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LA BIBLIOTERAPIA: DAI LIBRI ALLA SALUTE

A cura della Dott.ssa Monica Monaco

Sebbene spesso il termine “biblioterapia” sia utilizzato in Italia in modo piuttosto riduttivo, per designare la lettura di libri spesso consigliati da professionisti con l’obiettivo di migliorare un problema, questa metodologia di aiuto è in realtà un efficace e scientifico insieme di peculiari tecniche interattive di supporto alla salute, che viene adottato con successo in gran parte del mondo, basandosi su relazioni di aiuto che si intrecciano con il supporto preminente della lettura di libri o di parti di scritti informativi, letterari, nonché di materiali idonei in funzioni delle finalità specifiche che si intende raggiungere.

La Biblioterapia è un processo interattivo

Indubbiamente la storia della biblioterapia affonda le sue radici nella semplice lettura di testi in grado di produrre talvolta alcuni benefici spontanei derivanti dalla capacità di suscitare delle riflessioni o delle reazioni emotive positive, in grado di motivare, di informare o, ancora, di insegnare delle strategie per affrontare delle problematiche.
Inizialmente il termine inglese “bibliotherapy” è stato utilizzato per designare i tentativi di prescrivere libri ritenuti in grado di sostenere la crescita personale e la risoluzione di problemi, un metodo consistente sostanzialmente in forme sperimentali di lettura considerata talvolta “abreativa” e in altri casi in grado di attivare risorse di “auto-aiuto”.
Questo tipo di interventi di lettura a sostegno della salute sono stati adottati inizialmente in modo ufficiale in numerosi reparti ospedalieri americani (psichiatria, oncologia, ecc.) in cui sono state istituite delle librerie ricche di materiali ritenuti in grado di stimolare la vita intellettuale e di risollevare l’umore dei malati, in particolare dei lungodegenti ai quali sono stati proposte spesso forme romanzate, poetiche o anche avventure e libri relativi a viaggi, ritenuti ricchi di stimoli emotivi in grado di portare i pazienti per qualche ora “fuori” dal proprio letto.
Ben presto l’uso della lettura per supportare la salute ha trovato spazi di accoglienza in altre strutture: dalle scuole ai centri di aiuto medico e psicologico, fino ai contesti di aiuto spirituale.
La semplice messa a disposizione di materiali di lettura e l’abitudine a fornire consigli relativi alle letture, ritenute idonee basandosi su prospettive teoriche diverse e centrandosi sulle reazioni del lettore-consulente, sono stati trasformati gradualmente in momenti di lettura condivisa di una vasta tipologia di scritti.
Il passo fondamentale nella definizione della biblioterapia come è attualmente concepita e adottata efficacemente da diversi professionisti di tutto il mondo e nella sua strutturazione in quanto sistematico metodo di aiuto, è stato fatto a partire dall’osservazione delle differenti reazioni che possono avere più persone quando si confrontano emotivamente o riflettono sullo stesso testo.
La crisi dell’approccio basato sull’ipotesi dell’esistenza di poteri terapeutici assoluti posseduti da certi testi ha portato a porre l’accento sulla relazione come metodo per riportare i lettori verso i significati e le esperienze emotive ritenute utili per favorire i percorsi di cambiamento e di guarigione.
L’esperienza dei biblioterapisti ha portato ad individuare efficaci criteri di scelta del materiale da adottare in relazione alle dinamiche individuali (psicologiche, educative, sociali) che si intende stimolare, nonché allo sviluppo di metodi di accompagnamento alla lettura e di facilitazione della discussione che deve far seguito ad essa in un efficace contesto biblioterapeutico.

Oggi la biblioterapia, chiamata spesso anche “libroterapia”, ha definito, attraverso questo percorso per aggiustamenti progressivi, la sua immagine, i suoi metodi e gli strumenti più efficaci per le finalità che si propone. Pertanto, se si intende usare la biblioterapia nel senso effettivo del termine “terapia”, e non come puro strumento di cultura o diletto, essa va impostata come un processo interattivo che, partendo dalla lettura, intende stimolare la riflessione e il cambiamento personale per supportare la salute, sia essa fisica, psicologica che sociale.

Più precisamente, è possibile chiarire le caratteristiche essenziali che deve possedere un percorso effettivamente definibile “biblioterapeutico”, facendo riferimento all’approccio dei più noti esperti di fama mondiale che adottano da anni questo metodo (McCarty Hynes A., Hynes-Berry M., 1994).

