |
ΔC [cm] |
| 10 |
2.5 |
| 20 |
4.5 |
| 28 |
1.5 |
Il programma, quindi, è stato modificato sostituendo il lavoro di corsa con
un lavoro alla cyclette orizzontale durante il quale l'atleta era invitata a spingere
prevalentemente con l'arto destro.E' stato anche modificato il lavoro con il sovraccarico:
è stato proposto un sistema di distribuzione del carico in forma variabile (piramidale).
Il lavoro è stato così impostato:
| Cyclette (Lifecycle horizontal) |
75W per 10'100W per 3'125W per 3'150W per 3'175W per 3'200W per 3' |
| Lavoro con sovraccarico |
Pressa - eccentricoPressa - concentricoPressa - dinamico con rimbalzo |
| Carico sull'arto infortunato [kg] |
Da 15067.5 a 21080 |
| Carico di compensazione arto sano [kg] |
Da 14892 a 20777.2 |
| Angoli di lavoro |
Pressa: da 0° a 110° |
Dopo tale fase di lavoro la differenza tra le circonferenze della coscia si era
ridotta a:
| cm dal bordo superiore della patella |
ΔC [cm] |
| 10 |
0.5 |
| 20 |
1.5 |
| 28 |
0 |
Gli esercizi di propriocettività: salti su tavoletta con doppio e singolo appoggio, salti tra tavolette con doppio
e singolo appoggio, salti tra tavolette con ostacolo (plinto 30, 40, 50, 60 cm)
con doppio e singolo appoggio.
Ripresa del lavoro tecnico
Nel piano di lavoro generale sono state anche inserite esercitazioni di palleggio
con spostamento avanti, indietro e laterale, cerando di riprodurre quelle tipiche
che si vengono a creare durante le fasi di gioco. Queste esercitazioni venivano
svolte salvaguardando il ginocchio con un tutore.
I test effettuati
Muscolari
| Esercizio/Esame |
I° |
II° |
III° |
IV° |
V° |
| Pressa Sx |
64(*) |
81(*) |
88(*) |
91(*) |
97.96(**) |
| Pressa Dx |
|
70(*) |
73(*) |
88(*) |
94.44(**) |
| Leg ext.Sx |
49(*) |
63(*) |
66(*) |
63(*) |
67.05(**) |
| Leg Ext.Dx |
|
31(*) |
42(*) |
42(*) |
39.90(**) |
| (*) Esame eseguito con metodo manuale(**) Esame eseguito con metodo computerizzato |
Cooper
| Data |
19.06. |
17.07. |
25.08. |
| metri |
860(*) |
1996(**) |
2400(**) | |
| (*) Esame eseguito nel tempo di 6 minuti(**) Esame eseguito nel tempo di 12 minuti |
L'incremento del carico proposto Il grafico evidenzia l'andamento dell'incremento del carico programmato durante
tutto il periodo di rieducazione sia per l'arto da rieducare (Carico sull'arto
infortunato [kg]) sia per quello sano (Carico di compensazione arto sano [kg]).

Il lavoro di compensazione svolto sull'arto sano aveva lo scopo di stabilire
il traguardo riabilitativo in condizione d'allenamento e quindi più prossima all'impegno
agonistico.
Inconvenienti insorti
Durante tutto il periodo considerato si sono verificati i seguenti inconvenienti:
- affaticamento della regione lombare della schiena determinato, presumibilmente,
dalla posizione di compensazione durante il lavoro alla pressa con l'arto sano.
E' stato risolto con una modifica del programma di lavoro e sfruttando il riposo
del week-end.
- contrattura all'adduttore destro, presumibilmente determinato, anche, dalle condizioni
climatiche della palestra.
- contusione al ginocchio destro nella zona sottorotulea mediale, determinata da
una caduta in fase di recupero di un pallone, durante un'esercitazione di spostamento
laterale in palleggio.
Situazione finale
Persiste un leggera ipotrofia del muscolo quadricipite destro quantificabile
in una riduzione di 1.5 cm della circonferenza, rispetto l'arto sano, misurata
a 10 cm dal margine superiore della patella.
La forza: per quanto riguarda la potenzialità espressa alla pressa (pressa da
seduti - Life Fitness) con un'escursione di 42 cm, i valori riscontrati sono stati
di:
| arto sinistro |
97.9609 |
| arto destro |
94.4498 |
| deficit% |
3.58 |
Essendo l'arto destro l'arto di spinta dell'atleta, si può indicare che il deficit%
teorico raggiunge il 13.58%.
Per quanto riguarda le potenzialità espresse alla leg extension (Life Fitness)
con un'escursione di 85°, i valori riscontrati sono stati di:
| arto sinistro |
67.0566 |
| arto destro |
39.9044 |
| deficit% |
40.49 |
Tale differenza può spiegarsi con l'intolleranza che l'atleta ha sempre manifestato
in tale esercitazione dinamica; quando l'arto era sottoposto a tale lavoro, immediatamente
si manifestavano dolore, ipersensibilità anche al tatto, leggero gonfiore del
tendine rotuleo, ecc.. A livello preventivo, dunque, tale esercitazione è stata
evitata per quasi tutto il programma rieducativo, meno che nel periodo finale
durante il quale l'atleta accettava l'esercitazione svolta, però, con carichi
limitati.La flesso-estensione è stata recuperata quasi completamente. Seppur nell'estensione
la gamba si estende perfettamente sulla coscia, ad un esame visivo di confronto
tra gli arti si può notare che la gamba sana presenta una leggera iperestesione,
determinata ovviamente da fattori genetici, che difficilmente potrà essere recuperata
dall'arto infortunato.La flessione è ancora ridotta d'alcuni gradi quantificabili
in 5-7°.
Schema del programma da svolgere presso la propria sede
| Corsa |
Da 3300 m. a 4500 m. a 12.5 - 15.5 km/h |
| Lavoro con sovraccarico |
Pressa - eccentricoPressa - concentricoPressa - dinamico con rimbalzo |
| Carico sull'arto infortunato [kg] |
Da 19890 a 25567.5 |
| Angoli di lavoro |
Pressa: da 0° a 110° |
| Cyclette (Lifecycle horizontal) |
75W per 10'100W per 3'125W per 3'150W per 3'175W per 3'200W per 3' |
| Esercizi di propriocettività |
Salti su tavoletta con doppio e singolo appoggioSalti tra tavolette con doppio
e singolo appoggioSalti tra tavolette con ostacolo (plinto 30, 40, 50, 60 cm)
con doppio e singolo appoggio |
Avvertenze:
- Continuare il lavoro rieducativo cercando di rispecchiare le caratteristiche
impostate precedentemente con esercitazioni alla pressa ed alla leg extension,
con carichi poco elevati e a basse velocità.
- Continuare un massiccio lavoro propriocettivo cercando di riproporre gli sbilanciamenti
laterali tipici della ricaduta dopo palleggio a rete.
- Riprendere in modo graduale il lavoro tecnico evitando assolutamente di consigliare
all'atleta di saltare. Tale azione motoria deve essere preventivamente autorizzata
dal medico ortopedico.
- Evitare gli affondi e le massime accosciate.
NOTA finale:
Si ribadisce che il lavoro presentato è un protocollo per la rieducazione del
ginocchio impostato per un'atleta particolare e, quindi, vuole essere solo una
traccia del lavoro da fare per tale specifica problematica.Si sconsiglia, pertanto,
di NON proporre integralmente quanto riportato ad altri atleti! |