TRAUMI DEL CAPO E AL RACHIDE CERVICALE
Sono legati soprattutto a tre fattori:
- aumento della velocità di discesa;
- incremento dei praticanti con aumento della densità di sciatori sulla pista;
- urti contro ostacoli naturali (alberi, rocce…) durante i fuoripista o contro
ostacoli non segnalati o non protetti (piloni di funivia, tralicci di cavi….ecc.).
Il risultato è un incremento di traumi al capo, commotivi o meno, così come un
aumento delle distorsioni del rachide cervicale legate a traumi del capo con iperestensione
del collo.
Assi di movimento fisiologico
Nella figura viene schematizzato l'arco fisiologico di movimento dello scheletro cervicale , che ricordiamo è formato da sette vertebre sovrapposte e tra loro articolate
ed articolate con il cranio a livello del primo e secondo cervicale. A sinistra
è schematizzato l'effetto meccanico che un urto al capo (A ) provoca alla colonna cervicale determinando un iperestensione, rotazione e
compressione dei corpi vertebrali (B ).
Le conseguenze di una simile sinergia possono spaziare da lesioni muscolari e
capsulo-legamentose di lieve entità fino a lussazione o frattura di corpi cervicali,
con danno del midollo spinale cui possono conseguire lesioni irreversibili ed
invalidanti.
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