Aspetti essenziali per poter parlare di biblioterapia

1. la biblioterapia va impostata come un processo interattivo che presuppone la condivisione e discussione, sincronica o differita, di vissuti interiori (pensieri, emozioni) che nascono da una lettura di un testo (o da attività paragonabili svolte con uno strumento-stimolo simile) scelto da un professionista esperto sul metodo e in relazione al contesto professionale in cui si interviene;

2. il processo biblioterapeutico di interazione può riguardare sia contesti di intervento clinico che contesti evolutivi, purché in tutti i casi il lavoro rimanga incentrato sul rapporto con la salute per definirsi davvero “terapeutico”, anche se talvolta tale accezione può essere utilizzata in senso più ampio e altre volte in senso più stretto;
3. i risultati di un percorso di biblioterapia efficace, conseguentemente, devono comportare un miglioramento misurabile, seppur minimo, del benessere personale che può consistere nell’assunzione di valori, vissuti o abitudini psicologiche e sociali utili alla salute in uno o più dei suoi aspetti;
4. il materiale di lettura utilizzato in questo metodo di aiuto, dal momento che l’accento non è centrato sulla cultura, deve essere selezionato evitando qualsiasi atteggiamento di pregiudizio di qualità: il focus di scelta è infatti la possibilità di migliorare la salute in qualche suo aspetto, attraverso una comunicazione centrata sui processi e sulle realtà soggettive piuttosto che sui contenuti (criterio particolarmente importante da rispettare se il biblioterapeuta è anche un insegnante);
5. un percorso biblioterapeutico può essere condotto in un contesto di comunicazione di coppia oppure in un contesto di gruppo qualora le esigenze di “salute” dei partecipanti siano simili e conseguentemente gli obiettivi condivisi e raggiungibili con un intervento comune;
6. per parlare effettivamente di biblioterapia è necessario che vi sia un uso primario e predominante del metodo della lettura interattiva all'interno di un percorso, piuttosto che come una parte minima dello stesso (es. non può essere ritenuta biblioterapia la prescrizione saltuaria della lettura di un libro in un percorso psicoterapeutico, né l’uso di metodi di lettura-scrittura intercalati in percorsi incentrati su tecniche che non si basano sulla lettura come abituale punto di partenza della relazione d’aiuto);
7. l'efficacia della biblioterapia, come mostrano numerose esperienze, non dipende dall’uso di un materiale oggettivamente terapeutico (che in effetti non esiste), bensì dalle capacità del conduttore-facilitatore di scegliere materiale che risponda ai bisogni e alle risorse dei partecipanti in modo da affrontare eventuali resistenze o dissensi, guidando le prospettive e le emozioni dei presenti in un confronto che non deve coincidere pertanto con l’accordo su quanto è stato letto, ma piuttosto con una trasformazione interiore e soggettiva di un tema essenziale per il benessere.

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Biblioterapia e biblioterapisti nel mondo

Come si osserva nel panorama dei paesi che da anni adottano validamente interenti di libroterapia, il biblioterapista è un conduttore che ha la funzione di “facilitare” i vissuti legati al testo-guida in modo da accompagnare la persona (o il gruppo) nel compiere singoli passi utili per migliorare uno o più aspetti individuali (e assolutamente soggettivi) necessari per sentirsi meglio. In questo senso i progressi devono essere considerati dal conduttore attraverso delle fasi di monitoraggio delle risposte mostrate durante il percorso ed eventualmente attraverso delle valutazioni con strumenti specifici per misurare lo stato di “salute” su cui si interviene.
La formazione di un biblioterapeuta, pertanto, comprende sia un bagaglio specifico di conoscenze, metodi e tecniche di conduzione comprese tra quelle che hanno mostrato di esser più efficaci nel corso di interventi sperimentati in diversi paesi del mondo, sia una formazione professionale specifica in relazione agli obiettivi che si intende raggiungere.
Pertanto, incrociando le competenze specifiche agli obiettivi connessi alla professione si rintracciano quattro grandi categorie di conduttori e, conseguentemente, quattro tipi di interventi biblioterapeutici molto diversi tra loro che sono stati attuati in diversi paesi.
I biblioterapisti psicoterapeuti utilizzano i metodi di biblioterapia interattiva per raggiungere scopi di miglioramento e/o di guarigione di disturbi mentali, intervenendo anche sulle “dimensioni patologiche” nel corso del lavoro biblioterapeutico. La biblioterapia in questi casi viene meglio definita “biblioterapia psicoterapeutica”.
I biblioterapisti medici (non psicoterapeuti) hanno spesso adottato la biblioterapia per raggiungere i loro scopi di tradizionale educazione sanitaria, mirando al miglioramento di cattive abitudini responsabili di numerosi problemi di salute di loro specifica competenza.
I biblioterapisti psicologi (non psicoterapeuti) adottano la biblioterapia per finalità di prevenzione e di diagnosi psicologica, nonché per attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico. La biblioterapia in questi casi è stata a volte definita con termini che possono essere tradotti come “biblio-psicologia”, “biblioterapia psicologica” o “psicobiblioterapia”.
I biblioterapisti operatori di formazione ed educatori utilizzano i metodi di biblioterapia per favorire l’educazione ed il sano sviluppo, ponendosi degli obiettivi realizzabili in funzione del proprio settore di intervento. Si tratta di percorsi in ambito pedagogico, artistico, motorio, culturale, sociale, ricreativo, che, in relazione alla tipologia di professionisti che conducono, permettono di parlare di “counseling biblioterapeutico”, di “letteratura-evolutiva” o anche di “orientamento biblioterapeutico”.

Il materiale biblioterapeutico

Nella biblioterapia è possibile adottare, in base a giustificate esigenze connesse agli obiettivi che ci si propone di raggiungere, materiale proveniente da fonti molto differenti che, come è stato detto, non deve avere necessariamente contenuti letterari rilevanti, ma che deve possedere un certo “potere” legato alla capacità di stimolare riflessioni positive per la salute.
Generalmente si è osservato che tale “potenziale terapeutico” è connesso ad alcune caratteristiche che permettono di distinguere il “buon materiale biblioterapeutico”. Più precisamente, la qualità di quest’ultimo è legata alla presenza di una o più dimensioni tematiche e di una o più dimensioni stilistiche tra quelle indicate di seguito. Gli indicatori tematici mostrano generalmente di essere migliori predittori di efficacia rispetto a quelli stilistici.

INDICATORI TEMATICI DI BUONA QUALITÁ DI UN TESTO O DI ALTRO MATERIALE BIBLIOTERAPEUTICO
1. il testo/materiale tratta di esperienze universali;
2. il materiale ha un modo peculiare e di effetto di affrontare un tema comune;
3. il testo/materiale è comprensibile e privo di significati oscuri;
4. il materiale letterario tratta il tema con una certa positività, pur affrontando e non sminuendolo certi temi “forti”.

INDICATORI STILISTICI DI BUONA QUALITÁ DI UN TESTO O DI ALTRO MATERIALE BIBLIOTERAPEUTICO

1. il testo/materiale ha un ritmo continuo che favorisce la lettura e l’attenzione;
2. il materiale letterario ha la capacità di stimolare i cinque sensi attraverso l’immaginazione;
3. il materiale letterario adotta un vocabolario chiaro e vicino a quello dei lettori-ascoltatori;
4. la lunghezza/durata è tale da consentire tutte le attività che si prevedono in una sessione, senza stancare l’attenzione.

In biblioterapia il materiale-stimolo adoperabile può comprendere, in base alle tecniche che si intende adottare:
• parti di libri (raramente interi libri con lettura frazionata in più sedute);
• brevi storie;
• citazioni;
• testi di canzoni;
• poesie o parti di esse (si parla in questi casi di poesiaterapia o biblio-poesiaterapia);
• articoli di giornale o tratti da riviste scientifiche (si parla in questi casi di journal therapy);
• favole (e si adotta in genere il termine specifico di fiaboterapia);
• parti di copioni (utilizzando una forma specifica di teatroterapia che viene chiamata, in ragione del suo approccio biblioterapeutico, biblio-teatroterapia o biblio-dramma);
• video (spot, video musicali, corti, scene selezionate).

Le attività possibili in libroterapia

In relazione al materiale e alla specifica preparazione professionale del conduttore, sono state sperimentate diverse modalità di conduzione che possono prevedere attività, condotte secondo l’impostazione biblioterapeutica e le finalità di questo approccio di aiuto, quali:
• lettura silenziosa, a voce alta o corale;
• discussione guidata;
• drammatizzazione;
• scrittura creativa;
• espressione corporea e danza;
• proiezioni video;
• ascolto di suoni e musiche;
• attività grafico-pittoriche;
• esperienze di manipolazione di materiali e oggetti;
• tecniche di consapevolezza psicocorporea.

Ogni attività accostata alla lettura viene adottata in biblioterapia con lo scopo e gli accorgimenti tecnici che permettono di potenziare le riflessioni su un tema e sui vissuti emotivi conseguenti, in modo da guidare verso un cambiamento personale positivo.
Va ricordato altresì che la differenza tra biblioterapia e metodi di lettura guidata o consigli di manuali di auto-aiuto consiste anche nel monitoraggio iniziale dei bisogni, nella valutazione dei miglioramenti osservabili nel corso delle risposte agli stimoli letterari (realizzata con apposite check lists) e nel controllo finale dei cambiamenti positivi raggiunti.

Riferimenti bibliografici

- Philpot G., Britt L., 1999, Bibliotherapy for Classroom Use, Paperback.
- McCarty Hynes A., Hynes-Berry M., 1994, Biblio/Poetry Therapy: the interactive process, Paperback.
- Monaco M., 2008, Corso di formazione per conduttori di biblioterapia, Accademia Menteviva.

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